La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Informazione Contro!

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Blog di controinformazione di Pier Luigi Zanata

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

domenica 26 dicembre 2010

Il Presepe del Granarone a Calcata


CALCATA (Viterbo)
PRESEPE di Marijcke Van Der Maden
Data:
08/12/2010
Ora:
10.00
Evento:
Dal 9 dicembre si può ammirare un presepe particolare . Le figure sono tutte modellate a mano e rapresentano gli abitanti di Calcata. Ogni anno l'artista crea,in segreto, un personaggio nuovo che verrà scopero a Natale.
ingresso libero
orario: sabato, domenica e festivo: 10-20
feriali su appuntamento







Il presepe del Granarone è famoso in tutto il mondo perché unico nel suo genere; a suscitare tanto interesse è il fatto che le figure che circondano la Natività, tutte create da Marijcke, raffigurano uno per uno i reali abitanti di Calcata intenti nelle loro attività. Abbiamo così la signora Ines, piegata sul suo famoso e prolifico orto, la signora Avelia, l'ultima abitante originaria del borgo ad aver lasciato solo di recente la sua casetta e perfettamente riconoscibile con il suo golfino bordeaux, o lo scomparso 'zi Pietro che grazie alla statuina del presepe può continuare a suonare la sua fisarmonica. Ci sono anche Pasquale e Agatina Gasperini, la signora Sista e tanti altri. Ma nel presepe si sono guadagnati un posto anche alcuni abitanti più "recenti" del borgo come lo scultore Costantino Morosin o il Professor Paolo Portoghesi e la signora Giovanna, sua moglie, solo per citarne alcuni. Il Presepe è stato celebrato dalla stampa italiana ed estera ed è ogni anno motivo di curiosità e di attesa per gli abitanti di Calcata; Marijecke infatti tiene accuratamente nascosta l'identità della nuova statuina fino all'8 Dicembre ed ognuno, in cuor suo, spera sempre di vedersi finalmente raffigurato a sorpresa.

The Nativity stall

The Italian commemoration of Nativity in the form of decorative stables is well-known throughout the world, but the one of the "Granarone" is unique in itself. This is due to the fact that the figures created by Marijcke are personifications of the original inhabitants of Calcata each with its own profession or trade. Each year one new member is added to the collection, the surprise of which is to guess whose turn it is to be included.


Il granaio dove ha sede l'associazione è stato costruito a Calcata nel 1632 e nei primi anni si chiamava "Monte Frumentario"; qualche anno dopo compare, nei documenti Vaticani il
nome "Granarone", che è stato mantenuto fino ai nostri giorni. E' stato attivo fino al 1950, dopo questa data è iniziato il degrado. Il granaio è stato salvato da sicuro crollo da un'olandese;
anche in passato l'intervento degli olandesi è stato provvidenziale per la
gente di Calcata e per lo stesso granaio:

l'occasione è stata la grande carestia che nel 1670 aveva colpito il paese a seguito del raccolto distrutto dalle cavallette;in quell'occasione il grano che salvò i calcatesi fu inviato proprio dall'Olanda. Come per centinaia di anni il
granaio comune era il vero centro commerciale del villaggio,oggi "Il Granarone" rappresenta il punto di riferimento per gli artisti di tutte

le parti del mondo che vogliono esprimersi nei vari campi della cultura: pittura, scultura, musica, teatro. L'Associazione è assai attiva tutto l'anno con mostre, conferenze, concerti,

teatro,workshops e corsi a livello nazionale ed internazionale. Per Natale, gli abitanti che negli anni '50 hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni per stabilirsi nel nuovo centro, tornano nel Borgo per


ammirare il Presepe di Marijcke dove sono raffigurati proprio i vecchi abitanti del paese; un omaggio che l'artista ha voluto fare ai nativi riportandoli simbolicamente nel loro antico granaio. (Clicca sulle foto per ingrandirle.)

Brief history of the "Granarone" (i.e. "the large grain silo")

The grain store in Calcata where the Association is located has been constructed in 1632 and in the early years it was called "Monte Frumentario". Some years later the name "Granarone" appeared in documents of the Vatican, which name has been maintained until now. It has been used as grain storage until 1950, after which it was abandoned, as was most of the old center of Calcata.
An artist from the Netherlands Marijcke van der Maden, restored the Granarone in the early 1990's. It is the seat of the Cultural Association through which it constitutes a reference and meeting point for artists in areas such as painting, sculpture, music and theatre. The association organizes exhibitions, concerts, theatre performances as well as international workshops and courses.
At Christmas time, the local population returns to the old center and, amongst others admires the puppets, which Marijcke makes for the Nativity scenes, each one depicting one of the inhabitants.

Capodanno di Maria Pia Giulivo

capodanno







nel cielo che sbiadisce un anno muore

il giorno presto sorgerà



darà nuova speranza farà storia

il tempo passeggero che c’invecchia

nei sogni e sulla pelle



sarà rinascita il volo che ci assolve

che cambia il tempo ed il futuro

il vero nuovo che sorprende l’anima

nello stupore del segno che non muta



croce sarà e delizia di attese



non ha più senso contare le ore



passano volti e frastuoni scomposti

ma eterno è il canto dell’ amore …



Mariapia Giulivo- inedita

sabato 18 dicembre 2010

LA MACCHINA DEL "CLARION" DI SPOON RIVER VENNE DISTRUTTA,E IO INCARTAMATO E IMPIUMATO...(CARL HAMBLIN)


LA MACCHINA DEL "CLARION" DI SPOON RIVER VENNE DISTRUTTA,E IO INCARTAMATO E IMPIUMATO...(CARL HAMBLIN).

pubblicata da Marco Colombo

Edgar lee masters "Antologia di Spoon river" Carl Hamblin

La macchina del "Clarion" di Spoon River fu distrutta,

E io fui incatramato e impiumato

Per aver pubblicato questo, il giorno in cui gli anarchici furono impiccati a Chicago:

"Io vidi una donna stupenda con gli occhi bendati

Ritta sui gradini di un tempio marmoreo.

Grandi folle passavano davanti a lei,

Alzando il volto imploranti.

Nella mano sinistra reggeva una spada.

Brandiva la spada,

Colpendo ora un bambino, ora un operaio,

Ora una donna che si ritraeva, ora un folle.

Nella mano destra reggeva una bilancia:

Nella bilancia venivano lanciati pezzi d'oro

Da coloro che schivavano i colpi di spada.

Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:

"Non fa distinzioni".

Poi un ragazzo che indossava un cappello rosso

Scivolò al suo fianco e le strappò la benda.

Ed ecco, le ciglia erano corrose

Sulle palpebre marcescenti,

Le pupille bruciate da un muco lattiginoso,

La follia di un'anima morente

Era scolpita sul suo viso -

Ma la folla vide perché portava la benda"

L' arcano Minore, Eleonora D' Arborea tra mito e realta', di Stefania De Michele

Cinemecum.it Il cinema al centro del Mediterraneo


Cagliari in corto presenta:
Il cinema al centro del Mediterraneo
Cinema showcased at the centre of the Mediterranean



Cinemecum, il sito dedicato al cinema realizzato da quelli di "Cagliari In corto" e' on line con un nuovo numero.
Questa settimana sotto la lente di ingrandimento di Elisabetta Randaccio "Precious" di Lee Daniel
Approfondimenti: "A Natale mi sposo" di Paolo Costella, "We want sex" di Nigel Cole a cura di Clara Spada,
La Shoah nel Cinema Americano , “The Social Network” di David Fincher a cura di Alessandro Matta.
In questo numero
Rosi: “Il mio Sicario? E’ l’anticinema”. Incontro con Gianfranco Rosi, autore di “El Sicario Room 164”, ottanta minuti di crimini, droga e sangue talmente veri da non sembrare un documentario. “E’ la forza del cinema”, spiega l’autore che per la prima volta parla anche del suo nuovo progetto: l’infernale raccordo anulare della citta' di Roma.
Tognazzi jr: “La parola dei sardi e' sacra”. “Tre minuti di celebrita'” ha invitato Gianmarco Tognazzi a Cagliari per presentare il film “Ritratto di mio padre” diretto dalla sorella Maria Sole. “Mi ha tramandato il valore dell’amicizia come quello dell’amore, valori forti che ritrovo nei sardi”. Parola dell’attore che ha sposato una sassarese e vorrebbe girare un altro film con Grimaldi.
Tre minuti con Lina. Anche la Wertmuller alla finale del concorso “Tre minuti di celebrita' a Cagliari” i cui corti saranno pubblicati sul nostro sito per essere giudicati dai lettori. La regista: “Per imparare bisogna andare molto al cinema, io guardo anche quattro film al giorno”.
Applausi a Babel (e fischi ai trentenni). Bilancio positivo per il festival dedicato alla tutela delle lingue minoritarie. Unica pecca, la pigrizia dei giovani cagliaritani, assenti ingiustificati in una manifestazione all’insegna della multietnicita'.
Metti una sera con Mereghetti. Il noto critico cinematografico a Cagliari grazie alla rassegna “Cinema e politica in Italia 1965-1981” in scena dal 7 dicembre nelle sale dell’Odissea. E martedi' scorso, a dissertare di cinema, politica e misteri c’era anche la penna arguta di Mereghetti.
A Bagheria tra master e cinema. Il mondo dello spettacolo, gli studenti e l’esperimento siciliano. Cosi' la pubblicita' diventa mezzo filmico di comunicazione e sviluppo formativo.
La video intervista. Cinema e ricerca: il prof. Gessa racconta la sua decima musa. Questa settimana pubblichiamo la video intervista completa a Gianluigi Gessa, lo scenziato che tutto il mondo ci invidia. I suoi gusti cinematografici personali, gli attori e i titoli preferiti. Raccontati con inesauribile slancio.
E come sempre le rubriche e le recensioni scritte da voi e ampliate dai vostri commenti, mille notizie sul cinema, le rassegne, le rubriche su chi cerca e offre lavoro e gli appuntamenti sull'Isola e in giro per il mondo.
Cinemecum supporta l'Ischia Film Festival.

Una grande mostra in omaggio ad Hans Hartung

Una grande mostra in omaggio ad Hans Hartung

di Stefania Nasi

Hans Hartung, protagonista indiscusso dell’arte astratta e informale europea del ‘900, viene omaggiato nella mostra “Hans Hartung: lo slancio. 1947 - 1985” esposta fino al 30 gennaio 2011 al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. L’esposizione, curata da Paolo Turati con la collaborazione del direttore artistico Luca Barsi, è promossa dall’AIPS (Associazione Italiana Paralisi Spastica – Onlus) presieduta da Angelo Catanzaro e sarà inaugurata sabato 18 dicembre alle ore18.00. Il progetto vanta il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali, della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, del Comune di Torino e Circoscrizione 1 e della Galleria d’Arte Moderna di Torino.

In mostra saranno esposte circa 25 grandi opere di Hartung, realizzate nel periodo compreso tra il 1947 ed il 1985, tra cui una selezione di carte del dopoguerra, una tela di grandi dimensioni del 1950 prestata dalla GAM di Torino, ed un’importante rassegna di opere rare degli anni ’60 - ’80 per ripercorrere il percorso creativo dell’artista. L’allestimento inoltre sarà diviso per decenni di produzione con un percorso didattico - esplorativo che sarà d’ausilio ai visitatori.

Tedesco di nascita e naturalizzato francese, Hans Hartung ha incontrato tutte le avanguardie del XX Secolo, pur mantenendo una posizione di costante indipendenza da quelle che, di volta in volta, si sono manifestate, più o meno prepotentemente sulla scena, codificate sotto denominazioni ormai solidamente storicizzate come Neoplasticismo, Cubismo e Astrattismo lirico. Mix equilibratissimo di “genio e regolatezza”, l’espressione artistica di Hans Hartung ha ricevuto dagli anni Cinquanta i più ampi consensi internazionali sia di pubblico che di critica.

Congiuntamente alla mostra sarà allestito lo spettacolo teatrale “Lo slancio”, scritto e diretto da Dino Mascia, che ripercorrerà la vita di Hans Hartung: un’occasione unica per accomunare la pittura, il teatro e la disabilità tramite un pittore che ha fatto del limite la sua forza. Si crea così un tentativo di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea, dissacrandola ed innalzandola, attraverso lo spirito combattivo di un grande artista del Novecento. La prima dello spettacolo per il lancio della mostra avverrà al Teatro Carignano lunedì 20 dicembre 2010 alle ore 21,00 a cura della Compagnia Dino Mascia con il patrocinio della Città di Torino - Assessorato alla cultura divisione Teatro e Arte Visive. La piece verrà poi replicata negli splendidi saloni del Castellamonte del Museo Regionale di Scienze Naturali tutti i weekend a partire dal 25 dicembre fino al 30 gennaio.

Mostra: “Hans Hartung: lo slancio. 1947 – 1985”
Sede: Museo Regionale di Scienze Naturali
Durata mostra: 19 dicembre 2010 – 30 gennaio 2011
Info: 011.432.6354 www.mrsntorino.it

Aperto tutti i giorni, tranne il martedì con orario 10.00 – 19.00


da Pagina

giovedì 16 dicembre 2010

Dice l' autore:
L'INTRODUZIONE DEL LIBELLO E' TRI-CURATA DA PIETRO VANESSI, GIANFRANCO UBER E TIZIANO RIVERSO.
Un grazie lottizzabile a questi cari amici e colleghi.
ASPETTO GAGLIOFFINE A DISMISURA E GAGLIOFFI A UFFA SABATO 18 AL LAZZARETTO ORE 17,30, S.ELIA, CAGLIARI.
I primi 999 avranno una copia autografata.
L'altra copia me la tengo io.
Mi riservo di autografarla ...

lunedì 6 dicembre 2010

BORIS PAHOR: “LA SCRITTURA MI HA AIUTATO A SUPERARE GLI ORRORI DELLA GUERRA E DELLA PERSECUZIONE NAZISTA”



PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI, LA FIERA NAZIONALE DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA

FINO ALL’8 DICEMBRE AL PALAZZO DEI CONGRESSI DI ROMA

BORIS PAHOR: “LA SCRITTURA MI HA AIUTATO A SUPERARE GLI ORRORI DELLA GUERRA

E DELLA PERSECUZIONE NAZISTA”


A Più libri più liberi la testimonianza dello scrittore triestino

fra memoria e l’impegno civile di quasi un secolo di vita

Roma 6 dicembre - “Era la festa di san Niccolò del 1920- ricorda Boris Pahor - e il santo, come è tradizione, distribuiva piccoli regali ai bambini, io avevo sette anni. All’improvviso arrivarono invece i diavoli, quelli in camicia nera e manganello. Ero con mio padre: spaccarono tutto, buttarono tutto giù dalle finestre e diedero fuoco al Narodni Dom, la Casa della cultura slovena. Uno spettacolo grandioso e orrendo, che ha segnato tutta la mia infanzia e oltre. Anche perché la città rimase a guardare, senza intervenire e commentare in qualsiasi modo”. Negli occhi di Boris Pahor ancora oggi è vivo il ricordo di quell’incendio, e con esso tutte le vicende storiche e personali che ha attraversato in 97 anni di vita. Proprio quella giornata e quell’incendio hanno segnato l’inizio delle persecuzioni fasciste della minoranza slovena di Trieste, una verità che noi italiani ci abbiamo messo 50 anni a conoscere e ad accettare.

Il destino di un uomo come Pahor è stato quello di vivere tutte le contraddizioni e gli errori del Novecento da un punto di vista particolare, quello di un bambino cui viene strappata, dalla quinta elementare in poi, la sua identità, la sua lingua, a cui viene cambiato nome e cognome per italianizzarli. Chiamato poi a servire in guerra quel paese che voleva negargli l’esistenza, dopo l’otto settembre Pahor prende parte alla resistenza antinazista e finisce in campo di concentramento, prima a Natweiler e poi a Dachau. Quando torna, come per molti, la scrittura sarà il mezzo per fare i conti con quell’orrore e riprendere a vivere.

Lo scrittore triestino presenta alla Fioera della piccola e media editoria il suo ultimo libro Piazza Oberdan: un atto d’accusa al nostro paese, un mosaico di storie individuali che formano un affresco collettivo delle persecuzioni subite dagli sloveni tra la prima e la seconda guerra mondiale.

Una straordinaria testimonianza di quegli anni che hanno visto Trieste, oltre a Berlino, come il luogo in cui si è giocato con maggior ferocia lo scontro tra Occidente e Oriente. “C’era l’interesse a far passare tutta la nostra storia sotto silenzio, anche se ora qualcosa sta cambiando e sono ottimista” ha concluso Pahor, che nei suoi libri comunque non recrimina ma cerca di andare al fondo della lacerazione che si è creata tra chi visse quelle cose e chi oggi le conosce attraverso la lettura.

Più che triplicati nel 2010 i titoli italiani per ebook


Più che triplicati nel 2010 i titoli italiani per ebook

Più libri più liberi (Roma, 4-8 dicembre): Sono più che triplicati nel 2010 i titoli italiani per ebook. E’ quanto emerso dai dati AIE sul fenomeno presentati oggi alla Fiera nazionale della piccola e media editoria


Sono più che triplicati nel 2010 i titoli di e-book disponibili sul mercato italiano: è quanto emerge dai dati presentati dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) nell’ambito dell’incontro E-book: primi segnali dal mercato, che si è svolto oggi al Palazzo dei congressi dell’EUR a Roma nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi.

L’offerta di titoli ebook arriva a coprire l’1,5% dei titoli – Secondo le elaborazioni su dati IE-Informazioni Editoriali, sono oggi 5.900 i titoli e-book in italiano disponibili (esclusi articoli di riviste scientifico-accademiche), e arrivano a coprire l’1,5% dei titoli “commercialmente vivi”. Per un confronto, a gennaio 2010 erano 1.619, pari allo 0,4%.

I generi: in base alle elaborazioni dell’Ufficio studi AIE su 5.135 campionamenti, il 70% dei titoli riguarda la narrativa adulti italiana, seguiti a distanza dai classici (11,5% dei titoli) e dai gialli (8,4% dei titoli), dalla fantascienza e fantasy (4,1%) e dalla narrativa rosa (3,7% dei titoli).

Il mercato: si confermano le stime: 0,1% del mercato del libro – Si conferma il dato di stima presentato a metà anno: oggi l’ebook vale in Italia lo 0,1% del mercato trade (3.440.000 euro). Per un confronto, secondo l’Association of American Publishers, negli Stati Uniti le vendite degli e-book si prevede supereranno a fine anno il 9% delle vendite complessive di libri.

Acquirenti di ebook: sono 665mila nell’ultimo anno – L’1,3% degli italiani (pari a 665mila persone) negli ultimi 12 mesi ha acquistato un ebook, come emerge dalle elaborazioni dall’Osservatorio permanente contenuti digitali. È nel cluster degli Eclettici, gli italiani che abbinano spesso contenuti culturali e tecnologia, che troviamo però la maggior concentrazione di persone che dichiarano di “aver acquistato” file di e-book da piattaforme straniere e/o italiane: 238.000 individui, il 36% di chi li compra. Esistono forti correlazione con genere (1,7% uomini rispetto allo 0,9% donne) e titolo di studio (2,3% tra i laureati rispetto allo 0,7% licenza media).

Lettura su ebook: interessa già oltre 1 milione di italiani – Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi AIE sull’Osservatorio permanente contenuti digitali, la lettura (e l’abitudine a leggere) su schermi digitali continua a crescere: più o meno è triplicata rispetto al 2006. Riguarda oggi oltre 2 milioni di italiani (con più di 14 anni), che si percepiscono lettori anche se il supporto non è più la pagina. Di questi, il 2,1% (e parliamo di oltre un milione di italiani – 1.091.000 persone per la precisione) afferma di aver letto un ebook.

E i piccoli? Pubblicano già il 6% dei loro titoli in formato eBook - Sono 131, in base alle elaborazioni dell’Ufficio studi AIE, le case editrici italiane che hanno in catalogo “almeno un titolo” in formato e-book in lingua italiana. Di queste, 94 sono piccole case editrici, con un catalogo medio di e-book di 16 titoli. Complessivamente il “catalogo” che sviluppano è di 1.472 ebook corrispondente al 6% di titoli che la piccola editoria ha proposto (tra novità e ristampe).

Un milione in più di italiani si è avvicinato alla lettura nel 2010

Un milione in più di italiani si è avvicinato alla lettura nel 2010

Piulibri

Più libri più liberi (Roma, 4-8 dicembre): Sorpresa: un milione in più di italiani si è avvicinato alla lettura nel 2010. La nuova indagine Istat 2010 presentata oggi alla Fiera nazionale della piccola e media editoria. E si scopre che…dal 1995 sono oltre 5milioni gli italiani che hanno cominciato a leggere

Un milione in più di italiani si è avvicinato alla lettura nel 2010. Con queste nuove persone che sono entrate nel “mercato del libro” ci si avvicina a quasi la metà della popolazione italiana che si dichiara lettrice (anche se di “almeno un libro”): oggi legge il 46,8% degli italiani con più di sei anni, quasi due punti percentuali in più rispetto allo scorso anno (erano il 45,1%). E’ quanto emerge dall’indagine Istat 2010 presentata oggi a Roma nella giornata di apertura della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi.

Nel 2010 sono oltre 26,4milioni gli italiani con più di 6 anni che hanno dichiarato di leggere nel tempo libero (+1,7 punti percentuali sul 2009). Rispetto al 1995 si registra un aumento di 7,7 punti percentuali: qualcosa come oltre 5milioni di italiani (5.500.000 per la precisione) che in questo arco di tempo hanno cominciato a leggere e il trend si conferma in questi ultimi anni in crescita.

E qual è l’identikit del lettore di questo 2010? E’ giovane (legge il 65,4% nella fascia 11-14 anni – ci sono 42 punti percentuali in + rispetto agli anziani over 75), è per lo più donna (53,1% rispetto al 40,1% degli uomini – in tutte le fasce di età le lettrici superano sempre i lettori), risiede al Nord (per il 54% rispetto al 35,2% del Mezzogiorno), ha alti titoli di studio (laureati oltre l’80%), ricopre alti incarichi (è dirigente, imprenditore, libero professionista, quadro per oltre il 62%) o è studente (65,2%).

Qual è il rapporto tra gli italiani e il libro? E’ ancora debole e occasionale - Degli oltre 26,4 milioni di italiani che leggono, i lettori forti (che leggono più di 12 libri l’anno) sono solo 4 milioni, il 15,1% dei lettori e il 7,1% della popolazione con più di 6 anni. Sono i lettori deboli la maggioranza (oltre 11,7milioni), e sono quelli che hanno letto al massimo 3 libri in un anno (in media 1 libro ogni 4 mesi!). E questo resta il limite strutturale della crescita: nuovi lettori, ma lettori soprattutto deboli.

Restano ancora ampie differenze territoriali – Guida la classifica il Trentino Alto Adige con il 57,9% della popolazione che legge almeno un libro all’anno. Agli ultimi posti invece la Basilicata (31,4%), la Sicilia (32,8%) e la Campania (33.3%). Anche nel lungo periodo (se si considera il trend dal 1995) rimane inalterato il differenziale tra Nord e Sud.

Il commento - “Mi sembrano dati incoraggianti dal momento che evidenziano una crescita costante dei lettori nel lungo periodo – ha spiegato il presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE), Marco Polillo -. Se però andiamo a esaminare il numero di libri che gli italiani leggono effettivamente scopriamo un'altra realtà: i lettori forti in Italia sono solo il 15%. Credo quindi che ci sia ancora molto da lavorare perchè l'Italia si metta al passo con gli altri paesi europei, dove realmente libro e lettura sono considerati elementi di grande forza e importanza”.

Metastasi Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud

metastasiIn libreria dal 2 dicembre 2010

Metastasi
Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.
La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli
Collana: Principio attivo
Pp 208 - euro 14,60

La scheda del libro
Acquista on line

"Quando un pentito racconta dei maneggi che stanno dentro il Parlamento, dietro le Regioni, nei Comuni grandi e piccoli, deve prepararsi a essere attaccato e screditato. Ti fanno passare da infame due volte." Dalla testimonianza del collaboratore di giustizia Giuseppe Di Bella

La Pianura padana come l’Aspromonte. Ormai le ’ndrine controllano il Nord e fanno affari con chiunque.

Il nuovo libro dell’autore di "Vaticano S.p.A." con Claudio Antonelli, offre una prospettiva inedita per capire un fenomeno ormai “vecchio”. Di trent’anni. Solo che tutti hanno fatto finta di niente. Un esercito di 1500 persone che controlla dagli anni Settanta non solo il traffico di armi e di cocaina ma anche un’importante quota della liquidità lombarda; sì, quella dei salotti buoni, dei politici, dei cavalieri del lavoro, delle camere di commercio, delle amministrazioni locali. Trent’anni di mazzette (e se necessario di omicidi) per ottenere licenze edilizie e controllare una buona parte degli immobili commerciali del Nord Italia (Varese, Lecco, Milano, Como), avendo un dominio ferreo del territorio anche grazie alla continua e capillare attività di estorsione.

Adesso la testimonianza di un pentito qui raccolta permette di capire perché tutto ciò è stato possibile e di avere a disposizione verità e retroscena a volte incredibili. Il boss che si intrattiene con il futuro ministro, il traffico d’armi con le Br, il commercio di uranio, l’incontro con Andreotti, il patto tra ’ndrangheta e cinesi, il caso di un industriale delle armi rapito, poi liberato, ed eletto in Parlamento per fare gli interessi della ’ndrangheta. Persino il caso di un famoso stilista ammazzato ma che forse ammazzato non è. Anche qui c’entra la ’ndrangheta, gli amici di Coco Trovato trovano la soluzione per ogni problema. Soprattutto per riciclare denaro sporco e fagocitare le attività produttive più redditizie.

Tutto fatto secondo rituali e regole che arrivano da lontano e che si appoggiano su codici famigliari e amicali che vanno rispettati. Sempre. Se no la punizione arriva, puntuale, anche a distanza di anni. E fa paura: la paura del nostro testimone che riporta fatti anche di rilevanza penale che potrebbero aprire nuove indagini; la paura di chi ha sfidato un codice d’onore e adesso è solo.

Gianluigi Nuzzi
è nato a Milano nel 1969. Inviato di «Libero» e autore del programma di Gad Lerner L’Infedele, ha lavorato a «Panorama» e collaborato con il «Corriere della Sera». Dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie. Con Chiarelettere ha pubblicato nel 2009 "Vaticano S.p.A.", il caso editoriale dell’anno, tradotto in moltissimi paesi stranieri.

Claudio Antonelli è nato a Iseo (Brescia) nel 1976. Dal 2004 segue inchieste giudiziarie con profili finanziari e fiscali. Attualmente è responsabile delle pagine di economia di «Libero».

Rassegna stampa

venerdì 3 dicembre 2010

AL VIA PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI, LA FIERA NAZIONALE DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA DAL 4 ALL’8 DICEMBRE AL PALAZZO DEI CONGRESSI DI ROMA

Più libri più liberi 2010

AL VIA PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI, LA FIERA NAZIONALE DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA

DAL 4 ALL’8 DICEMBRE AL PALAZZO DEI CONGRESSI DI ROMA

Ad inaugurare la Fiera il Presidente della Camera GIANFRANCO FINI

alla presenza di

Umberto Croppi, Cecilia D’Elia, Fabiana Santini

ANDRE’ SCHIFFRIN, SANDRO VERONESI, ANDREA CAMILLERI, ADRIANO SOFRI

TRA GLI OSPITI DELLA PRIMA GIORNATA

Ospiti in Fiera il 4 dicembre:

VITO MANCUSO, LUCIO DALLA, JAMES HANSEN, FASO, VLADIMIR LUXURIA,

ALESSANDRO GASSMAN, FRANCESCO PANNOFINO, ANTONELLO FASSARI, DERRICK DE KERCKHOVE,

Al via Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria giunta alla nona edizione. Al Palazzo dei Congressi di Roma dal 4 all’8 dicembre 430 case editrici indipendenti con 16.000 titoli esposti, in programma oltre 300 eventi e 700 ospiti.

A inaugurare l’edizione 2010 domani alle ore 11 è atteso al Palazzo dei Congressi dell’Eur il Presidente della Camera Gianfranco Fini, alla presenza di Umberto Croppi (Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma), Cecilia D’Elia (Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma), Fabiana Santini (Assessore alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio), Marco Polillo (Presidente AIE), Enrico Iacometti (Presidente Piccoli Editori AIE).

OSPITI IL 4 DICEMBRE - Il primo giorno della Fiera tantissimi gli appuntamenti con ospiti di primo piano a partire da André Schiffrin, il “guru” dell’editoria indipendente, l’uomo che ha puntato il dito contro il rapporto fra Il denaro e le parole, una delle voci più importanti sul tema della libertà e della pluralità d’informazione, protagonista di un’inedita intervista condotta da Marino Sinibaldi (ore 12.30). A Più libri più liberi il vincitore del Premio Strega 2006, Sandro Veronesi, che parlerà del suo ultimo romanzo XY (ore 17) offrendone nuove appassionanti chiavi di lettura. Alle 18 l’omaggio a Elvira Sellerio, leggendaria figura dell’editoria italiana scomparsa la scorsa estate, nel ricordo di Andrea Camilleri e Adriano Sofri (ore 18). Si parlerà di scienza con James Hansen, tra i primi teorici del riscaldamento globale e attivista verde di fama mondiale, che nell’incontro Tempeste: il clima che lasciamo in eredità ai nostri nipoti (ore 19.30) disegnerà la mappa delle future catastrofi naturali a cui andrà incontro il pianeta se non cambieranno le politiche di salvaguardia dell’ambiente. Il filosofo Vito Mancuso in compagnia di Lucio Dalla presenterà l’audiolibro de La vita autentica (ore 15), mentre Faso, bassista di Elio e le Storie Tese, leggerà alcune delle poesie e aforismi decisamente sui generis tratti dal volume Il visone ha una faccia enorme (ore 18).

Tra gli altri appuntamenti della prima giornata anche la presentazione Il gusto del cinema Almanacco 2010-2011 (ore 15) a cura di Laura Delli Colli con Francesco Pannofino e Antonello Fassari e il libro fotografico per il ventesimo anniversario di Muccassassina presentato, tra gli altri, da Vladimir Luxuria (ore 20).

NUOVE TECNOLOGIE – Ampio spazio in Fiera agli approfondimenti dedicati alla comunicazione e all’espressione culturale attraverso le nuove tecnologie: ogni giorno al DigITAL Cafè, dalle 17, un appuntamento per dialogare con i protagonisti dell’innovazione digitale, ospite d’eccezione della prima giornata Derrick de Kerckhove che parlerà di intelligenza artificiale.

L’EDITORIA ALL’ALBA DEGLI eBOOK – Oltre che un evento dedicato al pubblico, Più libri più liberi è un vero e proprio laboratorio per gli editori, un luogo dove confrontarsi, crescere, sperimentare nuove strategie a partire dagli scenari che emergono dai dati dell’indagine Istat 2010 che saranno presentati in anteprima il 4 dicembre nell’ambito del convegno La lettura e la sua ombra, (digITAL Café, alle 15). Le cifre dell’indagine Istat costituiranno poi anche il punto di partenza per la tavola rotonda Promuovere oggi il lettore di domani, sempre al digITAL Café alle 16, a cui interverranno Gian Arturo Ferrari (Centro per il libro e la lettura), Claudio Leombroni (Associazione Italiana Biblioteche) e Marco Polillo (Associazione Italiana Editori), moderati da Giovanni Peresson.

SPAZIO RAGAZZI – Oltre 400 mq dedicati ai piccoli visitatori, quasi 50 appuntamenti tra presentazioni, laboratori didattici e spettacoli, centinaia di libri nella bibliolibreria ragazzi: a Più libri più liberi un ampio programma dedicato esclusivamente ai più giovani.

Il 4 dicembre l’inaugurazione di tre mostre di illustrazioni tutte dedicate al tema Alfabeti/Abbecedari/Immaginari: Bambini dalla A alla Z. Il mondo dell’infanzia visto da Nikolaus Heidelbach, uno spaccato non convenzionale dell’immaginario infantile, L’Alfabeto delle Fiabe con le immagini dell'illustratrice Antonella Abbatiello e i testi di Bruno Tognolini, ed infine Le avventure di Octave, tratto dall’omonimo fumetto creato da Chauvel, Walter e Alfred. E ancora: i primi due incontri dell’iniziativa I mestieri di chi produce contenuti dedicata ai ragazzi delle scuole superiori per spiegare il ruolo di discografici, editori, produttori cinematografici. A raccontare quale e quanto lavoro si nasconda oggi dietro a un libro e un film saranno: Marco Zapparoli e Claudia Tarolo di Marcos y Marcos (ore 10.30) e Riccardo Tozzi di Cattleya con Alessandro Gassman (ore 11.30).

EDITORI IN BIANCO E NERO – Novità dell’edizione 2010 di Più libri più liberi è la rassegna cinematografica Editori in bianco e nero, dedicata alla storia dell’editoria italiana. Ogni giorno dalle 19 al digITAL Cafè si alterneranno documentari sul mondo del libro, il 4 in programma i filmati su Gli editori nella settimana INCOM e Le officine Mondadori. Materiali d'archivio degli anni Trenta.

Più libri più liberi è organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) con il sostegno di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per i beni librari, gli istituti culturali e il diritto d’autore con il Centro per il libro e la lettura, Comune di Roma – Assessorato Politiche culturali, Provincia di Roma – Assessorato Politiche culturali, Regione Lazio – Assessorato alla Cultura ed Assessorato alle Attività produttive e Camera di Commercio di Roma, con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, l’ICE – Istituto Nazionale per il Commercio Estero, l’azienda per i trasporti capitolina Atac, Radio 3 Fahrenheit, IBS – Internet Bookshop e in partnership con l’ALI – Associazione Librai Italiani e l’IILA – Istituto Italo-Latino Americano.

INFO

Orari: sabato e martedì 10 – 21, domenica, lunedì e mercoledì 10 – 20.

Biglietti: il prezzo del biglietto intero è di 6 euro. Ridotto è di 3 euro (ragazzi tra i 15 e i 18 anni e visitatori oltre i 65 anni). Ridotto convenzionato di 4 euro (possessori di abbonamento e biglietto METREBUS obliterato, tessera Bibliocard, Cartagiovani). E’ gratuito per i ragazzi fino a 14 anni, per le classi accompagnate e per i visitatori professionali. Lunedì 6 e martedì 7 dicembre ingresso gratuito per gli studenti universitari.

UFFICIO STAMPA

Daniela Poli - Ufficio stampa Associazione Italiana Editori - Tel. 02 89280823 – cell. 335 1242 614

Paolo Le Grazie - cell. 346 2372 137 e Marina Saraceno - cell. 349 3602 434

ufficiostampa@piulibripiuliberi.it

Convegno “Cuglieri al suo illustre concittadino Padre Bonfiglio Mura nel secondo centenario dalla nascita”, 1810-2010”




La “Gurulis Nova”, associazione culturale che da anni ha rivolto il suo impegno al recupero della memoria storica del paese di Cuglieri, in provincia di Oristano (Sardegna) ha organizzato il Convegno:

“Cuglieri al suo illustre concittadino Padre Bonfiglio Mura nel secondo centenario dalla nascita”, 1810-2010”
Il Convegno si svolgerà a Cuglieri nel Convento dei Cappuccini il 4 dicembre 2010 alle ore 17.30.

Il 6 agosto 2010 e' stato festeggiato il bicentenario della nascita di P. Bonfiglio Mura, servita, Rettore della Sapienza, redattore del Sillabo, protagonista di una fase storica difficile tra il nascente Stato Italiano e la Chiesa.
Assertore convinto e ostinato della supremazia della Chiesa, lontanissimo dallo spirito del cattolicesimo democratico sostenitore del Principio “libera chiesa in libero stato” fatta propria dal Cavour, fu tuttavia per la sua vastissima cultura, il suo rigore intellettuale e la sua personalità fortissima un protagonista del suo tempo.

Interverranno: Padre Franco Azzalli, Dott.ssa Simona De Fracisci Prof. Odir Jacques Dias, Dott.ssa Carla Frova, Sig. Giovanni LIcheri, Don Fabrizio Porcella, Padre Ubaldo Todeschini.
Moderatore : Piera Perria

giovedì 2 dicembre 2010

Più libri più liberi (Roma, 4-8 dicembre)


Più libri più liberi 2010

Più libri più liberi (Roma, 4-8 dicembre): cresce ancora la lettura nel 2010. Il 4 dicembre la presentazione dell’indagine Istat 2010

Cresce la lettura nel 2010: oggi legge il 46,8% degli italiani con più di sei anni, quasi due punti percentuali in più rispetto allo scorso anno (erano il 45,1%). E’ questo il primo dato dell’indagine Istat 2010 che sarà presentata il 4 dicembre nell’ambito del convegno La lettura e la sua ombra, in programma al digITAL Café del Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma alle 15 nella giornata di apertura della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi.

Segnali estremamente positivi se si considera che la crescita interessa un milione di italiani che nel corso dell’ultimo anno si sono avvicinati al mondo del libro: l’incremento maggiore registrato negli ultimi anni. Interverranno, moderate da Giovanni Peresson dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Miria Savioli di Istat e Cecilia D’Elia (Assessore alla cultura della Provincia di Roma).

Le cifre dell’indagine Istat costituiranno anche il punto di partenza per la tavola rotonda successiva, Promuovere oggi il lettore di domani, prevista sempre al digITAL Café alle 16, a cui interverranno Gian Arturo Ferrari (Centro per il libro e la lettura), Claudio Leombroni (Associazione Italiana Biblioteche) e Marco Polillo (Associazione Italiana Editori), moderati da Giovanni Peresson. Un progetto organico di allargamento della lettura di libri costituisce infatti uno dei fatti nuovi di questo 2010 con l’avvio delle attività del Centro per il libro e la lettura. Dopo alcune iniziative come la campagna “Se mi vuoi bene regalami un libro”, come si delineeranno le linee guida per il 2011? E cosa significherà nei prossimi anni fare promozione della lettura (ad esempio ai “nativi digitali”)? Quale ruolo avranno i “vecchi” (biblioteche) e nuovi soggetti?

L’incontro sarà preceduto dalla proiezione di una serie di filmati e spot pubblicitari sulla promozione del libro e la lettura realizzati da varie istituzioni italiane dagli anni Ottanta a oggi raccolti e montati da Francesca Vannucchi (Osservatorio permanente europeo sulla lettura).

Milano, 2 dicembre 2010

UFFICIO STAMPA

Daniela Poli - Ufficio stampa Associazione Italiana Editori

Tel. 02 89280823 – cell. 335 1242 614

Paolo Le Grazie - cell. 346 2372 137

Marina Saraceno - cell. 349 3602 434

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Gaber. L'illogica utopia

Gaber. L'illogica utopia



gaberIn libreria dal 2 dicembre 2010

Gaber. L'illogica utopia
Autobigorafia per parole e immagini
a cura di Guido Harari
con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber
Pp 320 - euro 59

La scheda

Se abbiamo già sperimentato quanto possa fare male una dittatura militare, non sappiamo ancora quanto possa fare male la dittatura della stupidità." Giorgio Gaber

"È bello quando parla Gaber" canta Enzo Jannacci, l’amico corsaro di sempre, ricordando quanto il signor G, a quarant’anni esatti dalla sua prima apparizione sulla scena del Piccolo Teatro di Milano, rimanga, oltre che fine affabulatore e artista totale, una delle rare coscienze civili del secondo Novecento italiano.

Questo libro non vuol essere solo l’"autobiografia" di Gaber, ma anche una sorta di breviario irreligioso per liberi pensatori. Nelle sue parole soffia il vento di una morale di lotta, insieme all’ansia di un’etica nuova e di un ritorno al luogo del pensiero. Immerso nel suo tempo, Gaber auspica, anzi esige, un neorinascimento, un nuovo umanesimo e, con esso, un individuo nuovo, fatto di privato e di politico. È questa "l’illogica utopia" del titolo, condita di un "appassionato pessimismo" che l’artista vorrebbe detonatore di uno slancio vitale e gioioso verso un futuro tutto da inventare.

La viva voce di Gaber guida il lettore in un lungo e appassionante viaggio, ricostruito attraverso lo sterminato archivio della Fondazione Giorgio Gaber dei cui tesori viene qui presentata per la prima volta una corposa sintesi, con trascrizioni di materiali audio e video, interviste, manoscritti e testi spesso inediti, memorabilia, rare copertine di dischi e una messe di immagini tratte anche dagli archivi dei fotografi che più da vicino hanno seguito l’artista. Una cronologia dettagliata e una discografia completano questo volume facendone un prezioso riferimento per chiunque voglia addentrarsi nel pensiero gaberiano. Come direbbe Gaber: "C’è roba".

Guido Harari, fotografo e giornalista musicale, ha firmato numerose copertine di dischi per artisti italiani e internazionali, da Claudio Baglioni a Vinicio Capossela, Paolo Conte, Pino Daniele, Gianna Nannini, Luciano Pavarotti, Vasco Rossi, Kate Bush, Bob Dylan, Paul McCartney, Lou Reed e Frank Zappa. È stato per vent’anni uno dei fotografi personali di Fabrizio De André, alla cui figura e opera ha dedicato tre libri a loro modo definitivi – "Fabrizio De André. E poi, il futuro" (Mondadori 2001), "Fabrizio De André. Una goccia di splendore" (Rizzoli 2007), "Fabrizio De André & PFM. Evaporati in una nuvola rock" (con Franz Di Cioccio, Chiarelettere 2008) – e una mostra personale, "Sguardi randagi". Harari è anche uno dei curatori della grande mostra multimediale dedicata al cantautore e allestita a Palazzo Ducale, Genova. Tra i suoi libri più recenti, "The Beat Goes On" (con Fernanda Pivano, Mondadori 2004), "Vasco!" (Edel 2006), "Wall Of Sound" (HRR Edizioni 2007), "Mia Martini. L’ultima occasione per vivere" (con Menico Caroli, Tea 2009) e "Chia. I guerrieri in San Domenico" (HRR Edizioni 2010).
www.guidoharari.com

Fondazione Giorgio Gaber costituitasi come Associazione culturale pochi mesi dopo la scomparsa dell’artista e poi, dal 2006, come Fondazione con la presidenza di Paolo Dal Bon, ha tra gli obiettivi principali quello di raccogliere tutta la documentazione audio, video e fotografica disponibile su Gaber, oltre a tutti i testi editi e inediti, al fine di costruire un archivio completo e ufficiale da mettere a disposizione di quanti desiderino avvicinarsi e approfondire la sua opera; nonché di confrontarne la portata culturale e verificarne l’attualità di pensiero in un incessante dialogo a tutto campo con i rappresentanti del teatro, della musica d’autore, dello spettacolo e della cultura contemporanei. I progetti che hanno sinora contraddistinto l’operato dell’Associazione e sono stati poi recepiti, fatti propri e sviluppati ulteriormente dalla Fondazione Giorgio Gaber, sono il Festival “Teatro Canzone”, la costituzione di un archivio digitale completo sull’artista, e la realizzazione e promozione di diversi progetti divulgativi, soprattutto per i più giovani, con una serie di iniziative, incontri, spettacoli e progetti specifici rivolti alle scuole.
www.giorgiogaber.it


Presentazione
Milano, 3 dicembre, ore 18
Partecipano all'incontro Guido Harari, Paolo Dal Bon, Dalia Gaber, Roberto Vecchioni e Luigi Zoja.
c/o Feltrinelli Megastore, Stazione Centrale.
Scarica l'invito

Cinemecum.it Il cinema al centro del Mediterraneo



Cagliari in corto presenta:
Il cinema al centro del Mediterraneo
Cinema showcased at the centre of the Mediterranean

Cinemecum, il sito dedicato al cinema realizzato da quelli di "Cagliari In corto" e' on line con un nuovo numero.
Questa settimana sotto la lente di ingrandimento di Elisabetta Randaccio "Precious" di Lee Daniel
"Noi credevamo" di Mario Martone a cura di Clara Spada,
“The Social Network” di David Fincher a cura di Alessandro Matta.

In questo numero

Monicelli, l’ultimo saluto senza funerali. Il regista morto suicida a 95 anni era atteso a Cagliari il 16 dicembre ospite di una rassegna a lui dedicata. Oggi la salma alla Casa del cinema di Roma, poi la cremazione. Solo una settimana fa aveva criticato aspramente i tagli alla cultura.

A Torino sotto il segno della donna. Su sedici film complessivi in concorso, quattro sono firmati da registe. Incursione nella capitale sabauda dove fino a sabato 4 dicembre e' in scena il 28mo Festival cinematografico diretto da Amelio e presieduto da Bellocchio.

La fatica di Sulis. Le difficolta', le incertezze ma anche la caparbieta' di un regista che giovedi' finalmente approda sul grande schermo del Cineworld con “A morte” produzione tutta sarda di cui firma anche soggetto e sceneggiatura.

Metti una Babel in citta'. Le lingue minoritarie del mondo in festival a Cagliari, tra proiezioni, spettacoli, concerti, dibattiti. In giuria i numeri uno della settima arte: da Giorgio Diritti a Gianni Canova.

Corti al sapore di sale. A Sant’Antioco il cinema che sa di mare con la rassegna “Passaggi d’autore: intrecci mediterranei” in scena sull’Isola dal 4 all’8 dicembre. Un tuffo nella cultura del Mare Magnum. Ospite d’onore il Libano.

Godard, il cinema, la Sardegna… e noi. Venerdi' 3 dicembre Godard compie 80 anni. Centoquaranta opere in 50 anni, eppure il genio del maestro in Sardegna sembra ancora sottovalutato. Carlo Rafele, suo grande estimatore vorrebbe fare dell’Isola una sua nuova terra di elezione. Ecco come.
E come sempre le rubriche e le recensioni scritte da voi e ampliate dai vostri commenti, mille notizie sul cinema, le rassegne, le rubriche su chi cerca e offre lavoro e gli appuntamenti sull'Isola e in giro per il mondo.
Cinemecum supporta l'Ischia Film Festival.

''Fiabe e storie della Maremma'' di Roberto Ferretti

FILIPPO, PRIMA VITTIMA DEI GHOST HUNTERS

da pagina

FILIPPO, PRIMA VITTIMA DEI GHOST HUNTERS

La domanda è: che cosa ha trasformato dei normali trentenni torinesi in un gruppetto di accaniti ghost hunters a spasso di notte per la città? Galeotta, si direbbe, è stata la pubblicità di uno dei vari tour spettrali vista su un noto giornale di eventi cittadini. Da qui l’idea di una caccia ai fantasmi fai-da-te, un gioco nato non tanto per la voglia di vedere per davvero uno spettro, ma piuttosto dalla curiosità di sfiorare per una volta quell’alone di mistero di cui Torino, e solo Torino, sembra essere avvolta.
Alle 21,30 di un giorno feriale qualsiasi, ci ritroviamo di fronte al Monte dei Cappuccini, e precisamente sulla terrazza dalla quale si gode di una delle viste più incantevoli sulla città.
Noi siamo in quattro: il sottoscritto giornalista, una storica, un appassionato di fenomeni paranormali e… un immancabile buontempone. Tutti armati di torce, appunti di storia cittadina, macchine fotografiche e tanto entusiasmo, pianifichiamo su una mappa le varie tappe del nostro tour a caccia di fantasmi torinesi.
Purtroppo la prima vera scoperta non riguarda nessuna oscura presenza in particolare, anzi, con profonda sorpresa, constatiamo che di spiriti senza pace a Torino ne sono stati segnalati fin troppi. Decidiamo allora di prendere in considerazione solo i fantasmi che abitualmente si manifestano nel centro storico della città escludendo, ahimè ingiustamente, quelli delle zone più periferiche. Vivere in una città molto infestata porta inevitabilmente a dover fare delle dure scelte…
«Quello cos’è?». Non c’è nemmeno il tempo di dare ufficialmente il via alla nostra ricerca che mi viene da indicare un’ombra, che forse c’è e forse no, che scompare furtiva giù per la discesa che porta a corso Giovanni Lanza. Tra il coro di «cosa?» e «dove?», il buontempone coglie subito l’occasione al volo: «Io l’ho visto! Una figura nera… sembrava… un fantasma!». Sotto la luce dei neon circolari di Luci D’Artista, quelle che in questi giorni pre-natalizi illuminano di blu il Monte dei Cappuccini, cominciamo a spulciare i nostri appunti allo scopo di identificare il presunto spettro. Non è un caso, in fondo, che la nostra avventura di ghost hunters sia iniziata proprio da qui, a casa di uno dei fantasmi più noti della città: Filippo D’Agliè.
Letterato, musicista, coreografo di bell’aspetto e buon talento, Filippo D’Agliè visse attorno alla metà del 1600. Fu alfiere dei corazzieri di Vittorio Amedeo I di Savoia e, a quanto sembra, fu anche molto amico di sua moglie, Maria Cristina di Francia. I presunti aspetti intimi di questo legame fecero molto discutere a corte, dal momento che, alla morte di Vittorio Amedeo, Filippo divenne ministro e primo consigliere della nuova sovrana vedova. «Chiacchiere» sentenzia la storica del gruppo, «semplicemente amava gli artisti e fu protettrice di uomini di cultura. Tuttavia, se è a questo che vi riferite, è innegabilmente sospetto il quadro esposto alla Galleria Sabauda che raffigura Maria Cristina con accanto proprio il bel Filippo».
Se tra di loro ci fu realmente un amore non lo sapremo mai, quel che sappiamo invece è che a un certo punto gli eventi li divisero. La guerra civile del 1638, combattuta tra partigiani di Francia e Spagna, vide Filippo D’Agliè schierarsi senza indugi contro il dominio francese nel Piemonte. Dopo aver passato un periodo in prigionia, Filippo tornò a vivere a Torino e negli ultimi anni di vita frequentò assiduamente il convento del Monte dei Cappuccini, luogo in cui espresse il desiderio di essere sepolto, «cosa che avvenne alla sua morte, nel 1677. Fine della storia».
«Eh no, mia cara!» esordisce a questo punto l’appassionato di paranormale, «questa è una fine solo parziale». Infatti nei secoli successivi al suo decesso, molti frequentatori del Monte dei Cappuccini hanno affermato di aver visto lo spettro di Filippo D’Agliè vagare nei pressi del convento, dando origine alla leggenda. Ma c’è di più. Nel 1989 il suo scheletro venne rinvenuto per caso nel corso di alcuni lavori nell’orto del frati. «Su questo libro di Renzo Rossotti c’è scritto che l’ultima apparizione del fantasma è avvenuta nell’agosto del 1978».
«Allora dobbiamo dirgli di aggiornare il testo», ride il buontempone, «perché stasera noi l’abbiamo rivisto».
Sono quasi le 22,30. Ci avviciniamo alle auto per abbandonare la collina e proseguire la nostra particolarissima caccia agli spiriti nel centro della città. Tutti, forse, ripensiamo alle vicissitudini di un certo Filippo, soldato-fantasma.




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