La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Informazione Contro!

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Blog di controinformazione di Pier Luigi Zanata

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

venerdì 27 maggio 2011

Al Museo Nazionale del Cinema la mostra MAGNUM SUL SET. Il cinema visto dai grandi fotografi.


Al Museo Nazionale del Cinema la mostra
MAGNUM SUL SET. Il cinema visto dai grandi fotografi.

Mole Antonelliana, Torino
26 maggio - 25 settembre 2011

Il Museo Nazionale del Cinema presenta dal 26 maggio al 25 settembre 2011 la mostra MAGNUM SUL
SET. IL CINEMA VISTO DAI GRANDI FOTOGRAFI, un viaggio in 135 immagini nella storia del rapporto
privilegiato che i fotografi della più grande agenzia del mondo hanno intrattenuto con il cinema, a cominciare
dal secondo dopoguerra.
La mostra, a cura di Andréa Holzherr e Isabel Siben, ci riporta sul set di capolavori quali Luci della ribalta
di Charlie Chaplin, Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder, Gioventù bruciata di Nicholas Ray,
Improvvisamente l’estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz, La battaglia di Alamo di John Wayne, Il processo
di Orson Welles, Gli spostati e Moby Dick, La balena bianca, entrambi di John Huston, Zabriskie Point di
Michelangelo Antonioni, Il pianeta delle scimmie di Franklin J. Schaffner, L’importante è amare di Andrzej
Zulawski, Morte di un commesso viaggiatore di Volker Schlöndorff.
Gli scatti, tratti da famosi reportage che documentano la lavorazione dei singoli film, non sono semplici foto
di scena ma “foto sulla scena”, secondo la definizione di Paolo Mereghetti, autore del saggio introduttivo al
catalogo della mostra: “Il fotografo sulla scena è il testimone di quello che non si dovrebbe vedere, […]
testimone silenzioso di quella scomposizione e ricomposizione che a ogni ciak sa creare il sogno cui tutti ci
sforziamo di credere, cogliendo ogni volta una piccola (ma indispensabile) parte di un mondo più grande. E
di cui ci restituisce con le sue immagini ora lo stupore ora la bellezza, ora la forza ora l’ironia, ora lo
struggimento ora la dolcezza, ma sempre e soprattutto la magia.”
La mostra, collocata come di consueto nella suggestiva Aula del Tempio del Museo Nazionale del Cinema,
è arricchita da una videoinstallazione che proietta in loop sette cortometraggi, ideati e realizzati da
Francesco Pistoi e Alessandro Tannoya per SuperleggeraRecord, accompagnati da una colonna sonora
composta appositamente da Francesco Pistoi e Pier Paolo Peretti Griva. I video rappresentano un contributo
di particolare suggestione visiva che intende documentare il lavoro dei fotografi Magnum sul set di numerosi
altri film.
La cancellata esterna della Mole Antonelliana ospita invece trenta scatti di attori e attrici riprese in sequenze
di danza. Sono immagini di particolare levità, scelte fra le migliaia realizzate nel corso degli anni dai fotografi
dell’agenzia, spesso favoriti da una rapporto personale che li lega a questa o quella star, talvolta destinato a
sfociare in rapporti d’amicizia di lunga durata.
La Magnum è una delle più prestigiose agenzie fotografiche del mondo, fondata nel 1947 da Robert Capa
con la complicità di Henri Cartier-Bresson, David "Chim" Seymour e George Rodger, non appena dismessi i
panni del reporter di guerra che li resero famosi.
In oltre sessant’anni di attività, l’agenzia ha dedicato un’attenzione particolare al cinema e ai suoi
protagonisti. Le amicizie personali di Capa - Ingrid Bergman, Billy Wilder, Howard Hawks, Gary Cooper,
George Stevens, Gene Kelly, Joseph Mankiewicz e, soprattutto, John Huston - gli avevano aperto le porte
dell’affascinante universo hollywoodiano. Fu seguendo le sue orme che i colleghi della Magnum si
stabilirono a Los Angeles, riuscendo a realizzando servizi esclusivi dai set di molti film classici, venduti poi a
caro prezzo alle riviste americane come Life Magazine o Look, più che non ai giornali e ai periodici europei.
A completamento della mostra, un catalogo edito da Silvana Editrice, con l’introduzione di Alberto Barbera e
un saggio critico di Paolo Mereghetti e Stefano Boni, mentre dal 26 giugno al 10 luglio 2011 il Cinema
Massimo propone una rassegna con i film in mostra (inaugurazione: 26 maggio ore 21.00 con la proiezione
di Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder, in versione originale con sottotitoli in italiano. Ingresso 5.00
euro).
__________________
Museo Nazionale del Cinema - Resp. Ufficio Stampa: Veronica Geraci
tel. +39 011 8138509 - cell. +39 335 1341195 - email: geraci@museocinema.it
MAGNUM SUL SET

Introduzione di Alberto Barbera
Direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino

Dall’istantanea del miliziano ucciso sul fronte iberico nel ’36, o da quelle - altrettanto famose - che
documentano lo sbarco alleato in Normandia nel ’44, al ritratto di Ingrid Bergman immortalata sul set di
Notorius di Alfred Hitchcock appena due anni più tardi, il salto (logico e contenutistico) non è breve. Eppure,
Robert Capa lo compì senza battere ciglio, dismessi i panni del corrispondente di guerra e subito dopo aver
fondato l’Agenzia Magnum, con la complicità di Henri Cartier-Bresson, David "Chim" Seymour e George
Rodger. L’incanto esercitato dal luccicante universo del cinema - nonché, si può dire, dalle sue attrici - fu la
scintilla, mentre il fascino personale emanato dal fotografo fece il resto. Contribuì cioè a spalancargli le porte
del jet-set hollywoodiano, rendendolo amico di molte celebrità tra cui Billy Wilder, Howard Hawks, Gary
Cooper, George Stevens, Gene Kelly, Joseph Mankiewicz e, soprattutto, John Huston.
Fu seguendo le sue orme che i colleghi della Magnum presero casa nella Città degli Angeli, riuscendo a
realizzando reportage esclusivi dai set di molti classici dei decenni successivi, che sarebbero stati venduti a
caro prezzo alle riviste americane come Life Magazine o Look, più che non ai giornali e ai periodici europei.
Ma la storia è nota, e non c’è bisogno di raccontarla nei dettagli un’altra volta. Conviene invece spendere
qualche parola per sottolineare la differenza tra le immagini dei reporter dell’agenzia e quelle dei fotografi di
set direttamente ingaggiati dalle Major. Questi ultimi, ancorché seri e dotati professionisti, si limitavano
perlopiù a documentare il lavoro delle riprese di un film, andando a rimorchio del lavoro del regista e non di
rado preoccupati unicamente di assecondare le direttive dei dipartimento pubblicità degli studios, che
avevano bisogno di determinati scatti per impostare il lavoro di promozione della pellicola prima ancora che
questa fosse condotta a termine. Gli uomini della Magnum invece erano in genere poco propensi a mettersi
al servizio della creatività altrui, per nulla disposti a rinunciare al massimo grado di libertà individuale
consentito loro da un lavoro ch’era pur sempre su commissione e, non di rado, favoriti da una rapporto
personale che li legava a questa o quella star, talvolta destinato a sfociare in rapporti d’amicizia di lunga
durata. Fatto, quest’ultimo, che conferiva loro un vantaggio non da poco, consentendo un’intimità che al
momento dello scatto faceva la differenza rispetto alla relativa distanza imposta dai divi alla maggior parte
dei loro colleghi salariati.
Il risultato sono immagini spesso sorprendenti, comunque originali e quasi mai scontate. Ciò che
contraddistingue il lavoro dei fotografi della Magnum è la capacità di osservare il mondo illusorio della realtà
ricreata dal cinema con passione ma senza deferenza né compiacimento, servendosi della propria onesta e
libertà creativa come di un grimaldello per scardinare le regole non scritte che vigono sul set. E’, cioè, in
assenza di precisi vincoli contrattuali, la capacità di cogliere l’atmosfera caratteristica di quel set più che il
contenuto del film, i rapporti fra gli attori e la troupe più degli aspetti glamour, i momenti di pausa più che
l’azione. Gli spunti curiosi e i dettagli, più che l’insieme o la vocazione pubblicitaria dell’immagine da
realizzare.
Sono queste le peculiarità che rendono speciali i reportage dell’agenzia Magnum e motivano le ragioni di
una mostra antologica quale quella allestita al Museo Nazionale del Cinema di Torino, che questo catalogo
documenta compiutamente. Restituendo al pubblico contemporaneo il fascino imperituro di alcuni classici
della storia del cinema, insieme con la bellezza inestimabile delle istantanee che ne catturarono, una volta
per sempre, il segreto di alcuni irripetibili istanti.
 
FOTOGRAFI SULLA SCENA
di Paolo Mereghetti
Forse bisognerebbe smetterla di chiamarle “foto di scena”, quasi si trattasse di una specie di fondo
residuale abbandonato da qualche parte - negli archivi dell’ufficio stampa, sulle pagine di qualche
giornale, negli scaffali della produzione - dopo la fine delle riprese. Una prova a carico per il lavoro
svolto e subito dimenticato. No, sarebbe più giusto chiamarle “foto sulla scena” perché chi le ha
scattate ci ha messo tutta la perizia, e la passione e l’amore, di cui è stato capace. Una prova
doppia: di giornalismo e di illustrazione, di cinefilia e di estetica. E quindi chi fa quelle foto avrebbe
diritto al titolo di fotografo sulla scena e non solo di fotografo di scena.
L’ultima dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, è proprio il catalogo che avete tra le
mani, che raccoglie alcune delle immagini più belle che i fotografi della Magnum hanno scattato sui
set. Non tutte, una scelta. Ma quanto mai significativa, anche dei diversi modi con cui si può fissare
sulla pellicola il lavoro del cinema. C’è una bella differenza tra l’immagine “ufficiale” che Elliott
Erwitt ha scattato durante le riprese di Gli spostati, mettendo tutti in posa tra una scala, un paio di
cassette e uno sgabello - studiata, pensata, organizzata, anche se con un tocco di distratta
scompostezza, come si può intuire dallo sguardo che sfugge all’obiettivo di Marilyn - e quella
casuale e totalmente gratuita di Romy Schneider che si fa distrarre sul set del Processo da una
piuma, con cui si mette a giocare come una bambina, mentre alle sue spalle (e si suppone al
centro della scena) Orson Welles e Anthony Perkins chissà cosa si dicono… Sono due idee
diversissime del lavoro di fotografo “sulla” scena, una da ritrattista ufficiale, l’altra da cacciatore
dell’attimo fuggente, eppure si farebbe fatica a scegliere la migliore. O anche la più efficace. Tutte
due parlano della stessa cosa e cercano di cogliere lo stesso mistero. Quello del cinema e del suo
lavoro.
È curioso, a ripensarci. Il cinema in fondo è nato grazie alla fotografia, a partire dal tentativo - di
Marey e di Muybridge, per primi - di smontare il movimento nelle sue singole componenti,
ribaltando il paradosso di Zenone su Achille e la tartaruga. Per arrivare però, subito dopo, coi
Lumière e con Edison, a fare il percorso inverso, a cercare di mascherare col movimento la “fissità”
delle singole immagini. Una specie di intrinseca “maledizione” tra l’azione e l’immagine, tra il
movimento e l’immobilità che ogni fotografo inviato su un set si trova a dover risolvere a modo suo.
Fissando sulla pellicola quello che fissato non dovrebbe essere. Anzi, che spesso cerca proprio col
movimento di far sparire, o almeno di mascherare.
Eric Lessing, sul set di Moby Dick, la balena bianca, lo dimostra in maniera inequivocabile: le sue
immagini scavano dietro il film, smontando quella sospensione di incredulità che invece il cinema
si sforza di cercare disperatamente. Huston che si diverte a innaffiare i suoi attori (per simulare
l’effetto delle onde del mare), l’operatore alla macchina seduto a poppa della barca dei fiocinieri,
Gregory Peck che si fa legare sulla struttura di legno e plastica che darà l’impressione di essere il
corpo arpionato della balena bianca… il reportage dal set non lascia dubbi sulla “macchinosità”
della macchina cinema, sul suo tentativo di ingannare chi guarda, di confondergli i sensi.
Esattamente il contrario di quello che Dennis Stock ha fatto sul set di Gioventù bruciata: pur
nell’inevitabile fissità che la fotografia sconta rispetto al cinema, le sue immagini danno
l’impressione di amplificare e ingigantire la messa in scena cinematografica, come arrestando per
un momento lo scorrere della pellicole per offrire allo spettatore la possibilità (e il piacere) di
guardare meglio. Con che perizia l’obiettivo del fotografo ferma il duello con i coltelli a serramanico
tra James Dean e Corey Allen, inquadrandolo dal basso così da mettere bene in evidenza la lama
pronta a colpire. O bloccando per sempre Dean che minaccia Corey con il coltello sul collo. Più
che fotografie sembrano fotogrammi estratti direttamente dal film, momenti bloccati per sempre,
come se una magica lente di in gradimento fosse riuscita a fermare insieme al tempo anche lo
scorrere della pellicola sullo schermo…
Tra questi due “opposti”, tra chi scava dietro le immagini e chi invece le immortala, il lavoro di un
fotografo sulla scena può trovare mille diverse declinazioni, a volte contraddicendo scelte fatte in
precedenza. Come Dennis Stock che dopo il lavoro di “filologia dell’inquadratura” fatto sul set di
Nicholas Ray, sceglie la strada dell’ironia per Il pianeta della scimmie. Truccati di tutto punto, gli
uomini-scimmia del film di Schaffner vengono sguinzagliati per le vie di Los Angeles per
sottolineare il contrasto tra la loro eccentrica presenza e il grigio anonimato delle strade vicino agli
studios della 20th Century Fox. Non fermandosi nemmeno di fronte al piacere di mettere in posa il
futuro e il presente, lo scimmione e la ragazza in bikini o la motociclista occhialuta. Oppure come
Burt Glinn, che si sforza di assecondare e fin di esaltare e ingigantire il lavoro del regista: il suo
reportage dal set di Improvvisamente l’estate scorsa gioca con gli elementi della scenografia di
William Kellner, l’ascensore senza porta, la scala a chiocciola, per restituire l’atmosfera ambigua e
misteriosa che Mankiewicz era riuscito a creare. Anche la più tipica delle foto di scena – lo
specchio che ci rimanda il volto dell’attrice che altrimenti non vedremmo – respira quell’aria irreale,
grazie a una luce che “spara” nell’obiettivo e che confonde la parte superiore dell’immagine. O
ancora come il servizio di Jean Gaumy sul set di L’importante è amare di Zulawski, che invece
sceglie di diventare una specie di “reinterpretazione” del film e delle idee del regista, accentuando
nelle sue fotografie l’abiezione morale cui il mondo sembra condannare uomini e donne,
accumulando i corpi nudi e le situazioni lascive (e cancellando il lato più melodrammatico della
storia, con l’impossibile amore tra il fotografo Fabio Testi e l’attrice in declino Romy Schneider).
O infine - altra possibilità - giocando di contrasto rispetto al film e soprattutto al suo autore, così
che il servizio su Zabriskie Point di Bruce Davidson sembra una sua personalissima sfida alla
messa in scena di Antonioni: rinquadra le immagini, usa il nero per far risplendere i colori, utilizza
le ombre per tagliare l’immagine o per spostare l’attenzione dell’occhio. E finendo per contraddire
la legge che ogni fotografo sulla scena sente di dover rispettare: la chiarezza e la leggibilità
immediata dell’immagine. Davidson non lo fa perché non si preoccupa di far capire a che cosa
sono dovute quelle strisce nere che sporcano l’inquadratura: le lascia senza spiegazione, come a
voler ribadire che oltre al set e ai suoi protagonista c’è dell’altro. C’è qualcun altro.
In questo modo lasciando aperta ogni soluzione e soprattutto ribadendo l’impossibilità di
incasellare il lavoro di quei fotografi dentro a un’unica spiegazione.
Che idea di cinema esce da queste immagini? Da questi reportage dal set? Prendiamo il servizio a
più mani fatto durante le riprese di Gli spostati: ogni fotografo ci mette del suo a reinterpretare
l’atmosfera del set, a leggere il ruolo degli attori. Chi gioca con le ombre e chi con gli sguardi, chi
accarezza il morbido corpo di Marilyn e chi sceglie il silenzio e la solitudine del deserto. Chi
accentua la “leggenda” hollywoodiana sfruttando la fotogenia delle sue star e chi cerca di cogliere
quell’attimo di malinconia che da sola è capace di incrinare ogni possibile sogno. A tenerli uniti
tutti, Eve Arnold e Henri Cartier-Bresson, Inge Morath, Elliott Erwitt, Cornel Capa e tutti gli altri è
però la passione e il coinvolgimento nel lavoro del cinema, nel suo farsi di ogni giorno.
Sembra una contraddizione ma lo è solo apparentemente. In queste immagini e in mille altre si
respira la voglia di inseguire un segreto che ogni volta è sul punto di essere colto e che poi invece
sfugge sempre. Il fotografo sulla scena è il testimone di quello che non si dovrebbe vedere, del
grande attore che si aggiusta il ciuffo davanti allo specchio o che parla con la co-protagonista in un
costume assolutamente ridicolo, che a volte può sembrare anche umiliante (come lo è Chaplin
fotografato da Eugene Smith in Luci della ribalta) senza quella giustificazione che solo la continuità
narrativa può dare. Ma diventa anche il tramite tra l’immagine e il suo senso, tra un particolare e la
totalità. Come le scomposizioni di Muybridge che pur fissate sulla carta nella loro singolarità, alla
fine finivano inevitabilmente per restituirci il senso profondo di qualche cosa che non si vede ma
pure esiste. Come è appunto il movimento cinematografico.
Sul set di ogni film, il fotografo sulla scena diventa il testimone silenzioso di quella scomposizione
e ricomposizione che a ogni ciak sa creare il sogno cui tutti ci sforziamo di credere, cogliendo ogni
volta una piccola (ma indispensabile) parte di un mondo più grande. E di cui ci restituisce con le
sue immagini ora lo stupore ora la bellezza, ora la forza ora l’ironia, ora lo struggimento ora la
dolcezza, ma sempre e soprattutto la magia.
I VIDEO IN MOSTRA
A completamento della mostra, un montaggio video racconta il lavoro dei fotografi Magnum sui set
cinematografici. In questi brevi racconti si è voluto salvaguardare il materiale fotografico,
intervenendo il meno possibile sui formati e praticamente nulla sulla qualità tecnica. Tutto ciò ha
portato a limitare l’uso del montaggio “creativo” e preferirne uno più semplice, lineare.
Note di regia:
Tutti i video hanno una musica originale composta appositamente.
Un divano a New York (Un divan à New York, 1996) di Chantal Ackerman, è stato scelto perché il
materiale rappresentava al meglio il lavoro che avviene dietro la macchina da presa. Un racconto
sui tecnici e la messa in scena, con foto di Carl De Keyzer.
Marilyn Monroe e James Dean racconta i tempi dello star system. Per Marilyn Monroe attraverso
le fotografie dal set del film Gli Spostati (The Misfits, 1961, di John Huston); mentre per James
Dean attraverso gli scatti di momenti di vita extra set .
Orson Welles è sui set di Dead Reckoning (1967), Falstaff-Campanadas a medianoche (1965)
e Il processo (1962) con le foto di Nicolas Tikhomiroff.
Alex Majoli fa saltare i registi e gli attori presenti a Cannes 2006.
Gueorgui Pinkhasov crea un affresco di Cannes 2004 del tutto irrituale.
Il tutto è arricchito da una miscellanea di attori e film dall’archivio Magnum Photos.
Magnum Photos
6’40”
Prodotto da SuperleggeraRecord
Ideazione e realizzazione a cura di Francesco Pistoi e Alessandro Tannoya per
SuperleggeraRecord
Montaggio Alessandro Tannoya
Musiche originali Francesco Pistoi e Pier Paolo Peretti Griva
Cannes
2’35”
Prodotto da SuperleggeraRecord
Ideazione e realizzazione a cura di Francesco Pistoi e Alessandro Tannoya per
SuperleggeraRecord
Montaggio Alessandro Tannoya
Musiche originali Francesco Pistoi e Pier Paolo Peretti Griva
James Dean
2’55”
Prodotto da SuperleggeraRecord
Ideazione e realizzazione a cura di Francesco Pistoi e Alessandro Tannoya per
SuperleggeraRecord
Montaggio Alessandro Tannoya
Musiche originali Francesco Pistoi e Pier Paolo Peretti Griva
Jump!
1’10”
Prodotto da SuperleggeraRecord
Ideazione e realizzazione a cura di Francesco Pistoi e Alessandro Tannoya per
SuperleggeraRecord
Montaggio Alessandro Tannoya
Musiche originali Francesco Pistoi e Pier Paolo Peretti Griva
Marilyn Monroe (The Misfits)
2’20”
Prodotto da SuperleggeraRecord
Ideazione e realizzazione a cura di Francesco Pistoi e Alessandro Tannoya per
SuperleggeraRecord
Montaggio Alessandro Tannoya
Musiche originali Francesco Pistoi e Pier Paolo Peretti Griva
Orson Welles
3’50”
Prodotto da SuperleggeraRecord
Ideazione e realizzazione a cura di Francesco Pistoi e Alessandro Tannoya per
SuperleggeraRecord
Montaggio Alessandro Tannoya
Musiche originali Francesco Pistoi e Pier Paolo Peretti Griva
A couch in New York
2’50”
Prodotto da SuperleggeraRecord
Ideazione e realizzazione a cura di Francesco Pistoi e Alessandro Tannoya per
SuperleggeraRecord
Montaggio Alessandro Tannoya
Musiche originali Francesco Pistoi e Pier Paolo Peretti Griva
INFO MOSTRA
MAGNUM SUL SET. Il cinema visto dai grandi fotografi

a cura di Andréa Holzherr e Isabel Siben
Museo Nazionale del Cinema, Mole Antonelliana
26 maggio - 25 settembre 2011
La Magnum è una delle più prestigiose agenzie fotografiche del mondo, fondata nel 1947 da Robert Capa
con la complicità di Henri Cartier-Bresson, David "Chim" Seymour e George Rodger, non appena dismessi i
panni del reporter di guerra. In oltre sessant’anni di attività, l’agenzia ha dedicato un’attenzione particolare al
cinema e ai suoi protagonisti. Le amicizie personali di Capa – Ingrid Bergman, Billy Wilder, Howard Hawks,
Gary Cooper, George Stevens, Gene Kelly, Joseph Mankiewicz e, soprattutto, John Huston – gli avevano
aperto le porte dell’affascinante universo hollywoodiano. Fu seguendo le sue orme che i colleghi della
Magnum si stabilirono a Los Angeles, riuscendo a realizzando servizi esclusivi dai set di molti film classici,
venduti poi a caro prezzo alle riviste americane come Life Magazine o Look, più che non ai giornali e ai
periodici europei.
Questa relazione con il mondo del cinema è proseguita senza interruzioni sino ai nostri giorni, allargandosi
sino ad includere film e star di tutto il mondo. Le istantanee che compongono la mostra all’interno della Mole
Antonelliana provengono dai reportage di dodici diversi film: Luci della ribalta, Quando la moglie è in
vacanza, Gioventù bruciata, Improvvisamente l’estate scorsa, Moby Dick, La battaglia di Alamo, Gli spostati,
Il processo, Il pianeta delle scimmie, Zabriskie Point, L’importante è amare, Morte di un commesso
viaggiatore. Il risultato sono immagini spesso sorprendenti, comunque originali e mai scontate. Ciò che
contraddistingue il lavoro dei fotografi della Magnum è la capacità di osservare il mondo illusorio della realtà
ricreata dal cinema con passione ma senza deferenza né compiacimento, servendosi della propria onesta e
libertà creativa come di un grimaldello per scardinare le regole non scritte che vigono sul set. In un lavoro,
che era pur sempre su commissione, i fotografi furono spesso favoriti da una rapporto personale che li
legava a questa o quella star, talvolta destinato a sfociare in rapporti d’amicizia di lunga durata. Fatto,
quest’ultimo, che conferiva loro un vantaggio non da poco, consentendo un’intimità che al momento dello
scatto faceva la differenza rispetto alla relativa distanza imposta dai divi alla maggior parte dei loro colleghi.
Completano il percorso espositivo, sette cortometraggi accompagnati da una colonna sonora composta
appositamente, che raccontano il lavoro dei fotografi Magnum sul set di numerosi altri film.
Le istantanee esposte lungo la cancellata sono invece una selezione di scatti che ritraggono attori e attrici in
sequenze di danza: immagini di particolare levità, scelte fra le migliaia realizzate nel corso degli anni dai
fotografi dell’agenzia, spesso favoriti da una rapporto personale che li lega a questa o quella star, talvolta
destinato a sfociare in rapporti d’amicizia di lunga durata.
Museo Nazionale del Cinema
Mole Antonelliana - Via Montebello, 20 - Torino
info: +39 011 8138511
email: info@museocinema.it - web: www.museocinema.it
ORARI
mar. mer. gio. ven. dom.: 9.00 - 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
sab.: 9.00 - 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00)
lunedì: chiuso
TARIFFE
Museo Nazionale del Cinema + Ascensore Panoramico
Intero: € 9,00 Ridotto: € 7,00 Ridotto giovani: € 4,50
Museo Nazionale del Cinema
Intero: € 7,00 Ridotto : € 5,00 Ridotto giovani: € 2,00
Ascensore Panoramico centrale
Intero: € 5,00 Ridotto: € 3,50
Il Museo Nazionale del Cinema aderisce al Sistema Musei Torinesi. Con la tessera annuale
dell'Abbonamento Musei è possibile accedere liberamente al museo, con la Torino + Piemonte Card e la
Junior Card è possibile accedere liberamente sia al museo sia all'ascensore panoramico.
PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI
Magnum sul set. I film
Cinema Massimo, 26 giugno - 10 luglio 2011
Domenica 26 giugno 2011
20:45 Il pianeta delle scimmie F.J. Schaffner Usa 1968
Lunedì 27 giugno 2011
16:00 Morte di un commesso viaggiatore Volker Schlondorff Usa/G 1985
18:30 Gli spostati John Huston Usa 1961
20:45 Improvvisamente l'estate scorsa J.L. Mankiewicz Usa 1959
Martedì 28 giugno 2011
16:30 Gioventù bruciata Nicholas Ray Usa 1955
18:30 Gli spostati John Huston Usa 1961
Mercoledì 29 giugno 2011
16:00 Il pianeta delle scimmie F.J. Schaffner Usa 1968
18:00 Morte di un commesso viaggiatore Volker Schlondorff Usa/G 1985
20:30 Gioventù bruciata Nicholas Ray Usa 1955
22:30 Improvvisamente l'estate scorsa J.L. Mankiewicz Usa 1959
Venerdì 1 luglio 2011
16:15 Improvvisamente l'estate scorsa J.L. Mankiewicz Usa 1959
18:30 Il pianeta delle scimmie F.J. Schaffner Usa 1968
Sabato 2 luglio 2011
16:00 Luci della ribalta Charles S. Chaplin Usa 1952
18:45 L'importante è amare Andrzej Zulawski F/I/G 1975
21:00 Moby Dick John Huston Usa 1956
Lunedì 4 luglio 2011
16:15 L'importante è amare Andrzej Zulawski F/I/G 1975
18:30 Moby Dick John Huston Usa 1956
20:45 Luci della ribalta Charles S. Chaplin Usa 1952
Martedì 5 luglio 2011
16:30 La battaglia di Alamo John Wayne Usa 1960
Mercoledì 6 luglio 2011
16:30 Luci della ribalta Charles S. Chaplin Usa 1952
20:30 Zabriskie Point Michelangelo Antonioni Usa 1970
22:30 Il processo Orson Welles F/I/G 1962
Domenica 10 luglio 2011
16:30 Zabriskie Point Michelangelo Antonioni Usa 1970
18:30 Il processo Orson Welles F/I/G 1962
20:45 La battaglia di Alamo John Wayne Usa 1960
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SilvanaEditoriale 2011
mostra: Torino, Museo Nazionale del Cinema
26 maggio - 25 settembre 2011
23 × 28 cm - 168 pagine
110 illustrazioni a colori
brossura con alette
edizione trilingue
italiano/francese/inglese
+ dvd allegato
EAN 97888-3662001-2
€ 35,00
Magnum sul set
Il cinema visto dai grandi fotografi
Un eccezionale volume presenta alcuni grandi classici della
storia del cinema attraverso centoquaranta istantanee realizzate
dai reporter della più grande agenzia fotografica del
mondo, la leggendaria Magnum.
Fondata nel 1947 da Robert Capa ed Henri Cartier-
Bresson, la Magnum non ha mai smesso di dedicare, in
oltre sessant’anni di attività, un’attenzione particolare al
cinema e ai suoi protagonisti.
Le amicizie personali di Capa – Ingrid Bergman, Billy
Wilder, Howard Hawks, Gary Cooper, George Stevens, Gene
Kelly, Joseph Mankiewicz e, soprattutto, John Huston –
avevano consentito a lui e a molti altri fotografi dell’agenzia
l’accesso all’universo affascinante di Hollywood.
Questa relazione con il mondo del cinema è proseguita
senza interruzioni sino ai nostri giorni, allargandosi sino ad
includere film e star di tutto il mondo.
Questo volume riunisce una selezione di immagini di backstage
realizzate sui set di dodici capolavori del cinema (Luci
della Ribalta, Gioventù bruciata, Moby Dick, Il Pianeta
delle Scimmie...) dai più grandi fotografi dell’agenzia
Magnum (Henri Cartier-Bresson, Elliott Erwitt, W. Eugene
Smith, Nicolas Tikhomiroff...). Un fantastico viaggio nella
storia del cinema, attraverso uno sguardo insolito sui suoi
protagonisti (Elizabeth Taylor, John Wayne, Jeames Dean,
Marilyn Monroe, etc.) e sui segreti della ripresa.
Il dvd allegato racconta, attraverso sei cortometraggi realizzati
attraverso il montaggio di materiale fotografico originale,
il lavoro dei fotografi Magnum sui set cinematografici,
documentando così il lavoro degli uomini e donne del
cinema. Ciascun pezzo è accompagnato da musiche composte
appositamente per l’occasione.
www.silvanaeditoriale.it
Le informazioni contenute in questa scheda sono provvisorie e soggette a variazioni senza preavviso.
13 fotografie per la stampa, libere da diritti, per la promozione stampa della
mostra
“Magnum SUL SET”
Tra queste 13 fotografie, non più di 2 potranno essere pubblicate senza diritti nella stessa edizione di
una pubblicazione (fatta eccezione per pubblicazioni speciali interne e per la guida della mostra). Le
dimensioni di queste immagini non dovranno superare metà pagina; inoltre, le immagini non potranno
essere utilizzate senza diritti sulla copertina di pubblicazioni, né essere ritagliate o modificate. Le
fotografie potranno essere utilizzate esclusivamente per la promozione della mostra “MAGNUM SUL
SET”, che si terrà presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino dal 26 maggio 2011 al 25
settembre 2011, un mese prima dell'inaugurazione della mostra e fino alla sua conclusione.
Le fotografie potranno essere pubblicate su siti web soltanto in versione a risoluzione ridotta e
dovranno essere rimosse dai siti web in seguito alla chiusura della mostra. I diritti di pubblicazione di
queste o di altre fotografie per scopi diversi dovranno essere negoziati direttamente rivolgendosi a:
Contrasto
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il nostro reparto stampa - Magnum Photos Paris :
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(STD1955007W00005/36)
© Dennis Stock/Magnum Photos
STATI UNITI. California. Hollywood. 1955. James DEAN nella scena della lotta coi coltelli di "Gioventù
bruciata", diretto da Nicholas RAY.
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(GAJ1974034W00250/15A)
© Jean Gaumy/Magnum Photos
FRANCIA. Parigi. Romy SCHNEIDER e Klaus KINSKI durante le riprese del film "L'importante è
amare" di Andrzej ZULAWSKI. 1974.
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(SME1952017W00027)
© W. Eugene Smith/Magnum Photos
STATI UNITI. California. Hollywood. 1952. Charlie CHAPLIN durante le riprese del suo film "Luci della
ribalta", con Charlie CHAPLIN, Sidney CHAPLIN, Claire BLOOM e Buster KEATON.
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(TIN1967003W00078/37A)
© Nicolas Tikhomiroff/Magnum Photos
Romy SCHNEIDER e Anthony PERKINS.
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(GLB1959014W00019/08)
© Burt Glinn/Magnum Photos
GRAN BRETAGNA. Londra. Giugno 1959. Elizabeth TAYLOR a venticinque anni sul set di
"Improvvisamente l'estate scorsa", del quale è coprotagonista insieme a Katharine Hepburn e
Montgomery Clift.
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(MOI1985002W00009/35A)
MAGNUM/Inge Morath © The Inge Morath Foundation
STATI UNITI. NY. New York. L'attore statunitense Dustin HOFFMAN durante le riprese del film "Morte
di un commesso viaggiatore" di Arthur Miller. 1985.
NYC70731
(STD1967005W00016/32)
© Dennis Stock/Magnum Photos
STATI UNITI. California. 1967. Sul set de "Il pianeta delle scimmie".
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(ERE1955XXXW00575/45)
© Elliott Erwitt/Magnum Photos
STATI UNITI. New York. 1955. Marilyn MONROE nella famosa scena di "Quando la moglie è in
vacanza".
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(ERE1955XXXW00575/41)
© Elliott Erwitt/Magnum Photos
STATI UNITI. New York. 1955. Marilyn MONROE nella famosa scena di "Quando la moglie è in
vacanza".
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(DAB1968017K002)
© Bruce Davidson/Magnum Photos
STATI UNITI. California. 1968. Un momento delle riprese di "Zabriskie Point", diretto da Michelangelo
ANTONIONI.
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(STD1959038W00008/15R)
© Dennis Stock/Magnum Photos
STATI UNITI. 1959. John WAYNE sul set del film "La battaglia di Alamo".
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© Eve Arnold/Magnum Photos
STATI UNITI. Nevada. FILM: Gli spostati. Marilyn MONROE e Clark GABLE sul set de 'Gli spostati'.
La scena: Roslyn si abbandona fra le braccia di Gay Langland. 1960.
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(LEE1954017W00004/15A)
© Erich Lessing/Magnum Photos
Isole Canarie. 1954. L'attore americano Gregory PECK nel ruolo del Capitano Ahab in "Moby Dick",
film di John HUSTON.

6 Fiera del Libro a Rivoli

6 Fiera del Libro a Rivoli


Ora
giovedì 26 maggio alle ore 18.00 - 05 giugno alle ore 23.30

Luogo
Rivoli ,P.za Martiri della Liberta'

Creato da

Maggiori informazioni
• PROGRAMMA •
Giovedì 26 Maggio - Domenica 5 Giugno 2011
• • • • • •
tutti i giorni dalle 10.00 alle 23.00
• • • •

< GIOVEDI' 26 MAGGIO >

• h 21.00 Presentazione del corso di "Thetahealing" con QUIRICI F. e ALBANI F.


< VENERDI 27 MAGGIO >

• h 18.00 "Benessere, armonia, equilibrio" : presentazione di You-Be Method con PAPPALARDO S.
• h 21.00 BRUNO GAMBAROTTA per Ed.Il Punto presenta "Torino è la mia città..e lo sarà per sempre!


< SABATO 28 MAGGIO >

• h 16.00 Laboratorio multi esperienziale seguito da VOLA L. di "giocare con l'arte" dedicato ai bambini e adulti.
• h 21.00 VAURO SENESI presenta " FARABUTTO. Dichiarazioni d'amore molesto " - Edizione Piemme . Dialoga con L'autore il Consigliere Comunale MISURACA G..


< DOMENICA 29 MAGGIO >

• h 16.00 MARINA IUELE presenta "21 Piccole Storie Zen " e " 7 Piccole Storie che Conosci gia' " - Edizioni Bambini Nuovi.
• h 18.00 Presentazione del Corso " Bambini Arcobaleno " con QUIRICI E. e ALBANI F.
• h 21.00 MARISA DI BARTOLO presenta " Abduction " - Ed. Palomar.


< LUNEDI' 30 MAGGIO >

• h 21.00 Le Piante per la psiche : l'insegnante ELISABETTA ZANINI, educatrice alla salute. Nell'occasione verra' presentato il romanzo " il linguaggio segreto dei fiori ", ed. da Garzanti.


< MARTEDI' 31 MAGGIO >

• h 18.00 MIRANDA FONTANA presenta " Fra le chiese di Torino" - Ed. Neos
• h 21.00 GIORGIO MAMBRETTI AUTORE DI " La Medicina Sottosopra. E se Hammer avesse ragione? " presenta " La medicina del futuro. La realta' nascosta dalla malattia " - Infinito ed.


< GIOVEDI' 2 GIUGNO >

• h 18.00 BIGLINO M.: " Il libro che cambiera' per sempre le nostre idee sulla Bibbia " - Infinito ed.
• h 21.00 OTTAVIO DAVINI presenta " I piedi di Madeleine " - Neos Ed.


< VENERDI' 3 GIUGNO >

• h 21.00 D'AGOSTINI S. e PIOVANO C. presentano il loro primo romanzo scritto a quattro mani " Per sempre noi " - La Corte ed.


< SABATO 4 GIUGNO >

• h 16.00 Laboratorio multi esperienziale seguito da VOLA LAURA di "Giocare con l'arte ", dedicato a bambini e adulti.
• h 18.00 Apuleio. L'asino - Metamorfosi - a cura di BRUNO DEL GRECO.
• h 18.30 BRUNA BERTOLO presenta " Donne del Risorgimento.Le eroine invisibili dell'Unita' d'Italia " - Ananke ed.
• h 21.00 ROSA MOGLIASSO presenta "L'amore si nutre di amore " - Salani ed. e MARGHERITA OGGERO presenta "L'ora di pietra " - Mondadori.


< DOMENICA 5 GIUGNO >

• h 16.00 il prof. PIERO LEONARDI reciterà le poesie vincitrici del " XVI Premio Poesia Rivoli ".
• h 18.00 ERMANNO REGIO presenta " La reincarnazione di Tolomeo Balestrieri " ed. Albatros.

FINE FIERA.. ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO...

Con la partecipazione di: Enoteca Neirotti, Leone Torino, Pasticceria Moine, Associazione Promozione Turistica di Rivoli.
Si Ringrazia per la collaborazione: LA MIMOSA-via Piol 26/b

giovedì 26 maggio 2011

Cinemecum.it Il cinema al centro del Mediterraneo







Cagliari in corto presenta:
Il cinema al centro del Mediterraneo
Cinema showcased at the centre of the Mediterranean
News letter numero 19
Cinemecum, il sito dedicato al cinema realizzato da quelli di "Cagliari In corto" e' on line con un nuovo numero. Sotto la lente di ingrandimento di Elisabetta Randaccio "The tree of life" di Terrence Malick fresco fresco dalla vittoria di Cannes. Tra le chicche di Cinemecum questa settimana la video intervista a una delle grandi penne dell’Unione Sarda Giorgio Pisano: per noi ha sfogliato l’album dei suoi ricordi cinematografici. 
 Approfondimenti:
"Crvena Zemlja" di Branimir Toni Jancovic a cura di Alessandro Matta
"Thor" di Kenneth Branagh a cura di Luca Crippa
"I baci mai dati" di Roberta Torre a cura di Giuseppe Novella
 
In questo numero
"La mia poesia per la Sardegna". La leggenda di Kaspar Hauser secondo Manuli: cast stellare nel Sinis, da Vincent Gallo a Claudia Gerini, Fabrizio Gifuni. Sindaci e Comuni ringraziano per la lezione di buon cineturismo.
 
Sorrentino, dalla Croisette agli Oscar? Italiani snobbati al festival di Cannes: nonostante riconoscimenti e standing ovation nessun premio ai film di Sorrentino e Moretti. Sean Penn non gradisce e parte il giorno stesso per gli States. Ecco, vista dagli occhi di c'era, la nostra personale Palmares.
 
Viaggio nella resistenza delle donne. Nuovo, efficace saggio della Cardone alle prese col cinema e l'universo femminile. La figura di Zavattini e il suo film mai girato sulle italiane dell'epoca: i preziosi carteggi ritrovati nell'archivio del grande intellettuale.
 
Piccoli capolavori crescono. Si aggiunge un altro importante tassello nella mappa della memoria storica audiovisiva della Sardegna. Restaurato "Desulo" di Fiorenzo Serra: undici minuti di grande cinema per una profetica visione della realta' sarda.
 
A Castello и tempo di radici. Dal 2 al 5 giugno terzo appuntamento di "Leggendo Metropolitano", originale e insolita kermesse letteraria organizzata da Saverio Gaeta. Al via una raffica di appuntamenti con intellettuali, scrittori, artisti, contaminati dal tema delle radici.
 
A Sassari i bambini di Marcias. Prima proiezione in citta' dell'atteso film prodotto da Federico Demontis della Janas Pictures. L'incontro col regista e l'emozione della sala. L'autore: "E' stato un viaggio a ritroso nella mia memoria".
 
E come sempre le rubriche e le recensioni scritte da voi e ampliate dai vostri commenti, mille notizie sul cinema, le rassegne, le rubriche su chi cerca e offre lavoro e gli appuntamenti sull'Isola e in giro per il mondo.
 
Cinemecum supporta l'Ischia Film Festival.

mercoledì 25 maggio 2011

DRACULA di Gianluca Medas | G.Medas + Hellequin

28 Maggio | DRACULA di Gianluca Medas | G.Medas + Hellequin

Ora
sabato 28 maggio · 20.00 - 23.00

Luogo
Teatro Fratelli Medas - Piazza Municipio 1 - Guasila (Ca)

Creato da

Maggiori informazioni
Associazione Figli d'Arte Medas

DRACULA di Gianluca Medas

Sabato 28 Maggio 2011 ore 20:00
Teatro Fratelli Medas (ex Teatro Montegranatico)
Piazza Municipio 1 - Guasila (Ca)

INGRESSO: 5 EURO CON BUFFET!
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GIANLUCA MEDAS - voce narrante

HELLEQUIN - musiche
(Ivan Fois - chitarra elettrica, Andrea Congia - chitarra classica, Diego Macis - tastiere, Maurizio Serreli - basso elettrico, Maurizio Bottigliero - batteria/percussioni)

Transilvania, 1462: il Conte Dracula giura vendetta contro Dio dopo la morte della sua compagna, spinta al suicidio, con un inganno, dai propri nemici turchi, che egli combatteva nel nome della Cristianità.
Si apre con questa immagine lo spettacolo che ripercorre le vicende narrate nel libro di Bram Stoker.
Condannato, a causa di un profondo dolore, a vivere una non-vita, Dracula ritrova a Londra, in Mina Harker, la sua amata defunta da ormai quattrocento anni.
Può l’Amore sbocciare all’improvviso e nuovamente tormentare l'animo
di un vampiro?
Accompagnata dalle solenni musiche degli Hellequin, scritte da Andrea Congia, ideatore del progetto che ha portato alla costituzione della band proprio per questa occasione, la voce narrante di Gianluca Medas racconta una storia d'amore, sangue e morte dal finale inaspettato.
Una rappresentazione dell'Amore per mezzo dell'Orrore.

GIANLUCA MEDAS
Regista, narratore, scrittore, attore, autore. Proveniente dalla Famiglia
Medas, la più antica famiglia d’arte sarda, Gianluca Medas, dal 1985, si
occupa attivamente di tenere in vita la tradizione della famiglia senza
trascurare la realizzazione di nuovi progetti che traggono la loro
ispirazione dalla cultura popolare.
Di particolare importanza è il progetto Paddori, l’ipotesi di una maschera sarda, che coinvolge tra tutti Fabio Mangolini, docente di Commedia dell’Arte all’Accademia di Recitazione di Madrid e Donato Sartori del Centro Internazionale delle Maschere.
Tra le manifestazioni organizzate, la rassegna Famiglie d’Arte, attraverso la quale porta avanti l’intento di proporre percorsi artistici che valorizzino
la tradizione popolare nell’arte, e il recente Festival della Storia.
Dal 1989 si dedica ai Contos, narrazioni su canovaccio, con più di un migliaio di repliche.

HELLEQUIN
Il progetto Hellequin nasce dall'idea di Andrea Congia (chitarra classica) intenzionato a creare una band al fine di accompagnare la narrazione di Gianluca Medas dedicata al "Dracula" di Bram Stoker (Novembre 2009).
La prima formazione della band (Dracula di Bram Stoker 2009, Frankenstein di Mary Shelley 2010) era composta da: Marco Lutzu (chitarra elettrica), Mariano Girau (synth, tastiere, theremin), Maurizio Serreli (basso elettrico) e Mauro Porcu (batteria), quest'ultimo sostituito in seguito da Edoardo Vittori.
Attualmente, della formazione originale, sono rimasti soltanto Maurizio Serreli e Andrea Congia mentre gli altri componenti sono stati sostituiti da Ivan Fois (chitarra elettrica), Diego Macis (tastiere) e Maurizio Bottigliero (batteria).
Il nome della band proviene dalla radice del nome "Arlecchino", cioè "Helle Koenig" che significa "Re dell'Inferno" e di cui Hellequin è appunto una derivazione.
E' questo un nome evocativo il cui significato viene rafforzato dalle musiche di stampo gotico che spaziano dal Rock al Metal, passando per il Progressive e la Psichedelia, il frutto del sincretismo delle varie influenze di ogni singolo componente che si fondono e vanno a creare una musica volta ad accompagnare e rimarcare le sfumature emozionali del romanzo gotico per eccellenza ma non solo...
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Associazione Figli d’Arte Medas
Teatro Fratelli Medas | 070.7344476 | 329.4338672
Segreteria Organizzativa | 345.3199602 | info@figlidartemedas.org
Ufficio Stampa | 320.6166521 | stampa.fdam@gmail.com

martedì 24 maggio 2011

Arte, Il museo censura l’artista anti B.

Arte

Il museo censura l’artista anti B.



Un video con le frasi del premier messe in musica. Sparito dalle opere del compositore olandese in mostra al MaXXI di Roma. Mentre sono rimasti gli altri, quelli sui politici stranieri. E chi c'è dietro il MaXXI? Una fondazione del Ministero...

di Roberta Carlini, da L'Espresso

Il titolo è inequivocabile: "Corrotto". Il pezzo dura meno di cinque minuti. Nei quali il compositore olandese Jacob Ter Veldhuis (JacobTV, il nome d'arte) mette in musica pezzi di discorsi pubblici di Silvio Berlusconi. Così come fa con altri personaggi di primo piano: politici, scienziati, predicatori, star sportive e del cinema, celebrità, tutti protagonisti di "The News", opera video in progress che debutterà a Pittsburgh, Chicago e New York nella prossima primavera. Peccato però che, nell'assaggio italiano di "The News", la parte dedicata a Berlusconi sia sparita. Per volere del Maxxi, museo delle arti del XXI secolo, che in JacobTV ha tanto creduto da metterlo nella rassegna "Expanded video", insieme ad altri esponenti della videoarte contemporanea. Ma che, al momento di scegliere quali arie dell'opera "The News" dovessero entrare nella selezione da esporre, lo ha, diciamo così, depurato. O meglio, denuncia Jacob Ter Veldhuis, "censurato".

Il lavoro di JacobTV è potente. "Il discorso è musica", dice. E così mette in musica le parole, le facce, i gesti che vediamo più spesso in tv, raccontando e mostrando in altro modo le "notizie". C'è Sarah Palin, c'è Obama, c'è il famoso predicatore americano, c'è l'anchorwoman di Fox News. E c'è Berlusconi, in un'aria che parte con il famoso discorso dopo il primo avviso di garanzia per corruzione da Milano ("Io non ho mai corrotto nessuno"), e poi mixa pezzi di altri discorsi, in comizi e in tv. Le parole incombono, ripetute e lampeggianti su scritte al neon: dignità, democrazia, libertà. Dell'effetto finale, una piccola parte del pubblico italiano si è potuto fare un'idea il 4 maggio: infatti nell'evento live con il quale è stata inaugurata la rassegna - organizzata dal Maxxi insieme a Musica per Roma - è stata eseguita l'intera opera, comprensiva dell'aria "Corrotto". Che però poi la direzione del museo ha scelto di non inserire nell'istallazione video, una selezione di brani in mostra fino al 5 giugno. Così i visitatori del più moderno museo romano non trovano traccia di Berlusconi, che invece campeggia sul sito di anteprima di "The News".

La stampa olandese ha parlato apertamente di censura, JacobTV non si dà ragione del taglio, che gli è stato chiesto dalla direzione del Maxxi. "Avevo completato e arrangiato "Corrotto" proprio in vista della mostra italiana", racconta: "Il populismo dei politici è uno dei temi dell'opera, e Berlusconi ne è uno degli esempi. Non capisco come la musica di un compositore olandese possa risultare pericolosa per un primo ministro italiano". JacobTV sa benissimo che il Maxxi fa capo al ministero della Cultura, e dipende da questo per i suoi finanziamenti: proprio con questo argomento, racconta, gli è stato chiesto di togliere "Corrotto" dal videoclip. "Ma la libertà d'espressione è un diritto fondamentale, mai avrei immaginato che fosse messa in discussione in un museo pubblico".

Oscar Pizzo, direttore artistico di Musica per Roma per la contemporanea, è il principale artefice dell'arrivo di JacobTV in Italia: proprio all'Auditorium di Roma si svolgerà, a ottobre 2012, la prima europea di "The News". Sulla polemica col Maxxi, Pizzo smorza i toni. "Capisco che Jacob ci tenesse molto a portare al pubblico italiano "Corrotto". E io non l'avrei tolto. Però va detto che si tratta di una selezione di soli 15 minuti su un'opera di più di un'ora: un conto è vedere l'aria nel complesso dell'opera, un conto in una selezione ristretta. Scegliere proprio il video di Berlusconi poteva sembrare anche una furbata, un ammiccamento al pubblico italiano, un modo per fare notizia". Invece la notizia, per ora, è un'altra: il video "corrotto" al Maxxi non c'è. Ma si può vedere dal nostro sito.

venerdì 20 maggio 2011

''Non so dove l’ho messa'', di Fosca e Bruno

Non so dove l’ho messa





Non saprei… eppure ero certa che ci fosse!- mormora Fosca, preoccupata.
 L’avrai lasciata nello studio!
 No, non ci sono andata per niente!
In salotto?
No! Quando sono salita, ieri sera, ce l’avevo!
Sei sicura?
Ma come, non ti ricordi?
Cosa?
Che ieri sera te l’ho data!
A me?
E a chi, se no?
Ti sbagli, non mi hai dato nulla.
Ma sì, ma sì! Eravamo a letto! Me l’hai chiesta, e te l’ho data, ricordi? Sei venuto e me l’hai presa!
Ti confondi.  Non l’avrai data al postino ieri?
Al postino? Ma ti pare che io la dia così… al postino?
E perché no?
La do solo a te! Roba da matti! Al postino! Ma io ci tengo…!
Ho capito, magari per distrazione! Sei così distratta, ultimamente!
No. Io sono gelosa di lei. Non l’ ho data neanche al sindaco che ci ha sposati. E’ molto preziosa e non la darei a nessuno nemmeno sotto ricatto. Me l’ha chiesta Sebastiano la settimana scorsa, ma non glie l’ho data!
Hai capito! E quando è venuto Sebastiano? Io dov’ero?
Ma che ne so dov’eri tu! Non c’eri! E poi lo sai che Sebastiano, che è solo, ha sempre bisogno di qualcosa!
Ho capito, ma proprio da te?
Be’ abita a fianco!
Fai mente locale!
Sono certa che l’ho data a te ieri sera.
Ma! L’ avrai persa  in giardino.  
No! Quando sono venuta, ieri sera, ce l’ avevo.
Eccola! Trovata!
Dove?
Nel taschino della mia giacca! E’ vero, me l’hai data ieri per prendere un appunto, la tua stilografica d’oro!

giovedì 19 maggio 2011

Verdi, Rota, Puccini, Čajkovskij, Bizet: ecco la Stagione lirica e di balletto 2011 del Teatro Lirico di Cagliari


Verdi, Rota, Puccini, Čajkovskij, Bizet:
ecco la Stagione lirica e di balletto 2011 del Teatro Lirico di Cagliari


Sabato 18 giugno alle 19 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2011 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione molto attesa dal pubblico che segna la rinascita e la voglia di proseguire nella diffusione musicale del Teatro Lirico di Cagliari. Quattro opere liriche ed un balletto, tutti titoli di sicuro richiamo, accomunati da un tema, l’amore infelice, che è alla base del melodramma, in particolare quello ottocentesco: La Traviata, Napoli milionaria!, Madama Butterfly, Il lago dei cigni, Carmen.

L’inaugurazione è affidata all’amatissimo ed immortale capolavoro di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 - Milano, 1901): La Traviata, melodramma fra i più popolari ed eseguiti al mondo. Rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, La Traviata, terza opera della famosa “trilogia popolare” (con Il Trovatore e Rigoletto) è una delle partiture musicali più dense di interiorità psicologica di tutto il teatro d’opera romantico. Le figure femminili verdiane precedentemente delineate trovano in Violetta il più alto e perfetto compendio. Si impone, in quest’opera, un nuovo tipo di lirismo drammatico, non più fondato sui violenti contrasti delle passioni, ma su sottili e spesso raffinate notazioni dei sentimenti, del dolore, della tenerezza, dell’amore, della rassegnazione. La Traviata va in scena dal 18 al 26 giugno, per sei rappresentazioni, e ritorna a Cagliari, dopo sette anni esatti (l’ultima edizione è del luglio 2004), in un allestimento, dell’ottobre dello scorso anno, proveniente dal Teatro Comunale di Bologna che si avvale, per la regia, della poliedricità di Alfonso Antoniozzi, celebre baritono buffo che, da qualche anno, ha ampliato la sua carriera aprendosi anche alla regia teatrale, e che, con l’ausilio delle scene di Paolo Giacchero, dei costumi di Claudia Pernigotti e delle luci di Andrea Oliva, trasporta il capolavoro verdiano negli anni Sessanta della raffinata Parigi razionalista del Novecento, con precisi riferimenti all’arte ed al genio di Le Corbusier ed alla cinematografia d’autore (Federico Fellini e Stanley Kubrick). La direzione musicale è affidata a Giacomo Sagripanti, giovane talento che debutta a Cagliari, ma dal curriculum già denso di importanti collaborazioni, mentre, nei ruoli principali, cantano Annamaria Dell’Oste (Violetta), Alejandro Roj (Alfredo) e Roberto De Candia (Germont), tre giovani ed affermati artisti, specialisti ciascuno del proprio ruolo.

Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 9 al 16 luglio, è uno dei capolavori teatrali di Eduardo De Filippo: Napoli milionaria!, musicato da Nino Rota (Milano, 1911 - Roma, 1979) e che viene rappresentato, per la prima volta, al Festival dei Due Mondi di Spoleto del 1977. L’anno scorso il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca produce e mette in scena, con successo di critica e pubblico, l’allestimento che arriva quest’anno a Cagliari, in occasione del centenario della nascita del compositore milanese. Interessante connubio tra teatro e musica, la commedia eduardiana che, nella trasposizione musicale, diventa dramma “verista” di ascendenza pucciniana (con un chiaro riferimento a Madama Butterfly), vanta una compagnia di canto eccellente che trova in Alfonso Antoniozzi (Gennaro Jovine) e Tiziana Fabbricini (Amalia) due splendidi protagonisti. Giuseppe Grazioli che possiede già un vasto repertorio, soprattutto novecentesco, e numerose collaborazioni con le migliori istituzioni musicali, dirige i complessi stabili cagliaritani. Lo spettacolo è firmato da Arturo Cirillo (regia), valido interprete del teatro di prosa napoletano e collaboratore di Carlo Cecchi e Mario Martone, Dario Gessati (scene), Gianluca Falaschi (costumi), Badar Farok (luci).

Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica e di balletto riprende, dal 7 al 16 ottobre, con Madama Butterfly di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 - Bruxelles, 1924), la cui ultima rappresentazione cagliaritana risale al 2002. Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904, l’opera è ambientata a Nagasaki ed è incentrata sul personaggio di Butterfly, giovanissima geisha sedotta dal tenente americano Pinkerton, da lui abbandonata e infine suicida. Madama Butterfly può essere definita un monodramma in cui la musica analizza la storia interiore dell’unica protagonista, dall’ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui domina assoluta sulla scena. Siamo davanti al dramma psicologico di una donna all’ombra della quale si muovono tutti gli altri personaggi, l’ancella Suzuki con delicata partecipazione, le pallide figure di Pinkerton e Sharpless e le macchiette di Goro e Yamadori. Attento all’atmosfera esotica del dramma, Puccini ricorse a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati, nel massimo sforzo di ricostruzione ambientale di quell’estremo Oriente che, alla fine del 1800, aveva sostituito, nella moda letteraria e teatrale, le turcherie in voga nel Settecento ed in età rossiniana. La compagnia di canto vede spiccare: Ausryne Stundyte nel ruolo di Cio-cio-san, Giuseppe Varano in quello di Pinkerton e Marcello Rosiello in quello del console americano Sharpless, mentre Junhua Hao nelle vesti dell’ancella Suzuki. Mariusz Treliński, con Boris Kudlička per le scene e Magdalena Teslawska e Pawel Grabarczyk per i costumi, firma un’affascinante messinscena, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano, proveniente dal Teatr Wielki Opera Narodowa di Varsavia. La direzione d’orchestra è affidata a Julian Kovatchev, direttore bulgaro, vero “specialista” in quest’opera ed abituale presenza del podio cagliaritano.

Dall’11 al 19 novembre, per otto rappresentazioni, di cui due fuori abbonamento, ritorna la grande danza classica con Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 - San Pietroburgo, 1893), uno dei capolavori più amati dal pubblico, nella versione portata in scena dal Balletto dell’Opera di Kiev. Questo prestigioso corpo di ballo, uno dei massimi esempi della tradizione coreografica romantica, debutta al Teatro Lirico di Cagliari proprio con il balletto fantastico in tre atti che mancava dal palcoscenico cagliaritano dal luglio 2007. L’Orchestra del Teatro Lirico è diretta da Alekseij Baklan. La versione coreografica e musicale definitiva del Lago dei cigni, ad opera di Marius Petipa e del suo assistente Lev Ivanov e che viene presentata, quest’anno, a Cagliari, è del 1895, nonostante la prima rappresentazione risalga al 1877 (Teatro Bolshoi di Mosca), che però riscosse un vero e proprio fiasco da parte di pubblico e critica.

Un gradito ritorno per il pubblico cagliaritano, a distanza di sei anni dall’ultima rappresentazione, è Carmen, sanguigno ed amatissimo dramma di Georges Bizet (Parigi, 1838 - Bougival, Parigi, 1875) che viene rappresentato dal 9 al 17 dicembre. Si tratta di una nuova produzione del Teatro Lirico di Cagliari, in lingua originale francese con sopratitoli in italiano, che si avvale della regia di Marina Bianchi, preziosa collaboratrice di Giorgio Strehler, Eimuntas Nekrosius e Liliana Cavani. L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono guidati da Julia Jones, direttore d’orchestra inglese, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera che si esibisce per la prima volta al Teatro Lirico di Cagliari. Il cast d’interpreti, di straordinario spessore, è composto da Anna Malavasi, nel ruolo della passionale e sfortunata protagonista, Giancarlo Monsalve, in quelli di Don José, Franco Pomponi interpreta il torero Escamillo, mentre Cristina Radu è Micaëla. In Carmen, rappresentata per la prima volta a Parigi al Théâtre de l’Opéra-Comique il 3 marzo 1875, Bizet ha unito diverse tradizioni, diverse convenzioni, diversi mondi. La Spagna creata da Bizet è prima ancora che un luogo geografico, il luogo della psicologia umana, il luogo della passionalità e dell’istinto: amore e odio, libertà e legami, maschio e femmina. Ed è in questi dualismi che va ricercata l’universalità dell’opera di Bizet e dei due caratteri di Don José e Carmen. I personaggi dell’opera sono lontani dall’originale letterario di Mérimée e rappresentano dei veri e propri personaggi simbolo: una gitana libera, Carmen, e un angelo casalingo, Micaela, come due poli dell’anima di Don José. Quest’ultimo è alla ricerca della libertà che finirà per trovare solo nel compiere un gesto estremo come quello dell’uccisione di un altro essere vivente.

Tutte le opere vengono eseguite dall’Orchestra e dal Coro, diretto da Fulvio Fogliazza, del Teatro Lirico di Cagliari.

La Stagione lirica e di balletto 2011 si avvale del contributo della Fondazione Banco di Sardegna.

Gli incontri di presentazione di opere e balletto

Autorevoli studiosi e musicologi, con l’ausilio del pianoforte, ascolti registrati, proiezioni video e letture dal vivo, presentano le opere liriche e il balletto in cartellone in cinque incontri con il pubblico, ad ingresso libero, che si svolgono, come consuetudine, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari.

classicalparco: la grande musica classica in cd al Parco della Musica

Da lunedì 16 maggio è stata avviata classicalparco, una nuova rassegna di ascolti musicali riservata al neonato Parco della Musica. Ogni settimana vengono diffuse, dalle 11 alle 12 e dalle 17 alle 18, attraverso i 31 altoparlanti posizionati dentro ed intorno al Parco della Musica, le registrazioni in cd delle principali composizioni di un grande compositore della musica classica, al quale viene interamente dedicata la settimana, interpretate dalle migliori orchestre e dai solisti più celebri del panorama internazionale. Ludwig van Beethoven inaugura questa rassegna, dal 16 al 22 maggio, con le sue celebri Nove Sinfonie, nell’interpretazione di Claudio Abbado, alla guida dei Berliner Philharmoniker, registrate, dal vivo, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, nel febbraio 2001. Il Parco della Musica è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 24. L'ingresso è libero.

La Biglietteria del Teatro Lirico di Cagliari

Anche per questa stagione i posti in teatro sono identificati per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

La Stagione lirica e di balletto 2011 prevede sei turni di abbonamento, per cinque titoli ciascuno (i quattro allestimenti lirici più il balletto). Gli abbonati al turno E, per quest’anno non previsto in calendario, possono confermare il loro abbonamento ed usufruire dei posti disponibili in uno qualsiasi dei 6 restanti turni, in maniera esclusiva.

La campagna abbonamenti per la Stagione lirica e di balletto viene aperta venerdì 20 maggio 2011 con le conferme, possibili fino a sabato 4 giugno. Le variazioni su posti disponibili sono possibili, esclusivamente per gli abbonati al turno E della Stagione lirica e di balletto 2010, da lunedì 6 giugno a mercoledì 8 giugno e, per i turni A, B, C, D, F, G, da giovedì 9 giugno a sabato 11 giugno. I nuovi abbonamenti saranno in vendita da lunedì 13 giugno a sabato 18 giugno.

Da giovedì 16 giugno 2011 si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto.

È possibile acquistare i biglietti, entro e non oltre dieci giorni dallo spettacolo, tramite bonifico bancario (Banco di Sardegna: c/c intestato a INCASSI - IBAN: IT70K 0101504800000070170962 - BIC: SARDIT 3 S XXX) o vaglia postale (intestato a Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari) previa verifica telefonica della disponibilità.

Le prove generali delle opere liriche verranno aperte agli istituti scolastici. Per informazioni: Servizio Promozione Culturale, telefono +39 070 4082326 - +39 070 4082252, fax +39 070 4082269.

In caso di annullamento di spettacolo, i relativi biglietti verranno rimborsati dalla Biglietteria esclusivamente nei cinque giorni successivi alla data dello spettacolo annullato. I ratei degli abbonamenti saranno rimborsati nel rispetto delle disposizioni vigenti, secondo modalità che saranno determinate e rese note dalla Fondazione.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 10 alle 13 e nell’ora precedente lo spettacolo. Rimane chiusa la domenica e i giorni festivi.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 10 alle 13 e nell’ora precedente lo spettacolo, telefono +39 0704082230 - +39 0704082249, fax +39 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.

Cagliari, 19 maggio 2011



Pierluigi Corona
Responsabile Ufficio Stampa
Teatro Lirico di Cagliari, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari – Italia
telefono +39 0704082209 - fax +39 0704082216