La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Informazione Contro!

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Blog di controinformazione di Pier Luigi Zanata

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

lunedì 31 dicembre 2012

“È inutile che insisti. Non Ti Amo Più”, di Gianni Zanata

“È inutile che insisti. Non Ti Amo Più”.
Non c’è niente che mi infastidisca più delle cose che accadono senza che ci siano motivi sufficientemente validi perché accadano proprio là dove mi trovo.
Ieri, mentre rientravo da Calasetta, erano le due o le tre del mattino, minuto più minuto meno, a un certo punto, sulla statale 130, all’altezza di Decimomannu, la carreggiata è stata invasa da una coltre di nubi biancastre che sembrava nebbia ma non era nebbia, era qualcosa di molto più inquietante, piccoli banchi di nuvolette sottili che non stavano all’altezza dell’asfalto ma sospese due o tre metri, sembrava una specie di tunnel, una galleria di roba bianchiccia e viscida, ho rallentato, non c’erano altre auto, né davanti né dietro, ho percorso un chilometro dentro quel cunicolo cadaverico e lattiginoso,  dentro quel budello d’albume anguillesco che sembrava non finire mai, e allora per un attimo ho pensato: “santo cielo, è finita, sono stato risucchiato dalle forze aliene, dalle scie chimiche, dalle potenti grinfie di un’entità sovrumana, mi porteranno su un altro pianeta, incontrerò Sara Tommasi, mi impianteranno un microchip, nemmeno farò in tempo ad ascoltare il prossimo disco di Bob Dylan, nemmeno farò in tempo a festeggiare il mio compleanno, ma che sfiga”.
Poi, invece, poco prima di Assemini, mi ha sorpassato un cretino gaggio che andava a zigzag, sono scomparse le strane nuvole di panna sporca, e tutto m’è sembrato di nuovo normale.
A Elmas il semaforo era rosso, mi sono fermato. Un istante dopo si è accostato un fuoristrada. Sulla fiancata c’era scritto: “È inutile che insisti. Non Ti Amo Più”.
Non ci giurerei, ma credo che al volante del fuoristrada non ci fosse nessuno. Proprio nessuno.
 
“È inutile che insisti. Non Ti Amo Più” (2).
Son tornato a casa e negli occhi avevo ancora quell’immagine. L’immagine del fuoristrada sulla cui fiancata c’era scritto: “È inutile che insisti. Non Ti Amo Più”.
Al volante del fuoristrada non c’era nessuno. Ne sono certo. Proprio nessuno.
Son tornato a casa e negli occhi avevo ancora quell’immagine. Quella scritta. Quell’abitacolo vuoto. Il semaforo rosso. La nebbia che non era nebbia ma una roba bianchiccia e viscida.
Son tornato a casa e mi son sdraiato sul letto. Mi son sdraiato vestito.
Fuori, in cortile, c’era qualcuno che lavorava. O forse non era fuori, era al piano di sopra. Sentivo il trac trac di un arnese, forse di un cacciavite, o di uno scalpello.
Ho iniziato a pensare che non mi piaceva affatto, quel rumore, quel trac trac. Non è una bella cosa mettersi a lavorare con un arnese, un cacciavite, uno scalpello, nel cuore della notte. Ho iniziato a pensare che quel rumore altro non era che un’intrusione nella mia vita privata. Uno sgarbo, un’azione disgustosa.
Mi son tirato su, sono andato alla finestra. Fuori non c’era nessuno, il cortile era deserto. Di colpo era sparito anche il trac trac.
Son andato in bagno, ho acceso la luce. Sullo specchio c’era una scritta rossa: “È inutile che insisti. Non Ti Amo Più”.
Son rimasto un minuto a guardare la scritta. Stampatello maiuscolo.
M’è venuto su un rigurgito di malinconia.
Allora ho spento la luce e son tornato in camera. Mi son sdraiato sul letto. Ho preso tra le mani la rana, ho aspettato che diventasse calda, e poi l’ho poggiata sulla fronte.
Un attimo dopo, di nuovo il trac trac. Fuori, in cortile. Ne sono certo.
032
 

sabato 29 dicembre 2012

I dieci anni che hanno cambiato l’informazione in Basilicata saggio di PARIDE LEPORACE

Il decennale del “Quotidiano di Basilicata” un’occasione per fare un bilancio sui cambiamenti intervenuti nel campo dell’editoria regionale. La fine del monopolio del notabilato sull’informazione. Primavera di Melfi, lotta di Scanzano, caso Claps e le inchieste di Woodcock cambiano la percezione di sé da parte della regione e nasce una vera opinione pubblica

I dieci anni che hanno cambiato
l’informazione in Basilicata

saggio di PARIDE LEPORACE
in http://www.decanteronline.it/


Ringrazio la direzione di Decanter per avermi chiesto un contributo che, a partire dalla celebrazione del decennale che ha festeggiato la nascita e la contemporanea navigazione de Il Quotidiano della Basilicata, sia lo spunto per narrare anche un decennio in cui si è profondamente modificato nella nostra regione il concetto di opinione pubblica, ma anche di fruizione, consumo e protagonismo dei diversi media. Le cifre, nude e crude, dovrebbero farmi chiosare sul più basso numero di copie di giornali venduto nelle nostre latitudini, che al tempo delle più grande crisi di sistema che avvolge mutazione e recessione non inducono certo a pigiare con forza i pistoni della tromba. Eppure, io vi confesso di sentirmi parte in causa in Basilicata insieme ad altri di una grande rivoluzione epocale: quella del tempo che strappò al notabilitato il monopolio dell’essere informato allargando la nuova era del contenuto giornalistico diffuso a più ampi settori di popolazione.

Contano molto su questo versante di diffusione lucana non solo i barbieri e molti bar della Lucania, ma anche gli uffici dove una copia di giornale viene letta anche da25 persone in un giorno.

L’11 marzo del 2002 in tutte le edicole della regione usciva Il Quotidiano della Basilicata con una prima pagina al tempo molto “glocale”, con uno studiato mix di notizie nazionali e territoriali. Era nato il primo giornale regionale lucano del XXI secolo, gemmato nel cuore di una rivoluzione editoriale che aveva già profondamente modificato significativamente tendenze culturali in Calabria. Gli indici di lettura tra i più bassi d’Italia della Basilicata inducevano a conquistare nuovi lettori e a confrontarsi sul mercato con due testate concorrenti (La Gazzetta del Mezzogiorno e la Nuova Basilicata) che non avrebbero concesso niente e nulla a chi veniva da altrove a cambiar la partita. È giusto ricordare che in quegli anni la Basilicata, nel Sud e non solo, era luogo dove poter investire con interesse: la Fiat, un sistema politico virtuoso, il miraggio del petrolio, la possibilità di partecipare ad un riscatto meridionalista che la pubblicistica del periodo sottolineava con colorite definizioni, non mancando mai di citare la virtuosa Basilicata. Scendeva in campo con il Quotidiano una nuova generazione giornalistica con molta gavetta ben fatta in giornali, televisioni, radio locali e a volte nazionali. A dar man forte dalla Calabria arrivarono dei colleghi ormai ben specializzati con successo negli avvii delle nuove testate e nell’apertura di nuove redazioni. L’avventura poteva iniziare e fu avventura controversa e complessa da mantenere in vita. Al giro di boa dei primi cinque anni sono stato chiamato a dar nuovo impulso a quanto costruito dalla direzione di Pino Anzalone, Ennio Simeone e dalla breve reggenza di Alfonso Pecoraro.

Al mio arrivo in Basilicata assistito dal mio insostituibile caporedattore, Lucia Serino, avevo pochi punti chiari in tanto lavoro da fare per scalare le posizioni conquistate dai miei due competitor regionali. C’era da “scalabresizzare” molta foliazione inutile del giornale e sostituirla con contenuti locali adeguati. Non è stato semplice risalire la china, ma grazie alla fiducia Sui giornali si scrivono cose che corrispondono alla verità o che assomigliano alla verità ricevuta da gran parte della redazione e ad un’assoluta libertà concessa dall’editore ad una linea editoriale corsara e d’assalto lentamente le posizioni di mercato sono cambiate assegnandoci

un ruolo ben definito nel dibattito pubblico lucano.

Nel mio taccuino di lavoro avevo segnato un dato di diffusione precedente al mio arrivo. L’enciclopedia dei comuni della Basilicata, raccolta e allegata in fascicoli al giornale, era stata collezionata da 2500 lettori per diversi mesi. L’identità municipale

di grandi e piccoli borghi era necessariamente significativa per una narrazione regionale, ma la crescita dei numeri del giornale passava per le realtà urbane di Potenza e Matera e per l’agglomerato economico del Metapontino. I circa cento comuni lucani sotto i cinquemila abitanti non consentivano, e ancora oggi difficilmente permettono, in quei distretti, una crescita significativa delle vendite dei giornali. Un’altra indicazione mi proveniva dai bollettini della primavera 2004, coincidenti con i 21 giorni di agitazione alla Fiat di Melfi, che nonostante una linea favorevole alle lotta degli operai da parte del nostro giornale, segnavano una clamorosa calma piatta per la nostra diffusione: un dato amaro con cui fare i conti anche alla luce della distribuzione gratuita della Stampa, il giornale della famiglia Agnelli, ai cancelli della Sata. Ben altre influenze sul nostro lettore avevano invece lasciato le cronache della lotta di Scanzano contro l’imposizione del sito unico delle scorie nucleari.

La Basilicata, anche grazie ai suoi giornali locali, nel novembre del 2003 costruiva una sua identità regionale definita e soprattutto per la prima volta collettivamente aveva ragione di un imposto sopruso centralista. È in questo decennio che attraverso alcuni grandi fatti la Basilicata conquista un proscenio mediatico nazionale che modifica la percezione leviana del Cristo fermo ad Eboli, a dannazione del cafone lucano, e attraverso questa anche una modificata presenza mediatica della propria opinione pubblica. Negli anni zero del nuovo secolo la Basilicata si rivela al mondo in chiave ludico-spettacolare aprendo un lento cammino per un giornalismo di settore che inizia a produrre qualche significativo risultato. Il successo planetario di Passion realizzato a Matera da Mel Gibson, le affermazioni cinetelevisive di Rocco Papaleo con l’annesso repertorio di simpatia identitaria e polemiche rancorose, l’evento mondano delle nozze di Sofia Coppola nel palazzo di famiglia a Bernalda hanno rappresentato delle teste di serie per il settore dello spettacolo che ha permesso anche la nascita di un larvale dibattito specialistico di settore. Una marcia lenta ma necessaria alla modernizzazione di una regione che vanta un significativo Pantheon novecentesco di grandi firme che costruirono il loro successo nei principali centri dell’editoria italiana (Beniamino Placido, Orazio Gavioli, Leonardo Autera). Anche il successo letterario di una significativa pattuglia di autori lucani ha contribuito non poco a raffinare il linguaggio giornalistico locale orientandolo su nuovi spunti e suggestioni. Nel quadro complessivo e generale il mio Quotidiano ha molto puntato sui successi e i contributi diretti di Gaetano Cappelli, Giuseppe Lupo, Mariolina Venezia, Raffaele Nigro (che vanta una lunga collaborazione alla Gazzetta del Mezzogiorno) Dora Albanese, Giancarlo Tramutoli che in attività tra centro e periferia hanno permesso in Basilicata la nascita di nuovi confronti culturali. Apro una personale ampia parentesi per Andrea Di Consoli, poeta, scrittore, autore televisivo, critico letterario e inviato di grande testate nazionali, che nonostante la giovane età compare già nella Storia della Terza pagina italiana e che con il Quotidiano assumerà uno stretto

rapporto di giornalismo militante che oltre ai temi culturali (segnalo la sua scelta commentata di passi antologici di oltre cento autori lucani pubblicati nell’inserto Estate del 2010) lo hanno visto eretico e discusso protagonista su alcuni dei principali versanti della nostra narrazione: la cronaca nera e giudiziaria e la politica.

Il decennio che stiamo radiografando si è posto all’attenzione per alcuni grandi fatti che hanno posto la Basilicata, identificata non più come isola felice meridionale ma come terra di misteri noir e di malaffare istituzionalizzato. Le clamorose inchieste del pm d’assalto Woodcock, i safari lucani di De Magistris, alcuni clamorosi casi di omicidi irrisolti, l’esplodere della vicenda “Toghe lucane” hanno sicuramente modificato indici di lettura e schieramento della società lucana con mai viste prese diposizione di parte di settori significativi della società lucana che hanno dato vita a combattive associazioni legalitarie, anche se sono in seguito scomparse dall’ edicola iniziative come il quotidiano Il resto che quell’ondata giustizialista cercò di cavalcare.

In questo ambito, per quanto riguarda, abbiamo giocato un ruolo molto attivo. La nostra testata sarà la prima a pubblicare intercettazioni integrali tratte da un’inchiesta giudiziaria, presto seguita dalla concorrenza determinando una svolta in un settore che in regione per lungo tempo si era mostrato molto ecumenico e a volte persino addomesticato. Il Quotidiano in questo ambito è stato molto “movimentista” segnando clamorosi scoop ma cercando di non essere mero “gazzettino” di Procura.

Esemplare in tal senso la clamorosa vicenda di Elisa Claps, la ragazza scomparsa nel nulla a Potenza e ritrovata dopo molti anni in un sottotetto della Trinità, che ha inevitabilmente caratterizzato una stagione del giornalismo locale. Il Quotidiano ha sfruttato al meglio questa occasione e tenendo per circa 70 uscite la notizia in apertura con molti particolari esclusivi è riuscito ad ottenere il margine di crescita di vendita tra i più alti tra quelli monitorati dall’Ads in Italia in quel periodo. La vicenda Claps, insieme ad altre, è stata oggetto di attenzioni di grandi trasmissioni televisive di successo che non hanno lesinato letture a volte qualunquiste e interessate determinando un antagonismo tra i media locali. In questo ambito si sono pure collocate le grandi testate nazionali che hanno spesso raccontato la Basilicata per luoghi comuni o peggio per filiere di appartenenza. Non si può qui non far notare la grande occasione mancata da parte degli inserti locali meridionali di Corriere e Repubblica che hanno confinato le notizie della nostra regione tra le brevi delle loro edizioni campana e pugliese.

La traumatica trasformazione dell’editoria ha fatto registrare in Basilicata la costruzione di una linea di difesa basata sull’offerta del “panino” con altre testate nazionali. Con l’aumento del costo di vendita per essere adeguati all’offerta della concorrenza anche noi abbiamo scelto di abbinarci a testate specializzate nell’informazione economica (Sole 24 Ore e Italia oggi) ritenute utili per un lettore che fa parte delle classi dirigenti e imprenditoriali locali.

Nel corso del tempo ha ben costruito una sua offerta forte il giornale storico lucano per antonomasia, La Gazzetta del Mezzogiorno. Antica testata meridionale dopo anni di monopolio regionale caratterizzati da una stretta vicinanza al potere politico

(i suoi quadri dirigenti nella Prima Repubblica erano designati da Moro e Colombo) ha dovuto attrezzarsi alla concorrenza dei nuovi competitor ristrutturando il formato verso la moderna formula del full color, rinnovando tematiche e linguaggi e offrendo

al lettore un robusto pacchetto che vanta un dorso nazionale-pugliese, quello locale e l’abbinata con una grande testata nazionale come La Stampa che ha permesso di arginare la concorrenza nelle complessità del mercato attuale. L’offerta del panino con il Mattino di Napoli, che in Basilicata ha sempre avuto una sua presenza locale, ha rappresentato un puntello anche per la Nuova del Sud testata che aveva rotto il monopolio dell’informazione regionale sul finire del Novecento e che con la cronaca politica e dei territori ha rappresentato una significativa novità nell’asfittico panorama regionale. La testata dell’editore Macchia, che schiera anche la presenza

di una tv satellitare, ha per lungo tempo poggiato sulle incursioni di un acclamato “columnist” come Nino Grasso, strappato dall’editore alla Gazzetta, che hanno rappresentato per lungo tempo il punto di forza di una testata nata con grandi ambizioni, e che ha saputo resistere con determinazione alla bufera della crisi economica. Mi sembra esemplare in tal senso l’abdicazione di Grasso dalla sua trincea di polemista (sicuramente faziosa ma proprio per questo molto utile al confronto delle opinioni) a favore del sicuro ruolo di portavoce del governatore Vito De Filippo.

La Regione in Basilicata è, infatti, un editore pubblico che vampirizza e blandisce molti giornalisti, spesso orientati nella loro professione ad essere amici dei loro sponsor per potersi guadagnare un posto pubblico. Il potere regionale dispone di

un apparato propagandistico enorme che dispiega numerose testate multimediali nel web (una sorta di regime mediatico), che hanno fatto spesso lamentare le opposizioni politiche. Mi sembra giusto evidenziare che in Regione sia rimasta lettera morta la proposta di una moderna legge di sostegno alla stampa locale, che per iniziativa dell’associazioni professionali chiedeva un’inversione di tendenza rispetto ai tradizionali aiuti paternalistici e clientelari. Nel cercare di fornire un quadro di riferimento, inevitabilmente parziale e incompleto, (una delle poche mappature degne di questo nome è rintracciabile in Storia del giornalismo in Basilicata di Pantaleone Sergi) mi sembra doveroso segnalare un variegato panorama di fogli e giornali locali che a macchia di leopardo e con diversa qualità caratterizzano più che il mercato editoriale la scena pubblica locale. Significativi in tal senso mi sembrano: il ruolo che esercita nell’area sud L’eco di Basilicata che si caratterizza per uscita regolare in edicola, e per un’inconsueta fidelizzazione di lettori e persino di abbonati; la presenza settimanale di Controsenso che a Potenza ha guadagnato una sua posizione con una free press casalinga e generalista; il combattivo mensile di Ferrandina La Cupola verde mai domo sul versante della denuncia e della proposta. Per le riviste politiche le mie preferenze vanno al vostro Decanter, ma considerato che sono vostro ospite rimando ad altre occasioni il mio pensiero. Sono rammaricato del fatto che il reprint di Territorio si sia impantanato nelle paludi organizzative che interessano questi utili strumenti, come rimpianti vengono dal fatto che la gloriosa Basilicata di Leonardo Sacco sia finita in una morta gora a causa dell’isolamento del suo glorioso animatore e che lo sperimentale Totem abbia chiuso i battenti.

In questo decennio furono fuochi di paglia anche quelli della Scuola di giornalismo della locale Università che hanno lasciato in archivio poche esperienze e molte illusioni. La televisione approdata al digitale terrestre ha poche testate private e l’audience quindi è concentrata sulla testata pubblica che vanta per questo motivo gli ascolti più alti d’Italia. Va un po’ meglio con la radio, ma si tratta solo d’intrattenimento, considerato che di giornalismo se ne sente poco. Il nuovo che avanza proviene dalla Rete. Sono nate alcune esperienze significative.

La più interessante è quella de Il Metapontino che copre in tempo reale la vita di quel territorio. Rutilante nei toni e nell’autoreferenzialità è anche il quotidiano online Basilicata24 che ha conquistato attenzione con alcune inchieste di buona fattura. Il panorama si completa con una pluralità di blog (significativo nel dibattito politico materano Hyperbros), siti politici, aggregazioni di cittadini e associazioni sui social network che spesso e volentieri configgono con i pochi media meanstream lucani secondo dialettica planetaria, determinando un noto fenomeno definito dagli analisti “populismo digitale”.

I tre quotidiani regionali hanno iniziato la loro lenta ristrutturazione elettronica e molto dipenderà dai loro editori per una crescita esponenziale dei fruitori dei loro contenuti, che complessivamente restano i migliori pur se con molto tare e deficienze. Perché ancora, per fortuna, quel giornalismo organizzato gerarchicamente al proprio interno, riesce a raccontare i fatti nella loro stringente evidenza, perché la realtà esiste e soddisfa ancora il raccontarla. A Mumbai come in Basilicata.

PARIDE LEPORACE

direttore responsabile del “Quotidiano della Basilicata”

Silenzio atomico di Adriano Cipolletti

È uscito il libro

Silenzio atomico

di Adriano Cipolletti · Scheda del Libro
Lo potete acquistare sul nostro sito, nelle librerie e bookshop.
 
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venerdì 28 dicembre 2012

L' Espresso: in edicola questa settimana

In edicola questa settimana

2013 - ANNO ZERO. Perché i prossimi dodici mesi saranno decisivi per l'Italia e per il mondo. Rispondono le firme dell' "Espresso"

ATTUALITA'

PICCOLI LETTA CRESCONO: sono giovani. Influenti. Lavorano nell’ombra. E si preparano a un futuro di potere. Nei Palazzi o nelle grandi aziende | NUOVI MOSTRI ADDIO: un milione di tonnellate di spazzatura parte da Napoli. Un business nel mirino dei pm
MONDO

DOVE CADONO LE BOMBE: la guerra civile in Siria. L’atomica iraniana. Lo Stato palestinese che non c’è. Israele isolato. Il Medioriente rischia l’incendio | SPERIAMO CHE SIA EUROPA: ci siamo raccontati tre favole. Per convincerci che il Continente fosse unito. Ma perché lo sia davvero serve un referendum tra i popoli | È L’ORA DEI MIGLIORI: solo così usciremo dalla crisi, batteremo la corruzione e eviteremo il rischio populismo. Parla il grande pensatore spagnolo. Colloquio con Fernando Savater | DOMANI COMANDO IO: nuovi protagonisti e vecchie conoscenze. Guida ragionata per capire in quali mani sarà il potere e da quali è scivolato via
ECONOMIA

SLOW EUROPE: l’America conta sul petrolio. La Cina va. Ma l’euro è sempre in difficoltà. E per l’Italia siamo all’Anno meno uno | BORSA DELLE MIE BRAME: secondo gli analisti, nel 2013 bisogna puntare sulle azioni. Ecco quali scegliere | POTERI FORTI, POTERI DEBOLI: il borsino aggiornato di manager, imprenditori, banchieri e sindacalisti
CULTURA
RIVOLUZIONE HOLLYWOOD: certo, vedremo film sui nostri telefonini. E tante commedie leggere. Ma il futuro del cinema è delle storie vere e forti. Parola di una star che unisce qualità al successo. Colloquio con Ben Affleck | CARMEN SCATENATA: un nuovo disco. Un tour con Elvis Costello. Per la Consoli è il momento della consacrazione | TRA VERDI E WAGNER: il “Ring” di Daniel Barenboim. “I Foscari” di Riccardo Muti. L’Italia divisa tra i due grandi compositori. Ma, poi la stagione lirica nel nostro Paese sarà ricchissima | VENEZIA SECONDO GIONI: un mega museo delle invenzioni. Ideato e mai realizzato. È il tema della prossima, attesissima Biennale dell’arte. Curata da un grande esperto | NAPOLI VERSIONE ARGENTINA: lo spettacolo clou della stagione teatrale che ci attende, sarà quello del grande Alfredo Arias. Tratto dal testo e in un ambiente amatissimi da Eduardo | EDITORE PIÙ DI PRIMA: Google, Amazon, e-book. E un massiccio attacco ai diritti d’autore. I libri cambiano ma il ruolo di chi seleziona i testi cresce. Così la vede un big del mestiere
SCIENZE

L’UNIVERSO SI AVVICINA: un telescopio made in Italy nel deserto cileno di Atacama. Promette di farci vedere il cosmo più da vicino | UN’ARMA NUOVA PER IL CANCRO: puntare sul sistema immunitario, per curare i tumori. E creare vaccini terapeutici | A SCUOLA ON LINE: l’istruzione sulla Rete. Grazie ai manuali dati gratis dai professori dei migliori atenei
SOCIETÀ

MI GUIDO DA SOLA: Sebastian Thrun è l’uomo che per Google studia l’auto che non vuole conducente | SOTTO IL SEGNO DI CARINE: Carine Roitfeld, la bella e dannata della moda di oggi. Influente come nessun altro

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Il bambino che mi porto...fuori
Qualche filosofo là fuori ha mai pensato di teorizzare la maturità dell'essere umano sotto forma di bambino? Contrariamente al concetto molto cinematografico del 'bambino che mi porto dentro' il fotografo Cristian Girotto, nato a Torino e residente a Parigi, ha puntato tutto sull'esteriorità. E sull'importanza di trasmettere il più trasgressivo dei sentimenti: quello di vivere tutto, sempre, come fosse la prima volta. Un omaggio a 'Il fanciullino' di Pascoli o al 'puer aeternus' di Jung. E forse persino a Michael Jackson. 'L'enfant extérieur' sblocca le trame di qualsiasi edizione de 'Il Piccolo Principe', presenta uomini e donne che hanno la corporeità dei bambini e l'atteggiamento degli adulti. Un gioco, tecnicamente legato alla post produzione, che lascia trapelare la grandezza della creatività e del valore conoscitivo che avremmo potuto avere se solo fossimo rimasti bambini, anche esteriormente - di Michele Caporosso
Serge Lutens, talento in nero
Profumiere, fotografo, inventore di straordinarie immagini pubblicitarie, Serge Lutens è uno dei protagonisti del mondo della moda europea. Per celebrare il suo talento eclettico è uscito di recente in libreria la monografia 'Serge Lutens' (Mondadori Illustrati, pp.176, euro 100). Ecco una selezione delle fotografie incluse nel volume

Iniziative editoriali

ROCCO PAPALEO
Live
Venerdì 4 gennaio Dvd a 11,90 euro in più con l’Espresso o Repubblica
GIANNI TONIOLO
La struttura dell’economia italiana
Venerdì 4 gennaio secondo Dvd più libretto a 7 euro in più con l’Espresso o Repubblica
DON GIOVANNI
Alessandro Baricco
Sabato 29 dicembre quinto volume a € 9,90 in più con l’Espresso o Repubblica
MAURIZIO POLLINI
Bartók - Schönberg
Mercoledì 2 gennaio decimo Cd + libretto a € 9,90 in più con l’Espresso o Repubblica

I VINI D'ITALIA 2013
Le Guide de l’Espresso
In libreria e in edicola a 22 euro in più con l’Espresso o Repubblica
I RISTORANTI D'ITALIA 2013
Le Guide de l’Espresso
In libreria e in edicola a 22 euro in più con l’Espresso o Repubblica
SHAKESPEARE
Coriolano
Venerdì 4 gennaio 11° Dvd + libretto a € 8,90 in più con l’Espresso o Repubblica

LA STORIA SECONDO ECO
Il novecento Storia2
Lunedì 31 dicembre 15° volume della storia curata da Umberto Eco a 9,90 euro in più con l'Espresso o Repubblica

ZAGOR A COLORI
Le furie gialle
Giovedì 3 gennaio volume a 6,90 euro più l’Espresso o Repubblica

giovedì 27 dicembre 2012

Amiata Storia e Territorio

È uscito il n.69 della rivista quadrimestrale di studi e ricerche sul territorio amiatino

Amiata Storia e Territorio

Anno XXV, n. 69 - Dicembre 2012 · Consulta l'indice
Lo potete acquistare in tutte le edicole e librerie dell'Amiata o sul nostro sito.
Ulteriori informazioni sulla rivista e sugli abbonamenti sono disponibili su
www.amiatastoriaeterritorio.it
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Dettagli di un sorriso


“Dettagli di un sorriso” a Sanluri il 28 dicembre


“Dettagli di un sorriso” a Sanluri il 28 dicembre.
DAUTORE
La nuova musica d’autore tra suoni e parole
Torna la rassegna di Kuntra dedicata alla musica d’autore e alla letteratura.
La sesta edizione del festival invernale dell’associazione quest’anno si svolgerà in tre Comuni diversi della provincia del Medio Campidano: Villanovaforru, Serrenti e Sanluri.
Si parte il 26 dicembre alla Biblioteca comunale di Villanovaforru con i Primochef del Cosmo e Flavio Soriga.
Il 27 al Teatro comunale di Serrenti la rassegna prosegue con i Diverting Duo e le Lilies on Mars.
A chiudere, il 28 dicembre al Castello Villasanta a Sanluri, una speciale presentazione in musica di “Dettagli di un sorriso” (Quarup, 2012).
Tutti gli eventi sono gratuiti.
dettaglidiunsorriso coverestesa senza alette
 

mercoledì 26 dicembre 2012

l' Espresso, in edicola questa settimana

In edicola questa settimana

RI-MONTI. Ieri premier a tempo determinato, oggi catturato dalla politica. prima distaccato, ora in cerca di popolarità. E domani, incassato il sostegno dell’Europa, il professore e la sua agenda determineranno la campagna elettorale e il governo che verrà

PRIMO PIANO

UN’AGENDA PER L’ITALIA: crescita, casta, tagli: il prossimo obiettivo è riuscire dove il governo attuale ha fallito
SPECIALE 2012 - Fotostoria di un anno

SCOPERTE: curiosity su Marte alla ricerca della vita, il bosone di Higgs, le staminali, la nuova tv | ITALIA SÌ, ITALIA NO: il bello e il brutto del Paese. Gli scandali politici ma anche qualcosa in cui sperare | GUERRE: Israele-Hamas. Il Calvario della Siria. La rivoluzione tradita in Egitto. La minaccia Iran | NATURA: terremoti e alluvioni in Italia. Sandy su New York. E il monsone che mangia il Bangladesh | SFIDE: gli eroi di Olimpia. I maestri del cinema. Obama e Xi Jinping. E la tragedia greca | TENDENZE: Brad Pitt. Il fenomeno Gangnam style. La principessa Kate. E le sfumature di grigio | ANNIVERSARI: 50 anni di Beatles e Rolling Stones. I 60 di Benigni. I 40 di Dita von Teese. E Marilyn |ADDIO A...: il cardinale Martini. Neil Armstrong. Lucio Dalla. Tutti quelli che ci hanno lasciato

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Pierre Gonnord, quando la foto è un dipinto
Esce per l'editore spagnolo La Fabrica il grande volume che raccoglie i ritratti del fotografo francese. Autodidatta, 'emigrato' a Madrid fin dagli anni Ottanta, nella sua ricerca fotografica in giro per il mondo si è sempre concentrato sugli outsider: senzatetto, carcerati, malati mentali, zingari. E negli ultimi anni, allontanandosi dal puro realismo, ha raffigurato i suoi soggetti ispirandosi ai grandi maestri dalla pittura europea: Rivera, Rembrandt, Velázquez. Così, volti di oggi diventano classici mostrando tutta la loro dignità umana.
Brad Pitt n. 5: il backstage dello spot Chanel
È la prima volta che un maschio pubblicizza un profumo femminile. E Brad Pitt, bellissimo, tenero e discinto, rappresenta oggi la necessità di una nuova forma di comunicazione. Dove non è obbligatorio che il messaggio erotico capace di vendere un prodotto arrivi da una donna

Iniziative editoriali

CAPITAN NEMO
Dave Eggers
Sabato 22 dicembre quarto volume a € 9,90 in più con l’Espresso o Repubblica
CAPIRE L'ECONOMIA
Castronovo
Venerdì 28 dicembre 1° Dvd al prezzo speciale di € 1 in più con l’Espresso o Repubblica
MAURIZIO POLLINI
Brahms - Schumann
Mercoledì 26 dicembre nono Cd + libretto a € 9,90 in più con l’Espresso o Repubblica

I VINI D'ITALIA 2013
Le Guide de l’Espresso
In libreria e in edicola a 22 euro in più con l’Espresso o Repubblica
I RISTORANTI D'ITALIA 2013
Le Guide de l’Espresso
In libreria e in edicola a 22 euro in più con l’Espresso o Repubblica
SHAKESPEARE
I due gentiluomini di Verona
Venerdì 28 dicembre 10° Dvd + libretto a € 8,90 in più con l’Espresso o Repubblica

LA STORIA SECONDO ECO
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martedì 25 dicembre 2012

Galep l'artista che disegnava "Tex" sognando la sua Sardegna

Graziano Romani e la copertina del suo libro Graziano Romani e la copertina del suo libro 

Galep l'artista che disegnava "Tex" sognando la sua Sardegna

di Andrea Curreli
L'Italia è un Paese che da qualche anno ha riscoperto - ma sarebbe forse più giusto scrivere "ha scoperto" - il fumetto. La nona arte, bollata come "popolare" o come "per ragazzi",  ha accompagnato diverse generazioni e ora trova finalmente il giusto spazio e tutti i riconoscimenti dovuti. E se si parla di fumetti in Italia non si può non citare Tex Willer, il celebre ranger nato nel 1948 dalla mente di Gian Luigi Bonelli e dalla matita di Aurelio "Galep" Galeppini. Il percorso di questo grandissimo disegnatore, scomparso il 10 marzo del 1994, è stato ricostruito da Graziano Romani nel suo libro L'arte di Galep (Panini Books editore, 2012). Il cantautore e saggista emiliano ricostruisce la storia del creatore grafico di Tex andando oltre la figura dell'eroe del West. "Per ovvie ragioni Tex è importantissimo e preponderante nella carriera di Galep, ma Aurelio Galeppini ha dimostrato di essere stato un grande artista a 360 gradi - premette presentando il suo libro a Tiscali Notizie -. E' stato pittore, ma anche ottimo illustratore ispirandosi e raggiungendo i livelli di Achille Beltrame e Walter Molino. Pochi sanno poi che si cimentò anche con l'arte religiosa: sei opere del giovane Galeppini realizzate nel 1940 sono ancora conservate nella Chiesa di San Vincenzo a Cagliari".
Romani, partiamo dall'approdo di Aurelio Galeppini all'Audace e dalla nascita di Tex.
"Spesso i grandi successi nascono da piccole storie e così è stato per Tex. Galep fu assunto dall'Audace e iniziò a collaborare su un progetto ambizioso di cappa e spada che si chiamava Occhio Cupo. Era una sorta di piratone con i baffi come quelli degli attori hollywoodiani del tempo Clark Gable e Douglas Fairbanks. Galep teneva molto a questo eroe e realizzò tavole di un altissimo livello artistico. La sua giornata lavorativa veniva dedicata a Occhio Cupo, e poi dopocena quasi come esercizio defaticante realizzava le strisce di Tex Willer. Erano strisce molto spartane perché Tex veniva considerato un eroe minore, nato per contrastare altri personaggi western che già erano molto popolari in Italia. Occhio Cupo è gradatamente scomparso nonostante fosse un fumetto di elevato valore artistico, mentre Tex Willer meno raffinato ma molto popolare è diventato il mito che tutti conosciamo".
A distanza di tanti anni Tex ha mantenuto le sue caratteristiche essenziali. Sembra che Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galeppini avessero concepito un personaggio in grado di resistere al tempo
"Tex è divenuto una tale icona che i paletti posti in origine, quelli che hanno decretato il suo successo, ancora oggi vengono rispettati. Gli amanti di questo personaggio vogliono trovare questi paletti e per questo non avrebbe senso sovvertirli. Qualche storia texiana esce un po' dagli schemi, ma il rispetto e rigore nei confronti dell'eroe creato da Bonelli e Galep viene sempre rispettato. E' una sorta di materia sacra verso la quale gli sceneggiatori e i disegnatori che si alternano devono dimostrare un grande rispetto".
Nella sua lunga carriera Galep ha disegnato tantissime storie. C'è stata una storia in particolare che ha amato?
"Non c'è una storia in particolare, ma è innegabile che Galep diede il meglio di se in tutte le storie realizzate con Bonelli nel cosiddetto 'periodo d'oro'. Se devo indicare qualche titolo scelgo sicuramente Il Giuramento del 1969 e Il figlio di Mefisto del 1971. In quegli anni la sinergia tra lo sceneggiatore e il disegnatore si è espressa al massimo. Ancora oggi le story telling di quegli albi sono perfette".
Galep è considerato unico e irragiungibile, ma c'è qualche disegnatore di Tex che può essere considerato il suo erede?
"Non credo che possa essere indicato un erede perché Galep ha dato un'impronta personale molto forte al suo personaggio. Stimava tutti i suoi collaboratori che dagli anni Sessanta lo affiancarono. Senza ombra di dubbio apprezzava  Claudio Villa, il disegnatore che poi è divenuto il principale copertinista della seconda fase di Tex. Questo grande disegnatore è entrato nel cuore di tanti fan del ranger per la quella forza evocativa delle copertine che possedeva anche Galep. Non dimentichiamo che Galeppini ha disegnato tutte le copertine di Tex fino al numero 400 del febbraio del 1994 per poi passare il testimone proprio a Villa".
Galeppini era di origine sarda, quanto la sua terra ha influito nelle sue opere artistiche?
"Galeppini ha avuto un rapporto molto forte con la Sardegna e, nella sua seconda fase della sua carriera dopo gli anni Ottanta, ha omaggiato spesso la sua terra di origine. Un amore ricambiato con mostre e tributi organizzati nell'Isola. E' doveroso ricordare che è cresciuto in una Sardegna segnata dalla Seconda guerra mondiale e dalla povertà del Dopoguerra, ha fatto il pittore, l'insegnante di disegno, tecnica pittorica e storia dell'arte in alcuni istituti. Poi si è dovuto trasferire altrove approdando alla Audace, poi Bonelli, per diventare il disegnatore di Tex, il più grande fumetto della storia d'Italia. La Sardegna è molto presente anche nelle ambientazioni e nei paesaggi di Tex. Galeppini in fondo ha creato una sorta di western all'italiana, uno 'spaghetti western' prima che questo termine fosse coniato. Le montagne e le rocce dove si svolgevano parte delle avventure di Willer e dei suoi pards erano invece ispirate dalle sue frequenti incursioni in Trentino. I paesaggi di queste due regioni nel fumetto diventavano le mesas di Texas e New Messico".

"Dettagli di un sorriso": quelli che vede un cattivo senza redenzione

La copertina del libro e l'autore, Gianni Zanata La copertina del libro e l'autore, Gianni Zanata 

"Dettagli di un sorriso": quelli che vede un cattivo senza redenzione

di Cristiano Sanna
Cosa è successo dopo il finale "tutto bianco" di Non sto tanto male? Gianni Zanata, giornalista e scrittore, rimette on the road il suo Valdo Norman, il quale riprende a correre libero, selvaggio e cattivo come se lo ricorda chi ha letto il primo libro che lo vedeva protagonista. In Dettagli di un sorriso (edito da Quarup) Valdo non è più il potente e corrotto giornalista che passava le giornate tra le ossessioni per detersivi e altri liquidi pulenti, la vessazione dei redattori e l'amore ossessivo per Bianca. Anzi, quella ossessione torna, ma è la vita di Valdo ad essere cambiata.
Marionetta scoordinata - "Ripulito" dall'omicidio commesso nell'altro libro, in Dettagli di un sorriso Valdo è diventato un corriere. Droga, armi, malaffare. A tirare le fila dei traffici è il viceprefetto della sua città, una Cagliari pudescia (termine gergale sardo per indicare qualcosa che puzza) e in cui non c'è sempre il sole, lontana dagli stereotipi da paradiso mediterraneo, e dove la corruzione sembra mangiarsi, insieme alla salsedine, perfino i muri delle case. Ma Valdo è una marionetta costruita per sfuggire al controllo e rivoltarsi contro coloro che credono di averla in pugno. Viaggia da un capo all'altro di una Sardegna in cui i luoghi hanno il loro nome reale, senza mitizzazioni ed "esotismi" che passano per toponimi di fantasia che si trovano in troppi altri libri ambientati nell'isola.
Kurt Cobain, forse sì, forse no - Poi c'è Bianca, sempre lei, che ritorna fra un incontro e l'altro di sesso a pagamento. C'è lei e un'altra ragazza, immigrata e inguaiata. A sparigliare le carte. Proprio come quello strano pastore sardo dalle fattezze di Jerry Garcia, defunto chitarrista dei Grateful Dead. O Kurt Cobain dei Nirvana, leggermente invecchiato, che continua ad apparire a Valdo sui gradini di una chiesa. Una spirale che precipita il protagonista all'origine del suo stesso male, mentre il mondo attorno perde le fattezze reali e perfino i dettagli di un sorriso possono ingannare. In maniera fatale.

Un anno di libri: il caso "Sua Santità" e il viaggio di Andrea

Gianluigi Nuzzi con il suo libro sulle carte segrete di Benedetto XVI Gianluigi Nuzzi con il suo libro sulle carte segrete di Benedetto XVI 

Un anno di libri: il caso "Sua Santità" e il viaggio di Andrea

di Andrea Curreli e Cristiano Sanna
L’Italia è un Paese dove si legge poco, ma un buon libro è il classico regalo che non può mancare sotto l’albero di Natale. Anche in formato ebook con relativo lettore. Quest’anno il 55 per cento degli abitanti del Belpaese regalerà un testo ad amici e parenti e per questo si moltiplicano le offerte per aiutare anche i più indecisi. Sugli scaffali delle librerie, reali e virtuali, le opzioni non mancano e variano ovviamente a secondo dei gusti. Tante le categorie (romanzo, storico, politico, sportivo) e altrettanti i "target" di riferimento (lei, lui, bambini). Tiscali Spettacoli e Cultura ha indicato qualche libro che vale la pena di regalare e sicuramente di leggere.
Inchieste - La palma del miglior libro-inchiesta dell'anno va sicuramente a Gianluigi Nuzzi, capace con Sua Santità (Chiarelettere) di creare il caos tra le mura Vaticane dando voce alla misteriosa "gola profonda" sui segreti della Chiesa. Altro tema caldo, purtroppo, è la violenza sulle donne. Due libri affrontano il tema da punti di vista diversi ma convergenti. Il dilagante "femminicidio" viene analizzato con perizia da Riccardo Iacona nel suo libro è Se questi sono gli uomini (Chiarelettere). La violenza etnica che annienta quello che veniva definito il "gentil sesso" è invece il tema di Dimentica le Mille e una notte (Rizzoli - Corriere della Sera) a firma di Marco Varvello. Resta sospeso tra calcio, cronaca nera e spaccato degli anni Setttanta il testo Non scherzo. Re Cecconi 1977, la verità calpestata (Libreria Sportiva Eraclea, 2012) scritto dal giornalista Maurizio Martucci.
Romanzi - Ha scalato tutte le classifiche con il commovente viaggio di Fulvio Ervas con suo figlio raccontato in Se ti abbraccio non aver paura (Marcos Y Marcos). L'inedito modo di affrontare la malattia diviene un simbolo di speranza. Adulti e adolescenti, ma legati tra loro da un dialogo inesistente, sono i protagonisti del romanzo La Colpa (Newton Compton Editori) firmato da Lorenza Ghinelli. Le ferite lasciate dal nazismo riemergono in L'estate alla fine del secolo (Baldini Castoldi Dalai) di Fabio Geda e nell'autobiografico L’ultimo sopravissuto di Sam Pivnik (Newton Compton Editori). La fiction-storica continua a conquistare adepti e in questa categoria spicca Il cabalista di Praga (Newton Compton) ambientato a metà del Cinquecento. 
Politica - Il passaggio da un governo politico ad uno tecnico ha frenato in parte il fiorire dei testi politici. In controtendenza con gli applausi riservati al premier Monti è uscito il libro Il Grigiocrate Mario Monti. Nell'era dei mediocri (Fuorionda editore) scritto dal giornalista de Il Sole24ore Augusto Grandi. Ugualmente critico, ma nei confronti dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il libro Lo Statista - Promemoria su un presidente eversivo, edito da Melampo a firma di Nando Dalla Chiesa. Restando tra gli autori che vengono dalla politica si può citare Il partito dei magistrati (Bonfirraro editore) dell'ex radicale Mauro Mellini.
Società - La ricerca della fede e l'ossessiva fuga dalla morte sono i temi affrontati da due autori diversissimi tra loro. In L'eternità stanca (Laterza), Enrico Buonanno ha realizzato un reportage dei suoi itinerari di aspirante credente. La giornalista del Time Catherine Mayer nel suo Amortalità (Iacobelli editore) ha descritto una società nella quale le età della vita (giovinezza, maturità e vecchiaia) sono sempre più sfumate. L'addio definitivo al femminismo di maniera è la battaglia ironica del bestseller di Caitlin Moran Ci vogliono le palle per essere una donna (Sperling & Kupfer). Per i numerosissimi lettori dal cuore verde è consigliato L’Italia della Green Economy, edito da Edizioni Ambiente, di Silvia Zamboni.
Fumetti - Tante le opzioni per gli amanti delle strisce su carta e inchiostro di china. Tornano le storie de Lo Sconosciuto di Roberto Raviola in arte Magnus pubblicate da Rizzoli Lizard. Il 2012 è stato l'anno del cinquantesimo anniversario della nascita di Diabolik, un'occasione per rileggere alcune celebri storie dell' "antieroe" nel remake di Tito Faraci e Mario Gomboli. Gli amanti di Tex, il fumetto più famoso d'Italia, esultano per due testi dedicati ai grandi disegnatori del celebre ranger: Galep (L'arte di Galep, Panini Books editore) e Claudio Villa (Sotto il segno di Tex, collana Icon della casa editrice BD). Per i più alternativi c'è la edizione integrale di Ranx (Comicon) sul cyber-coatto  Ranxerox nato dal duo Tamburini-Liberatore. Infine va segnalata la versione completa e definitiva delle Sturmtruppen (Magazzini Salani), celebre fumetto antimilitarista firmato da Bonvi.
Bambini-ragazzi - Infine qualche testo per ragazzi e per i più piccoli. L'amore sospeso tra prima e dopo l'avvento di Facebook e dei socil network caratterizza Prima del futuro (Giunti editore) scritto dal tandem Jay Asher e Carolyn Mackler. Il genere young/adult  è una realtà consolidata negli Usa e in Italia si sta facendo largo. Per i più piccoli invece c'è La Luna (Disney) il libro, scritto e splendidamente illustrato da Enrico Casarosa. L'artista della Pixar Animation Studios, racconta la storia basata sull’omonimo corto Disney/Pixar candidato agli Oscar 2012.

Shortime 2012 Les jeux sont feu Berchidda (OT), Centro Laber > 28 dicembre 2012 > dalle ore 18




Shortime 2012

Les jeux sont feu

Berchidda (OT), Centro Laber > 28 dicembre 2012 > dalle ore 18




Consueto appuntamento di fine anno a Berchidda con Shortime.
Venerdì 28, al Centro Laber, musica, documentari, cartoni animati e altro
dalle 18 in poi per salutare il 2012 di Time in Jazz.

*
A Berchidda (prov. Olbia-Tempio) torna Shortime, il consueto appuntamento di fine anno proposto dall'associazione culturale Time in Jazz. Venerdì 28, al Centro Laber (l'ex caseificio riconvertito in spazio culturale e di produzione per le arti), è in programma una serata (a ingresso gratuito) ricca di eventi tra musica, documentari e momenti dedicati ai più piccoli, che si snoderanno a partire dalle 18 fino a notte inoltrata. Il tutto raccolto sotto il titolo "Les jeux sont feu" che, giocando con il francese, rimanda al tema del fuoco, leitmotiv della venticinquesima edizione del festival che lo scorso agosto ha chiuso il ciclo quadriennale di Time in Jazz dedicato ai quattro elementi.

Aprono la serata, alle 18, la violinista Sonia Peana e Paolo Fresu con il poeta e scrittore per bambini Bruno Tognolini, che insieme al grafico Beppe Chia presentano e danno un saggio dal vivo del loro "Nidi di Note", un libro più cd da leggere e ascoltare, pubblicato lo scorso marzo da Carlo Gallucci editore. Attraverso undici filastrocche scritte e recitate dallo stesso Tognolini, i brani originali dei due musicisti e le illustrazioni di Alessandro Sanna, "Nidi di Note" racconta e descrive l'omonimo progetto didattico ideato da Sonia Peana, e partito due anni fa tra Bologna e provincia, per avvicinare i bambini alla musica, fin dalla prima infanzia, attraverso il gioco.

Dedicato ai più piccoli è anche il Cartoon Space, dove per tutta la serata, nel foyer del Centro Laber, si potranno vedere film di animazione. Le proiezioni per i grandi partono invece alle 19 con "Arrejonos", il documentario per la televisione firmato dal regista Gianfranco Cabiddu (e trasmesso su Rai3 lo scorso luglio), che indaga sul rapporto tra padri e figli attraverso due testimonial di casa a Berchidda: Paolo Fresu e il suo papà, Lillino. E sullo sfondo la terra, la Sardegna, teatro di vita e luogo affettivo che racchiude profondi significati per entrambi.

Alle 20 prende il via anche la parte musicale di Shortime, con il concerto "ConTrebbande". Protagonista, come suggerisce il titolo, un trittico di bande musicali: la "Michele Columbano" di Calangianus diretta dal maestro Giovanni Scanu, la "Città di Ozieri", sotto la bacchetta di Gianluigi Pani, e, a fare gli onori di casa, la Banda "Bernardo Demuro" di Berchidda guidata da Luciano Demuru.

Spazio nuovamente alle proiezioni, alle 21.30, ed è ancora la figura di Paolo Fresu al centro dello schermo con "365": girato nell'arco di sedici mesi, il documentario di Roberto Minini Merot racconta e descrive il profilo umano e artistico del jazzista di Berchidda attraverso un viaggio lungo un anno di esperienze, incontri e luoghi percorsi intorno al mondo, ma anche attraverso i ricordi, le tradizioni, gli stili musicali e le riflessioni con amici e colleghi che lo accompagnano nel delineare una sua geografia di emozioni.

Dalle 23 ancora musica al Centro Laber con il blues-rock degli Utopia, formazione emergente di Berchidda, per finire dentro il cuore della notte con le selezioni di MambaZuk Project.

* * *

Per informazioni:
Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Pietro Casu, 29/a - 07022 Berchidda (OT)
tel. 079 70 30 07 /079 70 47 31
E-mail: info@timeinjazz.it
www.timeinjazz.it


Ufficio stampa:
RICCARDO SGUALDINI
tel. 070 34 95 415 - cell. 347 83 29 583
E-mail: tagomago.1@gmail.com

FRANCESCA BALIA
cell. 347 97 54 558
E-mail: francesca.balia@gmail.com





  • Sala Lavorazione, ore 18.00
  • Spazio bimbi
Nidi di Note
con Sonia Peana, Bruno Tognolini, Paolo Fresu



  • Sala Lavorazione, ore 19.00
  • I film di Shortime
Arrejonos
di Gianfranco Cabiddu


  • Sala Lavorazione, ore 20.00
  • I concerti di Shortime
Contrebbande
con la Bande musicali di Berchidda, Calangianus e Ozieri


  • Sala Lavorazione, ore 21.30
  • I film di Shortime
365
Regia di Roberto Minini Merot


  • Sala 1, ore 23.00
  • I concerti di Shortime
UTOPIA


  • Sala 1, ore 00.00
  • DJ set
Mambazuk project



  • All'ingresso Cartoon Space con animazioni per tutta la serata
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Shortime 2010 - Dj set al Centro Laber  (foto Antonello Fresu).jpgShortime 2010 - Dj set al Centro Laber (foto Antonello Fresu)
Paolo Fresu, Sonia Peana e Bruno Tognolini (foto Daniele Franchi).jpegPaolo Fresu, Sonia Peana e Bruno Tognolini (foto Daniele Franchi)
Lillino e Paolo Fresu (foto Roberto Cifarelli).jpgLillino e Paolo Fresu (foto Roberto Cifarelli)