La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

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Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

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NON STO TANTO MALE

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martedì 29 marzo 2016

PPP Pier Paolo Pasolini sulle ali della poesia


Si inaugura giovedì 31 marzo alle 17,30, nella sede della Fondazione di Sardegna a Sassari (in via Carlo Alberto, 7), PPP Pier Paolo Pasolini - sulle ali della poesia, una mostra sullo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, uno dei maggiori intellettuali del secondo dopoguerra, ideata nel 2015 in occasione del quarantennale della sua tragica scomparsa (avvenuta il 2 novembre 1975). La mostra – che gode del patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - si articola in tre sezioni attorno alle intenseimmagini in bianco e nero scattate al maestro nel 1975 del fotografo romano Dino Pedriali.
 
Con la mostra PPP Pier Paolo Pasolini - sulle ali della poesia, la Fondazione di Sardegna apre al pubblico e alla città gli spazi della storica sede di Sassari, da sempre riservati alle attività istituzionali dell’Ente.
La Fondazione, che per la sua unicità nella Regione Sardegna, svolge un ruolo primario nello sviluppo economico e nella crescita del capitale umano, sociale e culturale del territorio sardo, vuole, con questa esposizione, offrire alla comunità e ai cittadini un segnale simbolico forte, volto alla proposizione e condivisione di valori etici e sociali che possano offrire stimoli per la crescita culturale del territorio. Un’occasione importante che inaugura un progetto di condivisione e compartecipazione alla vita della collettività e che dà anche evidenza della volontà della Fondazione di aprirsi sempre più alla collaborazione sinergica con gli enti territoriali al fine di valorizzare e promuovere le dinamiche culturali che partecipano alla costruzione del patrimonio identitario della nostra terra.

 
Pier Paolo Pasolini - fotografie di Dino Pedriali
Durante la seconda e terza settimana di ottobre del 1975 un giovanissimo Dino Pedriali realizza un reportage fotografico del grande Pier Paolo Pasolini, all’apice del suo successo, che verrà assassinato di lì a pochi giorni. Una prima sessione fotografica ha luogo a Sabaudia, nello studio del Poeta, intento al lavoro, per le strade della città, in automobile – la “mitica” Alfa 2000 – e a piedi. Una seconda sessione si tiene pochi giorni dopo nella casa immersa nella vegetazione che il poeta ha fatto costruire ai piedi della Torre di Chia, vicino a Viterbo, cui Pedriali dedica alcuni scatti. Ecco il Poeta alla scrivania con i suoi strumenti, la macchina da scrivere, la penna, i fogli. È concentratissimo, che è già un modo di essere “nudi”, esposti allo sguardo indagatore dell’altro. Oppure è in giro per le strade della città, in posa, guidato dalle indicazioni del fotografo, un poco imbarazzato, che è un’altra forma di nudità. Destino vuole che queste immagini siano così vicine alla morte del Poeta da esserne segnate, cosicché il gioco delle trasparenze e delle soglie diventa metafora anche della morte, passaggio anch’essa tra due momenti, spazi e tempi, separati ma collegati. L’efficacia straniante di queste immagini di Pedriali sta forse oggi proprio in questo raddoppiamento: anche noi, vicinissimi eppure così distanti, guardiamo attraverso il tempo un corpo conservato ad arte. 
 
Dino Pedriali nasce a Roma nel 1950. L’iniziazione alla fotografia arriverà grazie all’incontro con Man Ray. È autore di famosi servizi fotografici a Giacomo Manzù, Giorgio De Chirico, Federico Zeri, Alberto Moravia, Federico Fellini, Rudolf Nurejev, Andy Warhol e Man Ray. Pedriali, rimasto fedele alla fotografia in bianco e nero, ha fatto del nudo maschile il suo genere d’elezione, divenendone uno dei massimi esponenti. 
 
Frammenti corsari parole e immagini dalla vita di un poeta
La vita di Pasolini - la vita personale e la figura del poeta, la scrittura, il cinema - è evocata da materiali fotografici, quotidiani e riviste d’epoca, da filmati originali. Questi raccontano la sua storia, la famiglia, l’esclusivo rapporto con la madre, le amicizie, gli ambienti, fino alla cronaca della sua tragica morte. La scrittura è raccontata non solo dall’esposizione dei suoi libri, da quelli di poesia ai romanzi, fino a quelli di critica e saggistica, comprese alcune rare prime edizioni, ma anche attraverso numerosi filmati che raccontano il clima culturale dell’epoca, la passione politica, le battaglie sociali. Arricchiscono l’esposizione riviste d’epoca con interventi dello scrittore.
La sezione del cinema si dipana, invece, attraverso frammenti dei film, i trailer di tutti i suoi film, da Accattone fino a Salò, filmati d’epoca con backstage dei diversi film, interviste sul cinema, filmati d’epoca con Totò, Citti e Davoli, proiezione di film-documentari di Pasolini meno noti al grande pubblico.
Una sezione a sé è rappresentata dall’esposizione dei manifesti e locandine originali di tutti i film del regista. 
 
Les chansons de PPP
Negli anni Sessanta Pasolini, per il quale non esistono confini tra cultura alta e cultura popolare, si cimenta nella produzione di testi per canzoni, alcune delle quali diventano subito popolari, Nel 1960 scrive il testo del “Valzer della toppa” su musica di Piero Umiliani e voce di un’incantevole e acerba Laura Betti. Una storia come altre, una donna di vita che si prende un giorno di libertà dal lavoro. Un brano in un certo senso storico, ripreso nel 1973 da Gabriella Ferri, che aveva in comune con Pasolini il culto del popolo come fonte di saggezza universale. Durissima invece la marcetta che prende il titolo “Il soldato di Napoleone” del 1962 cantata da Sergio Endrigo, maestro di tutte le malinconie. “C’è forse vita sulla terra” e “I ragazzi giù nel campo” (scritte con Dacia Maraini) sono due adattamenti di canzoni del compositore greco Manos Hadjidakis tratte da un film memorabile come “Sweet movie” (1974) di Dusan Makavejev, e cantate da Daniela Davoli. Nel testo si parla di borghesi fatti a pezzi e dell’importanza della memoria per i giovani. Nel 1967 scrive, con Domenico Modugno, per l’episodio del film “Capriccio all’italiana”, quella che forse può essere considerata la sua canzone più bella, “Cosa sono le nuvole”. 
 
La mostra PPP Pier Paolo Pasolini - sulle ali della poesia, curata da Giannella Demuro e Antonello Fresu, è realizzata dal PAV, la sezione di arti visive dell’associazione Time in Jazz, con il supporto e il contributo della Fondazione di Sardegna, la partecipazione del Comune di Sassari e dell’Università di Sassari, la collaborazione della Collezione Lucio e Giovanna Rovati, la Johan & Levi Editore e la Sardinia Ferries. 
La mostra gode del patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nel quarantennale della scomparsa di Pier Paolo Pasolini. 
 

 
 
mostra: PPP Pier Paolo Pasolini – sulle ali della poesia 
sede: Fondazione di Sardegna, Via Carlo Alberto 7, Sassari
inaugurazione: 31 marzo 2016, ore 17.30
date: 31 marzo - 30 aprile 2016
orari di visita: tutti i giorni dalle 9 alle 20, esclusa la domenica | ingresso libero 
 
 
info: www.fondazionedisardegna.it

sabato 19 marzo 2016

La poesia del sabato di Libra - MILLE RAGAZZI SUL PONTE PER DIRE NO AL RAZZISMO Roma 21 marzo Ponte della Scienza per la Giornata Mondiale della Poesia

In matematica non sono brava.
Perdo il conto delle foglie dei rami
e per le stelle ogni volta ricomincio da capo.
Non riesco a misurare il salto delle cavallette
e non so la formula per il perimetro delle nuvole.
Il calcolo di quanta neve sia caduta mi sfugge
e anche di quanta ne possa reggere un filo d’erba.

La somma dei passi per arrivare al mare non mi riesce
e mi chiedo se per il ritorno devo fare una sottrazione.
Ho diviso il numero dei semi per i frutti
il risultato è una nuova foresta e ne avanza qualcuno.
Se moltiplico le giornate di sole per quelle di pioggia
ottengo più di sette stagioni e non so quante settimane.
La matematica mi confonde. Come misura del mondo è strana.

Per quanti conti si facciano qualcosa non torna mai pari.
Due finestre fanno una vista? quattro muri sono una casa?
Noi siamo i nostri centimetri, chili, litri? quanto pesa un segreto?
quanto misura una risata? e l’area del cuore come si calcola?
AZZURRA D'AGOSTINO
Canti di un luogo abbandonato

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MILLE RAGAZZI SUL PONTE PER DIRE NO AL RAZZISMO  
Roma 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia 
Ponte della Scienza (lungotevere Gassman)
dalle 10 alle 13


Nel primo giorno di primavera si celebra l’arte poetica come trasmissione fondante della memoria. La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

SIETE TUTTI INVITATI A PORTARE UN VOSTRO LIBRO IN DONO
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 La poesia qualcosa vale, credetemi. Impedisce di impazzire del tutto.

-- Charles Bukowski --



ASSOCIAZIONE CULTURALE LIBRA
Via Tiberina km. 9,200
00060   Riano
(Roma)
mob. 347 7618417
http://www.libraduepuntozero.it/
http://libraduepuntozero.wordpress.com/

sabato 12 marzo 2016

La poesia del sabato di Libra - 21 marzo 2016 seconda edizione UN PONTE DI LIBRI PER LA PACE

Dove il pensiero scolora
il tempo sostiene
e la terra che conferma puntuale
sbianca arrossisce ritorna.

Siamo tu ed io in un momento
eterno e inattaccabile.
Le nostre storie possiamo solo
tramandarle
soffiare sulla bocca il riso dei bambini
e spargere su spazi obliqui
il sale della bellezza.

MM


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21 marzo 2016 
Giornata Mondiale della Poesia
Risultati immagini per giornata mondiale della poesia

seconda edizione UN PONTE DI LIBRI PER LA PACE 
(Roma, lungotevere Gassman dalle 10 alle 13)

costruiamo un ponte di libri per la Pace e la Memoria


Nel primo giorno di primavera si celebra l’arte poetica come trasmissione fondante della memoria.  La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace. 


SIETE TUTTI INVITATI A PORTARE UN VOSTRO LIBRO IN DONO
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lunedì 7 marzo 2016

I libri Effigi che verranno presentati durante questa settimana

I libri Effigi che verranno presentati durante questa settimana

Come far crescere un banano in Antartide

Giada Guidotti · Scheda del libro →
Martedì 8 marzo 2016, ore 20.00
L’Orto e Un Quarto, Via di Montalbuccio 118, Siena

Cena e presentazione del libro in occasione della Festa della donna. Evento in collaborazione con la libreria Volta la Carta. Per tutte le donne ci sarà una piccola sorpresa!
La trilogia della guarigione di Francesco Candela

Liberaci dal male

Ora et labora

La luce la voce

Mercoledì 9 marzo 2016, ore 20.00
Cinema Stella, Via Mameli 24, Grosseto

La presentazione sarà preceduta da un buffet, con degustazione di una selezione di vini Le Chiantigiane, che aprirà alle ore 20. Alle ore 21 inizierà la proiezione di una versione ridotta del filmInner Worlds, Outer Worlds di Daniel Schmidt ad introduzione di una tavola rotonda su La luce e la voce, l’ultimo libro di Francesco Candela.

Ingresso euro 7
 

Nero Firenze

Fausto Meoli · Scheda del libro →
Venerdì 11 marzo 2016, ore 21.15
Libreria Cuentame, Piazza F. Degli Uberti 18, Empoli (FI)

Segue Cocktail

Oltre il sole

Anna Brancolini, Andrea Dami, Riccardo Ruganti, Laura Vignali
Scheda del libro →
Sabato 12 marzo 2016, ore 17.30
Fondazione Caript – Palazzo De’ Rossi, via De’ Rossi 26, Pistoia
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cpadver@mac.com 

La poesia della settimana di Libra - La chiara circostanza, Maria Grazia Calandrone

La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata
dei finimenti muscolari, le valvole
che l’hanno finalmente abbandonata 
sulla terra, l’angolo umile che fa la testa
per celare il sorriso
sulla cruda colonna del corpo
dice: ti ho aspettato per tutta la vita
ho visto la tua vita
nei miei sogni e tutta, notte 
dopo notte, si risolveva nel perdono. In certe svolte
quando il cielo pieno di meraviglia coincideva
con la bolla degli alberi agitati dalla piena
luna, io mi svegliavo
per causa dei tuoi sogni
e portavo il tuo nome come una bandiera
che saliva dal petto e mi rendeva
invisibile: di me

si vedeva soltanto il tuo nome. Io sapevo
che avremmo dovuto terminare vicini
qualunque cosa nel frattempo fosse stata di noi. 

Adesso
eccomi, sono qui per finire
nella tua fine, per aspirare l’ultimo respiro
dalla tua bocca
e soffiarlo attraverso la bocca
che dopo te nessuno ha più baciato, 
al cielo.

La chiara circostanza, Maria Grazia Calandrone

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