| LA STAGIONE 2009/2010 | |
il Teatro Moderno inaugura
La Stagione Teatrale 2009-2010
e presenta lo spettacolo della Compagnia Teatrale QFC
“Black”
Domenica 20 Dicembre Ore 21:00 Via Sisto V, Latina
Il Teatro Moderno presenta la nuova stagione teatrale 2009/2010, diretta e ideata da Gianluca Cassandra. Il 20 Dicembre 2009 alle ore 21.00 si terrà il primo spettacolo. Uno spettacolo di improvvisazione teatrale in giallo, dal titolo: “Black” e portato in scena dalla compagnia teatrale QFC (Quella Famosa Compagnia). Non esistono copioni, non esiste il palcoscenico… Il pubblico in sala diventerà attore e regista principale della storia e i colpi di scena non mancheranno.
Per ulteriori informazioni, biglietti ed abbonamenti: 0773471928 - info@modernolatina.it
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mercoledì 16 dicembre 2009
Teatro Moderno Latina, la stagione 2009/2010
Cagliari a 360°, mostra fotografica
| Cagliari a 360° Centro Comunale d’Arte e Cultura il Ghetto - Cagliari Inaugurazione: venerdì 18 dicembre 2009 ore 18.00 18 dicembre 2009 – 31 gennaio 2010 |
Venerdì 18 dicembre con inizio alle ore 18.00, nelle Sale dell’ Arco del Centro Comunale d’Arte e Cultura il Ghetto, verrà inaugurata la mostra fotografica Cagliari a 360°.
La mostra raccoglie 38 foto dei fratelli Marco e Stefano Mattana che, nei loro scatti, ci mostrano un lato inedito della nostra città.
L’ idea della mostra Cagliari a 360° , nasce quando, dopo aver fotografato il lungo ed in largo la città, gli autori si sono resi conto che molte foto sono già state fatte e hanno allora cercato, con l'occhio delle loro reflex, qualcosa di più... : il mare di Giorgino unito ai monti dei Sette Fratelli, il Poetto unito ai monti di Capoterra e così tanti angoli della città apparentemente lontani. Cornici diverse ed invisibili che vedono Cagliari sempre al centro.
Istantanee di Cagliari che la raccontano anche sottosopra. Panoramiche senza verso e senza direzione che stuzzicano l'occhio e la mano a farsi un giro a tutto tondo.
La mostra sarà visitabile sino a domenica 31 gennaio 2010.
lunedì 14 dicembre 2009
OCCHI... by Annarita Ruberto
OCCHI...
pubblico una poesia di Annarita Ruberto che risale a giugno scorso
Occhi ho incontrato
che donano gioia
Occhi rassegnati
di chi non crede
più a nulla.
Occhi ingenui
di chi nutre
speranza.
Occhi di madre
che culla
il suo bimbo.
Occhi sofferenti
incattiviti
e ribelli.
Occhi innocenti
e incontaminati.
Occhi perdenti
...silenti.
...vincenti.
Occhi emozionanti.
Occhi ho incontrato.
La Fama E' Una Lusinga by Annarita Ruberto
Pubblico la composizione di Annarita Ruberto
La fama è una lusinga
eleva agli altari
su un piedistallo
che vacilla.
Offri te stesso
non per rincorrere
il successo.
Incarnare una leggenda
sul nulla
non è onesto.
Accogli
l’appello del futuro
e vivi senza impostura.
Segna ai margini
brani e capitoli
della tua vita.
Cela i tuoi passi
come in contrada
occultata dalla nebbia.
Altri percorreranno
il tuo cammino
orma su orma.
Non spetta a te
distinguere
sconfitta da vittoria.
Mai devi tradire l’Uomo
ma vivere
e soltanto vivere
sino alla fine.
NEL TUO VOLTO by plz
NEL TUO VOLTO
Il rider tuo
Sereno
Complicita’ a senso unico
Frenesie a cielo aperto
Nei tuoi occhi
Stelle
Magia
Nel tuo volto
Potere dei numeri

"La matematica...non avrebbe certo avuto origine se si fosse saputo che fin dall'inizio che in natura non ci sono linee esattamente diritte, nè alcuna grandezza assoluta"
Friedrich Nietzsche
Un numero è una entità astratta usata per descrivere una quantità. I numeri sono generalmente descritti tramite delle cifre, secondo un sistema di numerazione.
I numeri possono essere manipolati tramite le quattro operazioni fondamentali, addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Lo studio delle proprietà di queste operazioni è parte dell'algebra elementare.
Vi sono differenti tipi di numeri. Quelli maggiormente conosciuti sono i numeri naturali { 1, 2, 3... } usati per contare, il cui insieme è indicato con N. La presenza dello zero fra i numeri naturali dipende dalla convenzione scelta. Lo zero è comunque previsto dagli assiomi di Peano.
Se si introducono la differenza di segno e lo zero, distinguendo tra numeri positivi e numeri negativi, si ottengono i numeri interi relativi (o semplicemente interi), il cui insieme è indicato con Z.
Se i numeri interi vengono utilizzati per definire un rapporto,si ottengono i numeri razionali, cioè esprimibili tramite una frazione (ratio in latino). L'insieme di tutti i numeri razionali è definito col simbolo Q.
I numeri vanno distinti dai nomi utilizzati per indicare i numeri, dato che i numeri sono dei concetti e anche se i nomi utilizzati nelle varie lingue variano i concetti rimangono sempre gli stessi. La notazione di numero come serie di cifre è definita dai sistemi di numerazione. I popoli spesso associano a dei numeri utilizzati di frequente dei nomi particolari, oltre a quelli che vengono assegnati dal sistema di numerazione, spesso questi nomi sono utilizzati in contesti specifici, un classico esempio è la dozzina.
Gli ultimi sviluppi della teoria dei numeri sono stati i numeri iperreali e i numeri surreali, che estendono i numeri reali dai numeri infinitesimi fino ai numeri infinitamente grandi attraverso degli inserimenti. Mentre (normalmente) i numeri reali sono infinitamente prolungabili alla destra del punto decimale, si può anche provare a espandere i numeri anche a sinistra in modo infinito, ciò conduce ai numeri p-adici. Per gestire degli insiemi infiniti, i numeri naturali sono stati generalizzati nei numeri ordinali e nei numeri cardinali. Il primo insieme viene utilizzato per definire l'ordine di inserimento degli insieme il secondo definisce il formato di inserimento. Nel caso di insiemi finiti si equivalgono.
Le operazioni aritmetiche sui numeri sono addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione, queste operazioni sono state generalizzate in una branca dell'algebra chiamata algebra astratta, che contiene i concetti di gruppo, anello e campo.
Somiglianze nelle varie culture
In molte culture la rappresentazione grafica dei numeri è molto simile, i numeri "uno", "due" e "tre" degli antichi romani erano espressi come I, II, III (numeri romani). I cinesi usavano una notazione analoga, con le cifre in orizzontale, o in verticale, ma al contrario dei romani utilizzavano un sistema posizionale, simile al nostro attuale, con le cifre da 0 a 9. I numeri, detti tsu o hêng, cambiavano orientamento a seconda della posizione: | = | era 121, - || - ◦ era 1210. Gli tsu erano verticali, gli hêng orizzontali, i numeri sopra al cinque avevano una bacchetta disposta perpendicolarmente alle altre. Il sistema era impiegato con le bacchette da calcolo, che i cinesi manovravano a velocità tali da stupire i primi missionari nestoriani.
Tuttavia, non c'era un segno univoco per definire il quattro tra i romani, mentre per i cinesi era ||||. I romani usavano una notazione a sottrazione: esprimevano il quattro con una V preceduta da una I. La V indicava il numero cinque, il simbolo I anteposto indicava che andava sottratto, e cinque meno uno fa quattro. Nell'assegnare un simbolo particolare al cinque c'era un evidente vantaggio antropomorfico, la mano ha cinque dita ma vi era anche una motivazione nascosta che coinvolgeva il nostro cervello. Gli psicologi hanno dimostrato che il nostro cervello ha difficoltà a distinguere più di cinque simboli simili vicini: infatti provate con uno sguardo a dire se è più grande ||||||||| o |||||||||||; più semplice dirlo se scritti come IX e X.
Il sistema adottato adesso in Europa è il sistema di numerazione decimale, detto anche di numerazione araba, che in realtà proviene dall'India, e molto probabilmente deriva a sua volta dai numeri corsivi egiziani, i numeri copti. La cifra 1 è molto simile al simbolo romano, 2 e 3 sono delle varianti dello stesso simbolo che consentono di scrivere i numeri senza dover alzare la penna e quindi consentono una scrittura rapida ma comunque conservano l'idea della linea orizzontale, mentre col simbolo 4 la corrispondenza si perde.
Leggevo quanto scritto in Wikipedia con una mia nipotina che mi aveva chiesto informazioni sui numeri.
Mi sono accorto che il discorso ci avrebbe condotto lontano e sarebbe stato di difficile comprensione. Non solo per lei che va a scuola ma soprattutto per me che dalla scuola sono uscito tanti, tantissimi lustri fa. Pensavo a questo e davo ragione al mio amico filosofo del quale in testa ho riportato una sua affermazione sui numeri.
Siamo andati a cercare alcune curiosita'.
1) - Il numero 142.857 presenta alcune singolarità:
moltiplicato x2, x3, x4, x5, e x6 dà rispettivamente risultati formati dalle sue stesse cifre, disposte sempre in ordine diverso; se invece viene moltiplicato x7, il numero che si ottiene è costituito da tutti 9.
142.857 x 2= 285.714
142.857 x 3= 428.571
142.857 x 4= 571.428
142.857 x 5= 714.285
142.857 x 6= 857.142
142.857 x 7= 999.999
Questa e' una piccola parte della magia di questo numero. Le altre le trovate in
magia dei numeri
Sempre nel sito segnalato potete trovare
GIOCHI MATEMATICI
>1) IL ROMPICAPO DEI CAPPELLI
>2) IL ROMPICAPO DEI CAMMELLI
>3) DUE AMICI
>4) UN MATTONE
>5) IL TRIANGOLO MAGICO
>6) DOMANDINE DA 3 SECONDI
Tutti divertenti giochini che hanno interessato moltissimo il mio rattrappito cervello e quello sveglissimo della mia nipotina.
I numeri hanno interessato anche il mondo delle canzoni
ne propongo tre, molto simpatiche e gradevoli
giovedì 5 novembre 2009
Ricordo di Alda Merini by Maria Pia Giulivo
Grazie, Alda, per tutto quello che ci hai lasciato. Ricordi? Parlavo di te, una sera di sei anni fa … era periodo di Natale, in una piccola chiesa del centro antico del mio paese. Tu non c’eri fisicamente, ma ti avevamo informata di un evento a te dedicato. Con l’anima eri con noi … e ora , con la stessa anima sei con me, mentre scrivo. E al tempo stesso stai assaporando la carne degli angeli … sei tu stessa un meraviglioso angelo …
Alda Merini e “La carne degli angeli”
Non sappiamo se esistono gli angeli. Possiamo però provare a percepire la loro presenza in senso strettamente umano, come custodi fedeli del nostro spirito, sguardi che ci sorridono, anime che ci sorreggono, mani che a volte non si tendono ma di cui avvertiamo il silenzioso abbraccio. Si può immaginare che sia stato proprio un angelo protettivo a custodire Alda Merini, la grande poetessa contemporanea che ancora oggi, nonostante lo straziante dolore che ha attraversato la sua vita, lo spettro del manicomio e della malattia, non ha perso la sua acuta lucidità, il gusto della vita e della scrittura e ci stupisce ancora con le emozioni che regala la sua fertile poesia. Alda - ci piace chiamarla così, come fosse una vecchia amica - è una vita strappata e ricomposta. Derubata di affetti e ricostruita con dolore ma anche con grazia. Una madre privata dei figli perché ritenuta psicolabile. Una voce forte e salda, fragile e vulnerabile, volubile e sincera, a volte spietata. Alda è dolore e passione, umanità talmente intensa da essere ingombrante. E’ delicata e intima, sofferta, a tratti vaporosa come la nebbia dei Navigli che fa velo sulla sua casa, a Milano. Alda è donna di fede, ma senza retorica. Cosciente della sua imperfezione, si è ritagliato un Cristo tutto suo, appassionato come un amante. Lo chiama “corpo d’amore” in uno dei suoi libri precedenti. Così come stasera ci parla di “carne degli angeli”. C’è dunque il senso del corpo nella sua spiritualità mai generica ma sempre indirizzata con gioia e stupore che sa farsi preghiera al Cristo che nasce, si fa materia, soffre e muore, percorrendo lo stesso cammino dell’ uomo, prima di giungere ad un padre buono e pieno di misericordia.
Gli angeli stessi sono per Alda un meraviglioso enigma, creature sospese tra cielo e terra, gocce del silenzio di Dio, distillati dell’inquieta ricerca della fede dell’ uomo.
Gli angeli sono un coro di bellezza e bontà senza limiti, di aspirazione alla verità. Creature corporee e al tempo stesso celesti evocate con forza espressiva a volte visionaria che conducono alla santità e a lotte titaniche tra il bene e il male del mondo, in uno spazio cosmico misterioso attraversato dalla purezza ma anche dalla ribellione e dalla domanda.
Alda non ci svela il mistero degli angeli ma rivela con essi un contatto continuo, intimo e affettuoso, lanciando all’umanità distratta un messaggio positivo: la poesia è un dono profondo e può farsi interrogativo sul senso delle cose, della fede, dell’ imponderabile che si fa concretezza e carne. Alda Merini ha pubblicato, in mezzo secolo di attività letteraria, talmente tanti libri, in poesia e prosa, che non basterebbe una serata per parlarne. Ha vinto premi prestigiosi ed è senza alcun dubbio una delle voci più creative, valide e rigogliose della poesia contemporanea. A noi piace ricordarla stasera non in modo accademico, ma umano, come fosse davvero un angelo amico. Alda è povera. Vive con i piccoli introiti che le vengono dai libri e con un modesto sussidio statale, il noto “fondo Bacchelli” assegnatole per meriti artistici qualche anno fa dall’allora ministro Veltroni. In una recente intervista ha dichiarato che dalla condizione di povertà materiale nasce la poesia. Perché la povertà può farsi ricchezza e forse, sa davvero incantarci con voce pura di angelo. Ci è sembrato appropriato a questa scarna natività che evoca e suggerisce spiritualità, raccoglimento e poesia, far parlare i sui angeli fatti di carne che come una cascata di luce abbracciano il Cristo bambino nella nostra nuda chiesetta chiusa al culto.
mariapia giulivo,natale 2003
Tu non sai
cosa voglia dire entrare
nel fuoco della passione
e avere questo cigno bianco di desideri
sopra un corpo umano.
Tu non sai
cosa voglia dire avere sopra di me
la bestia incantata che ti mente
e che risorge
e che ti accarezza col lungo collo.
Segmenti di piacere
che attraversano il grembo della donna
fino a che non prende il terrore
e la magnificienza dell’orgia.
Tu non sai
cosa vuol dire sopportare
questa alacre menzogna del tuo bacio
che scende sui miei occhi
e mi vuole accecare per sempre.
E’ l’urlo finale
che ottenebra i cieli
e scompagina tutte le virtù angeliche.
Gli angeli terrorizzati
fuggiranno dalla carne viva
che ha conquistato la bestia
e dalla bestia che ha conquistato la carne insieme a un viso di dolcezza.
E’ il piacere diabolico delle ombre:
le mani che guidano il tuo volto verso i baci
e i baci che allontanano il volto.
Tu non sai
in che bagno di letizia e di sete mai sazia
hai messo questa polvere di donna
che diventa spasimo,
diventa amore.
Ho solo bisogno del tuo grembo
per conoscere il mio
e del mio grembo
per conoscere il tuo,
e a nulla valgono le divisioni etiche e le etnie:
in te c’è tutto il calore dell’Africa
e il ghiaccio di una morte che divampa sopra di noi
svestita,
incontenibile,
bianca.
Da LA CARNE DEGLI ANGELI di Alda Merini, Frassinelli, 2003

