C' è un senso.
C' è una ragione.
C' è forse una via.
Mi stanno spingendo via, fuori casa, brutalmente.
E la conclusione, la lezione, il senso? Qual' è la questione, come generalmente si dice?
Forse questa: mi mandano via, fuori casa, forse mi vogliono far capire che devo comprare i regali perché manca poco a Natale.
La gente con la verità in tasca se ne va in giro nuda, mi dice lei sorseggiando un caffè ristretto. Mi volto, la guardo e le chiedo Sì, ma dove? Dove cosa, mi risponde lei. Dov’è che se ne va in giro, la gente con le risposte in tasca? La verità, non le risposte, mi dice lei, le risposte esistono, la verità no, e comunque io sono nuda, quindi non ho tasche, e non avendo tasche non ho verità, che se pure le avessi, le tasche, non avrei verità da metterci dentro. Scuoto la testa, abbozzo un mezzo sorriso. Quindi, le domando. Quindi che cosa, mi risponde lei. Quindi perché starsene nudi se non si hanno verità da infilare nelle tasche? Una risposta ce l’avrei, mi dice, prima però fammi indossare almeno un paio di jeans con le tasche.
C&P Adver Effigi S.n.c. Sede legale: Via Roma 14 – Sede operativa: Via circonvallazione Nord 4 58031 Arcidosso (GR) | Telefono e fax 0564 967139 – Mobile 348 3047761 cpadver@mac.com
Sabato 6 dicembre 2014, ore 18.20 Libreria Mondadori, Via Piave 18, Roma
Interverranno: l'Avvocato Cassazionista Roberto Colica, la Dottoressa Gloria Monti, Psicologa Forense e CTU presso il Tribunale di Forlì, il Professore Stefano Adami, Docente di Letteratura Italiana e Consulente per la letteratura italiana dell'Università di Princeton, Mario Papalini di Edizioni Effigi.
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Mostre. Al Pompidou di Parigi la retrospettiva di Jeff Koons, artista fra i più cari al mondo, che fa il verso alla società dei consumi e ai supermercati
«Hulk Organ», 2004-2012
A leggere i testi stampati sui muri che accompagnano
il percorso della retrospettiva che il Centre Pompidou dedica a Jeff
Koons (fino al 27 aprile 2015) ci si convince di essere di fronte a uno
dei grandi artisti contemporanei. Il curatore, Bernard Blistène, direttore
del Musée National d’Art Moderne, che ha realizzato la mostra in collaborazione
con il Whitney Museum, spiega l’intero corpus delle sue opere come fosse uno
specchio della società dei consumi: la sua bulimia, l’ossessione della tecnicità
e della perfezione del prodotto, il posto preponderante che ha
assunto l’entertainment, persino le banali fantasie sessuali presentate
nella sola sala chiusa del percorso (vietata ai minori).
La rassegna è una passeggiata cronologica in un grande spazio
aperto, che ricorda quello di un supermercato. Koons parla di noi e del
mondo in cui ci troviamo a vivere. Le icone del nostro tempo, da Michael
Jackson a Popeye, i giocattoli ingigantiti — come il famosissimoBalloon Dog— sono gonfiati, vuoti, pieni d’aria,
esplicitano solo la superficie perfetta, realizzata con tecniche precise
(e carissime). Gli oggetti banali che, nella realtà del supermercato, sono
di plastica, qui vengono trasfigurati in manufatti preziosi, realizzati
con materiali lussuosi e sofisticate tecniche di ingegneria. Koons
dà l’impressione di aderire al modello che propone, «tutto ciò che vi interessa
è lì, è disponibile». Lo fa aldeuxième
degré? È ironica la sua rappresentazione? «C’è una forma
di ottimismo nella mia opera – ha affermato – Desidero comunicare sensazioni
al pubblico, voglio che senta che amo la vita, che amo prendere parte al
mondo». Rivendica il fatto di realizzare opere che esaltano il gusto della
classe media americana, si presenta addirittura come il suo portavoce.
Ma, aggiunge, parlando della perfezione delle realizzazioni e della
monumentalità che assumono degli oggetti banali della società dei consumi:
«Forse c’è l’idea di sopravvivenza, ho trasformato un oggetto senza qualità
ed effimero – un semplice palloncino – in un’opera monumentale che ha il
potere di sopravvivere».
Il problema è che le opere hanno perso – o nascondono accuratamente
– ogni dimensione sovversiva o almeno critica, caratteristica delle
correnti a cui Koons fa riferimento dal punto di vista artistico
(Duchamp, Pop Art, Minimalismo, Dada, Surrealismo, Fluxus, ma anche
Manet o Courbet). L’artista interroga la società solo dalla prospettiva
dei templi del consumo, dell’immagine liscia che vuole dare di sé. Non c’è
nessun riferimento al rovescio della medaglia.
L’adesione al modello dominante ha un suo riscontro concreto nella questione
dei prezzi delle opere: Koons è l’artista vivente più caro al mondo.
È questo aspetto che ha investito soprattutto l’inaugurazione della
retrospettiva al Beaubourg, la prima realizzata in Europa. Le polemiche
sollevate ai tempi del suo intervento a Versailles, nel 2008, sono
ormai acqua passata.
Koons, che
è stato trader a Wall Street (ma solo per pagarsi il costo della realizzazione
delle opere, assicura), è diventato l’emblema del mercato dell’arte: il
record l’ha raggiunto con la vendita da Christie’s a New York nel 2013
di uno dei cinque esemplari diBalloon
Dogper 58,4 milioni
di dollari (da Christie’s, del resto, era iniziata l’ascesa dei suoi prezzi,
con il grandePink
Party, la festa pacchiana nel 2001 con millequattrocento invitati,
in onore della Pantera rosa — nel 2011 è stata comprata a 16,8
milioni di dollari). I prezzi delle opere di Koons sono saliti negli anni
in modo esponenziale, mettendo in luce il meccanismo di costruzione del
valore, tra gallerie, case d’asta, fondazioni e musei.
La retrospettiva del Pompidou presenta la produzione di Jeff Koons degli
ultimi trentacinque anni. Il percorso inizia con gliInflatables, la prima serie
dell’artista, del 1979, che si compone di giocattoli o oggetti di decorazione
gonfiabili, collocati su specchi o Plexiglas: fiori e conigli
del supermercato diventano sculture e nature morte.Pre-Newe The Newpresenta piccoli elettrodomestici
simbolo della società dei consumi Usa, in particolare degli aspirapolveri
(in inglese vacuum cleaner, riferimento al «vuoto»), illuminati da neon
come in vetrine commerciali.
ConEquilibrium, Koons affronta
la questione della mitologia dello sport nella cultura Usa: riproduzioni
in bronzo di diversi articoli sportivi e iTanks, gli acquari che contengono
palloni da basket, che sfidano le leggi della fisica (si è rivolto al
premio Nobel Richard P. Feynman per realizzarli).Luxury and Degradation(1986), è una serie di pitture
che riproducono pubblicità di alcolici (con la riflessione che più la
bevanda è cara e si rivolge ai ricchi, più la pubblicità
è astratta). PoiStatuary,
con riproduzioni di sculture, dal busto di Luigi XIV al coniglio gonfiabile,Banality, con opere in legno
o porcellana, Celebration con sculture monumentali che hanno richiesto,
ognuna, anni di lavoro. Seguono esempi delle serieEasyfun,Antiquitye i due cicli dedicati agli eroi
della cultura popolare,Popeyee Hulk Elvis.
La mostra
finisce con gli ultimi lavori,Gazing
Ball, repliche di capolavori antichi, bianchissimi,
a cui è stato aggiunto un palloncino blu, elemento di decorazione
esterna tipico degli Usa. Nella sala separata, c’èMade in Heaven, quel ciclo
hard (ma sempre liscio e kitsch) realizzato con Cicciolina, la porno
star che Koons ha sposato nel ’91. Ora Koons, riconvolato a nozze, si
presenta come un perfetto padre di famiglia, con sei figli.