La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Il calcio dell' Asino

Il calcio dell' Asino
Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (Giva)

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

martedì 16 marzo 2010

Calcata: L' UOVO D' ARTISTA, nona edizione



Via di porta segreta 8, 01030 Calcata ( VT ) tel./fax. 0761-587855

www.ilgranarone.com e-mail info@ilgranarone.com


Località: CALCATA

Galleria: “Il Granarone”

Periodo: 20 marzo – 5 aprile 2010

Orario: sabato, domenica, festivi: 10.00-20.00 feriali su appuntamento

Inaugurazione: sabato 20 marzo ore 18.00 Ingresso libero

Indirizzo: via di porta segreta, 8 01030 Calcata

Tel./ fax: 0761 587855 www.ilgranarone.com info@ilgranarone.com

“L’Uovo d’Artista”

9° edizione

Meditare, fermare la mente su una forma, un concetto, un problema, aiuta a staccarsi dal quotidiano, ad elevarsi e collegarsi col mondo dell’invisibile, dell’immateriale fino a trovare una soluzione al problema, un’idea rivoluzionaria, comporre una musica celestiale, un poema profetico, realizzare un’opera d’arte.

Ogni anno, da nove anni, l’Associazione “Il Granarone” di Calcata, in prossimità della Pasqua, chiama i suoi soci artisti a partecipare ad una mostra collettiva realizzando un’opera ispirata all’uovo e come per incanto, tra gli artisti che partecipano, si tesse una speciale ragnatela di fili invisibili che collega tutti in una specie di meditazione collettiva dinanzi ad un “mandala” dalla forma ovale che nei tempi, ha assunto significati e simbolismi di natura profonda: Creatività, nascita, fecondità, l’origine del mondo.

L’Idea dell’uovo è stata ispirata dalla forma ovale del borgo di Calcata e si presta a varie interpretazioni grazie al fatto che l’uovo si è sempre contraddistinto, fin dall’antichità, in una molteplicità di aspetti dalla religione, al principio della vita, al simbolismo dell’evoluzione.

Partecipano:

Enrico Abenavoli, apARTstudio (Francesca Mazzara, Federico Iorio, Cosma Musacchio, Gennaro Lalli ) Luigi Ballarin, Maria Barone Piras , Domenico Campisano, Giuseppe Canali ,

Giovanni Carpentieri , Stefano Cantini, Fabiola Cenci, Cristina Crespo, Gerardo Di Salvatore , Bianca Dones , Vittorio Fava, Vincenza Fava, Lucilla Frangini Ballerini, Fulvio Fugalli ,

Carlo Gatti , Angelo Gioia, Massimo Jatosti , La forgia magica, Maria Grazia Leoni , Janis Klien, Lughia, Stefania Maciocci , Mimmo Malarbì , Mirna Manni , Gabriele Mazzara, Eliana Prosperi, Hafiza Rouighi , Anja Roemer , Piero Sensi, Maurizio Tiberti Marijcke Van Der Maden ,Riccardo Wilczek.















Calcata

20 marzo - 5 aprile 2010

L’Uovo d’Artista

9° edizione

Inaugurazione sabato 20 marzo

ore 18.00

Via di porta segreta, 8 - 01030 Calcata VT

tel/fax 0761 587855 www.ilgranarone.com



lunedì 15 marzo 2010

RIDERE NEL MEDITERRANEO




Ridere nel Mediterraneo



Sorriso mediterraneo, illustrazione di Milena Galeoto




Questo numero di mediterranea cerca di descrivere la risata mediterranea in tutte le sue accezioni. Le domande che ci siamo posti erano tante e tanti i modi con cui rispondere. Ci siamo divertiti a scrivere di questo argomento e spero sia lo stesso per tutti voi!

Ridere è una cosa seria, da molti punti di vista. Si ride psicologicamente, filosoficamente, artisticamente, naturalmente.
La risata è un modo di sentirsi vivi, “Ridere non è solamente una reazione fisica ad una situazione comica, può anche manifestarsi come un meccanismo difensivo, un modo di prendere distanza da eventi sfortunati, addirittura tragici, di sdrammatizzare”. Marcel Pagnol. Questo concetto viene descritto molto bene da Anais Maes.
Ridere è una questione filosofica, a cominciare da Platone e Aristotele per poi arrivare a Bergson. “Perché si ride? Cosa suscita il riso? Nel corso della storia sono state date valutazioni differenti sul valore della risata…” Carmen Billotta ci descrive magistralmente la genesi e la radice concettuale della risata.
Ma la risata è uguale dappertutto? Ridiamo delle stesse cose a Londra e a Beirut, a Roma o Istanbul?
Ci sono differenze culturali che influenzano il nostro modo di ridere? Pare proprio di no. Direi che lo humour inglese non è esattamente quello mediterraneo. Come ci spiega Cristina Giudice, gli arabi ridono continuamente, ce li immaginiamo tutti seri dietro le barbe istituzionali. Invece gli piace moltissimo divertirsi e ridere di se stessi! Troverete un quadro perfetto della situazione nel bel pezzo di Meriem Dhouib, Cosa fa ridere gli arabi oggi? , non perdetevi le barzellette alla fine!

Nella sponda sud del Mediterraneo ci sono anche le barzellette, ci sono i cabaret, i programmi comici in tv, i comici strapagati, le vignette satiriche, gli articoli sui quotidiani, che oggi si spostano sul web, come ci illustra nel pezzo “Dalle colonne de Al-ahram al web: la vita attraverso gli occhi di Anis Mansour” Laura Vargiu.

C’è un’economia della risata. Un business miliardario che fa guadagnare parecchio agli autori, attori, ma soprattutto agli editori. Questo fenomeno di massa è recente, ma più antico è il sistema dello spot pubblicitario legato alla battuta o alla recita divertente, ci spiga tutto ottimamente come sempre Paolo Sigura.

Possiamo affermare senza ombra di dubbio che il meccanismo della commedia nasce in Grecia, come si evince dall’articolo di Sotera Fornaro, un’esperta di cose greche e una nuova penna di mediterranea a cui diamo un benvenuto di cuore. E siamo molto felici di accogliere nella famiglia della redazione anche Anna Felicia Nardandrea, una bravissima redattrice che ci ha parlato di un testo fondamentale per capire il teatro comico arabo nel XIII secolo.

La commedia poi si tramanda nella cultura romana antica ad opera soprattutto di Catullo, che prende in giro il potere dell’epoca e gli usi ellenici molto eleganti e raffinati a dispetto della Roma caciara. Da Roma antica possiamo fare un salto fino a Totò per godere della commedia napoletana con il bellissimo pezzo Carla Giannini. In fondo si tratta sempre di satira, di mettere a nudo il Re di turno, o i peccati e i vizi della società, di ogni tempo. La tecnica di Totò è un classico, certo, ma nel suo caso non è solo il metodo è una capacità innata a provocare il riso. Ridere, appunto, è una cosa seria. Totò fuori scena era serissimo, nobile e per niente misero. La comicità italiana ha riempito scaffali di libri e film, abbiamo forse il patrimonio comico più grande al mondo. L’Italia riesce a ridere sempre, per vivere meglio certo, per affrontare con coraggio la vita, ma anche perché siamo fondamentalmente un popolo che si diverte, che fa divertire e che ama la festa.

Ridere attraverso la musica demenziale di Elio e le storie tese, eredi naturali degli skiantos e di tanti altri gruppi. Elio però modernizza e da un sapore nuovo alla musica e ai testi, il rock demenziale diventa pop.

Siamo meno lusingati da questo primato quando la risata appartiene a persone che gioiscono di una tragedia naturale come un terremoto. Quelle sono risate amare, disgraziate, senza senso.

Ridere invece è una bella esperienza, per chi non l’avesse mai provata gli consigliamo la lettura di questo numero di mediterranea!

La novità di questo numero è un concorso fotografico per "Il sorriso più bello del Mediterraneo" l'iniziativa ha avuto successo e potete vedere da voi i sorrisi nella sezione Photogallery

Diamo anche il benvenuto a Sabina Murru e la sua bellissima galleria di sorrisi.

domenica 14 marzo 2010

A LA MEVA ILLA (Alla mia Isola) by Cinzia Paolucci

A LA MEVA ILLA
Un jardí preciós la meva illa
la quietud i el perfum selvatge
d’un entorn tancat que brilla
un sol que pinta d’or el paisatge.
Memòries d’antiga gent gronxades
en el vent de maestral com un estel
que no siguin oblidades
i per sempre reflectides al mirall del cel.
Dins el cor d’aquesta serra
ploren pedres de soledat
la veu de boca de la terra
desperta l’intima veu de llibertat.
Miro amb respecte aquest encant
el seu cos generós d’herba blonda
amb l’ull curiós d’un enfant
llum d’esperança dins la calma de l’onda.

ALLA MIA ISOLA

( la traduzione purtroppo non rispetta la rima)
Un giardino prezioso la mia isola
la quiete e il profumo selvaggio
d’un intorno che brilla
un sole che dipinge d’oro il paesaggio.
Memorie d’antica gente dondolate
nel vento di maestrale come un aquilone
che non siano mai dimenticate
e per sempre riflesse nello specchio del cielo.
Nel cuore di questa catena di monti
piangono pietre di solitudine
la voce di bocca della terra
risveglia l’intima voce di libertà.
Guardo con rispetto questo incanto
il suo corpo generoso d’erba bionda
con l’occhio curioso di un bimbo
luce di speranza nella calma dell’onda.

Menzione d' onore al 4° Concorso di poesia sarda Li Punti Sassari







venerdì 26 febbraio 2010

lunedì 22 febbraio 2010

Conclusa la prima Fase del Concorso di Poesia ''Ermes''



Cari lettori, riporto dal blog del Concorso "Ermes" i risultati della prima fase selettiva.


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A conclusione della fase selettiva, si rendono note le poesie ammesse al Concorso e che accederanno, pertanto, alla fase per la qualificazione alla semifinale.

Le poesie selezionate sono 16, di cui 8 a maggioranza e 8 all’unanimità. I criteri seguiti nella selezione sono stati i seguenti:

1. correttezza formale;
2. pertinenza al tema della "speranza".

Le poesie ammesse hanno rispettato entrambi i criteri, secondo un giudizio unanime o espresso dalla maggioranza dei membri della giuria.

ELENCO DELLE POESIE IN GARA PER LA QUALIFICAZIONE ALLA SEMIFINALE

N. ordine - Titolo poesie - Blogger/Autori

7. Senza titolo - Alexia X

9. L’oasi della speranza - Buba X

11. Speranza - Maria Stella X

12. Ultima dea - Paola X

16. Cieli trasparenti e vita - Sangervasio Antonio X

19. Senza titolo - BeComin'Whisper *

20. Sogni di ghiaccio - Stefanover X

21. Aprile - Finestra sul cortile X

22. Speranza - Gabry *

25. Speranza - Paola Brunetti *

26. Winnie - Claudia X

28. La vita ancora - Renata Belli *

31. Speranza - Zoè *

33. Indispensabili attese - Tamango *

36. Speranza amica fedele - Faraluna *

37. Senza titolo - Zula73 *

NOTA:

1. LE POESIE CONTRASSEGNATE DA UNA "X" HANNO SUPERATO LA SELEZIONE A MAGGIORANZA

2. LE POESIE CONTRASSEGNATE DA UN "*" HANNO SUPERATO LA SELEZIONE ALL'UNANIMITA'


Continuate a leggere sul blog del Concorso per tutti gli approfondimenti.

domenica 24 gennaio 2010

Orizzonti estasiati by plz



Scoperta misteriosa
Distillare l' essenza della vita
Scegliere il tuo sguardo ogni mattina
Nei tuoi occhi si legge magia
Le tue parole come musica
Meraviglia
Farti sentire il mio cuore
Frenesie a cielo aperto
Vivere il mio doppio
Emozioni forti
Complicita' a senso unico
Sei tu il mio doppio
La vita
La sorte
La gioia,
L' amore,
I profumi,
La terra,
il mare
Il cielo,
Il pensiero
L' anima
Orizzonti estasiati


venerdì 22 gennaio 2010

Una disadorna verita', raccolta di poesie di Gabriele Onori


In memoria di Gabriele Onori scomparso l' altro ieri pubblico due sue poesie dalla raccolta ''Una disadorna verità'', AndreaOppureEditore, 2005.
Gabriele Onori (1950) era nato a Magliano Romano (Roma). Nei primi anni '70 aveva frequentato il teatro d' avanguardia romano nelle cosiddette ''cantine''.
Dal 1983 si era dedicato esclusivamente alla pittura.

BREVE INFINITO

Amo la notte
dove alla mia finestra
si affacciano i fuochi
degli anni luce e dei pochi chilometri.


FORSE SONO UN INGUARIBILE PESSIMISTA

Forse sono un inguaribile pessimista
continuo ad amare i tramonti
mi annoiano le albe.

Che io ricordi, all' alba, ho sempre fatto
cose fastidiose, la notte tutti dormono
nessun padre rimprovera i figli.

Quel che c' e' dopo i tramonti e' solo mio
agli inizi bisogna condividere
e tutto e' ancora d' avvenire.

E' quella ottusa voglia di vivere
che e' poco interessante perche' non forma
bacche ne' semi, non da' frutti,
e' vogliosa solo di se stessa.

Nei tramonti dove le storie sembrano finire,
proprio li'! Tra quelle macerie, germoglia
il ricordo che deve essere ricordato
e vive.