La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Il calcio dell' Asino

Il calcio dell' Asino
Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (Giva)

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

sabato 21 luglio 2012

RUMORE DI PASSI NEI GIARDINI IMPERIALI

RUMORE DI PASSI NEI
GIARDINI IMPERIALI
Romanzo di Alberto Liguoro

Recensione del professore, scrittore, saggista Pietro VUOLO


Caro Alberto, ho letto con attenzione il tuo ultimo libro e, sebbene esuli dai miei specifici interessi letterari, l'ho molto apprezzato, soprattutto per lo stile linguistico, per la rara finezza delle riflessioni, per le ambientazioni fantastiche e per la peculiare costruzione narrativa.

Ha risvegliato nella mia mente il mito dell' ippogrifo ariostesco o la stessa funzione del libro come tale, nel suo significato culturale ed emblematico, cioè del libro come biblos, fortemente espressivo. Da buon don Ferrante manzoniano, mettendo a cuccia la parte donna Prassede di me stesso, e senza alcuna convinzione che la peste nera venisse dagli astri, mi sono appassionato alla lettura e, parafrasando la bella frase dello scrittore Paulo Coelho a pagina 298, deduco che, pur sempre come una vita, ogni libro è una storia di tutta l'umanità e rappresenta un momento intellettuale, cristallizzato in sé, ma in progress nel rapporto con gli altri momenti della stessa catena intellettuale:

proprio come diverse vite, cristallizzate in loro stesse, si svolgessero nella successione, evolutiva o involutiva che potesse essere, del flusso generazionale.

Il libro effettivamente diviene, così, uno dei tanti monoliti culturali dell'

autore, cristallizzato in sé, ma in evoluzione con gli altri della successione, offerti, sempre tutti, generosamente, all' indagine chirurgica, nella fase produttiva dell' interpretazione, all'infinito, quanti, progressivamente, siano i lettori.

Il libro narrativo è umanizzato e, così, rappresenta la collettività sociale, e resta sempre attuale e globale, assoluto e, al contempo, oggettivo nel senso, pur nato da una invenzione soggettiva: la vicenda narrata diviene metafora universale.

I "libri perduti sono anime perse", ma la perdita di un libro riscatta un'anima dalla perdizione, si dichiara a pag. 53. Ogni anima è un libro, nella discrasia che la sopravvivenza delle due entità è esclusiva: vive l'una o solo l'altra, inconciliabili tra loro. Il libro e l'anima-faber si escludono reciprocamente, nel rapporto spazio-tempo, del prima e dopo, del dentro o fuori. O vive Miguel o don Quijote, il Della Mancia esclude De Cervantes. L'uno, nella rappresentazione narrativa e drammatica, è l' esclusione dell' altro.

Ma l'uno, al tempo stesso, è sempre con l'altro: accade un pò come ad Algor, che non è Alberto Liguoro, o, almeno, lo è, nelle trasfigurazioni profonde e segrete, psichiche ed intellettuali, ancestrali e inconscie. Ma l'uno non è l' altro, anzi, l'uno è, all'occhio estraneo, la finzione dell' altro. Nella fase narrativa, l'errore resterebbe risibile ed anche un fallo veniale romperebbe l'impianto, come un lambrusco tappato in un fiasco!

Ho cercato di intendere, innanzitutto, il senso del titolo del mitico libro "I giardini imperiali": ho trovato la presenza di un libro simbolico, il libro per antonomasia, nel suo significato totemico, collettivo e positivo, non intellettualistico e non individualistico, ma fortemente scenico e rappresentativo, espressionistico e impressionistico, soggettivo e oggettivo al contempo.

Le vicende narrative, sceniche ed espressive, talvolta venate di non-senso polemico, sottendono impressioni profonde e mettono a nudo segretissime pulsioni intellettuali, intime fino all' erotismo. L'empiria aristotelica lascia, tuttavia, espandere l' intimismo platonico: il libro si fa mito della caverna, nel cui fondo, come nella nostra mente, si disegnano immagini diverse, ora drammatiche quanto le tele di El Greco o di Munch, ora vive e viventi nel colorismo, tra solare o allucinato, di Van Gogh. Le vicende, sospese tra scienza e fantasia, tra concretezza ed astrazione, si svolgono su un palcoscenico cosmico sconfinato ed infinito, in forme parallele, senza spazio e senza tempo. L' autore non è in rapporto intrusivo col mondo del libro, vi abita ed alimenta la sapienza generatrice delle vicende correlate, reali quanto sacri i giardini imperiali. L' anima dell' autore resta discreta e genera solo rumore di passi, cadenzati decisamente e reiterati in immagini fantasiose, in colorazioni linguistiche, in accumulazioni lessicali apparentemente inutili. La molteplicità delle forme e delle figure, delle postille e delle stesse parole sconfinano in innumerevoli variazioni di altre figure, in creature evanescenti e allucinate, in parole virtuali e in mondi artificiali. Il linguaggio si fa arte del dialogo e talvolta diviene monologo intimo, in una narrazione sempre di natura drammatica e rappresentativa.

La narrazione procede così per immagini, tra scene difformi, con linguaggi differenti, orchestrati, ora musicalmente armonici, ora discordanti in detriti e fonemi linguistici, alla contemplazione di certe atmosfere contrasta l' houmor grottesco di altri scenari. La finzione narrativa è la realtà proiettata su uno schermo deformante, che, in men che si dica, diviene onnivoro e fagocita ogni vicenda ridotta in marciume, come triturata, da un immane e inumano shaker, in un macabro coktail.

Il libro, così, nella narrazione progressiva, si fa rappresentazione visiva di effetti speciali, sconvolgimenti emotivi, riflessione introspettiva e trasforma i capitoli in atti teatrali.

La visitazione di questo universo cartaceo, aperto in sè stesso, e perciò infinito, resta, tuttavia, marginale perché le vicende hanno il loro senso compiuto nella satira sociale della follia collettiva e nella progressiva inefficacia del sistema. Nella fruizione corrente, pragmatica, scientifica, asettica, per un verso, o completamente irrazionale e d' evasione, per un altro verso, tutto è omologato al massimo profitto. Ogni vecchia arte comunicativa, ormai rovente, è ridotta all' immediatezza, all' uso del consumo. Ma un "Disastro telematico provoca sconvolgimenti senza precedenti sul pianeta e nello spazio". Tutto è perduto per effetto di un fantomatico virus, resta speranza solo in ciò che era stato giudicato demodé, ed archiviato nel Cestino. I mondi artificiali crollano, resta solo speranza nel "Tempo che fu".

Mi sono cimentato, perciò, anch'io, poeta da strapazzo, in una breve smozzicata e disarmonica versificazione che sintetizzasse il concetto, dal titolo "Demodé":



"Demodé,

ma pur sempre viva

l' immagine della vita,

impressa nella stampa.

La memoria delle radici,

salda,

neppure svanisce

negli impalpabili guizzi

scintillanti

del tempo che si brucia.

Ed anche l' Itaca sognata,

mito demodé,

infantile e passatista,

resta perenne

nell' odissea della vita.

Il Presentismo e il Futurismo

hanno ammalato il mondo

di labilità e di obsolescenza" .



Ho letto un libro fortemente intellettualistico, ed ancorato a profonde radici sentimentali e a solide convinzioni razionali dell'esistenza, non un semplice libro di fantascienza: "Rumore di passi nei giardini imperiali" è un libro per raffinati e nostalgici amanti del cerebralismo letterario. Mi verrebbe di pensare al Canetti del Dieblendung, tradotto in italiano col titolo Autodafé.

I veri protagonisti sono, perciò, idealizzati. Essi sono il Passato, scientifico e negativo, il Presente, mortifero, violento, ascetico, irrazionale e fetibondo ed il Futuro, mistico, luminoso e fiabesco. Va da sé che le dimensioni temporali sono anche spaziali e culturali, come nel mitico viaggio di Dante Alighieri, nei mondi dell' aldiqua e dell'aldilà, o del mio amato Pappacena.

Le dimensioni del libro sono, perciò, sacralmente tre, e sarebbe insensato ritornare, da parte mia, sulla narrazione, atto unico, della costruzione romanzata o sulla scansione in nove, quanti sono i capitoli: verrebbe da dire, se non facesse ripugnanza la fede ottusa nelle scienze, che tre per tre faccia

nove: quando la narrazione è pari alla vita corrente, i calcoli matematici dimostrano la loro limitatezza, anzi, minacciano la forma sostanziale dell'esistenza.

Il Passato illusorio predefinisce il Presente ed alimenta il rivolo di sangue che ingrossa a fiume destinato al diluvio universale, come se la dimensione acquatica del bel kolossal di Costner, Waterworld, si fosse materializzata in una notte di lerciume e di orrore, un mondo di creature mutanti e mostruose, nel quale, all' adattamento irreale e irrazionale, si contrappone solo la cancellazione: il mondo di quella gente che vedo ognidì legata all' appedice fonica del padiglione auricolare, sempre collegata al computer e al telefonino satellitare.

L'imposizione viene da Semia (sistema economico mondiale internazionale astrale), sotto lo sguardo vigile di un divino cannocchiale: questa sarebbe la corrente apocalisse, ma la narrazione si apre su un mondo postapocalittico, già presentato, nel primo atto, a mo' di preazione scenica, con l' "Isola del sole", in cui vive il personaggio mitico e regnante di Paribanu, l' Afrodite di una nuova tappa ciclica della storia universale dell' umanità.

Il mondo presentato nel libro è, perciò, anche la proiezione trasfigurata del mondo reale... verrebbe da pensare a "L'inizio della fine" di "Balle spaziali". Ma la trasfigurazione si cristallizza in positivo nel mondo incantato di Paribanu. Il fascino di quella principessa suona come il lontano campanellino legato al collare della mitica cagnolina di nome Lola, nell'atto di annusare, come in un fotogramma inceppato nel sistema, un camionciono in miniatura della Coca & Cola, giocattolo preistorico e antidiluviano.

Beato te! Ottimista, riuscendo ancora a combattere in una prospettiva solare e lanciare messaggi interspaziali e ultradimensionali da zone esposte al risucchio della notte assassina. Le tue radici, antiche e generazionali, sono solidissime e ti permettono una tale ardita alea.

Io mi limito al piccolo cabotaggio, roba terrestre, terra terra, e mi fermo a guardare ogni cosa, senza timore di apparire un guardone.

Pertanto mi beo della mia attività letteraria di saggista nel campo della storiografia settoriale e locale e non esito a collocare il tuo romanzo nel genere della denuncia del mondo che si autodistrugge, delle foreste bruciate, delle mutazioni climatiche, dei cibi artefatti e del vino a metanolo... la denuncia della società umana che smarrisce la bussola.... Perciò "Rumore di passi nei giardini imperiali" è un autentico romanzo di formazione sociale, umana e intellettuale, un bildungsroman di impostazione fantascientifica. Invita al recupero delle radici, con altrettanta genialità del viaggio nel futuro, del famoso film "Il pianeta delle scimmie" dal romanzo di Pierre Boulle.

Anche dal tuo libro verrebbe un interessante testo cinematografico, semmai rielaborato in storie cicliche o anche di una serie TV. Io, per me, ho tratto i remi in barca e mi sollazzo a ricostruire il deja vu, cercando di far rivivere il Passato. Vivo come un galeone antico nei mondi tranquilli delle profondità oceaniche, tienimi sempre al corrente delle tue escursioni inter ed extraspaziali... e anche con le balle.

Complimenti per questo tuo ultimo bel libro. Sei geniale come sempre.

Pietro Vuolo



RUMORE DI PASSI NEI GIARDINI IMPERIALI

Romanzo di Alberto Liguoro Ed. Maremmi Editore Firenze (MEF)  ISBN 978-88-517-1559-5




“Come educare un maschio… e vivere felici!”. La guida che ogni donna dovrebbe avere


“Come educare un maschio… e vivere felici!”. La guida che ogni donna dovrebbe avere.



Donne disperate perché non trovano il giusto compagno, donne alla ricerca del principe azzurro. Donne deluse che osservano il proprio uomo chiedendosi quando hanno sbagliato, mentre lui si gira scambiando lo sguardo con un sorriso ebete...

Ecco il manuale pratico per tutte le donne che vogliono gestire al meglio il proprio rapporto di coppia o che comunque hanno intenzione di non sbagliare nella scelta.

Scritto da Amanda Du Champ e Violetta De Bussy, due signore che hanno chiesto di comparire solo sotto pseudonimo, il libro è una vera e propria guida che accompagna a uno specifico obiettivo: vivere felici.

Si comincia con test di autovalutazione, poi si passa all’esame della propria personalità per individuare alla fine qual è il compagno più adatto al proprio modo di essere.

Seguono quindi indicazioni precise di come comportarsi con l’uomo, che mezzi utilizzare e come gestire le situazioni.

Il tutto condito con battute e situazioni paradossali che, come si dice, scherzando scherzando dicono la verità. Un modo un po’ diverso per le donne di scoprire diritti e doveri del proprio ruolo nella società, ma anche un ottimo modo per gli uomini di conoscere le donne, le loro problematiche e desideri, ma soprattutto un’ottima occasione per il sesso forte…. per dimostrare di non essere come il libro dice!

Il libro è in vendita in edicola con “Il Nuovo Levante”, settimanale del Levante ligure a soli 2 euro più il prezzo del giornale e on line sul sito www.net-book.it


Eventi in Maremma e sull' Amiata

CIMA Concerti in Monte Argentario

Musica linguaggio universale della pace
X festival internazionale di musica

dal 21 luglio al 4 agosto

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Santa Fiora in Musica

XIII festival internazionale di musica

dal 23 luglio al 25 agosto

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Note di Montecucco

Serie di eventi gastronomici accompagnati dalla musica

dal 7 luglio al 10 agosto

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X Festival Internazionale di Musica CIMA 2102 Concerti in Monte Argentario

X Festival Internazionale di Musica

CIMA 2102

Concerti in Monte Argentario

dal 21 luglio al 4 agosto

Consacrazione di Monte Argentario "Promontorio per la pace"
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giovedì 12 luglio 2012

Verrà presentato il libro Le storie della storia di Iesa di Mario Nepi

Verrà presentato il libro

Le storie della storia di Iesa

di Mario Nepi · Scheda del Libro →

Sabato 14 luglio 2012, ore 17:30
Circolo ricreativo "La Pigna", Iesa - fraz. del Comune di Monticiano (SI)
 

Con l'autore Mario Nepi ne parlano
Maurizio Boldrini, Mario Papalini, Fabio Mugnaini
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martedì 10 luglio 2012

Flower Film Festival Festival internazionale con rassegna e concorso di cinema sulle forme ed espressioni della natura

Flower Film Festival

Festival internazionale con rassegna
e concorso di cinema sulle forme ed espressioni della natura


11-12-13-14-15 luglio 2012
Villa Sforzesca, Castell'Azzara

Tutte le informazioni sul festival e i nostri lavori grafici su
www.flowerfilmfestival.it
Ingresso libero e gratuito
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sabato 7 luglio 2012

Flower film festival con il cinema, l’ arte, la musica, la natura, il cibo e il tartufo a Castell’ Azzara


Libri, incontri, dibattiti, cinema, arte, musica, natura, laboratori, cibo, degustazioni,  cultura dei territori e tanto tartufo  sono i protagonisti del ‘’Flower  film festival. Dentro la terra tartufo’’, in programma dall’ 11 al 15 luglio, nell’ incantevole e suggestiva Villa Sforzesca di Castell’ Azzara, nell’ Amiata grossetana.
La sezione ‘’Flower libri’’ comprende un incontro con Enzo Lavagnini, autore di ‘’Il giovane Fellini nello splendente fulgore della vita’’, con accompagnamento musicale di Giovanni Cannata al contrabbasso; testimonianze di padre Ernesto Balducci con l’ intervento di Vittorio De Luca che presenterà ‘’Siamo tutti migranti. La convivenza possibile’’; la presidente del Fondo per l’ ambiente, Ilaria Borletti Buitoni, parlerà del suo libro ‘’Per un’ Italia possibile. La cultura salverà il nostro Paese?’’; Italo Moscati  presenterà il suo ‘’L’ albero delle eresie, dagli anni inauditi e travolgenti agli anni che ci attendono’’; infine sarà presentato ‘’Il quadro segreto di Caravaggio’’ di Francesco Fioretti’’, un libro che si inserisce nell’ attualità della recente scoperta di cento disegni finora sconosciuti del pittore
Il ‘’Flower film festival’’ , per la parte cinematografica, curata da Paolo Spirito, è divisa nelle sezioni ‘’Flower in regarde’’ e ‘’Flower cinematografica’’. Nella prima sono in programma una rassegna monografica del  documentarista d’ arte Adriano Kestenholz, al quale sara’ consegnato il premio ‘’Flower in regard’’; la proiezione di documentari d’ arte di Elisabetta Sgarbi, Tommaso Ferrari, Maria Paola Orlandini, Raffaele Simongini, Franco e Mario Piavoli, Antonella Gandini, Giuseppe Marcoli e Mario Martone.  La sezione ‘’Flower cinematografica’’ comprende un ricordo di Giuseppe Bertolucci con la proiezione di ‘’Berlinguer ti voglio bene’’, una rassegna monografica del regista Luigi Faccini e della produttrice Marina Piperno, e la proiezione di ‘’Non solo voce, Maria Callas’’ del regista Italo Moscati.  Saranno consegnati i  premi ‘’Palladium Flower’’ a Federico Bondi, ‘’Diamond Flower’’ a Ilaria Occhini, ‘’Platinum flower’’ a Luigi Faccini e Marina Piperno, ‘’Golden flower’’ a Jo Baier, ‘’Silver flower’’ ai registi emergenti Nicola Ragone e Fabio Donatini.
Il tartufo è poi al centro dell’ aspetto gastronomico della manifestazione. Tutti i giorni, alle 8, è in programma ‘’Tartufaio per un giorno’’, alla ricerca del nero di Castell’ Azzara, organizzato dall’ Associazione tartufai  dell’ Amiata. Da non perdere il ‘’Tartufo in tavola’’, percorso enogastronomico nei ristoranti di Castell’ Azzara, mentre venerdì 13, nella Corte d’ onore e Sala convivio della Sforzesca, ci sarà a ‘’Cena con Rossini’’ con le ricette originali di Gioacchino Rossini, con musiche eseguite dalla Clarinet Arcadia Orchestra. Sabato 14 i cuochi tartufai si cimenteranno nel ‘’Certame del tartufo’’.  Domenica 15 tutti a  ‘’Cena con l’ Emilia’’, organizzata dalla Croce Rossa il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto.
Permanenti alla Sforzesca sono: al piano nobile, ‘’La Sforzesca e il suo territorio nei secoli’’ a cura dell’ architetto Fabio Rossi; ‘’Arsenico, tartufo e vecchi merletti’’, esposione di corredi ricamati realizzati a mano e telaio a cura delle Donne di Castell’ Azzara; ‘’Il Mondo in miniatura: le miniarchitetture’’, a cura di Alberto Torlai; Visita guidata della Villa in compagnia di Carlo Alberto Torlai; esposizione e mostra ‘’Volumi e Opere’’, edizioni Effigi. Nel foyer sala affreschi si potrà ammirare la permanente di Felice Pedretti, mostra e workshop ‘’Olio su tela e tavola’’.
In mostra anche la filiera produttiva agroalimentare del territorio con mercato della filiera corta, ‘’Dentro la terra tartufo’’, truffler corner con degustazioni, ‘’Amiata wine bar’’, con degustazioni, la proiezione di Flower video loop ‘’ ‘’Senza trucco. Le donne al vino naturale’’, di Giulia Graglia.
Dalla Villa la Sforzesca di Castell’ Azzara ‘’Lento, imperterrito – scrive Barbara Cannata, direttrice artistica dell’ Associazione Palladium productions – il flato vitale progredisce e colpi di pinna nel mare della coscienza irrompono, colline di sapere cosciente sorridono: pensieri, parole, immagini, forme, espressioni, dentro la terra lieve la vita riappare e leggero, accoglie brezza di amicizia con un soffio incontri propone, sottile e mercuriale il Flower film festival, insieme a voi, con il cinema, l’ arte, la musica, la natura, il cibo e il tartufo a Castell’ Azzara’’.
La manifestazione è organizzata dall’ ‘’Associazione Palladium Productions’’ (info@palladiumproductions.it)  di Montenero d’ Orcia (GR), dall’ Associazione Tartufai dell’ Amiata di Castell’ Azzara (info@tartufaiamiata.it ).
Per informazioni Info Point (www.comune.castellazzara.gr.it ) e Francesco Livi, responsabile dell’ Ufficio stampa (press@flowerfilfestival.com ). 


Il programma
Flower Film festival 2012_depliant 4 ante (6).pdfFlower Film festival 2012_depliant 4 ante (6).pdf Visualizza   Scarica