La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Il calcio dell' Asino

Il calcio dell' Asino
Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (Giva)

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

martedì 29 aprile 2014

Per tacer d’altro by GIANNI ZANATA



Per tacer d’altro.
- Ma vogliamo parlarne?
- Parliamone.
- Ma, dico, vogliamo parlarne?
- Sì, parliamone.
- Ma ne parliamo davvero?
- Ne parliamo davvero.
- Davvero davvero?
- Davvero davvero.
- Guarda che ne parliamo, eh.
- Non aspetto altro.
- Ecco.
- Ecco cosa?
- Mi sa che non ne parliamo più.
- Ah, no?
- No.
- E perché?
- Perché se ne parliamo sono guai.
- Ah.
- Beh.

rigorosaelegante

lunedì 28 aprile 2014

Orgosolo, un festival tra ecologia e murales


Orgosolo, un festival tra ecologia e murales

Il 5 e il 6 luglio un evento dedicato all’arte di strada che ha reso famoso il paese barbaricino

di Paolo Merlini 


INVIATO A ORGOSOLO. L’associazione si chiama Viche Viche, che è un modo tutto orgolese di dire “guarda guarda”. Ne fanno parte cittadini di tutte le età, dai venti a cinquant’anni, per la maggioranza donne. Dal 2006 organizzano nel paese simbolo del Supramonte un festival dedicato alla scienza, che si è svolto regolarmente sino al 2011 prima di subire una battuta d’arresto, dovuta principalmente alla mancanza di contributi pubblici. Quest’anno hanno deciso di riproporre il festival, quotandosi anche grazie al crowdfunding, oggi la forma più diffusa per partecipare attivamente a un evento finanziandolo via web. L’ecologia resta sempre uno dei punti fermi di Viche Viche e del suo festival, ma per l’edizione 2014 l’associazione ha scelto di legare il tema a un elemento portante della cultura orgolese da decenni ormai: il muralismo.
Così il festival, che si svolgerà il 5 e 6 luglio prossimi, avrà per tema la “Rigenerazione Urbana”. Un progetto che è cominciato in queste settimane non solo con l’avvio della raccolta fondi (servono appena 4000 euro), ma con il coinvolgimento dei bambini delle quarte e quinte classi delle scuole elementari e delle prime e seconde delle medie. Sono già 120 i giovanissimi che hanno aderito all’evento e al di fuori dell’orario delle lezioni, anzi nei giorni di vacanza offerti dalle festività pasquali, hanno cominciato a “rigenerare” uno spazio del paese fortemente degradato. È stato scelta la gradinata dedicata ai Caduti sul lavoro: un luogo al confine del centro storico ma abbastanza trafficato e nonostante ciò lasciato in totale degrado, con muri non intonacati e aiuole senza l’ombra di una pianta.
Il progetto prevede di coinvolgere i bambini attraverso lezioni con i protagonisti storici del muralismo orgolese, dagli anni Settanta sino a oggi. Andando anche appena più indietro, anzi, perché in realtà il primo murale a Orgosolo fu realizzato nel 1969 dal gruppo teatrale milanese Dioniso. Quel lavoro, che voleva denunciare la marginalità in cui la la Sardegna veniva tenuta dallo Stato, era scomparso da tempo, cancellato dallo scorrere degli anni o forse da una mano di vernice. Ora è riapparso nella scalinata dei Caduti sul lavoro grazie al vero padre del muralismo orgolese, Francesco Del Casino, l’artista senese che ha vissuto per anni in Barbagia, dove torna appena può. Basandosi su una vecchia foto in bianco e nero, Del Casino lo ha riprodotto più fedelmente possibile, facendosi aiutare dai bambini che hanno sposato il progetto di Viche Viche e hanno contribuito a tracciare il disegno e poi a spargere il colore (non prima di aver liberato dai rifiuti l’intera area). Ma il maestro muralista, che a luglio non potrà prendere parte al festival di “Rigenerazione Urbana”, ha lasciato un altro segno della sua arte, riconoscibile in tutte le vie di Orgosolo per il tratto che la caratterizza, fatto di echi cubisti e forme sensuali.Un murale di grandi dimensioni (realizzato sempre in collaborazione con i ragazzi del laboratorio) che omaggia i giganti di Monti Prama.
È solo un assaggio di ciò che accadrà il 5 e 6 luglio (sottoscrizione via web permettendo), quando a Orgosolo arriveranno muralisti e studiosi del fenomeno. Da una rappresentante del gruppo Dioniso, che ha accolto volentieri l’invito di Viche Viche, alla storica dell’arte Francesca Cozzolino che per conto della Scuola di alti studi sociali di Parigi ha dedicato un ampio saggio al muralismo orgolese. Il progetto si chiama “Fiores in granitu” (da una poesia di Giovanni Pira) e si può sottoscrivere all’indirizzo derev.com/it/vicheviche.

Martedì a Cagliari il quintetto di Paolo Fresu in concerto (ore 21) all'Auditorium del Conservatorio per Forma e Poesia nel Jazz

 
 


Martedì a Cagliari il quintetto di Paolo Fresu in concerto (ore 21)
all'Auditorium del Conservatorio per Forma e Poesia nel Jazz.
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Grande serata di jazz, martedì 29 aprile a Cagliari: all'Auditorium del Conservatorio è di scena il quintetto di Paolo Fresu, il primo (e più longevo) gruppo a nome del trombettista sardo, che in questo 2014 festeggia i suoi trent'anni di attività. Sei lustri di un'avventura musicale cominciata nel 1984 e proseguita in un crescendo di impegni e gratificazioni: un traguardo non frequente nella storia del jazz, quello raggiunto dal sodalizio artisticodel jazzista di Berchidda con il pianista Roberto Cipelli, il sassofonista Tino Tracanna, il contrabbassista Attilio Zanchi e il batterista Ettore Fioravanti.

Fresu e soci approdano nel capoluogo isolano reduci dalla loro uscita discografica più recente, emblematicamente intitolata "¡30!", ventiquattresimo album del quintetto, pubblicato a inizio marzo dalla Tuk Music, l'etichetta fondata dallo stesso trombettista: dodici brani originali firmati alternativamente dai cinque musicisti più una rilettura in chiave jazz di un'aria barocca del grande compositore inglese Henry Purcell.

Il concerto, con inizio alle 21, è proposto dalla cooperativa Forma e Poesia nel Jazz, come anteprima della prossima edizione (la diciassettesima) dell'omonima rassegna.

I biglietti - trenta euro per un posto in platea, ventidue in galleria (più diritti di prevendita) si possono acquistare attraverso il circuito Box OfficeSardegna (www.boxofficesardegna.it; tel. 070657428) e online sul sito www.boxol.it. Martedì botteghino aperto all'Auditorium del Conservatorio (in piazza Porrino) a partire dalle 19,30.

La segreteria di Forma e Poesia nel Jazz risponde invece al numero di telefono 0704513104 e all'indirizzo di posta elettronicaformaepoesianeljazz@tiscali.it.

Nato nel 1984 per volontà di Paolo Fresu e Roberto Cipelli, il quintetto ha assunto quasi subito la sua fisionomia definitiva debuttando su disco, a cavallo fra il 1984 e il 1985, con "Ostinato" per la Splasc(h) Records (menzionato dalla rivista americana "Cadence" tra gli album più interessanti dell'anno), e consacrandosi come uno dei gruppi di punta del jazz italiano con il successivo "Inner Voices" (1986), impreziosito dalla presenza delsassofonista americano Dave Liebman.

Gli esordi discografici si accompagnano a un'intensa attività concertistica ma anche didattica, in particolare ai Seminari Jazz di Nuoro: un'esperienzainaugurata dal quintetto nel 1989 e che ha visto i suoi membri "in cattedra" fino alla scorsa edizione dei corsi che si tengono ogni estate nel capoluogo barbaricino (mentre da quest'anno resta il solo Roberto Cipelli nel ruolo di nuovo coordinatore, raccogliendo il testimone da Fresu).

Nel 1990 il quintetto vince il premio "Top jazz" della rivista specializzata "Musica jazz" come miglior gruppo del jazz italiano e per il miglior disco ("Live in Montpellier").

Il progetto "Concerto Piccolo - Suite in 7 appuntamenti per Grande Orchestra e piccolo gruppo" consacra i primi dieci anni di vita del quintetto attraverso le composizioni del gruppo rivisitate e arrangiate da Bruno Tommaso per orchestra d'archi e big band, presentato a Matera, Roccella Jonica e Berchidda in contemporanea con l'uscita di "Ensalada Mistica" (1994), l'ottavo disco edito dalla Splasc(h) Records.

A volte il gruppo si espande e diventa sestetto con il contributo di Gianluigi Trovesi, nel 1991 in occasione del disco "Ossi di Seppia" e tre anni dopo appunto in "Ensalada Mistica", o del sassofonista belga Erwin Vann, col quale firma nel 1997 "Wanderlust" per la Bmg/Rca francese.

Il disco "Night on the City", inciso per la francese Owl vince il premio "Choc" per l'anno 1995 della rivista francese "Jazzman", e fa guadagnare a Paolo Fresu i premi dell'Academie du Jazz di Parigi e il prestigioso "Django d'Or" come miglior musicista di jazz d'Europa.

Il quintetto ha tenuto concerti nei più importanti festival e città italiani stranieri di ogni continente, registrando spesso per radio e televisioni internazionali. Diversi progetti l'hanno inoltre visto partecipare a esperienze multimediali tra jazz e altre arti (teatro, cinema, poesia e danza).

Quasi a festeggiare i vent'anni di attività, il 2004 è stato un anno importante per Fresu e soci: una serie di incisioni per la Blue Note, cadenzate sino al 2008, ne ha celebrato la creatività, la freschezza e la longevità.

Per avvicinarsi invece al trentesimo compleanno, il quintetto ha firmato nel 2010 (come prima uscita della nuova etichetta discografica del trombettista sardo, la Tuk Music) "Songlines/Night & Blue", un doppio lavoro che ha fatto registrare un autentico record di vendite e un rinnovato interesse – specialmente internazionale – intorno al gruppo, mentre è dello scorso marzo l'ultimo album, "¡30!", che ne celebra fin dal titolo i sei lustri di attività.

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FPJ - Forma e poesia nel jazz - soc. coop. soc.
via Brigata Sassari, 31 – 09045 Quartu Sant'Elena (CA)
tel. 070 45 13 104

Ufficio stampa:
Riccardo Sgualdini
tel.: 070 34 95 415
cell.: 347 83 29 583





Quell’idea solidale scomparsa in Europa

Quell’idea solidale scomparsa in Europa (Jürgen Habermas).

HabermasI diritti sociali e la politica. Il nuovo saggio del filosofo Jürgen Habermas.
Le offese alla solidarietà civica suscitano indignazione: fa rabbia, tanto per dire, l’evasore fiscale, quando si sottrae ai suoi obblighi verso la comunità politica pur continuando tranquillamente a goderne i vantaggi. Certo, l’evasione fiscale è anche una infrazione al diritto vigente. Sennonché, nella indignazione che colpisce il profittatore si esprime anche una delusa aspettativa-di-solidarietà.
Quella che si manifesta nel disprezzo per tutti i Depardieu evasori di questo mondo, i quali si sottraggono al fisco trasferendo all’estero, del tutto legalmente, la loro residenza o la loro industria.

Nella storia dello Stato sociale abbiamo visto come le aspettative di solidarietà possano trasformarsi in pretese giuridiche. Anche oggi è una questione di solidarietà, non di diritto, stabilire con quanta «diseguaglianza » i cittadini di una nazione benestante vogliano continuare a vivere. Non è lo Stato di diritto che può frenare il numero crescente dei giovani senza lavoro, dei disoccupati e dei sotto-occupati, degli anziani con una pensione da fame, delle mamme che allevano da sole i bambini e dipendono dalla pubblica assistenza. Solo la politica di un legislatore che sia sensibile alle pretese normative di una cittadinanza democratica può trasformare le richieste di solidarietà dei marginalizzati (o dei loro avvocati) in veri e propri diritti sociali.
A prescindere dalla differenza tra solidarietà, da un lato, e diritto e morale, dall’altro, esiste pur sempre uno stretto nesso concettuale tra «giustizia politica » e «solidarietà». In Portogallo, nel passaggio tra il 2012 e il 2013, il presidente conservatore Aníbal Cavaco Silva chiese alla Corte costituzionale di prendere in esame il bilancio di austerità che la maggioranza di governo (a lui politicamente affine) aveva appena licenziato, in quanto non gli parevano accettabili — nel senso della giustizia politica — le conseguenze sociali del programma imposto dai creditori (in particolare, l’aggravio unilaterale su funzionari e impiegati statali, pensionati e socialmente assistiti). Così facendo, il presidente tradusse nel linguaggio della giustizia politica quei disordini, e quelle proteste di strada, che nei paesi più colpiti dalla crisi chiedono solidarietà sia alle élites del paese sia ai cosiddetti paesi donatori. (…) A differenza di ciò che accade
per la «eticità» — la «solidarietà » ha per oggetto un contesto- di-vita non tanto derivato dal passato, quanto piuttosto da organizzare politicamente per il futuro. Nell’applicarsi alla struttura politica, questa componente semantica di «impegno attivo» diventa evidente quando si passi — nell’analisi dei concetti — dal piano astrattamente analitico a una considerazione storica dello sviluppo delle idee. È strano, ma il concetto di solidarietà compare molto tardi nella storia, soltanto in età recente, laddove già negli antichi imperi, dunque a partire dal 3000 avanti Cristo, si discuteva abitualmente di diritto e di giusto/ ingiusto. Certo, il termine solidarietà si trova già nel diritto romano (nel diritto penale riguardante i debiti). Ma solo a partire dalla Rivoluzione francese del 1789 assume un significato politico, in realtà collegandosi inizialmente alla parola d’ordine «fraternità». Come motto di battaglia, la fraternité deriva dalla generalizzazione umanistica di una coscienza nata dalle religioni mondiali: risale cioè a quell’esperienza (allargante le prospettive) per cui la propria comunità locale veniva vissuta come parte di un’universale comunità di tutti i credenti. È questo lo sfondo dell’idea di fraternità: un’idea derivata dalla secolarizzazione umanistica di un concetto religioso.
(…)
Il concetto di solidarietà nasce da una situazione storica particolare: i rivoluzionari lo rivendicavano nel senso di recuperare e ricostruire quei tradizionali rapporti di fiducia internamente svuotati dagli invasivi processi della modernizzazione. Il socialismo primitivo degli artigiani, espulsi dalle loro botteghe, ricavava in parte le sue energie utopistiche dai ricordi — nostalgicamente trasfigurati — di un mondo corporativo che appariva paternalisticamente schermato. (…) Il contrasto di classe, nel capitalismo industriale, è stato istituzionalizzato soltanto nel quadro degli Stati nazionali democraticamente costituiti. Gli Stati nazionali europei — che hanno assunto la forma attuale di «Stati sociali» solo dopo aver attraversato due disastrose guerre mondiali — sono oggi scivolati nuovamente, per via della globalizzazione economica, sotto la pressione esplosiva di interdipendenze che, economicamente generate, se ne infischiano delle vecchie frontiere nazionali. Ancora una volta sono costrizioni sistemiche quelle che fanno saltare i vecchi rapporti di solidarietà e che obbligano a ricostruire le forme statalmente frazionate dell’integrazione politica. Questa volta le contingenze sistemiche di un capitalismo politicamente ingovernato, spinto avanti dallo scatenamento dei mercati finanziari, si concentrano minacciose generando tensioni tra gli Stati dell’eurozona. Da questa prospettiva storica le aspettative di solidarietà espresse da Konstantinos Simitis (ex premier greco ed ex leader del Pasok, n. d. r.) ricavano una loro legittimità.
Egli punta esplicitamente il dito sulla rete delle vecchie interdipendenze, che chiedono ora d’essere incanalate in una ricostruzione dell’integrazione politica a partire dal punto di vista normativo di un equo bilanciamento dei vantaggi/svantaggi degli Stati membri. Per salvare l’Unione monetaria non è più sufficiente — di fronte alle differenze strutturali delle economie nazionali — concedere crediti agli Stati indebitati, sperando che ognuno di loro riesca da solo ad aumentare la competitività. Occorre invece uno sforzo cooperativo che — intrapreso da una prospettiva politica condivisa — incrementi crescita e competitività di tutta l’eurozona. Uno sforzo di questo genere non può evitare di chiedere alla Germania federale di farsi carico — sul breve e medio periodo — di effetti redistributivi di tipo negativo. Si tratterebbe di un caso esemplare di solidarità politica nel senso che abbiamo illustrato.
Da La Repubblica del 28/04/2014.

domenica 27 aprile 2014

Senza titolo, di Ludovica De Nava




Se si potesse vedere attraverso
bucare la coltre
dare chiarezza ai contorni
forse
non sarebbe impossibile decidere:
ritrovare la chiave del cancello
chiuso dall’altra parte.
Già, la chiave.
Se di qua fosse mai serratura.

Il Museo dell’Ossidiana presenta


Il Museo dell’Ossidiana presenta



Sabato 3 maggio 2014, ore 19.00 presso il Museo dell’ossidiana di Pau, in via San Giorgio, 8 (fronte Municipio) inaugurazione della seconda tappa di un percorso espositivo che attraversa il Tempo: Ossid_Azioni # 2.
Protagonista sarà l’artista Lino Fois con il suo ciclo di installazioni Macchine.
Nell’occasione, l’attore Fausto Siddi interpreterà, in un’imperdibile breve performance teatrale, il testo Intervista all’uomo di Neanderthal di Italo Calvino, tratto dalla raccolta Interviste Impossibili (1974).
Un buon bicchiere di Vino Ossidante ci accompagnerà, in chiusura di serata, per condividerne i positivi effetti – attivazione di sorrisi e pronunciato solletico neuronale - già riscontrati per l’inaugurazione di Ossid_Azioni #1.
La mostra sarà visitabile fino all’ 8 Giugno.

LA POESIA DI LIBRA: JOHN KEATS - 4 MAGGIO EVENTO DI SOLIDARIETA' ANIMALISTA

“SENZA DI TE”

Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

John Keats







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LIBRA ti invita a partecipare

AIUTIAMO CHI LI AIUTA
 mercatino di solidarietà per le associazioni animaliste
Domenica 4 maggio alle ore 11.00
Roma Centro Culturale Gabriella Ferri - via Galantara 7

PER I NOSTRI AMICI A 4ZAMPE
info: 347-7618417


4maggio (2)