La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

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Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

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romanzo di Gianni Zanata

Il calcio dell' Asino

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Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (Giva)

NON STO TANTO MALE

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romanzo di Gianni Zanata

giovedì 20 giugno 2019

ventinovesima edizione del festival Narcao Blues



Dal 17 al 21 luglio a Narcao (Sud Sardegna)
la ventinovesima edizione del festival Narcao Blues.
Ospiti di spicco Scott Henderson, The Original Blues Brothers Band,
Vieux Farka Touré e The Allman Betts Band.
*
Soffia sulle ventinove candeline Narcao Blues: dal 17 al 21 luglio ritorna nel cuore del Sulcis uno degli appuntamenti più attesi dell'estate in Sardegna, il più longevo festival isolano dedicato al genere di matrice afroamericana; una manifestazione che già dal nome richiama il suo stretto legame con Narcao, il paese (a sessanta chilometri da Cagliari e sedici da Carbonia) che lo ospita fin dalla prima edizione del 1989 e dove ha sede l'associazione culturale Progetto Evoluzione, che lo organizza e promuove.
 
Un appuntamento che nel corso di tre decenni ha ospitato alcuni tra i nomi più rilevanti della scena blues internazionale, come Michael Coleman, Popa Chubby, Canned Heat, Mick Taylor, Eric Sardinas, Robben Ford, John Mayall, Peter Green, Larry Carlton, James Cotton, Roland Tchakounté, Lucky Peterson, Luke Winslow-King, Billy Gibbons, Otis Taylor ma senza distogliere mai l'attenzione dai talenti nazionali e locali. 
 
Quattro serate con due set per ciascuna, e il consueto assortimento di stili e di artisti internazionali e nazionali: così si articola tradizionalmente il palinsesto di Narcao Blues, cui si aggiunge quest'anno una quinta data (domenica 21). In arrivo sul palco allestito, come sempre, in piazza Europa, gli statunitensi Scott Henderson, The Original Blues Brothers Band e, in esclusiva nazionale, The Allman Betts Band; e, ancora, il canadese Anthony Gomes, lo spagnolo Gecko Turner, il maliano Vieux Farka Touré e gli italiani Noemi, Dany Franchi e Nannigroove Experience. 
 
Organizzato dall'associazione culturale Progetto Evoluzione con il contributo dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo e dell'Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e con il patrocinio del Comune di Narcao, il festival fa parte dell'Italian Blues Union, l'associazione che riunisce l'intero mondo del blues nazionale e si riconosce sotto l'insegna dell'European Blues Union, di cui è rappresentante per l'Italia proprio il direttore artistico di Narcao Blues, Gianni Melis.
 
L'ANTEPRIMA – Anche quest'anno il festival Narcao Blues vivrà la sua anteprima a Sennori (a dieci chilometri da Sassari) sabato 22 giugno con un concerto nell'ambito di Habitat in Blues - Arte in Strada Coast to Coast, quest'anno alla sua seconda edizione, appartenente al progetto Cavart-Extrazioni Culturali promosso dal Comune di Sennori e affidato alla cooperativa Theatre en vol. Sul palcoscenico dell'ex cava di tufo di Sennori salirà una vecchia conoscenza del festival, 

Andy J. Forest, poliedrico artista statunitense capace di spaziare tra diverse arti (oltre alla musica, il musicista originario di Pullman è anche un attore, scrittore e pittore). 
 
Virtuoso dell'armonica, Forest vanta al suo attivo ben diciannove dischi, disseminati lungo il suo cammino ultraquarantennale. In Sardegna sarà affiancato da Heggy Vezzano alle chitarre, Luca Tonani al basso e Pablo Leoni alla batteria e percussioni. L'appuntamento è per le 20, orario a partire dal quale il pubblico potrà immergersi negli Habitat Immaginari, nelle Installazioni e le videoproiezioni "Paesaggi in Blues" realizzate dal Theatre en vol, bevendo un aperitivo accompagnato da assaggi di prodotti locali.
 
IL PROGRAMMA – La ventinovesima edizione di Narcao Blues avrà inizio ufficialmente mercoledì 17 luglio alle 21.30 con il concerto del musicista spagnolo Gecko Turner con The Afrobeatnick All-Stars. Ogni serata del festival, come da tradizione, è battezzata da un titolo che ne rispecchia le scelte artistiche e quest'anno la prima giornata sarà all'insegna degli "Strange Fruits". Per la prima volta sul palcoscenico di piazza Europa arriva, dunque, il musicista originario di Badajoz affiancato da Pablo Hernandez al sassofono, Frank Santiuste alla tromba, Javi Mojave alle percussioni, Patrick Umoh al basso, Miguel Zamora alla chitarra e Akin Onasanya alla batteria. Innamoratosi giovanissimo della musica di Rolling Stones, Elmore James, Muddy Waters e Big Joe Turner, tra gli altri, Gecko Turner lascia la sua Spagna a vent'anni per approfondire il proprio percorso artistico oltremanica (a Londra, per la precisione). Archiviata la prolifica esperienza inglese, ritorna in patria per fondare la band The Animal Crackers, caratterizzata da un suono metallico e con cui incide due album. Questa esperienza lo porta ad approfondire e sperimentare svariati generi musicali e nel 2003 pubblica l'album "Quapapaséa", distribuito dall'etichetta indipendente "Lovemonk", con il quale ottiene ottimi riscontri da pubblico e critica in Europa e Giappone. Il disco viene successivamente pubblicato dalla Quando Records negli Stati Uniti, portandolo a un importante tour promozionale e a numerosi concerti in radio e televisione tra Los Angeles, New York e il Texas. Nel 2006 esce "Chandalismo Illustrado" (Lovemonk), definito dalla rivista inglese Swell uno dei migliori venti dischi dell'anno e che lo porta a esibirsi a Berlino in occasione della Coppa del Mondo Fifa dello stesso anno. Nel 2007 Turner si trasferisce stabilmente negli USA pubblicando ben tre album ("Manipulado", "Gone Down South" e "That Place By The Thing With The Cool Name"). Sul palco del Narcao Blues il chitarrista, cantante e tastierista estremegno proporrà la propria musica riarrangiata, per l'occasione, in chiave blues, condita dal suo stile eclettico e versatile, al cui interno mescola e fonde sapientemente generi differenti, e che ne caratterizzano il personalissimo marchio estetico.
 
Alle 23 ad accendere gli amplificatori e imbracciare la chitarra sarà il maliano Vieux Farka Touré, spesso definito dalla critica il "Jimi Hendrix del Sahara". Il musicista di Niafunké è figlio del leggendario chitarrista Ali Farka Touré, scomparso nel 2006. E proprio al padre rende omaggio Vieux nel suo primo omonimo disco, pubblicato nel 2007 per la World Village, traducendo attraverso la sua personalissima cifra stilistica il linguaggio e la musica dell'Africa occidentale, nella quale affonda le sue radici il blues americano. Nel 2009 Touré prosegue il suo percorso di sintesi e ricerca con il secondo disco "Fondo" (Six Degrees Records), sviluppando il proprio suono arricchito da elementi attinti dal rock, dalla musica latina e africana. Dopo due intensi anni di concerti (che lo vedono esibirsi, inoltre, nel concerto di apertura della Coppa del Mondo Fifa in Sudafrica) e con all'attivo un album dal vivo "Live" (Six Degrees Records, 2010), pubblica il suo terzo album in studio "The Secret" (Six Degrees Records, 2011) con l'intenzione di far percepire all'ascoltatore segreti, tradizioni e consuetudini del blues tramandato di generazione in generazione e di padre in figlio. È con questo album che si afferma definitivamente come uno dei più fulgidi talenti della nuova generazione di musicisti africani, collaborando l'anno successivo (nel 2012) con il musicista e compositore israeliano Idan Raichel, con cui realizza l'album "The Tel Aviv Session" (Cumbancha), battezzato da fan e critici come un capolavoro e uno dei migliori album di collaborazioni nella storia della musica internazionale. Nel 2013 pubblica "Mon Pays", lavoro che lo porta a ricordare al mondo la bellezza e la cultura del Mali, sua terra d'origine, mentre è del 2017 il suo ultimo disco "Samba", registrato di fronte a un pubblico dal vivo in studio a Woodstock (NY). Al contrario di quanto si possa pensare, il titolo è lontano dal genere di origine brasiliana, ma deriva dal nomignolo attribuitogli dalla sua famiglia, che nella lingua Songhai significa "secondo nato". Ad accompagnare Touré ci saranno Marshall Henry al basso e Adama Kone alla batteria e percussioni. 
 
Giovedì 18 luglio la notte intitolata "Guitar Masters" sarà illuminata da due vere e proprie stelle del firmamento blues mondiale, di ritorno a Narcao più di vent'anni dopo la loro prima esibizione nel Sulcis. Apre, alle 21.30, il blues tagliente e ruvido di

 Anthony Gomes, chitarrista, cantante e cantautore inserito a ragione nella Billboard Blues Artist, classifica stilata dall'autorevole rivista statunitense. Gomes si caratterizza per i suoi concerti ad alta energia, conditi dal suo indiscutibile carisma e dall'inconfondibile presenza scenica, che lo rendono uno dei migliori artisti nel circuito rock e blues attualmente in circolazione. Recentemente balzato agli onori della critica per il disco "Peace, Love & Loud Guitars" (Up 2 Zero, 2018), nominato miglior album blues dai magazine Blues Rock Review e Sound Guardian Magazine, il bluesman canadese è un artista creativo con la missione di riportare il blues nella sua strada maestra. La sua volontà mira a ricreare le emozioni che i musicisti delle origini generavano in chi li ascoltava, ritrovando quella scintilla creativa presente agli albori del genere, nel contempo strizzando l'occhio alla modernità e alle evoluzioni del nostro tempo. Nel corso della sua carriera, il musicista originario di Toronto, si è esibito al fianco di artisti del calibro di B. B. King, Buddy Guy, Robert Plant, Jonny Lang, Robert Cray, solo per citarne qualcuno. Fortemente convinto che la musica possa e debba ispirare lo spirito umano, Anthony Gomes si è fatto fondatore nel 2010 della Music Is The Medicine Foundation, organizzazione senza scopo di lucro impegnata a migliorare la vita dei più sfortunati attraverso il potere curativo dell'arte dei suoni. Gomes (voce e chitarra), sarà affiancato da Jeremy Howard alla batteria e Jacob Mreen al basso. 
 
Nel secondo set della serata di giovedì 18, intorno alle 23, il festival cala uno dei suoi assi: il funambolico e geniale chitarrista 

Scott Henderson, leader dei Tribal Tech e sideman di fiducia di autentiche leggende della musica come Joe Zawinul, Chick Corea e Jean-Luc Ponty. Caratterizzato da un fraseggio nervoso, scattante e a tratti isterico, lo stile del chitarrista statunitense prende forma fin dalla sua adolescenza, quando viene fortemente influenzato dalla musica di Jimi Hendrix, Jimmy Page e B.B. King, tra gli altri, ottenendo la definitiva consacrazione a trent'anni, nel 1984, con i Tribal Tech, formazione fusion da lui fondata e con la quale inciderà ben dieci album (tra i quali "Face First", votato miglior disco fusion dell'anno, nel 1993, dal celebre magazine musicale Pulse!). Miglior chitarrista del mondo, secondo i sondaggi indetti dalle prestigiose riviste "Guitar World" nel 1991 e "Jazz Guitarist" nel 1992, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuove contaminazioni, nel 1994 Scott Henderson decide di concentrare studio e scrittura sul blues registrando il disco "Dog Party" (Mesa/Bluemoon Recordings) insieme alla leggendaria vocalist Thelma Houston (attiva in ambiente Motown negli anni Settanta). Tre anni dopo, galvanizzato dai tanti consensi raccolti, prosegue nel solco della musica del diavolo incidendo "Tore Down House" (Mesa/Bluemoon Recordings), granitica raccolta dove il meditato e sofferto sound del Delta incontra quello più brioso e ruvido del Texas. Risale al 2002, invece, "Well to the Bone" (Shrapnel Records), disco registrato in studio con la Scott Henderson Blues Band, che ne testimonia ancora una volta la vicinanza al genere dalle dodici battute, la straordinaria poliedricità e la innata capacità di muoversi sapientemente tra blues, rock e musica jazz. A Narcao il chitarrista di West Palm Beach sarà affiancato dal bassista Romain Labaye e dal batterista Archibald Ligonniere, pirotecnici musicisti con cui forma un trio dall'elevata carica energetica.
 
"From Blues to Rock" è il titolo della serata di venerdì 19 luglio, che alle 21.30 accenderà i riflettori su Dany Franchi, tra i migliori talenti nel nuovo panorama blues internazionale. Classe 1990, il chitarrista e cantante genovese ha inciso nel 2012 il suo primo disco, "Free Feeling", autoproduzione che due anni dopo (nel 2014) l'ha portato a registrare il suo secondo album, "I Believe", negli Stati Uniti, in Ohio, alla corte di Sean Carney, vincitore dell'International Blues Challenge nel 2007. Nel 2017 la leggenda texana del blues Anson Founderburgh e Don Ritter di Category 5 Amps (nota casa produttrice di amplificatori su scala mondiale) decidono di produrre il terzo album di Dany Franchi, "Problem Child", registrato nel famoso studio di Stuart Sullivan a Austin (Texas), coinvolgendo musicisti di primissimo piano sulla scena internazionale, come Jim Pugh e Wes Starr. Il disco ha raccolto una messe di consensi e si è classificato al quarto posto nella Billboard Blues Chart. Nel corso della sua ancora breve, ma intensa carriera, Dany Franchi ha condiviso il palcoscenico con artisti del calibro di Ronnie Earl, Kim Wilson & The Fabulous Thunderbirds e lo stesso Anson Founderburgh. Gli ultimi due anni l'hanno visto esibirsi in prestigiosi festival attorno al mondo (Blues From the Top in Colorado, Bayfront Blues Festival, Dallas International Guitar Festival, Greeley Blues Jam, tra gli altri), consacrandolo definitivamente come uno tra i musicisti più interessanti della sua generazione. Ad accompagnarlo a Narcao ci saranno Manu Ghirlanda all'organo Hammond, Michael Tabarroni al basso e Matteo Leoncini alla batteria. 
 
Il secondo concerto della serata (ore 23) è un'esclusiva nazionale per Narcao Blues e investirà gradinata e platea con le atmosfere del più autentico Southern rock 

dell'Allman Betts Band, capitanata da due figli d'arte d'eccezione: Devon Allman e Duane Betts, cantanti, chitarristi e figli rispettivamente di Gregg Allman e Dickey Betts, storici fondatori del gruppo statunitense The Allman Brothers Band, capostipite del sottogenere della musica rock sviluppatosi nella seconda metà degli anni Settanta negli stati meridionali degli Stati Uniti. Dopo un anno di successi come The Devon Allman Project i due musicisti cresciuti a pane e Gibson Les Paul, uniscono le forze per continuare il messaggio tramandatogli dai genitori, con la decisa intenzione di incidere un nuovo album e affrontare un tour mondiale che includerà nuova musica, canzoni dei loro progetti solisti e brani classici degli Allman Brothers e Gregg Allman, in onore del cinquantesimo anniversario dalla nascita della storica band. Il nuovo album, attualmente in fase di lavorazione, sarà registrato nei leggendari Muscle Shoals Sound Studios e sarà prodotto da Matt Ross-Spang (già produttore di Jason Isbell, Margo Price, John Prine ed Elvis Presley). Sul palco di piazza Europa Devon Allman e Duane Betts saranno accompagnati da Johnny Stachela alla chitarra, Berry Oakley Jr. al basso, John Lum alla batteria, John Ginty alle tastiere e cori e R. Scott Bryan alle percussioni. 
 
"Celebrating the Festival" è il titolo della penultima serata (sabato 20 luglio), che evolverà, come di consueto, in una grande festa per salutare la ventinovesima edizione della manifestazione. Apertura alle 21.30 con Nannigroove Experience, progetto del giovane batterista di Berchidda Giovanni Gaias, affiancato da Giuseppe Spanu alla chitarra e Jim Solinas all'organo hammond, pianoforte e basso. Cresciuto ai piedi del Limbara, Giovanni Gaias è entrato prestissimo nel mondo della musica iniziando a suonare la tromba nella Banda "Bernardo Demuro" del suo paese. Dopo qualche anno capisce, però, che la batteria sarebbe stato il suo strumento, e inizia a studiarla con dedizione, sacrificio e passione. L'incontro con il bluesman Francesco Piu risulta decisivo nel suo percorso di crescita e, dopo averne aperto i concerti, viene in breve tempo inserito stabilmente nella sua formazione. La musica gli scorre nelle vene, e per questo motivo decide di partire per andare a studiarla e perfezionarsi alla Lizard, rinomata accademia musicale di Firenze, dove si diploma con il massimo dei voti. Nonostante la giovanissima età (è nato nel 1996), Giovanni Gaias vanta già al suo attivo l'apertura di concerti per Doyle Bramhall II, Trombone Shorty, Matt Schofield, Lurrie Bell, Vintage Trouble e la partecipazione a importanti festival come Pistoia Blues Festival, Blues Sur Seine, Narcao Blues Festival, La Nuit Blues de Marnaz, Bitonto Blues Festival, Madame Guitar, Pignola in Blues, tra i tanti. L'anno scorso ha lavorato al suo primo progetto discografico, "Nannigroove Experience vol. I", da lui composto, arrangiato, missato, cantato e suonato. Il suo stile è venato da molteplici influenze che si diramano tra black music, funk e i loro derivati. 
 
Alle 23 a catalizzare l'attenzione sarà il famosissimo gruppo statunitense The Original Blues Brothers Band, formazione il cui nucleo fu scelto personalmente da John Belushi e Dan Aykroyd per accompagnarli nel celeberrimo film del 1980 di John Landis, considerato uno dei capolavori della storia del cinema (ha avuto il merito di rendere il blues cinematografico) e al quale hanno partecipato in veste di attori/cantanti James Brown, Aretha Franklin, Ray Charles, Cab Calloway, tra gli altri. La band ha segnato un punto di partenza importante per tutto l'universo blues, contribuendo in maniera determinante alla diffusione capillare del genere musicale, spesso colpevolmente ignorato dai media. Dalla sua formazione, si è esibita trionfalmente in contesti internazionali di spessore, partecipando alla maggior parte dei festival jazz e blues in tutta Europa, come la fiera di Nimes in Francia, il North Sea Jazz Festival nei paesi bassi, Pistoia Blues Festival, il celeberrimo Montreux Jazz Festival in Svizzera e il prestigioso Olympia di Parigi, dove, per la prima volta nella sua storia, sono state rimosse le sedie per far ballare gli spettatori. The Original Blues Brothers Band è capitanata dal sassofonista "Blue Lou" Marini, musicista del leggendario Saturday Night Live (programma comico e di varietà in onda il sabato sera sulla NBC), dove nel 1975 John Belushi, all'epoca attore dello show, lo aveva notato e ascoltato nella sezione fiati suonare con Joe Cocker, Ray Charles e Aretha Franklin; con lui, a Narcao, Murphy "and The Magic Tones" Dunne al pianoforte, Leon "The Lion" Pendarvis alle tastiere, Tommy "Pipes" McDonnell ai cori, Birch "Crimson Slide" Johnson al trombone, Rob "The Honeydripper" Paparozzi ai cori, James "Hags" Haggerty al basso, Steve "Catfish" Howard alla tromba e Lee "Funkytime" Finkelstein alla batteria. Tra i membri che non facevano parte del nucleo originario, John Tropea, chitarrista che vanta collaborazioni con Van Morrison e Billy Cobham e una carriera solista di rispetto. Dall'anno in cui si è riunita (nel 1988), la band ha inciso dischi con Dan Aykroyd, alias "Elwood Blues", B.B. King, Eric Clapton, James Brown e molti altri, ma è dal vivo che sa esprimere al massimo la sua coinvolgente energia. 
 
La quinta e ultima serata del festival, domenica 21 luglio, ha per protagonista assoluta Noemi, a Narcao per una tappa del suo Blues & Love Summer Tour 2019, in cui la cantante romana omaggia la black music, riproponendo alcuni tra i suoi brani più celebri in chiave blues, spaziando dal funky al reggae e interpretando le cover dei più grandi artisti internazionali che hanno influenzato la sua carriera. Noemi, al secolo Veronica Scopelliti, ha partecipato nel 2009 alla seconda edizione di X Factor, mettendosi in luce per la sua voce grintosa e graffiante e con il singolo Briciole scala l'airplay radiofonico e le classifiche, ottenendo il disco d'oro e firmando un contratto per l'etichetta discografica Sony Music. Al suo attivo vanta cinque partecipazioni al Festival di Sanremo e numerosi premi e riconoscimenti, inclusi cinque Wind Music Awards ed, un Premio TV - Premio regia televisiva oltre a varie nomination ai World Music Awards, ai TRL Awards, all'OGAE e una al Nastro d'argento. Il 21 giugno 2017, nel giorno della Festa della musica, Noemi è entrata nei Guinness dei primati per il maggior numero di concerti eseguiti in 12 ore. Ad accompagnarla sul palco di piazza Europa ci saranno Gabriele Greco al basso, Marcello Surace alla batteria, Michele Papadia alle tastiere, Andrea Palombini alla tromba, Matteo Acclavio al sassofono,Giorgio Capovivo al trombone e Maurizio Filardo alla chitarra.
 
DOPOCONCERTO – Spenti i riflettori in piazza Europa, la musica proseguirà ogni sera presso l'agriturismo in Località Santa Croce. Mercoledì 17 luglio tingerà la prima nottata di note blues il duo di Marco Farris (armonica e voce), accompagnato per l'occasione da Femi Precious (chitarra e voce). L'indomani (giovedì 18 luglio) a cantare sotto le stelle sarà la formazione The Sharecroppers duo, con Alberto Murru (voce e chitarre) e Matteo Oggianu (chitarre). Venerdì 19 luglio la nottata si farà giovane con il Femi Precious duo, con Femi Precious (chitarra e voce) e Marco Farris (armonica e voce). Sabato 20chiuderà la serie il Jim Solinas Project, con il leader Jim Solinas alle tastiere, Giuseppe Spanu e Vincenzo Melchiorre Ricci alle chitarre e Giovanni Gais alla batteria.
 
IL FESTIVAL - Narcao Blues prende vita nel 1989 per iniziativa dell'associazione culturale Progetto Evoluzione, nata l'anno prima con l'obbiettivo di contribuire alla crescita e lo sviluppo socioculturale del Sulcis, con una particolare attenzione verso i giovani. Oltre al festival vari progetti paralleli sono nati nel corso del tempo, dal South In Blues alla Gospel Explosion (rassegna itinerante che si tiene a dicembre, quest'anno alla sua sedicesima edizione), e poi seminari e conferenze per le scuole: iniziative che dimostrano come l'attività dell'associazione culturale Progetto Evoluzione e del proprio staff sia in continua crescita ed espansione, nonostante le difficoltà e le sfide che si presentano ogni anno. Di recente il Narcao Blues si è anche messo in luce per essere uno dei festival fondatori dell'Italian Blues Union, l'unione degli organizzatori e appassionati di blues dello Stivale. L'associazione fa capo alla più estesa European Blues Union, realtà che riunisce al suo interno ben ventitré nazioni.
 
BIGLIETTI E ABBONAMENTI – I biglietti interi per le serate di mercoledì 17, giovedì 18, venerdì 19 e sabato 20 luglio costano 12 euro, 10 i ridotti, 35 euro l'abbonamento per le quattro serate; 15 euro è invece il prezzo per la sola serata del 21 luglio con il concerto di Noemi. A tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita. Biglietti e abbonamenti si possono acquistare online e nei punti vendita del circuito Boxoffice Sardegna o direttamente dal sito dell'associazione..
Per informazioni, l'associazione culturale Progetto Evoluzione risponde all'indirizzo di posta elettronica infoblues@narcaoblues.it e al numero 0781875071.
 
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XXIX festival internazionale
Narcao Blues
Narcao  (Sud Sardegna), piazza Europa, 17 > 21 luglio 2019
 
 
 
mercoledì 17 luglio
"Strange Fruits"
ore 21,30 • Gecko Turner & The Afrobeatnik All-Stars
ore 23,00 • Vieux Farka Touré
 
 

giovedì 18 luglio
"Guitar masters"
ore 21,30 • Anthony Gomes Band
ore 23,00 • Scott Henderson
 
 
 
Venerdì 19 luglio
"From Blues to Rock"
ore 21,30 • Dany Franchi
ore 23,00 • The Allman Betts Band
 
 
 
Sabato 20 luglio
"Celebrating the Festival"
ore 21,30 • Nannigroove Experience 
ore 23,00 • The Original Blues Brothers Band
 
 
 
Domenica 21 luglio
"Special Project"
ore 22,00 • Noemi Blues & Love
 
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DOPOFESTIVAL
Narcao (Sud Sardegna), Località S. Croce, 17 > 20 luglio 2019

Mercoledì 17

Marco Farris duo
Marco Farris – Armonica e voce
Femi Precious – Chitarra e Voce
 
Giovedì 18
The Sharecroppers duo
Alberto Murru – Voce e Chitarre
Matteo Oggianu - Chitarre 
 
Venerdì 19
Femi Precious duo
Femi Precious – Chitarra e Voce
Marco Farris – Armonica e Voce
 
Sabato 20
Jim Solinas Project 
Jim Solinas – Tastiere
Giovanni Gais – Batteria
Giuseppe Spanu – Chitarra
Vincenzo Melchiorre Ricci - Chitarra
 
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Anteprima 
HABITAT IN BLUES – CAVART 
Sennori (Ss) – ex-cava 
 
Sabato 22 giugno
ore 21,30 • Andy J Forest Band
  





ASPETTANDO CALICI DI STELLE
 
THEATRE EN VOL 
NARCAO BLUES FESTIVAL 
E IL COMUNE DI SENNORI 
 
PRESENTANO:
ART EXPLOSION – CANTIERE INTERNAZIONALE E INTERDISCIPLINARE DELLE ARTI PERFORMATIVE
ARTE IN STRADA COAST TO COAST
II EVENTO DI CAVART - EXTRAZIONI CULTURALI
 
SABATO, 22 GIUGNO 2019
SENNORI / CAVA DI TUFO
 
 
DALLE ORE 20.00
HABITAT IMMAGINARI
INSTALLAZIONI, APERITIVO CON PRODOTTI LOCALI
VIDEOPROIEZIONI HABITAT MUSICALI
 
ORE 22.00
CONCERTO BLUES CON ANDY J. FOREST BAND
 
Ingresso: € 10,00 intero, € 8,00 ridotto.
Prevendita e info:
Theatre en vol – 335 710 53 96 / 079 230291
info@theatrenvol.orgfacebook.com/theatreenvol
 
Habitat musicali, video proiezioni e le note leggendarie della trascinante Andy J Forest Band, guidata dal poliedrico artista che alla formidabile tecnica di polistrumentista unisce grandi capacità espressive e comunicative, ironia e un carattere esplosivo: doti che colte dal vivo rendono ogni suo concerto un evento da ricordare. Suoni e visioni, ma soprattutto una meravigliosa occasione per presentare in anteprima il Narcao Blues Festival, Calici di Stelle e il Festival di Arte in Strada Girovagando. Si fortifica la collaborazione del Theatre en vol – composto da Michèle Kramers, Puccio Savioli, Maria Paola Cordella e Simona Serra – con il Narcao Blues Festival e con il Comune di Sennori. 
 
L'esposizione performativa “30anni in volo”, arriverà così al Narcao Blues Festival dal 17 al 21 luglio. Si parte con l’anteprima, fissata per sabato 22 giugno, a Sennori: con HABITAT IN BLUES - seconda edizione del progetto artistico interdisciplinare CAVART-EXTRAZIONI CULTURALI il Theatre en Vol animerà la suggestiva Cava di Sennori. Due appuntamenti imperdibili in un’unica serata: a partire dalle ore 20 l'incantevole sito sarà rivisitato attraverso il tocco poetico di Habitat Immaginari e i suoi salottini variopinti e itineranti affacciati su una vista mozzafiato. Spazio alle installazioni della Compagnia Teatrale, all’aperitivo con i prodotti locali e alle videoproiezioni Habitat musicali. Più tardi, alle 22, l’atteso concerto della Andy J Forest Band.
 
«Proseguiamo il viaggio nella nostra lunga storia – raccontano i quattro componenti del Theatre en Vol – attraverso l'evocazione di alcune delle pietre miliari che hanno segnato il nostro percorso: l'utopistico volo di Aggiavulà, protagonista del spettacolo "Lassù le ali non hanno ruggine"; l'onirica passeggiata a mezz'aria che con la folle banda di "MacchinAzione e altre Diavolerie", che ha rivoluzionato la visione e i flussi quotidiani di piazze e strade di mezza Europa... e per il terzo decennio torniamo alla terra e ridiamo vita ai suoni sensibili all'ambiente dell'Armoniciclo e della Brigata di Armonizzazione Urbana e Umana, omaggiando “B.A.U.U.", che nell'ultimo decennio è stata fucina e palestra di giovani talenti che a suono di ritmi incalzanti ha rivendicato il diritto ad un futuro in un mondo che non sia una discarica, ma un luogo accogliente, umano, vivo».
 






giovedì 13 giugno 2019

L'Etienne Manchon Trio vince la seconda edizione di JazzAlguer Mediterrani

L'Etienne Manchon Trio vince la seconda edizione di JazzAlguer Mediterrani
Domenica scorsa (9 giugno) ad Alghero (Ss) la finale 
del concorso internazionale per giovani band.
*
È il trio 





di Etienne Manchon il vincitore della seconda edizione di JazzAlguer Mediterrani, il concorso per giovani band inserito nel più ampio cartellone di JazzAlguer, la rassegna organizzata ad Alghero (Ss) dall'associazione culturale Bayou Club-Events con la direzione artistica di Paolo Fresu. La formazione intestata al pianista francese, con Clément Daldosso al contrabbasso e Théo Moutou alla batteria, si è aggiudicata il primo posto nella serata finale del contest che si è svolta domenica 9 giugno
 

A contendersi la palma della vittoria, i cinque gruppi selezionati dalla giuria fra i quarantuno iscritti quest'anno al concorso (due in più rispetto alla prima edizione). Tre le proposte italiane: il progetto Daliadella cantante fiorentina Sara Battaglini, con Federico Pierantoni al trombone e Enrico Ronzani al pianoforte; Emit della cantante e compositrice Camilla Battaglia con Michele Tino al sax alto, Andrea Lombardini al basso e Bernando Guerra alla batteria; e Trikáranos, dei sardi Andrea Cocco (pianoforte), Matteo Marongiu (contrabbasso) e Roberto Migoni (batteria). Due, invece, i finalisti stranieri: l'Etienne Manchon Trio, appunto, e le catalane Escarteen Sisters, ovvero le sorelle Laia (violino e voce) e Flavia (violoncello e voce) Escartin, accompagnate da Francisco Lucas alla percussioni. 
 
Ogni finalista aveva quindici minuti di tempo a disposizione per mettere in mostra dal vivo, sul palco allestito in largo San Francesco, il meglio della propria proposta artistica. Al termine delle esibizioni, 

la giuriaformata da Nick The NightflyPaolo FresuSalvatore Maltana, (coordinatore artistico di JazzAlguer), il pianista Roberto Cipelli e la cantante Francesca Corrias, ha emesso il suo verdetto; ma, come nella prima edizione del concorso, la scelta finale non è stata facile, data l'alta qualità delle proposte, molto diverse tra loro, tutte originali e interessanti.
 
Già conosciuto e apprezzato da diversi musicisti francesi di prim'ordine,

 Etienne Manchon, ha voluto fondare il suo trio con due dei suoi amici più cari: il batterista Théo Moutou, dall'isola La Réunion, con il quale ha studiato musicologia all'Università Jean Jaurès di Tolosa e suonato in vari gruppi a partire dal 2012; e il contrabbassista Clément Daldosso, conosciuto al festival Jazz in Marciac nel 2014 e poi ritrovato in diversi progetti e jam session sulla scena parigina. Il trio ha iniziato la sua attività a fine 2016 intorno alle composizioni originali del giovane pianista di Tolosa; ma nonostante il nome, 

l'Etienne Manchon Trio– che conta già un disco all'attivo - è sempre stato pensato come un'esperienza di gruppo, con un repertorio che riflette diverse influenze, dal jazz contemporaneo al progressive rock, senza dimenticare la musica classica del ventesimo secolo, Ravel, Debussy. 
È andato dunque al trio transalpino il premio in palio per questa seconda edizione di JazzAlguer Mediterrani: una borsa di studio del valore di cinquemila euro da destinare ad attività di formazione e crescita artistica, come corsi di specializzazione, la produzione e/o la pubblicazione di un disco o di un altro progetto musicale. 
 
Ora, mandato in archivio il concorso per giovani band, la rassegna JazzAlguer guarda agli ultimi appuntamenti in cartellone, entrambi ospitati dalle Tenute Sella & Mosca: il concerto di Gino Paoli Danilo Rea"Due come noi che...", il 29 giugno, e quello di Bill Frisell, atteso il 7 luglio in trio con Thomas Morgan al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria per chiudere in bellezza JazzAlguer. I biglietti, come già annunciato, si possono acquistare online e nei punti vendita del circuito Box Office Sardegna.
 
Partita lo scorso novembre, la seconda edizione di JazzAlguer è organizzata dall'associazione culturale Bayou Club-Events con il contributo del Comune di Alghero, della Fondazione di Sardegna, della Camera di Commercio di Sassari, delle Tenute Sella & Mosca, del Banco di Sardegna, di Unipol Gruppo e della Fondazione Alghero (Musei / Eventi / Turismo), con il patrocinio dell'Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna.

mercoledì 12 giugno 2019

Spazi900: un percorso nella letteratura del Novecento


La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, grazie a una mirata politica d’incremento dei suoi fondi che ha avuto inizio nel 1969 dall’allora direttore Emidio Cerulli con il progetto illuminato di creare un archivio della letteratura italiana contemporanea, è andata sempre più connotandosi per il patrimonio di raccolte librarie e archivistiche di autori contemporanei, tanto da costituire oggi uno dei poli più significativi e riconosciuti per gli studi sulla letteratura italiana del Novecento. La ricchezza e rarità documentaria è rappresentata da una parte dalle biblioteche d’autore di Enrico Falqui, Elsa Morante, Giovanni Macchia, Giorgio Vigolo, dall’altra dagli archivi e dalle carte autografe degli scrittori. Tra questi si incontrano nomi di primo piano quali Gabriele d’Annunzio e Pier Paolo Pasolini, ma anche tante altre figure che sono parte attiva della letteratura novecentesca, sebbene non centrali, come Arturo Onofri e Giorgio Vigolo. A tutto ciò si aggiunge la prestigiosa acquisizione dei manoscritti di Elsa Morante, avvenuta in più riprese nel corso di un ventennio. Per la sua unicità e completezza il Fondo Morante, composto dall’archivio, dalla biblioteca, dalla collezione di dischi, dai quadri e dagli arredi della scrittrice, può dirsi uno dei più rilevanti a livello internazionale, conservato in maniera unitaria nel più grande istituto bibliografico italiano per sua volontà e poi grazie alla generosità degli eredi.

Il percorso, i percorsi 
Tra i due fulcri principali del museo, il primo dedicato a 



Elsa Morante, il secondo 




Pier Paolo Pasolini, si snoda nelle due Gallerie degli scrittori un percorso nella letteratura del Novecento attraverso poeti e scrittori che hanno profondamente segnato con la loro scrittura il secolo e che trovano nelle collezioni della Biblioteca una ricca testimonianza di opere e documenti autografi.
La prima Galleria, dedicata alla prima metà del Novecento, si apre 

con d’Annunzio e prosegue con Pirandello, Svevo, i futuristi, Onofri e de Pisis, Sbarbaro, Ungaretti, Saba, Montale, infine Quasimodo. Vuole essere un omaggio ai Premi Nobel della nostra letteratura. La seconda Galleria, dedicata alla seconda metà del secolo, prende avvio con scrittori e poeti amici di Pasolini: Moravia e Ginzburg, dell’Arco, Bertolucci, Caproni e Penna. Il nome di Pasolini torna anche nel percorso successivo dove si incontrano Vigolo, i Novissimi, Fortini, Giudici e Zanzotto, Calvino, Cerami, Rosselli e Bellezza, in direzione del nuovo secolo, oltre a due focus su Storie di un viaggiatore: Stanislao Nievo e su Scrittori, artisti, editori: il ’900 composto a mano. A introdurre le due Gallerie sono 

Grazia Deledda, che proprio nel 1900 si trasferisce a Roma, e Carlo Levi con i suoi ritratti di scrittori.
Si tratta di un percorso in movimento, uno tra i possibili, che permette al suo interno di svilupparne molti altri. Si compie infatti un percorso didattico nella storia letteraria del Novecento attraverso autori di assoluta rilevanza di cui la Biblioteca possiede i documenti originari. Gli studenti possono toccare con mano le carte autografe e le prime edizione di testi cardine della letteratura novecentesca dal manoscritto della Pioggia nel pineto di d’Annunzio alle prime stesure di Ragazzi di vita Una vita violenta di Pasolini. Si compie inoltre un percorso attraverso la storia della biblioteca e delle sue collezioni dal trasferimento al Castro Pretorio. Percorsi più specialistici permettono di entrare nel vivo da una parte della filologia d’autore, di comprendere la genesi dell’opera, dall’altra del trattamento di particolari tipologie documentarie quali i fondi d’autore nella loro ricchezza di materiale e di supporti scrittori, colti nella loro evoluzione, e nella loro complessità di gestione: dagli esemplari postillati, con dedica autografa e tracce di lettura, alle stesure preparatorie, bozze di stampa, materiali epistolari, fotografie, ritagli di giornali. Aree multimediali e audiovisuali consentono infine la fruizione di filmati d’autore o tratti dalle Teche Rai relativi agli scrittori del Novecento. Se da Spazi900 nascono numerose attività di valorizzazione, al tempo stesso il museo vuole essere un punto di riferimento per gli scrittori contemporanei nel riconoscere nella Biblioteca un luogo idoneo alla conservazione delle loro carte.

Il progetto Spazi900, nella volontà di valorizzare il patrimonio letterario novecentesco e di renderlo accessibile a un pubblico più vasto, nasce dalla consapevolezza di una precisa vocazione verso la cultura contemporanea della Nazionale di Roma, sottolineata del resto anche dalla architettura del suo edificio. L’area espositiva, inaugurata il 10 febbraio 2015, si sviluppa inizialmente in due parti. Il suo fulcro permanente è La stanza di Elsa, dove vengono ricreate le suggestioni del laboratorio di scrittura della Morante attraverso gli arredi originari che componevano il suo studio. Lo spazio della Galleria ha ospitato la mostra 900 in 8 tempi.
Spazi900, il 4 novembre 2015, si arricchisce di una nuova sala dedicata a Pier Paolo Pasolini e al suo rapporto con le borgate in occasione dei 40 anni dalla sua scomparsa: «Ragazzi leggeri come stracci». Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scritturaIl 15 dicembre 2016 è la volta dello spazio dedicato a Grazia Deledda per celebrare gli 80 anni dalla sua morte e i 90 anni dal Premio Nobel – Sotto il cedro del Libano: Grazia Deledda a Roma –, mentre il 31 gennaio 2017 di quello dedicato a Carlo Levi dal titolo «Le attese del niente»: Carlo Levi tra scrittura e pitturaSpazi900 trova infine una sua prima conclusione nel giugno del 2017 con l’allestimento delle due Gallerie degli scrittori, dedicate l’una alla prima metà del Novecento, l’altra alla seconda parte del secolo.

La stanza di Elsa

Sala Pasolini

Gallerie degli scrittori

Grazia Deledda

Carlo Levi

La nuova App di Spazi900

Spazi900 è l’App ufficiale del Museo della Biblioteca nazionale centrale di Roma, uno spazio concepito per rendere accessibile ai visitatori le collezioni letterarie della Biblioteca: carte e biblioteche d’autore, oggetti, quadri e arredi di molti tra i più importanti poeti e scrittori del Novecento italiano.
Con questa App puoi scoprire gli autori presenti nel Museo, leggere le storie e visionare sul tuo smartphone le fotografie, i video, le carte autografe e gli oggetti che li riguardano. Un modo per scoprire particolarità e individualità degli scrittori, le storie che hanno vissuto e soprattutto il loro modo di scrivere, il cosiddetto “laboratorio di scrittura”.
Con l’App puoi selezionare la modalità di fruizione che più preferisci:
  • GUIDA AGLI SPAZI: una guida a tutti gli ambienti del museo, agli allestimenti e agli scrittori, completa di breve introduzione e di una selezione di carte autografe.
  • TOUR INTERATTIVO: un nuovo modo per lasciarsi guidare nella visita con una narrazione costruita su misura per i visitatori.
I contenuti dell’App sono accessibili ovunque tu sia, mentre il tour interattivo si attiva solo all’interno di Spazi900. Vai alla Biblioteca nazionale, attiva il bluetooth e comincia l’esperienza! Grazie alla tecnologia Beacon, l’App riconoscerà la tua posizione e ti guiderà nelle tappe della visita, facendoti ascoltare le storie degli scrittori e aiutandoti ad interagire con le installazioni multimediali presenti nelle sale.
L’App contiene anche i profili biografici completi di tutti gli autori presenti nel museo e una sezione di News per rimanere aggiornati sulle iniziative della Biblioteca nazionale centrale di Roma.