La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

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mercoledì 3 agosto 2016

Favole umane, di Giovanni de Nava

[…]
- Poveri e ricchi? Che cosa sono?
-  I ricchi sono quegli uomini che non lavorano, i quali vivono alle spalle di altri uomini che lavorano!
- Come?
- I ricchi sono quelli inutili perché non producono, e i poveri sono quelli utili perché lavorano e quindi producono; ora, la ricchezza prodotta da costoro è goduta da quegli altri… dai ricchi!
[…]
Questo dialogo tra un vecchio tarlo e un fiore d’ agrume, che rappresenta le disuguaglianze sociali, quanto mai attuale, è stato scritto dal giornalista, scrittore e poeta calabrase, Giovanni de Nava più di cento anni fa, tra gli ultimi anni dell’ Ottocento e i primissimi del Novecento. Fa parte del racconto ‘’L’ inferno’’ del volume ‘’Favole umane’’, pubblicato a Losanna da A. Lapie libraio edidore, e ripubblicato, nel giugno 2016, in copia anastatica dall’ editore Franco Pancallo di Locri.  Appare nella collana ‘’fabula’’  degli scrittori meridionali, nata per valorizzare autori dimenticati che con le loro opere hanno narrato il fluire di una cultura che, partendo dalle colonie della Magna Grecia, si è snodata per tre millenni.
Il riscatto sociale, l’ uguaglianza di fronte alla legge, i diritti dei lavoratori, la tutela e la promozione dei  diritti delle donne, la difesa ad oltranza dei più deboli, la ridistribuzione equa delle terre (in ‘’Mara di Scilla’’ un giudice sbeffeggia Mara, scacciata dai terreni da lei sempre lavorati e resi fruttuosi dicendo ‘’Vai, stupida, vai… la terra è di chi è proprietario, e tu non lo sei!’’), la critica al comportamento del Clero e alla politica del Vaticano, impregnano gli scritti di Giovanni de Nava. Lo scrittore reggino, socialista, amico di Turati, è stato collaboratore dell’ Avanti e direttore del quotidiano di politica e di satira ‘’L’ Asino’’, anticlericale, antifascista, la cui redazione unitamente a quella del quotidiano socialista, fu bruciata su ordine di Mussolini.
 ‘’Solo una fede sincera in un’Idea – scrive la scrittrice e filologa Ludovica de Nava, nipote di Giovanni,  nella prefazione della ristampa – può animare così tanto dei racconti che sono, sì, didascalici ma senza cadute di tono, senza mai risultare noiosi; anzi riescono a incuriosire, divertire, e risultano attuali, come attuale è tutto ciò che stigmatizza i vizi e i difetti umani, com’ è sempre attuale per chi usa il pensiero critico la ribellione all’ ipocrisia, a tutto ciò che è  da molti subìto per abitudine, per comodità, per rinuncia alla lotta’’.

Di  Giovanni de Nava sono da ricordare ‘’Fogghi caduti’’, ‘’Passu cantandu’’  e ‘’Sintiti genti’’, versi in dialetto Calabro-reggino, i bozzetti sociali ‘’Tra ombre e luci’’ e ‘’Per servire il re’’, il romanzo anticlericale ‘’All’ ombra del Vaticano’’, ‘’Il sangue di San Gennaro’’ , il miracolo svelato, e ‘’Delinquenza e misticismo’’. 

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