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martedì 31 maggio 2016

''La cosa doppia'' di Anna Maria Danese

''La cosa doppia'',romanzo d' esordio della giornalista anconetana Anna Maria Danese, è un
romanzo ben scritto e ben costruito, ti avvince fin dalla prima riga e ti costringe a leggerlo tutto d' un fiato. Interessanti gli intermezzi della voce narrante dell' assassino/a.
L’orrore portato a riva dalle onde,  il corpo di una Sirena bambina, dai capelli lunghi come alghe filanti, è un tassello di un mosaico più complesso, in cui si mescolano voci e immagini che gettano ombre sulla calda bellezza di una Puglia vibrante di colori accesi dal sole.
Così, quella che per il commissario spagnolo Baltasar Salinas e per Elena Aliota doveva essere una vacanza, si trasformerà in una discesa in quei labirinti del male dove le vittime sono le creature più innocenti.
Non so se perché uno dei protagonisti sia il commissario spagnolo Baltasar Salinas, ma ''La cosa doppia'' mi ha ricordato le inchieste dell' ispettrice di polizia di Barcellona, Petra Delicado, e del suo vice Fermin Garzòn, i personaggi dei libri di Alicia Giménez-Bartlett.
Petra e Fermin, frugano nei barrio di Barcellona, Baltasar e Elena Aliota, l' altra protagonista di ''La cosa doppia'', indagano in ambienti luccicanti o miserabili della Puglia, palazzi nobiliari o masserie.
Baltasar e Elena, appassionatamente amici, entrano nella discrezione delle case e nei segreti dei caratteri che le abitano. Indagano, senza indugiare su particolari scabrosi o inutili morbosità sul mondo delle perversioni sessuali.
Non mancano nel libro momenti di grande delicatezza, di intensa emozione, come il ricordo di Elena per sua madre, soprattutto il suo odore di madre.
[...]Avrebbe dato la vita per rivedere sua madre sulla riva, nella sua vestaglietta leggera che lasciava intuire il suo odore. Quando sua madre era morta, aveva dovuto fare i conti con una rabbia colossale. Perché se n’era andata? Come aveva potuto lasciarla? Soprattutto, era il suo odore a mancarle. Ti accorgi che una persona è morta, aveva capito suo malgrado, quando non senti più il suo odore. Non è il corpo che manca, forse neppure la voce. Anche se lei si aspettava ogni giorno di sentirsi chiamare (“Elena, è pronto, scendi!” “Elena, ti vogliono al telefono”). Ma l’odore. L’odore di una madre. Più buono dell’odore di gatto.[...]

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Anna Maria Danese è una giornalista e lavora all'Ansa. Si occupa principalmente di cronaca e di politiche euromediterranee. Dopo studi classici e una laurea in lingue e letterature straniere si è subito dedicata al giornalismo, continuando però a coltivare l'interesse per gli studi filologici e la scrittura. La passione per i gialli l'ha portata negli ultimi anni, dall'essere divoratrice notturna di storie, a dare forma alle proprie. Vive ad Ancona in una casa che guarda il mare, suo grande amore insieme a quello per i gatti che l'accompagnano nella vita. La cosa doppia, Besa Editrice,  è il suo romanzo d'esordio.

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