La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

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mercoledì 4 maggio 2016

''La quercia e la rosa'', di Ludovica de Nava, presentazioni a Reggio Calabria e Scilla

Una storia vera, di un amore giovanile, finora ignoto, fra il futuro premio Nobel per la letteratura  Grazia Deledda e Giovanni de Nava (poeta e giornalista calabrese), raccontata nel romanzo di Ludovica de Nava, “La quercia e la rosa”, ediz. “Il Maestrale, Nuoro 2015, con la partecipazione dell' autrice, sarà presentato, lunedì 9 maggio alle 10, nel Liceo Classico ‘’T. Campanella’’ di Reggio Calabria. Con l’ autrice intervengono la dott.ssa Maria Rosaria Rao, dirigente scolastico, e la prof.ssa Rita Spanò.

‘’La quercia e la rosa’’ successivamente sarà presentato venerdì 13 maggio alle 18 nel Castello di Scilla (RC). Con l’ autrice intervengono il sindaco, Pasqualino Ciccone, e l’ assessore della cultura Maria Gattuso. Letture di Giulia La Scala e Ignazio Manuel Giudicissi.
Si può dire che in questo romanzo “ ogni riferimento a persone realmente esistite NON è meramente casuale”. Si tratta di una storia vera, di un amore giovanile fra Grazia Deledda (premio Nobel nel 1926) e Giovanni de Nava ( poeta e giornalista calabrese, nonno dell’autrice) sul finire dell’Ottocento ( 1894-1898), in una cornice storica ( un terremoto devastante in Calabria,  i Fasci Sicilianolastico i e la repressione del governo Crispi, la nascita del Partito Socialista in Italia). I due giovani si amano da lontano, ma infine si incontreranno….
Il romanzo nasce dalle lettere autografe della scrittrice sarda ventiduenne, rimaste chiuse nell’Archivio della Famiglia De Nava per più di cento anni, e si snoda fra le lettere che i giovani si scambiano  e il racconto del vissuto, ricostruito, dei protagonisti, e dei personaggi ( per lo più esistiti, con eccezione di alcune invenzioni narrative, condotte con rispetto della verisimiglianza) che ruotano intorno a loro. Per fare questo,  l’autrice ha operato un vero e proprio lavoro di ricostruzione delle lettere -perdute- di Giovanni, riscrivendole nello stile di allora, e, partendo dalle poche notizie fornite da lui nei suoi appunti e dalle domande e risposte contenute nelle lettere – autentiche- di Grazia Deledda, ha compiuto il “restauro” ( o doppiaggio?), offrendo al lettore, così, una storia a due voci, e scovando sulle riviste del tempo le poesie che Grazia dedicò a Giovanni . Finora non si sapeva a chi erano dedicate. Così come l’autobiografia deleddiana ( Cosima, quasi Grazia, unica biografia esistente), per la volontà di nascondere questa storia, presenta un vuoto  di  una decina di anni, proponendosi come se Grazia fosse più giovane. E’ anche chiarito, così, il mistero della mancata menzione, inCosima, dell’amico più fidato di Grazia: Angelo De Gubernatis,che ebbe un ruolo nella vicenda raccontata in questo romanzo corredato da note in appendice, che volendo, può anche essere letto come un saggio, utile a chi vorrà riscrivere la biografia deleddiana.

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