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martedì 25 febbraio 2014

La riduzione della luce. Lunedì, il citofono, la luce, di Gianni Zanata


Il citofono del lunedì mattina.
Dlin dlon.
– Chi è?
– Buongiorno – risponde una voce maschile – mi può aprire, per piacere?
– Chi è?
– Siamo per la riduzione della luce.
– …
– Signore? Mi apre?
– Mi scusi, non ho capito. Siete per che cosa?
– Siamo per la riduzione della luce.
– Allora avevo capito bene.
– Mi può aprire, per piacere?
– No.

Un'ora dopo.
Dlin dlon.
– Chi è?
– ...
– Chi è?
– ...
– Se è di nuovo lei, quello per la riduzione della luce, salga pure. La sto aspettando.


La riduzione della luce.
Santo cielo.
È salito, gli ho aperto la porta, gli ho detto che non volevo ridurre un bel niente di niente, lui ha insistito, giovinastro armato di bloc-notes e penna, e premeva con il pollice, tic-tac-tic-tac-tic-tac-tic-tac, tanto che gli stavo per dire
STA-I FER-MO CON QUEL-LA CAZ-ZO DI PEN-NA!
Impiastro di giovinastro vestito come fabiofazio, giacca nera, camicia bianca, cravattino nero, che a un certo punto mi ha guardato e mi ha detto: Quindi devo scrivere che rifiuta?
Sì, gli ho detto. Scrivi che rifiuto, grazie.
Ho chiuso la porta e lui se n’è andato. O viceversa, non ricordo bene.
Ma poi.
Dimmi chi cazzo sei? Chi sei, eh? Sei Dio? No, dico: sei Dio? Perché se c'è qualcuno che può ridurre la luce in questo cesso di mondo, quello è Dio.
O un'eclissi.
O una tapparella.
Ecco. Quello lì non era né una tapparella né un'eclissi.
Se poi, come dice Gianfilippo, quello lì era Dio e non gli ho creduto. Beh, non me ne frega niente. Ché secondo me Dio non se ne va in giro a bussare alle porte con una penna tic-tac-tic-tac-tic-tac-tic-tac a proporre di ridurre la luce, il lunedì mattina.

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