La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Informazione Contro!

Informazione Contro!
Blog di controinformazione di Pier Luigi Zanata

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

sabato 29 maggio 2010

Sex and the city. Che riposi in pace, una volta per tutte!

Sex and the city

Sex and the city. Che riposi in pace, una volta per tutte!

Di RobertaDeMarco (del 29/05/2010 , in spettacolo)


“Benvenuti nell'era dell'anti-innocenza, nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare. Facciamo colazione alle sette e abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il più in fretta possibile.”

Così, ben dodici anni fa, si presentava al mondo Carrie Bradshaw una giornalista non tanto rampante, dati i pochi attimi dedicati al lavoro, vestita in maniera pittoresca. Viveva in un appartamentino bohémien al Greenwich Village, il quartiere artistico di Manhattan, non certo il più lussuoso. Infatti, nella sua piccola casa semplice, fra abiti e scarpe scorrazzavano topi e scarafaggi e sui muri c’erano delle crepe enormi. Non aveva risparmi, tanto da essere ridotta sul lastrico e necessitare di un prestito dall’amica Charlotte, che deve a malincuore cederle il prezioso tiffany del suo ormai fallito matrimonio, per amor di amicizia. Le ragazze non ci pensavano nemmeno al botulino e guardavo all’ipocrisia di certe donne come a una maschera dietro cui celare insicurezze e fallimenti. Erano forti, erano una rete di sicurezza l’una per l’altra. Questo era Sex and the City , un inno alla femminilità autentica ,una vetrina per la moda intesa come arte, quella dei mercatini vintage dove Carrie e Miranda si recavano spesso per pescare kimono di Mariella Burani a pochi dollari. Il vintage ovvero la moda per intenditori, altro che Louis Vuitton a ogni piè sospinto. Così forse doveva rimanere nella mente dei fans, un telefilm che parlava di amicizia vera, vita vera e anche moda vera.
Invece eccoci catapultati nell’era della finta innocenza. Le ragazze sono madri e mogli. Sono diventate "fidanzate di professione”; un’ espressione che gli amanti del film non possono ricordare perché risale al quinto episodio della prima serie. Praticamente un'altra dimensione. Il film è vergognosamente infarcito di sponsor, se ne contano infatti ben centossessanta. Non meravigliatevi quindi se sarete assaliti all'uscita dalle sale da shopping compulsivo. Le ragazze non sono più ragazze, ma sono invecchiate e anche male. Sono donne un po’ in là con gli anni che turbano il pranzo altrui con discorsi alto borghesi snob e abbastanza puerili. Se arriva una battuta ironica di tanto in tanto lo si deve a Charlotte, il che è grave se consideriamo che era la bigotta del gruppo.
New York City ha ricevuto il benservito da nientepopodimenoché Abu Dahbi, ovvero il Marocco sapientemente edulcorato e photoshoppato. Probabilmente persino Christian De Sica avrebbe potuto fare di meglio.
Il brio e la verve hanno lasciato il posto al pacchiano. Gli abiti sono esageratamente estrosi, forse troppo per delle professioniste tutto sommato comuni. Ma gli sponsor mandano avanti la baracca e non si può fare diversamente. Quindi ecco uno scrosciare di Pucci, Mercedes Benz e chi più ne ha più ne metta. Roba da far invidia anche ad Abramovic. Il messaggio è questo "se non ci arrivi con la personalità cerca di riempire i vuoti con l'apparenza". Perfettamente in pendant con l'epoca in cui viviamo.

I volti sono diventati plastici e le gambe di Sarah Jessica Parker tradiscono l’età non più invidiabile della protagonista. Per non parlare degli appartamenti, adibiti a stucchevoli saloni del design con tanto di effetto “glassa” sulla pellicola, corredati anche di mariti comò. Persino Mr Big si è tramutato in un imprenditore in odor di pensione, senza più nulla da dare a Carrie, avendo ormai annientato completamente la sua antica personalità. Ecco forse fra tutti è lui il personaggio che ha risentito più il cambiamento, ridotto prima alla monogamia, poi alla convivenza e infine al matrimonio. Sfinito si abbandona al divano e viene pure cornificato. C’è da sperare che Carrie non lo costringa all’infermità per mandare avanti il suo estroso stile di vita.


da Mary Jane diretto da Pier Luigi Zanata

sabato 29 maggio 2010
21.30 - 23.30
Hotel Villaggio Sabbie D'Oro
Strada Sant'Antonio di Santadi
Arbus, France


Plazas de Mayo di Gianni Mascia
Lettura Musicata sul Ritmo del Dolore

Sabato 29 MAggio 2010 ore 21:30

Concerto di Poesia e Mostra delle Illustrazioni di Nando Sanna

Gianni Mascia – voce recitante
Nando Sanna - armonica cromatica
Andrea Congia – chitarra classica

Erano gli anni Settanta e in tutta l'America Latina infuriava la tempesta dell'arbitrio e della prepotenza.
Dopo la mattanza cilena del'73 venne quella argentina del '76... Migliaia di persone sparirono, si dissolsero nell'aria. Los Desaparecidos!
Le urla di dolore che dai sotterranei di Buenos Aires perforavano le viscere delle anime sane iniziarono a salire fino al cielo, negli aerei che scaricavano nei gorghi dell'oceano quei corpi ancora in vita, ma da tempo morti dentro!
E le madri,le sorelle, las mujeres, las abuelas cominciarono le loro disperate danze in Plaza de Mayo, proiettando le ombre massacrate di coloro che più non erano!
Portavano nel cuore le ferite dell'assenza, delle vite rubate, assassinate...
Portavano con loro le immagini dei loro cari, inghiottiti dal mare, dalla mala onda della malvagità, dell'ingiustizia e della tirannia.
Giungevano al mondo le urla di dolore a germinare semi di poesia... desde las Plazas de Mayo!

Chi è Gianni Mascia…:
Gianni Mascia è un ex insegnante elementare cinquantenne che da otto anni ad ora idea, crea e organizza, guidandoli, laboratori di scrittura creativa in varie lingue.
Da sempre è un cultore e scrittore di poesia, che negli ultimi 10 anni gli ha dato grande gioia, sia per il fatto di scriverla che per i vari premi letterari che ha vinto. Ha collaborato con varie riviste e sue poesie sono presenti in varie antologie e siti internet. E' anche traduttore con Master di lingua sarda e spagnola. Nel 1994 è uscita per Le Ellissi “Rottaglie”, la sua prima raccolta di poesie, nel 2004 la seconda,”Variazione su una corda d'Infinito”, per il premio di Leonforte, e alla fine del 2008 “Jonathan Livingston su cau”, la traduzione in sardo del celeberrimo “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach per Condaghes edizioni. In Marzo del 2009 ha vinto la decima edizione del premio Surrentinum che gli varrà la pubblicazione in 500 copie per la casa editrice Tindari di Patti (Messina), prevista per Settembre 2009.

Gli altri interpreti

Nando Sanna
Nasce a Cagliari nel 1960. Inizia le esperienze musicali in età giovanile come chitarrista pop negli anni 70, militando nel gruppo "Zona Negativa", successivamente sceglie di dedicarsi per intero allo studio dell'armonica cromatica in tutte le sue possibili espressioni. Ha suonato con diverse formazioni di Blues e Rythm ‘n Blues tra le quali ama ricordare in particolare i "Fivestring Blues Band" e attualmente collabora con diversi musicisti del panorama jazz isolano. Ha partecipato a diversi incontri di studio e seminari (Nuoro Jazz etc) avendo come docenti di spicco Paolo Fresu e Tino Tracanna. I felici e cordiali incontri con Toots Thielemans (2003 e 2007) hanno rinforzato in lui la determinazione a perseverare con l'intento di innalzare l'espressività dell'armonica cromatica alla stregua di qualunque altro strumento moderno.

Andrea Congia
Nasce a Cagliari nel 1977. Laureato in Filosofia e laureando in Etnomusicologia presso il Conservatorio di Cagliari. Chitarrista (chitarra classica, baritono e fretless) e autore nelle formazioni musicali sperimentali Nigro Minstrel e Mascherada (2000-2006) e Jaga Trio, Stria Primitiva, Keltaloth, Antagonista Quintet, Favolar (2007-2009). Da anni prosegue sulla strada della coniugazione di Parola e Musica in collaborazione con diversi artisti. Diversi i titoli che l'hanno visto protagonista in tal senso: Ecate in Flags (2001 – 2007), Ereignis (2004), Delta Slave – Lo schiavo e il Caso (2004 – 2005), Zoe l'accalappiabambini (2005), Atto Unico 2005), I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe (2006), Il segugio, la Notte e l'Inferno Terrestre (2007), Il Canto del Dominatore (2007), Campanas, una lettura di Francesco Masala (2007), Il demonio è cane bianco - di Sergio Atzeni (2007), Passaggio alle Colonne d'Ercole (2007), Memoria del Vuoto – di Marcello Fois (2007), Diavoli di Nuraiò – di Flavio Soriga (2007), La vedova scalza – di Salvatore Niffoi (2007), Il dono di Natale – di Grazia Deledda (2007), Al Caffè del Silenzio – di Giorgio Todde (2008), La Bravata del Ragazzo Meccanico (2008), Sonetàula – di Giuseppe Fiori (2008), Diario di una maestrina – di Maria Giacobbe (2008), Apologo del Giudice Bandito – di Sergio Atzeni (2008), L’ultimo Mamuthone – di Gianluca Medas (2008), Narrazione sul Fuoco – di Gianluca Medas (2008), Racconti con Colonna Sonora – di Sergio Atzeni (2008), Il Cinghiale del Diavolo – di Emilio Lussu (2008), Angelina Jolie da Gomorra – di Roberto Saviano (2008), Paolo di Tarso (2009), Chiaroscuro – Novelle di Grazia Deledda (2009), Aqu'area – di Amilga Quasino (2009), Filastrocca di quando buttavamo a mare i tram – di Sergio Atzeni (2009), Millant’annos tra Mare e Sardegna – Viaggio nel Tempo in Sardegna attraverso i testi di D.H. Lawrence e Giulio Angioni (2009), I musicanti di Brema e altre storie – Fiabe dei Fratelli Grimm (2009), Il vicino – di Milena Agus (2009), Plazas de Mayo – di Gianni Mascia (2009), Il Giorno del Giudizio – di Salvatore Satta (2009), Al tempo delle ciliegie. Realtà, invenzione, memoria. Belvì (2009), Il Disertore – di Giuseppe Dessì (2009), La Storia Improbabile di un Isola che non c'è (2009), Angelo Latitante. La Storia di Paska Devaddis (2009), Emilio Lussu – Fuga da Lipari (2009), La storia di Sant'Agostino (2009), La lunga Notte. La storia di Fabrizio De Andrè (2009), Ho perso la caccavella per amore della mia bella. Realtà, invenzione, memoria. Irgoli (2009), Su contu de Sant'Efis (2009), Memorie di un viaggio di sola andata (2009), La storia del bandito Giovanni Tolu (2009), La storia di San Francesco (2009), Il mio tempo verrà – In memoria di Anna Politkovskaja (2009), Caschettes. Storie e Sapori (2009), Calore – Il Mondo Consumato (2009), La storia di San Bartolomeo (2009), Sono le cinque e sono già morto - di Nunzio Caponio (2009), Dracula - di Gianluca Medas (2009), Clemente Susini ovvero La Ricerca dell'Eternità (2009), Tutti i Colori del Buio - L'Oscuro Cabaret Meccanico (2009).

Ingresso gratuito

Per Informazioni e Prenotazioni:

Hotel villaggio sabbie d'oro
sabbiedoro@tiscali.it
Tel 070 97 70 74
http://www.villaggiosabbiedoro.com/

mappa
http://maps.google.it/maps?hl=it&tab=wl

Andrea Congia
gabavap@tiscali.it
Cell. 328 648 11 05
Tel/Fax 070 23 35 908
www.myspace.com/andreacongia
www.facebook.com/acongia

Gianni Mascia
gmgmascia@gmail.com
Cell. 3408853138

venerdì 28 maggio 2010

L A C R E A T U R A



L A C R E A T U R A

di Henrik Ibsen
regia di Lelio Lecis


Cast:
Lea Karen Gramsdorff (Irene)
Simeone Latini (Rubeck)
Rosalba Piras (Maja)
Tiziano Polese (Ulfheim)
Rosario Morra (voce Direttore)

liberamente tratto da “Quando noi morti ci destiamo” di Henrik Ibsen

Lelio Lecis studia da anni il rapporto tra l’artista e l’opera della sua creazione. Ha trovato in una storia ottocentesca – la stessa che ha ispirato Ibsen nella scrittura di Quando noi morti ci destiamo – una rappresentazione efficace di questo rapporto.
Quando noi morti ci destiamo è stato pubblicato nel 1899, è stato rappresentato per la prima volta a Stoccarda il 26 gennaio 1900. E’ l’ultima opera del drammaturgo ed è l’estrema meditazione su se stesso e sulla propria arte, attraverso il personaggio di un famoso scultore ormai anziano che scopre di aver sacrificato l’amore all’arte e l’arte stessa al successo in una catena di atti d’assoluto egoismo. Lo scultore è diventato famoso in tutto il mondo principalmente per una sua scultura sulla resurrezione. La scultura rappresenta una giovane donna che si libra verso il cielo da un piedistallo che sembra la terra popolata da esseri umani simili a bestie. Proprio il piedistallo sarà il motivo del suo successo. Il piedistallo quindi e non la sua opera immortale. Il rapporto strano tra lo scultore e la modella porta quest’ultima ad una sorta di follia che la farà scappare in giro per il mondo dove avventure pericolose la porteranno alla morte. Tornerà da morta per trascinare con sé lo scultore che aveva tradito il suo spirito dando più importanza al piedistallo e non alla sua figura.

venerdì 4 giugno 2010
21.00 - 22.30
TEATRO delle SALINE
VIALE LA PALMA
Cagliari, Italy


PER INFO E PRENOTAZIONI TEL 070 34 13 22

giovedì 27 maggio 2010

Cagliari - Forma e poesia nel jazz - I Comparetti di Paddeu e il debutto del Gianrico Manca Visions Quintet



Ultime note per "Forma e Poesia nel Jazz", venerdì sera (28 maggio) a Cagliari. La rassegna organizzata da Shannara chiude la lunga serie di concerti della sua tredicesima edizione (iniziata l'8 maggio) con un doppio appuntamento nel ridotto del Teatro Massimo.

Si comincia alle 19 con "Silent Movie", una produzione che ha debuttato lo scorso settembre a Carloforte per "Creuza de Ma'", il festival dedicato alla musica per il cinema diretto dal regista Gianfranco Cabiddu. Si tratta della sonorizzazione dal vivo di due film corti di Buster Keaton, "One Week" (del 1920) e "The High Sign" (1921): ad accompagnare le immagini in bianco e nero, sarà la "soundtrack" istantanea de I comparetti di Paddeu, ovvero l'attore e musicista Pierfrancesco Loche (voce ed effetti sonori) con Danilo Cherni alle tastiere e Maurizio Rizzuto alle percussioni, due musicisti già apprezzati (tra l'altro) accanto a Sabina Guzzanti negli spettacoli "Reperto Raiot" e "Vilipendio".

Il secondo set, alle 21, porta per la prima volta al centro dei riflettori il Visions Quintet del batterista cagliaritano Gianrico Manca, un progetto voluto dall'associazione culturale Shannara, sempre attenta a incentivare i musicisti jazz locali. Attivo con varie formazioni (collabora tra gli altri con il quartetto di Francesca Corrias, con il Lucia Fodde New Swing Quartet, con il Carlo Ditta Organ Quartet con Max Ionata e Luca Mannutza, col Francesco Lento Quartet, con il trio funk Jazzid e con il trio di Flavio Secchi dedicato a Wes Montgomery), Gianrico Manca guida al debutto questo Visions Quintet in cui si riconoscono volti noti della scena jazzistica isolana: Francesco Lento alla tromba, Massimo Carboni ai sax, Mariano Tedde al pianoforte e Alessandro "Cinzio" Atzori al contrabbasso. La musica è tutta del leader: scritta e arrangiata con l'aiuto del pianista Luca Mannutza (uno dei maestri di Gianrico Manca negli anni della sua formazione e "compagno di squadra" al debutto professionale, nel 1998), rispecchia le diverse passioni musicali del batterista, da Charlie Parker a John Coltrane, da James Brown e Stevie Wonder a Nick Drake e ai Radiohead, da Duke Ellington ad Archie Shepp, a Wayne Shorter.

Al termine, il consueto appuntamento dopo-concerto vede stavolta nel foyer del Teatro Massimo l'attore Elio Turno Arthemalle e Paolo Maccioni, l'autore (sotto lo pseudonimo di Gustavo Pratt) di “Scrittori à la carte", il libro (uscito due anni fa per l'editrice Aìsara) di ricette culinarie scritte in forma di racconto parodiando lo stile di diciotto firme della "nouvelle vague" letteraria sarda. Ricette personalizzate, venerdì sera nelle letture di Arthemalle, con menu da far scegliere al pubblico di "Forma e poesia nel jazz".

E un libro caratterizza anche l'ultimo appuntamento della rassegna che sabato (29 maggio, ore 20) si trasferisce alla Galleria d’arte Paola Frau (in via Lamarmora, 143) per chiudere il sipario con la presentazione di "Sardinia Jazz", il testo di Claudio Loi (pubblicato di recente da Aipsa) sulla scena jazzistica isolana. Scena da cui proviene anche il trio di Marco Argiolas (clarinetto), Carlo Ditta (chitarra) e Alessandro Atzori (contrabbasso) che offrirà la colonna sonora alla festa finale.

www.shannaraspettacolo.it

mercoledì 26 maggio 2010

''Oltre la Quarta'' con Antonella Ottai ''Il croccante e i pinoli'', Sellerio editore


“Oltre la quarta” promossa dall’Associazione Espero in collaborazione con la libreria “La fabbrica dei giganti” in programma fino al 24 giugno proporrà la presentazione, ogni giovedì, di libri di fresca pubblicazione.

L’appuntamento è presso la libreria sempre alle ore 19.00 in via Val d’Ossola, 101.



giovedì 27 alle ore 19
via Val d'Ossola 101 c’è il secondo incontro della rassegna “Oltre la quarta. Quattro chiacchiere con lo scrittore del giovedì” organizzato dall'Ass. Espero e dalla libreria ''La fabbrica dei giganti''.

Questa settimana ci sarà un autore Sellerio:

Antonella Ottai

Il croccante e i pinoli

«Il cibo, i misteri della sua fattura, li ho affrontati molto presto. Il mio interesse era puramente speculativo: non godevo di grandi fami e l’obiettivo impartitomi insieme a ogni pasto, secondo il quale più si ingurgita materia e prima si accede a stadi progrediti di responsabilità, mi sembrava difficile da conseguire, e neanche tanto allettante. Mi detti da fare allora per svincolare i processi nutritivi dai poteri ignoti dell’apparato digerente e cercai di appropriarmene altrove, nelle luci salvifiche dei miei giochi. Più o meno come Gian Burrasca, e forse ispirata dal suo giornalino, mi ero procurata una piccola borsa in cui a tavola, con operazioni di prestidigitazione, facevo scivolare il meglio delle mie razioni quotidiane; lo riponevo con cura in un nascondiglio che avevo in comune con i miei amici ripromettendomi di elaborarlo poi insieme nei nostri ritrovi».

Antonella Ottai insegna spettacolo e multimedia all’università di Roma La Sapienza, ha scritto saggi e volumi dedicati al teatro ed è una cuoca sopraffina. Di famiglia ebrea ungherese per parte di padre e italiana per parte di madre, la sua vita si è sempre confusa e circonfusa con l’arte del cucinare per cui questo libro, scandito in sei momenti cruciali, può essere definito come il racconto di una vita (e di una famiglia di eterogenea geografia e di diverse tradizioni) attraverso le ricette, o – meglio – un libro di ricette che raccontano una vita.

Sul sito www.esperonline.it il programma completo della rassegna.

Per info chiamare lo 06.45434970, o scrivere a comunicazioni@esperonline.it

martedì 25 maggio 2010

CONCORSO DI POESIA NEL CENTRO STORICO DI CALCATA




Cari amici vicini e lontani,

Nel nostro centro storico di Calcata abbiamo ancora tante cose da scoprire,

vieni anche tu a collaborare con noi per realizzare questa bella manifestazione.

Invitate anche i vostri amici

un caro saluto,

Marijcke Van Der Maden




presenta

Concorso di poesie

nel centro storico di Calcata


PER PARTECIPARE:



- Scegliere un vicolo o piazzetta del borgo di Calcata.

La bocchetta, via degli Anguillara, piazza Umberto I, piazza Vitt.Emanuele, San Giovanni, Porta Segreta, via Cavour,

rupe maggiore, via Garibaldi, via Tripoli, via Sinibaldi, via della scuola, via Teresa Greco

- Fare una ricerca sui vecchi nomi del vicolo o piazzetta scelte dai partecipanti e comporre una poesia ispirata al sito.

- Le migliori poesie prescelte verranno premiate con esposizione in loco.


Premiazione domenica 11 luglio 2010 ore 11,00

con passeggiata nei vicoli e piazzette dove verranno recitate le poesie in loco.


Per adesioni rivolgersi a Ass.cult. “Il Granarone”

Via di Porta Segreta, 8 01030 Calcata (VT)

Tel: 0761 587855 e-mail: info@ilgranarone.com

www.ilgranarone.com entro il 15 giugno 2010, indicando il sito prescelto.

Consegna della poesia entro il 20 giugno

La partecipazione è gratuita







Calcata è un comune in provincia di Viterbo, e dista dal capoluogo circa 45 km.

A pochi chilometri da Roma, la cittadina di Calcata, arroccata sopra una montagna di tufo, domina la verde valle del fiume Treja.

  • Di notevole interesse è la città vecchia di Calcata, che si erge su di uno sperone tufaceo sopra la valle del Treja; al borgo si accede dall'unica porta che si apre sulle mura.
  • La Chiesa del SS. Nome di Gesù si trova nel paese vecchio. La sua struttura originaria risale al XIV secolo ma è stata ristrutturata nel 1793 per volere della famiglia dei Sinibaldi. Nella chiesa, costituita da un'unica navata e con il soffitto a capriate, sono conservati una fonte battesimale e un'acquasantiera del XVI secolo e un tabernacolo a muro. Dietro l'altare è presente una serie di pitture che rappresentano storie del Cristo.
  • Dal paese si può accedere a diversi percorsi naturalistici, percorribili a piedi o a cavallo, che attraversano il Parco regionale Valle del Treja.
  • Vicino a Calcata si trovano i resti del tempio falisco di Monte Li Santi.
  • Molto interessanti erano dei graffiti raffiguranti dei guerrieri Lanzichenecchi che si trovavano nel palazzo baronale, presumibilmente lasciati da loro stessi durante il sacco di Roma. Non solo, ma a sparire con il restauro del palazzo sono state anche delle incisioni lasciate sui muri da detenuti quando il castello funzionava da carcere.


giovedì 20 maggio 2010

BENNY NONASKY legge FEDERICO G. LORCA

BENNY NONASKY legge FEDERICO G. LORCA

Quando:

domenica 23 maggio 2010 18.00 - 20.00 CEST

Ospitato da:

Descrizione

dal progetto "TU" (non scendere mai negli abissi del silenzio)

domenica 23 maggio alle ore 18:00

BENNY NONASKY
legge
FEDERICO GARCIA LORCA

nel salotto letterario della mondadori
nel centro commerciale La Gru, Siderno (RC)

martedì 18 maggio 2010

Nora di Paola Alcioni



Nora
La solitudine che ho sofferto davanti a questo mare amato, è qualcosa di spaventosamente indicib...ile.
Non c'ero neanch'io, più, a farmi compagnia...

E’ cominciato quando sentivo la mia natura così vicina al gelo, alla tempesta, alla profondità, che potevo essere scoglio, onda o grido di vento, piuttosto che donna. Sentivo di vivere come un’isola che non può unirsi ad altra terra perché ogni terra è troppo distante, troppo diversa...Mostra tutto
Estate 2009
Di: Paola Alcioni




Nata a Cagliari il 12 marzo 1955, è laureata in Giurisprudenza.

Ha vinto numerosi premi di poesia in lingua sarda e tra questi si ricordano i primi premi più importanti: Ozieri, Romangia, Posada; alcune sue poesie sono state pubblicate tradotte in inglese, in tedesco e in galiziano.

Otto suoi racconti sono stati letti in una trasmissione della RAI.

Collabora con “Il Giornale di Sardegna” e con alcune riviste culturali.

Nel dicembre 2003 ha pubblicato il romanzo La stirpe dei Re perduti con la casa editrice Il Maestrale e nel 2004 il romanzo per ragazzi Il segreto della casa abbandonata e il romanzo Addìa (in lingua sarda) scritto con il poeta di Torpè Antonimaria Pala, entrambi per le edizioni Condaghes. Nel 2007 esce Mordipiedi il tenebroso edito da Zonza.

Percorsi e ragioni di un poeta: Orlando Biddau, “La grotta della vipera”, a. XIX, n. 64-65, 1993, pp. 23-25.

La stirpe dei re perduti, Nuoro, Il Maestrale, 2002.

• M. T. PINNA CATTE, Su sardu gioghendi, (traduzione di P. ALCIONI), Cagliari, Condaghes, 2003.

Il segreto della casa abbandonata, Cagliari, Condaghes, 2004.

• P. ALCIONI-A. PALA, Addìa, Cagliari, Condaghes, 2004.

Mordipiedi il tenebroso, Cagliari, Zonza, 2007

martedì 11 maggio 2010

''Berlino 1940 - La convocazione'', di Nadia Crucitti, novita' editoriale







segnalo questa interessante novita' editoriale

“Berlino 1940″ di Nadia Crucitti

Città del Sole Edizioni

All’ascesa di Hitler, molti degli artisti che vivevano in Germania emigrano perché ebrei, altri vanno via per rifiuto della dittatura. L’attore Veit Harlan rimane perché la nuova ideologia gli piace, perché ammira la sontuosità scenografica delle adunate naziste, e soprattutto perché sta per raggiungere il suo vero obiettivo, la regia cinematografica. E resta anche perché crede che l’artista possa creare rimanendo estraneo al suo tempo, senza subire condizionamenti politici e pesanti compromessi.

Vanesio e superficiale, arrivista e amante delle belle donne, Harlan non è antisemita ma, divenuto ormai famoso grazie ai suoi rapporti con il potere, pagherà la sua scelta: Goebbels, Ministro della Propaganda nazista, lo obbligherà a girare nel 1940, in pieno conflitto bellico, Jud Süss, il film assurto a simbolo dell’antisemitismo, vero e proprio strumento di propaganda della persecuzione contro gli ebrei.

Questo romanzo racconta la storia di un uomo e di una nazione che preferirono, davanti all’instaurarsi di una dittatura che aveva già in sé i germi del sistema criminale, non vedere e non sentire, mettendo a tacere la propria coscienza ed evitando di scegliere. Ed è al contempo un bellissimo affresco della storia del cinema degli anni ’30 e ’40, in un periodo nel quale la sua potenza artistica e comunicativa si andava imponendo agli intellettuali e alle masse.


Questa la sua presentazione:


Sono pochi gli scrittori che hanno una vita reale avventurosa, di norma gli scrittori amano vivere le molteplici vite dei loro personaggi, mentre la loro scorre tranquilla, con ritmi quasi ascetici, anche perché sarebbe difficile conciliare scrittura e avventura. Qualcuno lo ha fatto e lo fa, ma non io. Ecco perché queste saranno notizie minime.

Sono nata nel 1955 a Reggio Calabria, da padre autoctono e madre toscana, e non ci crederete, ma la mentalità più aperta -soltanto teoricamente, però- l’aveva mio padre, il quale svolgeva le sue funzioni di pater familias sotto la supervisione di mia madre. Visto quindi che in casa gestiva tutto lei, la mia educazione ha seguito i rigidi binari su cui doveva marciare una ragazza del Sud, secondo l’austera e “nordica” mentalità materna.

Mi sono sposata molto giovane, e ho un figlio di ventisette anni, che è sempre stato il mio primo critico, anche perché ha avuto il tempo di diventarlo, visto che il primo libro me lo ha pubblicato una piccola casa editrice romana, nel 1990. Anzi no, per la verità il primo libro è stato una silloge di poesie, quasi orrenda, eccetto qualche verso che ho salvato. Naturalmente, come succede spesso, era stato un libretto pubblicato a pagamento, ma a mia discolpa, per questo atto di stupida megalomania, devo dire che ancora non conoscevo i meccanismi dell’editoria, alcuni truffaldini.


Il mio primo racconto l’ho scritto a quindici anni, e anche questo era quasi orrendo, infatti ho avuto il buon gusto di non finirlo.
Da allora in poi ho continuato a scrivere, alternando poesie e racconti, che non mi pento di aver buttati perché le carte si ammucchiavano e dovevo fare un po’ d’ordine, e poi si trattava di semplici tentativi in vista dell’impegno più gratificante che sognavo: un romanzo.
Il primo che scrissi era proprio brutto, pieno di frasi fatte e luoghi comuni, ma ne fui orgogliosa per quasi tre anni, poi lo strappai. Il secondo e il terzo fecero la stessa fine. Nei lunghi anni impiegati a scrivere narrativa corposa ci stavano anche drammi teatrali, recensioni per una rivista locale, sempre racconti e poesie, il lavoro di insegnante elementare e di casalinga, la laurea, e il divertimento nel crescere mio figlio, che è la persona con la quale ho riso di più.

Infine, dopo essermelo tenuto dentro per circa sette anni, è venuto fuori il romanzo che mi ha qualificato scrittrice agli occhi degli altri: Casa Valpatri.
Casa Valpatri vinse il concorso e io mi ritrovai con il libro pubblicato dalla Mondadori. Una notorietà improvvisa che mi fece paura, con inviti a presentare il libro, e interviste che mi terrorizzavano perché mi distoglievano dalla quiete in cui trascorrevo le mie giornate, quiete indispensabile per poter scrivere.


Nel sito ufficiale altre notizie sulla vita e le opere di Nadia Crucitti.

PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE, PER LE LIBERTÀ COSTITUZIONALI


PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE, PER LE LIBERTÀ COSTITUZIONALI
La liberta' e' partecipazione informata.

PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE, PER LE LIBERTÀ COSTITUZIONALI

All’appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni hanno già aderito più di 12.000 persone e numerosi gruppi e associazioni, elencati alla fine di questo comunicato.

All’appello hanno dato il loro sostegno alcuni tra i maggiori costituzionalisti italiani:

Valerio Onida, Presidente dell’Associazione dei costituzionalisti italiani; Alessandro Pace, già Presidente della stessa associazione; Gaetano Azzariti; Lorenza Carlassare; Mario Dogliani; Gianni Ferrara.

Per approvare il disegno di legge è stata impressa una vistosissima accelerata ai lavori parlamentari Sono previste sedute mattutine, pomeridiane e notturne della Commissione Giustizia del Senato per concludere l’esame di un testo dall’impianto proibizionista e punitivo. E’ indispensabile moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’opposizione a questo attentato alle libertà costituzionali.

Invitiamo tutti a a metterci la faccia, alla pagina Facebook http://bit.ly/cVcr10 oppure a firmare in calce all'appello.

“La libertà è partecipazione informata”


Al Senato la maggioranza cerca di imporre la Legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.
Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.
Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte
Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog (Art.28).
Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.
Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.

Stefano Rodotà
Fiorello Cortiana
Juan Carlos De Martin
Arturo Di Corinto
Carlo Formenti
Guido Scorza
Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna


per firmare ecco il link

lunedì 3 maggio 2010

senza titolo, di Ludovica De Nava








Silenzio accade
come rosa decembrina
turgida di petali e rugiada.
Quando le parole troppe
tacciono per pudore,
per non essere abuse:
quando il tuo-mio corpo
è carezza infinita.
Amo l'uomo
che si offre aprendosi,
spirito femminile
acqua o fuoco o polvere stellare.
Sonno quieto delle nostre mani
che respirano unite
so che ci sei
sai che ci sono.
Il resto?
Silenziosamente sparito.