La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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martedì 3 settembre 2013

ISOLE CHE PARLANO


Si terrà dal 9 al 15 settembre la XVII edizione del Festival internazionale Isole che Parlano.
La manifestazione, ideata da Nanni e Paolo Angeli e organizzata dall’Associazione Sarditudine, supera i confini di Palau e suggella importanti cooproduzioni con Pragma Eventi e Cultura (Arzachena), l’Ente Parco dell’Arcipelago di La Maddalena (concerto sull’isola di Spargi) e Time in Jazz.
Il programma è farcito di prime assolute, centrato sul tema ‘…a volte ritornano’: il meglio di quanto è stato proposto da Isole che Parlano in abbinamento ad artisti per la prima volta ospiti delle manifestazione. Ma il vero filo d’Arianna sarà il ritmo, rivisitato dai protagonisti nella sua componente tribale o in chiave contemporanea, sintesi del
respiro cangiante che il festival ha avuto in questi diciassette anni.
Si apre con la tre giorni Isole che Parlano…ai bambini e ai ragazzi, laboratori arte-infanzia ideati e coordinati daAlessandra Angeli (tra il 9 e l’11 settembre, con saggio finale l’11 alle 21, al Cineteatro Montiggia). I più piccoli saranno introdotti alla ritmicità da Pasquale Mirra (laboratorio I linguaggi che uniscono) e dall’Omo Ritmo Luigi Lullo Mosso (spettacolo in piazza di Chiesa martedì 10 alle 21), mentre del passo del tempo nell’adolescenza si occuperà Cinzia Cometti con I teatri della memoria. Tante le attività a misura di bambino, tra cui la mostra Cosa mangio? Cibi sani nella mia cucina e la premiazione del corto d’animazione Fatti di Pane che ha portato i bambini di Palau alla ribalta internazionale.
Quindi spazio dedicato alla fotografia. Isole che Parlano incontra e dialoga con Mario Dondero, una delle più grandi personalità del fotogiornalismo italiano. Dondero esporrà la mostra A proposito di Robert Capa e inriflessioni sull’etica di un mestiere si racconterà e ci farà rivivere la storia attraverso la lente della sua macchina fotografica (giovedì 12, alle 21.30).
Il trinomio Uomo-Arte-Natura sintetizza la poetica su cui si orienta il festival, che avrà come location la piazza una sola volta e porterà i suoni tra il comune di Palau, i monumenti naturali, i fari, le spiagge, le aree campestri, i siti archeologici (Palau e Arzachena) e l’isola di Spargi (arcipelago di La Maddalena).
Attraverso la realizzazione degli spettacoli nel territorio l’evento incentiva un turismo culturale e sostenibile. La presenza del pubblico si concretizza grazie all’altissima qualità delle proposte, alle ambientazioni uniche in cui avvengono i concerti, ai temi proposti nelle mostre e alle attività dei laboratori. La Sardegna contemporanea si confronta con la società e si apre ad un’ideale cartina geografica illimitata, collegando l’entroterra gallurese, il territorio di Palau, Arzachena e l’arcipelago di la Maddalena, in un ponte ideale con le grandi capitali europee.


Farà da apripista il canto armonico e difonico di Enkhjargal Dandarvaanchig, noto Epi (Mongolia), ospite come docente nel workshop sulle tecniche della difonia e nel concerto in solo alla Tomba dei Giganti Coddhu Vecchju di Arzachena, il 12 settembre alle 18.30.
La dolcezza cristallina del vibrafonista Pasquale Mirra sonorizzerà la risacca di Cala Martinella, venerdì 13, alle 11. A seguire la pulsazione jazz di uno dei più importanti batteristi contemporanei, il sultano dell’Illinois Hamid Drake (18.30 Tomba di giganti li Mizzani). Alle 21.30 concerto inedito al faro di Punta Palau, sonorizzato dal griotLansiné Kouyaté, virtuoso strumentista del Mali che si esibirà al balafon in duo con Pasquale Mirra.
Imperdibile l’incontro Suoni di Legni, sabato 14 alle 11, nella chiesetta campestre di San Giorgio: Kouyaté eTtukunak spiegheranno affinità e differenze nell’uso delle percussioni nel Mali e nei Paesi Baschi.
Come esponenti della nostra musica tradizionale avremo il ballo del Cussertu Cùcuru e Luna de Torpè e delTenore San Gavino de Oniferi, protagonisti della processione profana dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo.  Appuntamento alle 17 ai piedi della Roccia dell’Orso.
Segue il terzinato alla sarda dei Maestri Campanari Sos Jacanos de Sardigna in piazza di Chiesa, alle 21. Il beat ancestrale della txalaparta percossa dalle gemelle Sara e Maika Gòmez (Euskadi-Spagna) sarà protagonista della serata in piazza Fresi, alle 22, nell’avvincente Tam Tam per Isole coproduzione con Time in Jazz, che vede sullo stesso palco TtukunakHamid Drake e Lansiné Kouyaté.
Grande attesa per l’evento finale di domenica 15: Gli Spargiani, tramonto a Cala Corsara sull’isola di Spargi, una coproduzione con l’Ente Parco, che vede nuovamente insieme il batterista Hamid Drake e il chitarrista Paolo Angeli.
Siamo ad un passo dalla maggiore età!
Si consolida un progetto a misura, basato sulle energie dell’Associazione culturale Sarditudine che quest’anno compie 20 anni. 
Isole che Parlano è un grande festival che ha scelto di vivere con equilibrio e di confrontarsi in modo costruttivo e positivo con i cambiamenti epocali in atto.
Nel 1996 il nostro fratello maggiore in Gallura era Time in Jazz. Oggi con il prestigioso festival di Berchidda sperimentiamo quello che auspichiamo possa divenire un modo nuovo di fare cultura, basato sul rispetto, sulla cooperazione e sul coordinamento tra le realtà che lavorano nel territorio. 
In questa logica rientra anche la preziosa collaborazione con la
Pragma Eventi e Cultura di Arzachena e con lEnte Parco di La Maddalena
La funzione di Isole che Parlano oggi è quella di creare e promuovere cultura non commerciale, di prestigio e rilevanza internazionale, di contestualizzarla in ogni angolo della nostra terra meravigliosa, di traslare il locale in globale, il piccolo in grande. Facciamo questo da 17 anni, ponendo sullo stesso piano la fotografia, l’arte in gioco per l’infanzia, i concerti e gli eventi nelle aree naturalistiche e archeologiche.
Il trinomio Uomo-Arte-Natura sintetizza la poetica su cui siamo orientati che trova espressione nel nostro programma: saremo in piazza una sola volta e porteremo i suoni tra le isole dell’arcipelago e la campagna gallurese. La terra fa quadrato attorno a noi, ci protegge, il mare ci regala il gusto dell’avventura corsara, il rischio calcolato, il brivido del non abitato.
Ci accompagnerà in questa edizione la pulsazione jazz del sultano dell’Illinois Hamid Drake (USA), il beat tribale delle gemelle Sara e Maika Gòmez, Ttukunak, e della loro txalaparta (Euskadi-Spagna), il minimalismo ipnotico del griot balafonista Lansiné Kouyaté (Mali), la dolcezza cristallina del vibrafono di Pasquale Mirra, il canto armonico e difonico di Enkhjargal Dandarvaanchig(Mongolia) e, come esponenti della nostra musica tradizionale, il terzinato ‘alla sarda’ dei Maestri Campanari Sos Jacanos de Sardigna, il ballo del Cussertu Cùcuru ‘e Luna de Torpè e del Tenore San Gavino de Oniferi.
I più piccoli saranno introdotti alla pulsazione ritmica da Pasquale Mirra e dall’Omo Ritmo Luigi Lullo Mosso, mentre del passo del tempo si occuperà Cinzia Cometti nei suoi teatri della memoria. E parlando di chi il tempo lo ha da sempre attraversato, non poteva mancare Mario Dondero, una delle più grandi personalità del fotogiornalismo italiano, che si racconterá e ci fará rivivere la storia attraverso la lente di una macchina fotografica.



Isole che Parlano è organizzato dall’Associazione Sarditudine con il contributo del Comune di Palau, Fondazione Banco di Sardegna, Banca di Sassari-Conosciamoci meglio, Pragma eventi culture, Ente Parco dell’Arcipelago di La Maddalena. Il festival si fregia di importanti patrocini, tra cui la Cni dell’Unesco e le collaborazioni di Isre e Radio 3 Rai.

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