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martedì 11 ottobre 2016

''Da Locri Epizefiri a Locri, VII sec. a.C.-2016 d.C.. Per una storiografia minima della città'', di Franco Pancallo e di Gabriella Bonsignore

Il turismo come prospettiva di lavoro futuro per la Calabria, quasi che per la rinascita della Regione, operare in altri settori quali l' agricoltura o il comparto manifatturiero siano se non dannosi certo inutili. E' stato l' interesse della classe politica regionale degli ultimi anni. Interesse che si è scontrato però con il potere delle banche, dei finanzieri, dei grandi gruppi commerciali e industriali, che non vuole  lo sviluppo del Meridione, sempre sbandierato e mai avviato come priorità delle priorità. I poteri forti temono che il Sud d' Italia possa trasformarsi da mero e succubo consumatore in protagonista e quindi potenziale concorrente (ve le immaginate Reggio Calabria, Napoli, Palermo da bere... in quali ambasce metterebbero tutte le Milano da bere... del centro nord?). E' facile intuire che così non è, non avendo, la società meridionale, né il coraggio né  la forza sufficiente per difendere i propri interessi.
Questa cruda analisi è esposta in '' Quale futuro per la locride?'', un volumetto di Franco Pancallo, editore di Locri, prologo alla presentazione del libro
''Da Locri Epizefiri a Locri, VII sec. a.C.-2016 d.C.. Per una storiografia minima della città'', di Franco Pancallo e di Gabriella Bonsignore, in programma venerdì 14 ottobre, alle 17:30, nella sala consiliare del Palazzo comunale di Locri. Il libro sarà presentato da Gianfranco Adornato, docente di Archeologia Classica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, e dagli autori.
Nel suo ''Quale futuro per la Locride?'', Pancallo analizza i mali della Calabria e invita la classe dirigente a farsi catturare dalla cultura, dal passato che questa cultura mostra ogni giorno, a mutuare, facendolo proprio, il patrimonio trasmesso nel corso dei millenni. ''L' imperativo che deve sottendere al nostro impegno e alla nostra azione - scrive Pancallo - deve essere univoco e categorico: fare della cultura, intesa in tutte le sue accezioni e gramscianamente  ben definita nei suoi confini, il volano che porti alla rinascita della Locride, della Calabria e del Mezzogiorno, patria di stratificazioni di culture diverse. Fare diventare queste culture plurime una plurima centralità''.
L' editore di Locri critica la politica turistica nazionale delle ''città d' arte'', nate nel Rinascimento, e sottolinea che anche le città della Locride e della Calabria sono da considerarsi ''città d' arte'', perché ricchissime di ben altre espressioni culturali dal Rinascimento, massima la civiltà magnogreca, che dopo tremila anni illumina ancora il mondo. Visibili e intatte le vestigia mesopotamiche, greche, bizantine, arabe, normanne.
Pancallo conclude sostenendo che per la Calabria e la Locride c' è necessità di spiriti profondi che sappiano amarle e governarle.

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