La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Il calcio dell' Asino

Il calcio dell' Asino
Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (Giva)

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata
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mercoledì 1 giugno 2011

“Non sto tanto male” (Quarup, 2011) di Gianni Zanata Presentazioni e incontri di questa settimana

Non sto tanto male (Quarup, 2011)
di Gianni Zanata

Presentazioni e incontri di questa settimana

Incontri letterari con The
2 giugno, San Sperate (CA) Teatro La Maschera, ore 18.30
 con Enzo Parodo e Gianni Zanata.

Incontro con l’autore
4 giugno, Iglesias (CI) “Café Electra“, ore 18.00
con Tamara Peddis e Gianni Zanata.



martedì 3 maggio 2011

presentazione "Non Sto Tanto Male" romanzo di Gianni Zanata

presentazione "Non Sto Tanto Male" romanzo di Gianni Zanata

"Non Sto Tanto Male"

Ora
mercoledì 4 maggio · 19.00 - 22.00

Luogo

Creato da

Maggiori informazioni
Presentazione
"Non sto tanto male" (Quarup, 2011)
di Gianni Zanata

con Paolo Maccioni
Elio Turno Arthemalle
Nicola Cossu
e
Gianni Zanata

Ore 19, Libreria Piazza Repubblica Libri
in Piazza Repubblica
a Cagliari

Un uomo di successo, Valdo, direttore di un grande quotidiano e una mora bellezza mediterranea di vent’anni, intravista in un mattino di primavera, in una storia perbene finirebbero prima o poi l’uno nelle braccia dell’altra. Specie se a fare da ruffiano al loro “incontro” è l’altrettanto mediterranea luce di una città di mare. Ma qui fuori, lo sappiamo, c’è il buio, e ancor più scure e contorte si rivelano a volte le idee degli uomini e loro strade. E allora capita che l’uomo di successo sia cinico e arrogante quanto basta per farsi disprezzare dalla maggior parte dei suoi colleghi,e da sua moglie. E che la mora sia nello stesso tempo una concreta e invitante preda, e un’ombra sfuggente al limite dell’irraggiungibile. E che gli odori che permeano il racconto non siano solo iodio e salsedine, ma le chimiche sospette di detersivi e ammorbidenti - tutti rigorosamente di color celeste gomma, "assai rassicurante" - allineati con maniacale precisione, perché solo così i "pensieri brutti e violenti" vanno via. Ed è così che quella premessa inizia ad avvitarsi in una ossessiva rincorsa tra ordinario e impossibile, in un gioco tra i percorsi dei piedi e quelli dei neuroni che – proverbialmente – nessuno riesce mai a mettere d’accordo fino in fondo e per sempre. La quotidianità è scandita dalle riunioni di redazione, dagli incontri con l’analista,dalla ricerca di un avvocato che gli curi la causa di separazione dalla moglie e da timidi sforzi per disintossicarsi finalmente dalla dipendenza da cocaina. E intrecciata a lei, la visione che diventa ossessione morbosa,o un amore folle o un gesto ostinato come quello di versare l’intero contenuto di un ammorbidente nel lavandino, per "far passare quel brutto senso di vertigine". Non sto tanto male. Fare o farsi del male, invece, quello è assolutamente possibile: l’amore, specie se imprevisto, può alterare tutto. E l’ironia pure, nel bene e nel male.
 

martedì 2 giugno 2009

letture da 'Prestami una vita' di Gianni Zanata e 'Giocando con le parole ' di Andrea Schinardi





Sabato 6 giugno ORE 19

Letture da

Prestami una vita

Di Gianni Zanata

Quante vite ci occorrono per imparare dai nostri errori? O, se preferite, quanti errori ci vogliono per imparare a vivere?

Duilio Settembrini, inquieto musicista di una rock-band in crisi di identità, spende buona parte della propria, di vita, nel tentativo di attribuirle un senso, un ordine soddisfacente, di colmare il vuoto dal quale si sente avvolto. Con esiti risibili peraltro.

Vita disordinata la sua, irrimediabilmente e non in senso metaforico, quantomeno non solo.

L'appartamento che divide con Teresa, che, tanto per essere chiari fin da subito, è lesbica e intrattiene con il suo coinquilino una profonda ma bizzosa amicizia, ne è lo specchio fedele.

Trovare qualsiasi cosa là dentro corrisponde a una scommessa dall'esito scontato come una puntata al gioco delle tre carte.

L'ultimo litigio tra i due si consuma a causa di un vinile di Neil Young, resosi improvvisamente e ostinatamente irreperibile.

La porta quel giorno sbatté violenta alle spalle di Teresa.

Solo, la testa persa dietro a ricordi lontani, nel caldo afoso di un pomeriggio di inizio estate, Duilio udì squillare il telefono.

Uno sconosciuto, dall'altro capo, bussò alla sua vita: ne aveva una seconda da offrirgli in prestito...

Giocando con le parole

Di Andrea schinardi

All’ inizio era un gioco, poi si e’ rivelato un impegno giornaliero costante, ma piacevole, alla ricerca di un significato compiuto e coerente di un acrostico pensato sopra una parola scelta il piu’ delle volte a caso. Una successiva verifica avrebbe poi rivelato la messa in luce dei temi principali di cui l’ autore si interessa, dando sfogo alle emozioni piu’ genuine colte in ciascun acrostico. Se da una parte si e’ cercato un calcolo compiuto, dall’ altra la fantasia ha concesso liberta’ all’ autore donandogli la sensazione di aver portato a termine un gioco di parole compiuto dentro una pagina tridimensionale.

Sabato 6 giugno ORE 19

Sol cAFE’ - Via Lampedusa

Residenza del sole

Capoterra

Musiche di

Nicola Cossu (contrabbasso)

Andrea Schinardi

mercoledì 18 marzo 2009

Prestami una vita, romanzo di Gianni Zanata

"Prestami una vita" - incontro all'associazione DEGGO a Cagliari - 21.03.09 ore 19.00

Inserito da:
gianni zanata


Ospitato da:
Gianni Zanata - associazione italo-senegalese DEGGO



Quando:
Sabato, 21 mar 2009, 19.00


Dove:
Associazione DEGGO
Via Nazario Sauro 1
CAGLIARI
Visualizza mappa

Incontro con Gianni Zanata autore di "Prestami una vita" Partecipano Daniela Rizzu, Elio Turno Arthemalle e Nicola Cossu.



Sabato 21 marzo 2009 Cagliari - Associazione culturale "DEGGO" Via Nazario Sauro 1 (angolo viale Trento) alle ore 19.00 L'Associazione culturale italo-senegalese DEGGO presenta: Incontro con Gianni Zanata autore del romanzo PRESTAMI UNA VITA (Edizionirebus) coordina Daniela Rizzu letture di Elio Turno Arthemalle con il contrabbassista Nicola Cossu info: www. giannizanata.
it

Salta, per problemi legati agli organizzatori dell’evento, la partecipazione alla Fiera di Genova (nel senso che la manifestazione non è più in cartellone).

In compenso c’è un mini tour toscano, domenica 5 aprile.

Alle 16.00 all’Art Cafè “Babette” di Pisa.

Alle 19.30 alla libreria “Edison” di Firenze

(i dettagli in basso).

Resta confermato, invece, che presto andrà in stampa la seconda edizione del romanzo.

Così com’è confermata la partecipazione alla Fiera Internazionale del Libro di Torino, domenica 17 maggio alle ore 16.00.

Sul sito www.giannizanata.it aggiornamenti sulle date di presentazione, rassegna stampa, video, audio e fotografie.

LA BELLA, IL BRUTTO E IL CATTIVO:

TRE STORIE A CONFRONTO

Aspettando Torino

Domenica 5 Aprile 2009 la Edizionirebus di La Spezia presenta in anteprima per il pubblico toscano gli autori che saranno protagonisti alla

”Fiera Internazionale del Libro” di Torino

Intervengono:

Bruno Catarsi - Editore

Mauro Fiorio Plà – Autore di “Low Cost. Torino - Dublino sola andata”

Gianni Zanata – Autore di “Prestami una vita”

Veronica Pollini – Autrice di “Benvenuti a Valleaurora”

Letture di Elio Turno Arthemalle

- Ore 16,00 Pisa, Babette Food and Art Cafè, Lungarno Mediceo, 15

- Ore 19,30 Firenze, Edison Bookstore, Piazza della Repubblica, 27 r

domenica 1 marzo 2009

''Prestami una vita'', romanzo di Gianni Zanata, seconda edizione




Cari amici,

sono passati quasi sei mesi dall’uscita di “Prestami una vita” e vorrei ringraziarvi per l’incoraggiamento e per il sostegno che mi avete dato.

Senza il vostro supporto, l’esordio sarebbe stato molto più difficile.

Se il libro ha avuto un buon riscontro è anche per merito del vostro passaparola e del vostro aiuto.

Grazie ancora, di cuore.

Ora ci sono un paio di novità, tutte positive, che voglio condividere con voi.

La prima è che la Casa editrice, la Edizionirebus, sta per stampare la seconda edizione del romanzo.

E qui ci starebbe bene un bel punto esclamativo.

Un’altra bella novità è che “Prestami una vita”, insieme alle ultime proposte editoriali della Edizionirebus, sarà presentato ad aprile alla Fiera del Libro di Genova e, a maggio, alla Fiera Internazionale del Libro di Torino.

Qui invece il punto esclamativo ci sta tutto, senza condizionale.

Inoltre, spero vi piaccia la nuova impostazione grafica del sito www.giannizanata.it

Ci trovate un po’ di tutto: aggiornamenti sulle date di presentazione del libro, rassegna stampa, video, audio e fotografie.



Visto che ci sono, infine, vi ricordo l’appuntamento ravvicinato di domenica 8 marzo.

L’incontro è alle ore 19.00 al locale “Canone Inverso”, in via Sant’Alenixedda 111 (Galleria Ormus, vicino Piazza Giovanni XXIII) a Cagliari.

Con me ci saranno il critico letterario Paolo Lusci, l’attore Elio Turno Arthemalle e il contrabbassista Nicola Cossu.

Vi aspetto.

Grazie di nuovo, un abbraccio.

Gianni.

sabato 21 febbraio 2009

"Prestami una vita'', diGianni Zanata, intervista all' autore a RAI Radio Sardegna





Martedì, 24 feb 2009, 12.35
Dove:Visualizza mappa
Intervista radiofonica con Gianni Zanata a Rai Radio Sardegna.


Rubrica "Cento di questi libri", di Romano Cannas, regia di Serena Schiffini.


Gianni Zanata e il suo romanzo d'esordio "Prestami una vita".



"Prestami una vita" (Edizionirebus)

L'autore Gianni Zanata sarà ospite di "Cento di questi libri", rubrica di Rai Radio Sardegna a cura di Romano Cannas per la regia di Serena Schiffini.

Appuntamento martedì 24 febbraio 2009, alle ore 12.35 sulle frequenze della RAI.

martedì 9 dicembre 2008

Prestami una vita, romanzo di Gianni Zanata, presentazione alla Spezia



Sabato 13 Dicembre 2008 alle ore 18,30 presso la Libreria Ubik di Corso Cavour 36, La Spezia, si terrà la presentazione del libro:

“Prestami Una Vita” di Gianni Zanata

edito da Edizionirebus (http://www.edizionirebus.it/)

Sarà presente l’autore (http://www.giannizanata.it/) (www.myspace.com/giannizanata)
con Bruno Catarsi e Luca Venturi Grandi
Letture di Alessandro Albertini


Seguirà:

“A Cena con l’Autore”

Presso il Ristorante “Osteria Fontani”, via Gioberti 26 La Spezia, insieme allo staff della Casa Editrice (prenotazione obbligatoria).

Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0187 –732164 o inviare un’email all’indirizzo info@edizionirebus.it

Il libro:
Quante vite ci occorrono per imparare dai nostri errori? O, se preferite, quanti errori ci vogliono per imparare a vivere? Duilio Settembrini, inquieto musicista di una rock-band in crisi di identità, spende buona parte della propria, di vita, nel tentativo di attribuirle un senso, un ordine soddisfacente, di colmare il vuoto dal quale si sente avvolto. Con esiti risibili, peraltro. Vita disordinata la sua, irrimediabilmente e non in senso metaforico, quantomeno non solo. L’appartamento che divide con Teresa, che, tanto per essere chiari fin da subito, è lesbica e intrattiene con il suo coinquilino una profonda ma bizzosa amicizia, ne è lo specchio fedele. Trovare qualsiasi cosa là dentro corrisponde a una scommessa dall’esito scontato come una puntata al gioco delle tre carte. L’ultimo litigio tra i due si consuma a causa di un vinile di Neil Young, resosi improvvisamente e ostinatamente irreperibile. La porta quel giorno sbatté violenta alle spalle di Teresa.
Solo, la testa persa dietro a ricordi lontani, nel caldo afoso di un pomeriggio di inizio estate, Duilio udì squillare il telefono. Uno sconosciuto, dall’altro capo, bussò alla sua vita: ne aveva una seconda da offrirgli in prestito.
Questo romanzo colpisce e rapisce per le sorprendenti capacità narrative evidenziate da Zanata. Arguzia e ironia, sapientemente dosate, condiscono una storia che appassiona.
L’autore:
Gianni Zanata è nato a Cagliari, classe millenovecentosessantadue. Giornalista professionista, scrittore perseguitato dai dubbi, chitarrista appassionato di blues. Gli esordi musicali risalgono alla fine degli anni settanta in piccole e sconosciute rock band. Le prime esperienze lavorative agli inizi degli anni ottanta a Radio Alter e Radio Studio 96. Quindi la tv: notiziari, reportage, inchieste, documentari, rubriche di spettacoli, cultura e musica. Prestami una vita è il suo primo romanzo.

lunedì 1 dicembre 2008

Prestami una vita, romanzo di Gianni Zanata, presentazione a Roma



"PRESTAMI UNA VITA"

- ROMA 7 dic 08 -

"Più Libri Più Liberi"
Presentazione "Prestami una vita" (Edizionirebus) di Gianni Zanata

"Più Libri Più Liberi"

Roma, PALAEUR

domenica 7 dicembre '08

ore 10.00 Sala Corallo a cura di Edizionirebus

Intervengono:Alessandro Albertini, Bruno Catarsi, Luca Venturi Grandi e Gianni Zanata.

info:

giovedì 20 novembre 2008

''Prestami una vita'', Zanata esce dal video, di Cristiano Sanna



“Prestami una vita”Zanata esce dal video
di Cristiano Sanna

da Sardinews

Opera prima del noto giornalista dell’emittente Sardegna 1


Quante vite abbiamo a disposizione? Quanto volte possiamo reinventarci come persone e provare a iniziare una nuova esistenza? Chi ci dice che la nuova strada sarà finalmente quella giusta? È il filo rosso che regge la trama di Prestami una vita, romanzo d’esordio di Gianni Zanata. Classe 1962, chitarrista autodidatta appassionato di blues con un passato in piccole e misconosciute band, giornalista televisivo di Sardegna 1 per cui ha firmato notiziari, reportage, inchieste, documentari, rubriche varie oltre a essere uno dei mezzobusti del telegiornale regionale, Zanata mette su carta la storia di Duilio Settembrini, uomo che vive felice e irresponsabile nel caos, con una vita a pezzi malgrado la situazione non sembri farlo disperare per niente. Finché la rottura di una grande amicizia con una lesbica con la quale divideva l’abitazione, e la telefonata di uno sconosciuto, non danno una svolta a giornate tutte uguali, consumate in una calma piatta tra vecchi vinili e pensieri in libertà al sole.

Quando si è scoperto narratore?

“Non mi considero uno scrittore. Sono piuttosto un praticante, uno che sta facendo un nuovo apprendistato. Da tanto tempo scrivo anche al di fuori della redazione, testi vari, racconti più o meno terminati, ma non avevo mai avuto il coraggio di far leggere le mie cose agli altri. Poi una cerchia sempre più ampia di amici ha avuto modo di dare una scorsa a questa storia che avevo completato. Il loro entusiasmo mi ha fatto venire voglia di tentare la strada della pubblicazione. L’incontro col team delle edizioni Rebus ha fatto nascere Prestami una vita. Era l’editore perfetto per me. Lontano dagli obblighi di scrivere di cose sarde che ti impongono le case editrici isolane, soprattutto lontano da quei giochi di amicizie eccellenti e onerose commissioni pagate ad agenzie letterarie per avere l’attenzione dei grandi marchi editoriali nazionali”.

Quanto c’è di Gianni Zanata in Duilio Settembrini, il protagonista del romanzo?

“Se dico il cinque per cento è tanto. Direi che l’unica vera affinità fra me e lui è nell’amore per la musica, soprattutto il blues. E per i viaggi”.

La svolta per Duilio come arriva?

“Nel libro di svolte ce ne sono un paio. Fin dall’inizio, quando l’aereo su cui è a bordo sta per schiantarsi e lui stesso annuncia la sua morte. Da quel momento la storia procede a ritroso e ricostruisce quanto era accaduto precedentemente nella vita di Duilio, da quando litiga con l’amica lesbica Teresa fino alla telefonata che potrebbe cambiare per sempre la sua vita”.

Quale telefonata?

''Un uomo gli annuncia l’assegnazione di un’eredità che lo rende miliardario. In quel momento Duilio scopre un’altra vita, non solo per via dei soldi, ma anche perché apprende di avere in Francia una sorellastra la cui conoscenza spazzerà via molte ombre sul suo passato. Duilio resta fedele a se stesso, col denaro viaggia molto, aiuta gli amici musicisti, organizza feste pazzesche ben conscio che i soldi non lo renderanno mai felice. Si lascia succedere addosso le cose, con un misto di curiosità e disincanto. Inclusa la storia di sesso con la segretaria del notaio che gli annuncia la sua nuova condizione di miliardario. In quelle pagine faccio anche la parodia esagerata di certi luoghi comuni del porno”.

Perciò questa nuova vita è solo un prestito.

“Forse perché il grande cambiamento arriva troppo tardi, la possibilità di una svolta gli si presenta quando ha 35 anni, l’età in cui molte cose sono ormai andate. Perciò si ritrova con una carriera universitaria da eterno fuoricorso, la musica gli ha dato poche soddisfazioni, è orfano, ha vissuto per anni senza prendere posizione, senza schierarsi, la passione non lo ha mai divorato, spingendolo a dare tutto per una causa che trovasse veramente giusta, essenziale per lui”.

Un uomo senza qualità?

“Non direi. Piuttosto un misto di disincanto e capacità di lasciarsi soprendere dalle cose senza stare a costruirci sopra per forza grandi lezioni di vita, mantenendo sempre i piedi ben piantati per terra”.

Perfino quando si salva per miracolo dall’incidente aereo e si ritrova solo su una spiaggia in Messico?

“Perfino a quel punto, sì. Le cose accadono, punto e basta, e un po’ di sano fatalismo può davvero salvarti la vita”.

Duilio sembra essere un degno rappresentante dei ventenni dipinti oggi dai media.

“Non credo che i ragazzi non abbiano sogni e ideali, né che le loro emozioni siano concentrate solo negli sballi e negli eccessi. Avvertono un gran bisogno di proteggersi dal bombardamento di informazioni, di tutti i tipi, a tutte le ore, spesso contraddittorie tra loro, caratteristica tipica del tempo in cui viviamo. Cercano nuovi spazi di socializzazione, non a caso oggi esistono i cosiddetti social network, Internet è diventata la nuova piazza di incontro e non basta più mettere online una foto carina e nascondersi sotto una identità fittizia. Forse certe ideologie del passato sono scadute. Non è detto che non stiano emergendo nuovi valori, una nuova visione di vita. Nel mentre viviamo, è questo l’atteggiamento del protagonista del mio libro”.

L’attività di scrittore avrà un seguito?

“Non so bene come rispondere. In Prestami una vita ho riversato molte mie passioni, la musica e viaggi, ma anche tutta una mia personale mitologia fatta di letture e di film che ho amato. Si è chiuso un primo capitolo e ne sono contento. Alla fine rispondo come forse farebbe il mio personaggio: in futuro si vedrà, godiamoci questo momento”.

domenica 12 ottobre 2008

Prestami una vita, romanzo di Gianni Zanata, parla l' autore




Sì, la prima casalinga è difficile.

Quando Alex si alza e prende il microfono e con la sua armoniosa parlata toscana comincia a paragonare la scrittura del mio romanzo a quella di Michael Chabon, devo dire che sono nel pallone già da parecchio, stordito dalle sequenze di una serata che mi sembra quasi di vivere in terza persona. Nemmeno capisco bene di quale autore stia parlando Alex… Chabon? “I Misteri di Pittsburgh”? No, non ho letto niente, lo ammetto. Ma questo Chabon è un nome che ho già sentito, non so dove non so quando. Dai, dai, pensa qualcosa. È possibile che non ricordi nulla? Ci guardiamo con Bruno, Elio e Paolo. Zero. Anche loro presi alla sprovvista. Qualche secondo di silenzio, si cambia argomento. Forse ci sono domande del pubblico? Sì, c’è una domanda.
Poi l’illuminazione: Chabon! Certo! È quello che ha scritto “Wonder Boys”… Santo Cielo, sì! Da quel libro hanno tratto il film con Michael Douglas e Tobey Maguire. Con la colonna sonora di Bob Dylan, che ha pure vinto l’Oscar per la miglior canzone, sette anni fa. Bob Dylan! Noooo! Il mio autore-cantante-attore-musicista-pittore-poeta-chitarrista-armonicista preferito! Il “Menestrello di Duluth” (ebbene sì, Gianluca, questa l’ho tirata fuori solo per te)… Nel frattempo, oh cacchio, bisogna rispondere alle altre domande del pubblico. E mi dimentico di Chabon.
Allora succede che dentro di me (ma anche fuori, credo) cominciano a germogliare quesiti metafisici. Mi chiedo: accadono davvero cose come queste? Dico, il commento di Alex è perfetto. Di conseguenza, come si può non scomodare il Destino, evocarlo quale Immenso e Unico Infallibile Burattinaio? Si può, si può. Anzi, si deve. Proprio così: nessuno l’aveva invitato, ma lui, il Destino In Persona, è apparso lo stesso. S’è infilato il casco, ha indossato il paracadute e s’è lanciato da chissà quale cocuzzolo spazio-temporale. S’è librato leggero in aria per un po’ e infine è planato dolcemente tra i gazebo nella piazzetta del Manàmanà.
Do un’occhiata all’orologio: è l’otto ottobre del duemilaotto, e tra qualche minuto saranno le venti. C’è un sacco di gente che si è data appuntamento qui, stasera. Gente seduta, gente in piedi, di lato, di spalle. Già, tante persone. E sono qui per me. Per la presentazione del mio primo libro. Stuzzicante: io, tra Michael Chabon e Bob Dylan. Chi se lo sarebbe mai aspettato?

Il giorno prima mi vedo con Francesco al Libarium. È una mattina con il sole che arde da ogni lembo di cielo. Francesco mi guarda da dietro lenti verdastre e rettangolari.
– Me la sto facendo sotto dalla paura – gli dico.
– Lo so, fa questo effetto – commenta lui dall’alto della sua esperienza di autore strapubblicato.
– Tremarella. Al solo pensiero – gli spiego.
– Vai, che andrà bene, – mi rincuora lui, – sei in buone mani.
Poi ci mettiamo a spulciare tra i ricordi di concerti rock a Tonara e di festival blues tra le Rocce Rosse di Arbatax. Ma che anno era? Il ’91 o il ’92? Resterà un mistero. Con Francesco ci salutiamo all’erboristeria.
Prima di rientrare a casa, passo davanti alla libreria di Patrizio, in piazza Repubblica. La locandina è sempre lì. I libri sono in vetrina. Devo ammettere che fa un certo effetto vedere le copie in fila, una affianco all’altra, vicine a quelle di scrittori che vendono a più non posso. Godiamo del momento, penso tra me e me. Poi l’agitazione riprende a farsi strada tra lo stomaco e il cuore, e mi allontano in tutta fretta. Fa così caldo che se non dovessi andare a lavoro mi stravaccherei in spiaggia.

Al mare ci vado comunque, la mattina del D-Day. Giusto per smorzare la tensione. Anche perché a casa mi sento una specie di animale in gabbia.
Mi stendo sull’asciugamano e guardo le nuvole che si addensano sulla linea dell’orizzonte. Speriamo che il tempo regga.
Nel primo pomeriggio mi raggiunge Viviana. Prendiamo un gelato e un succo d’ananas al bar della quarta fermata. Conto i secondi, i minuti. I quarti d’ora. Le mezze ore. Va bene, è il momento di muoversi. Merda, proprio ora che mi stavo quasi rilassando.
Filo all’aeroporto. Bruno arriva puntuale alle diciassette meno cinque. È vestito di nero, una maglia a collo alto, anch’essa nera, di lana.
– Ehi, – sbuffa, – qui c’è davvero caldo…
– Ero in spiaggia, fino a qualche ora fa – gli rispondo.
Bruno sorride. Poi dice che il volo da Pisa è stato velocissimo.
Saliamo in macchina. È emozionato, Bruno. Per lui è la prima volta a Cagliari, la prima volta in Sardegna. Lui, editore che ha girovagato per mezzo mondo, guarda attentamente la città scorrere dai finestrini della Panda. È contento come un bambino al luna park. Davvero stupito. Sono sicuro che avrebbe un’espressione meno sorpresa se gli dicessi che qui ci cibiamo di strane e oblunghe forme di vita extraterrestri.
Si volta verso di me, si sistema gli occhiali.
– Cagliari è grande! – asserisce con enfasi.
Detto da lui che vive a Parigi mi sembra un’affermazione davvero bizzarra. Ma non glielo faccio notare.
Il traffico è scarso, arriviamo al porto in un baleno. Percorriamo il Largo Carlo Felice e siamo sotto il bed & breakfast di Andrea, il dentista prestato al turismo. Dico a Bruno che lo aspetto in strada. Lui sale e lascia il bagaglio in camera. Scende dopo un po’, mi aiuta a portare il roll up e l’altro materiale per la presentazione. Gli mostro la piazza del Manàmanà. Continua a guardarsi attorno, sembra quasi frastornato dai suoni, dagli odori e dai colori del Quartiere Marina.
Al bar di fronte al locale incontriamo Paolo ed Elio. Chiacchieriamo, buttiamo giù una sorta di scaletta, ripassiamo i temi degli interventi. Parliamo del libro, dei personaggi, delle battute che a Paolo piacciono molto, di alcuni spunti che Elio trova irresistibili. Mi sento lusingato. Per me la serata è già un successo, potrebbe finire qui. Invece no, non è nemmeno cominciata. E man mano che passano i minuti mi sento sempre più teso, inceppato, emozionato, impalato. Mi rincuora leggermente a un certo punto vedere Viviana, Martina e Pier Francesco sbucare dal vicolo sulla piazza. Mi sorridono. Ecco, va già meglio. Insomma, così, mica tanto. Dopo un po’ le ginocchia riprendono a ballare il twist del debuttante.
Poi, di colpo, il Grande Vuoto Emozionale, identificabile in una sorta di trance, un’improvvisa sorta di insensibilità agli stimoli esterni. È il Nulla Emotivo che esplode con assenza di fragore, circa un ventina di minuti prima dell’inizio della presentazione. Non vedo più, non sento più, non capisco più. Prendo il libro, lo stringo tra le mani, mi siedo dietro un tavolino e nel giro di un paio di minuti mi ritrovo a puntare lo sguardo su teste, nasi, bocche, gambe, piedi, mani ma soprattutto occhi, tanti occhi, tutti pronti a frugare, osservare, scrutare, guardare, scandagliare, giudicare, indagare. La presentazione ha inizio. Yuh-Uh!
Un tremolio nella tasca del giubbotto. Un sms di Davide e Nok: “Good Luck, Brother! Siamo con te!”. A quel punto Gianni Stock Mieleamaro si è già impossessato del microfono e, come un vero predicatore evangelico del Vermont, sta aizzando la folla e sta sollecitando i sostenitori del Circolo a pagare la quota annuale. La risposta è in un primo timido applauso che ha il potere di scongelarmi le caviglie, annodate non so come alle gambe della poltroncina. I riti cerimoniali di Paolo e Elio fanno il resto. Così, via via, la situazione emozionale si fa ragionevolmente meno tesa.
Paolo si sofferma sullo stile del romanzo, lo fa con tono semplice ma anche molto professorale. Sì, ci sta bene. Soprattutto quando cita Pennac e Benni (ma dico, vogliamo scherzare? Dai, dai, non esageriamo…!).
Elio è fuoco interpretativo allo stato puro. Unicamente Unico. Fa suoi alcuni passi del libro, incarna due o tre ruoli alla volta e a ognuno di loro regala un soffio di vita.
Quando non sono impegnato a spiegare come è nato il romanzo, con quale criterio si muovono i personaggi, quali sono i miei autori preferiti e perché Duilio & Dorotea si comportano come due stronzetti intrisi di un qualche indecifrabile romanticismo, mi metto a scrutare tra le facce del pubblico. Riesco a vedere una prima e una seconda fila semplicemente straordinarie. Joel e Chiara, Giulia e Serafino, Francesca, Monica, Anita, Massimo ed Elisabetta, Annamaria, Paola e altri ancora, mi appaiono come un unico blocco, una fortezza, un baluardo degno della linea difensiva impostata da Bearzot durante la vittoriosa cavalcata della nazionale al Mundial ’82. A centrocampo intravedo la presenza rassicurante di alcuni familiari (ramo di madre), di suoceri e affini. Ci sono i sodali di redazione, c’è Andrea, c’è Stefania e c’è anche Stefano, che continua a gironzolare portandosi appresso un braccio ingessato, il suo, così dice lui. Non c’è Paola, ma c’è Paola! E c’è Carla! Sì, c’è pure il Grande Animanera, c’è Francesco, c’è Filippo, c’è Stefania, Gian Filippo, Corrado, e poi Riccardo, Monica, Enrica e altri che neppure conosco e che…
Applausi. Tutti si alzano. È finita. Come? Già finita? Ma proprio ora? Ora che mi erano venute in mente alcune cose interessanti da dire? Proprio ora che volevo spiegare l’importanza delle figure femminili presenti nel romanzo? Le figure materne e paterne dei protagonisti? Dico, non ne vuol parlare nessuno? Questo libro non è solo cazzi e culi, stronzetti e fumetti, rockers e brokers… Niente. È un definitivo rompete le righe. La gente mi accerchia, mi sorride, mi rifila pesanti pacche sulle spalle. Sono davvero stordito. Tutti si complimentano e mi abbracciano. Mi chiedono una dedica sul libro che hanno appena acquistato. Poco più in là c’è Patrizio che mi lancia uno sguardo da oltre la ringhiera, mi fa segno che ha venduto tutte le copie. Ottimo! Però scopro che ci sono anche molti delusi. Sono quelli rimasti senza libro, quelli che non sono riusciti a comprarlo. Spero che il disappunto per il mancato acquisto alimenti ancora di più la loro curiosità. Andate in libreria!, suggerisco loro. Precipitatevi! Prenotatevi!... C’è Antonio che mi aspetta per un’intervista televisiva (oh, finalmente a mio agio!). Martina e Pier Francesco continuano a fotografare. Viviana si avvicina e mi dà un bacio.

Alex si fa vivo il giorno dopo con una mail. Mi manda i saluti di tutti i Quarupi. Straordinario!
Alberto e Mariella mi scrivono un messaggio che è limpida poesia. Il solo abbraccio conclusivo, accompagnato da un volo mistico comprensivo di citazioni di prestigiosi Kabalisti e Dervisci danzanti e volanti, davvero meriterebbe un racconto a parte. E chissà che non succeda.
Andrea ha cominciato a leggere il romanzo. Mi scrive che sta tenendo il conto dei cazzi e dei culi. E va bene. Però aggiunge che ci sono alcuni passaggi letterari e lessicali che ha apprezzato come i ciupa ciupa che gli regalava sua nonna. La prendo come una critica tutto sommato positiva.
Bruno riparte in tarda mattinata. Destinazione Parigi, via Pisa e via La Spezia. Anche lui mi scrive una mail, da ogni parola stillano gocce di entusiasmo. Gli rispondo di getto, gli dico che qui ha lasciato un segno importante. Chi l’ha conosciuto è rimasto colpito dalla sua sensibilità, dal suo stile, dalla sua classe e dal suo modo di fare. Semplice verità.
Chi non c’era, l’altra sera, mi chiama o mi scrive per sapere com’è andata. Sarò sincero: io non mi sono piaciuto per niente. Troppo agitato, troppo nervoso, troppo emozionato, troppo tutto. Sul serio, non so che tipo di messaggio sia riuscito a far passare.
Aveva ragione Francesco. Cagliari è dura.
Sono sicuro che Duilio Settembrini se la sarebbe cavata molto, ma molto meglio.

Gianni Zanata

Prestami una vita, recensione di Fabio Melis



"Prestami una Vita"
Mercoledì scorso ho partecipato a Cagliari alla presentazione del romanzo “Prestami una Vita” dell'amico Gianni Zanata. C'era veramente tanta gente in piazza Savoia, in una tiepida serata di fine estate. Familiare l'atmosfera, piacevole e interessante apprendere direttamente dall'autore le tecniche e il metodo che lo hanno accompagnato nella realizzazione della sua opera narrativa. Non avevo mai assistito alla presentazione di un libro e quindi per me è stato un momento particolarmente importante. Gianni è uno che ci sa fare con le parole e con la penna. Capace di trasfondere nel suo libro quella calma, quella cordialità mai affettata e quella sottile ironia che costituiscono parte integrante del suo modo di essere. La trama del romanzo intriga, appassiona: ci si chiede quale sia la nostra capacità di trarre lezioni dalla vita, cosa sia l'esperienza. Già, l'esperienza...come diceva Oscar Wilde “il nome che tutti danno ai loro errori”...quando il latte è ormai versato e, nonostante tutto, ci ostiniamo a pensare che possa esserci qualcuno ancora disposto a...prestarci un'altra vita. (Fabio Melis)




Il post originale e altri molto interessanti possono essere letti in Metamorphosis del Signor Blogaventura http://pirpinzillo.splinder.com/


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venerdì 12 settembre 2008

Prestami una vita, romanzo di Gianni Zanata




PRESTAMI UNA VITA

Autore Gianni Zanata
Titolo Prestami una vita

Collana Legenda metropolitana
Formato 106 x 178 x 10
ISBN 978-88-901448-5-1
Pagine 288
Prezzo € 14,50


Il libro:

Quante vite ci occorrono per imparare dai nostri errori? O, se preferite, quanti errori ci vogliono per imparare a vivere? Duilio Settembrini, inquieto musicista di una rock-band in crisi di identità, spende buona parte della propria, di vita, nel tentativo di attribuirle un senso, un ordine soddisfacente, di colmare il vuoto dal quale si sente avvolto. Con esiti risibili, peraltro. Vita disordinata la sua, irrimediabilmente e non in senso metaforico, quantomeno non solo. L’appartamento che divide con Teresa, che, tanto per essere chiari fin da subito, è lesbica e intrattiene con il suo coinquilino una profonda ma bizzosa amicizia, ne è lo specchio fedele. Trovare qualsiasi cosa là dentro corrisponde a una scommessa dall’esito scontato come una puntata al gioco delle tre carte. L’ultimo litigio tra i due si consuma a causa di un vinile di Neil Young, resosi improvvisamente e ostinatamente irreperibile. La porta quel giorno sbatté violenta alle spalle di Teresa.
Solo, la testa persa dietro a ricordi lontani, nel caldo afoso di un pomeriggio di inizio estate, Duilio udì squillare il telefono. Uno sconosciuto, dall’altro capo, bussò alla sua vita: ne aveva una seconda da offrirgli in prestito.
Questo romanzo colpisce e rapisce per le sorprendenti capacità narrative evidenziate da Zanata. Arguzia e ironia, sapientemente dosate, condiscono una storia che appassiona.

L’autore:

Gianni Zanata è nato a Cagliari, classe millenovecentosessantadue. Giornalista professionista, scrittore perseguitato dai dubbi, chitarrista appassionato di blues. Gli esordi musicali risalgono alla fine degli anni settanta in piccole e sconosciute rock band. Le prime esperienze lavorative agli inizi degli anni ottanta a Radio Alter e Radio Studio 96. Quindi la tv: notiziari, reportage, inchieste, documentari, rubriche di spettacoli, cultura e musica. Prestami una vita è il suo primo romanzo.

IL BELLO DEI DEBUTTANTI:
EDIZIONIREBUS A “PAROLE NEL TEMPO” 2008
La Edizionirebus di La Spezia per la prima volta partecipa alla mostra - mercato “Parole nel Tempo” che si svolgerà presso il Castello di Belgioioso (PV) il 27 e 28 Settembre 2008. La mostra, giunta al suo diciottesimo anno, costituisce ormai un vero e proprio punto di riferimento per la piccola editoria di qualità e non poteva, quindi, che rappresentare un appuntamento irrinunciabile per la casa editrice.
Durante la due giorni saranno presentati quattro nuovi volumi, di cui tre romanzi di autori esordienti:
- Polp Fiction, di Massimo “Polpo” Neriotti, Susanna Raule e Armando Rossi.
Fumetto dedicato a chi ha l’enduro nel sangue, ispirato alle avventure motociclistiche dell’ormai famoso “Polpo” e della sua mitica “Bombarda”. Sabato 27 Settembre ore 18,00 Sala B, primo piano.
- Low Cost, Torino – Dublino sola andata di Mauro Fiorio Plà.
Un trentenne italiano, laureato e di buona famiglia, si trasferisce a Dublino per cercare lavoro e si ritrova tra situazioni imbarazzanti, menzogne tipicamente italiane e fiumi di Guinnes.
Prestami una vita,
di Gianni Zanata
Come Pirandello insegna, quando la propria vita non è quella che vorremmo può darsi che ci venga data l’opportunità di viverne una seconda.
Benvenuti a Valleaurora,
di Veronica Pollini
Un terribile destino unisce gli abitanti di un minuscolo paese di montagna. Un romanzo ispirato a storie realmente accadute, di cui nessuno osa parlare. Domenica 28 Settembre ore 14,00 Sala B, primo piano.
Gli autori saranno lieti di incontrare i lettori, oltre che nel corso delle presentazioni ufficiali, anche presso il nostro stand (19/A al piano terra).

Per la Redazione: le immagini delle copertine, inviti per la fiera e copie gratuite dei libri sono disponibili su richiesta. E’ possibile intervistare gli autori previo appuntamento telefonico.

EDIZIONIREBUS

UN NUOVO PROGETTO EDITORIALE CHE INVESTE NEL FUTURO


Volete sapere chi siamo? Siamo un gruppo di persone che lavorano insieme in una città sul mare. Un gruppo di lavoro che, come tutti, ha obiettivi, scadenze, doveri. Ogni tanto, però, ci piace guardare oltre tutto ciò che serve per sopravvivere e ci concediamo di sognare un po’.
Grazie a persone sognatrici come noi e, soprattutto, grazie ai loro manoscritti cerchiamo di costruire un mondo in cui non abbiano sempre ragione i pirati, i banditi, i pesci più grossi. Crediamo che nel mare ci sia spazio per tutti e che coloro che amano leggere abbiano voglia di qualcosa di nuovo, senza dover sempre sottostare al volere dei grandi Gruppi Editoriali. Si trovano sempre i soliti autori e i soliti titoli in libreria, sugli scaffali degli ipermercati e alle Poste, ma a noi poco importa. Perché per fortuna adesso ci sono altre vie, altri mezzi (Internet ad esempio) e d’ora in poi saranno i lettori a comandare, a scegliere cosa leggere.
Noi pubblichiamo opere di autori esordienti che hanno qualcosa di importante o, semplicemente, di bello da dire senza alcuna spesa per l'autore (neanche sotto forma di obbligo di acquisto di un certo numero di copie).
Facendo questo, abbiamo la speranza di regalare di volta in volta una riflessione, uno spunto, o anche solamente un sorriso ai nostri lettori.