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lunedì 16 novembre 2015

''Alter aut Sforzesca'' in anteprima a Castell' Azzara

Visualizzazione di Alter Aut Sforzesca Invito_21_11_15_AB copia.jpgVisualizzazione di Alter Aut Sforzesca Invito_21_11_15_AB copia.jpg

Sabato 21 novembre, alle 18:15, a Castell' Azzara sarà presentato in anteprima, agli amministratori locali e ai  collaboratori, ''Alter Aut Sforzesca", videogramma di Adriano Kestenholz. 



Sinossi: Come un miraggio in mezzo alla campagna toscana alle pendici del monte Amiata si erge un palazzo dalle fattezze imponenti e severe: la Villa Sforzesca progettata dagli architetti Giovanni e Domenico Fontana da Melide per il cardinale Alessandro Sforza, figlio del Conte Bosio di Santa Fiora e di Costanza Farnese.

Performance musicale: "Ensemble Chordis", Remo Guerrini, Sabine Cassola, Stefania Grillo (viole da gamba). Con musiche di Heinrich Isaac (1450-1517); Thomas Lupo (1571-1627); Vincenzo Ruffo (1508-1587); Giuseppe Giamberti (1600-1662). Idea e fraseggi: Barbara Cannata. Voce narrante: Gianfranco Cortesi

''Alter aut Sforzesca'' è una coproduzione che vede in impegnata la italiana Aps Palladium Productions e la svizzera Aleph Film per accendere i fari su un bene monumentale di gran pregio architettonico, che si erge in una zona di grande valenza naturalistica e paesaggistica.
La videoinstallazione del docufilm sarà allestita al piano nobile di Villa Sforzesca dal regista Adriano Kestenholz e dalla regista Barbara Cannata con l’esecuzione di musiche originali cinquecentesche a cura dell‘Ensamble Chordis con le viole da gamba di Sabine Cassola, Stefania Grillo e Remo Guerrini.
«Il progetto del docufilm è il risultato del concorso di molte istituzioni che portano avanti con determinazione la cultura e la valorizzazione territoriale – spiega l’assessore alla cultura Marzio Mambrini – per il rilancio produttivo locale, con la convinzione che solo attraverso questi due elementi si possa fare economia con ottimi risultati».
«Il Comune di Castell’Azzara – aggiunge il sindaco Fosco Fortunati – ha sposato il progetto del film con entusiasmo perché si inserisce all’interno di un più ampio percorso identitario con l’obiettivo di una rinascita turistica e imprenditoriale. Mettere in luce con un docufilm, la storia e le trasformazioni, avvenute nel corso dei secoli a Villa Sforzesca, significa specificare l’identità di un territorio come il nostro che, con le sue preziose risorse naturali come l’acqua, le vene argentiere, i boschi, il tartufo, ha per secoli rappresentato e tutt’ora rappresenta, un crocevia di interessi economici, sociali e cultural di valore. Castell’Azzara oggi è un’icona dell’Italia minore e preziosa che giuoca un ruolo importante tra i Comuni dell’Amiata Grossetana e non è affatto presuntuoso affermare che è anche di riferimento ad altri Comuni italiani per intraprendere la via del connubio tra arte, cultura ed economia».
E in effetti Castell’Azzara, data la sua posizione privilegiata, sul confine di altre due regioni quali il Lazio e l’Umbria, la Toscana Meridionale, porta nel suo paniere molte iniziative e la voglia di rilanciare un’economia sostenuta da innovazioni sia tecnologiche sia di interscambio imprenditoriale e culturale, come larealizzazione di questo docufilm dimostra. «Un progetto realizzato con il patrocinio e concorso di Provincia, Unione dei Comuni, Comune di Castell’Azzara, Sistema museale toscano e grossetano, Edizioni Effigi, Associazione tartufai dell’Amiata, della Pro loco di Castell’Azzara.
fonti: Aps Palladium Productions, Aleph Film e il Tirreno edizione Grosseto





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