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venerdì 30 novembre 2012

"Asterios Polyp": l'affascinante e irritante epopea disegnata da Mazzucchelli

David Mazzucchelli e la copertina del libro David Mazzucchelli e la copertina del libro 

"Asterios Polyp": l'affascinante e irritante epopea disegnata da Mazzucchelli

di Cristiano Sanna
Dieci anni per terminarlo. Molti premi ricevuti. Tanto virtuosismo grafico. Pubblicato tre anni fa per la prima volta negli Stati Uniti, è arrivato in Italia su ottima edizione curata da Coconino Press Asterios Polyp. L'opera più ambiziosa di David Mazzucchelli, l'uomo che ha lasciato il segno sull'immaginario di tutti i fan di Batman (con Year One) e Daredevil (con Born Again, entrambi scritti da Miller) per poi deliziare gli amanti dell'illustrazione di alto livello sulle pagine del New Yorker. Pluripremiato (incluso il riconoscimento ricevuto l'anno scorso a Lucca), il disegnatore italoamericano tre anni fa ha completato la sua opera bigger than life. Il risultato, a seconda dei gusti e della capacità di lettura, può essere affascinante o irritante.
Elogio del dualismo - Asterios Polyp narra le vicende di un insopportabile architetto americano. Alla soglia dei cinquant'anni crede di essere un genio (ma i suoi progetti non sono mai stati realizzati), coltiva con soddisfazione il proprio cinismo e si diverte ad approfittare della sua condizione di potere, vessando gli studenti e portandosi a letto le studentesse. In pieno delirio di onnipotenza, viene castigato da un fulmine che, in una notte di tregenda, gli manda a fuoco la casa. Inizia così un percorso, plurimo, dentro l'esistenza di un personaggio arido, calcolatore, cinico, che forse non imparerà niente da quanto gli sta accadendo. Mazzucchelli fa sfoggio di arte grafica, abbondando di citazioni matematiche, filosofiche, dalla storia dell'arte, con un controllo magistrale del colore. E punta molto sul tema del dualismo: da quello fra Asterios e l'ossessionante gemello morto Ignazio Polyp, fino ad altre via via proposte ed evocate (Natura contro Cultura, Caso contro Libera Scelta e così via).
Uno, nessuno e centomila - L'ironia corrosiva con cui David Mazzucchelli dipinge e racconta la personale discesa agli inferi di Asterios Polyp è tale da impedirci di amare il personaggio. Il quale resta ciò che è: un pupazzo, gonfio di boria e spesso in balia di eventi più grandi di lui. A salvarlo potrebbe giungere la grazia del matrimonio con la deliziosa Hana-Margherita, ma anche la sposa giapponese si allontanerà da lui. Perso tutto, mentre la presenza del gemello morto sembra fare il paio con quella di una coscienza che torna a risvegliarsi, Asterios pare avviarsi al lieto fine, ritrovando la sposa perduta e realizzando per la prima volta, in modo pratico e utile, un progetto almeno in parte suo. Ma il mondo e gli eventi per Mazzucchelli sono controllati da divinità capricciose e non c'è catarsi possibile. Irritante o affascinante, come dicevamo. Ma Città di vetro e Batman: Year One davano tutt'altre soddisfazioni.

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