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mercoledì 1 ottobre 2008

L' aritmetica spiegata a un nipotino, diario post-meditazione

Con la meditazione si raggiunge lo stato dell'estasi, lo stato di ebbrezza divina. E' una tecnica per osservare la propria mente, per diventare consapevole di se stesso.
Grazie all'osservazione esiste solo il cielo silente dell’ essere interiore. Allora l'energia che e’ in te esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suo stadio supremo, è illuminazione.
Illuminazione che ti fa ricordare i momenti della tua vita e ti porta solo felicita’.
In uno di questi momenti ho rivissuto un delizioso incontro con Pier Francesco, quattro anni, uno dei miei nipotini.
Avete mai avuto a che fare con bambini? Con quelli che attraversano la fase dei perche’ e chiedono le spiegazioni piu’ impossibili? Piccoli ‘’mostri’’ che noi filosofi definiamo fenomenologici perche’ vogliono comprendere tutta l’ esperienza umana. Bambini che ti fanno domande riferendosi a un particolare tipo di conoscenza, che cercano di entrare dentro il sapere dei grandi e conoscere e percepire il mondo allo stesso modo in cui lo conoscono e percepiscono loro.
Si’? Bene sapete di cosa parlo.
No? Uhmmm!
Leggete allora questo squarcio di vita vissuta da un povero uomo che per il solo fatto di essere un giornalista (anche il babbo lo e’) agli occhi del nipotino e’ uno che conosce molte cose e quindi in grado di rispondere a tutto.
Sono davanti al pc. Scrivo.
- Nonno mi insegni a contare?
Mi chiede all’ improvviso, interrompendo il mio lavoro.
- Certamente, rispondo.
- Ma cosa vuol dire contare? L’ altro giorno papa’ ha detto ‘’su Corrado non si puo’ contare’’. Perche’? Io ho sempre visto che per contare si usano i numeri che si scrivono su un foglio a quadretti. Non ho mai visto scrivere i numeri sulle persone.
- Hai ragione, dico, ma qualche volta il verbo contare puo’ assumere un diverso significato. Nel caso di zio Corrado tuo padre voleva dire che non ci poteva fare affidamento.
- Ho capito. E’ come per la banca e l’ affidamento del mutuo per comprare la casa. Ma perche’ la casa la deve comprare zio Corrado e non papa'? Zio Corrado la casa ce l’ ha, noi no.
- Pier Francesco … torniamo alla domanda iniziale: nonno mi insegni a contare?
Per spiegare il concetto aritmetico ‘’contare’’ prendo un mazzo di carte da gioco e disponendole sul tavolo una per una dico
- Uno perche’ una e’ la carta che pongo sul tavolo. Adesso ne aggiungo un’ altra e cosi’ sono due. Come vedi una carta piu’ una carta fa due carte. Uno piu’ uno uguale due. Ora una carta piu’ una carta piu’ una carta fa tre e con un’ altra quattro. Osserva tre carte piu’ un’ altra quattro. Quattro e’ anche uguale a due carte piu’ due carte. Al numero quattro siamo arrivati sommando due carte a due carte, oppure contando le carte una per una.
- Nonno due piu’ due fa sempre quattro?
- Si’. Due piu’ due e’ sempre uguale a quattro. Essere la somma di due piu’ due e’ parte del significato di quattro.
- Puo’ fare cinque?
- No, come hai visto.
- Anche se uso i nodi di una cordicella anziche’ le carte?
- Si! Sempre e assolutamente quattro.
Allora con innocenza prende dalla tasca dei suoi pantaloni due cordicelle. Prima fa due nodi in una e poi altri due nell’ altra. Lega le due cordicelle tra loro e conta i nodi fatti:
- Uno, due, tre, quattro e cinque! Vedi nonno due nodi piu’ due nodi possono fare anche cinque nodi.
Silenzio. Mio. Rifletto.
- Ascolta Pier Francesco l’ aritmetica non e’ sempre una cosa facile. La sola cosa che serve davvero conoscere e’ che ci sono tre generi di persone: quelle che sono capaci di contare e quelle che non lo sono …
- Nonno, come tre? Sono due …
Prima di arrendermi alla logica stringente del mio nipotino gli dico:
- Pier Francesco prima di risponderti, devo farti una domanda: sai cosa significa ‘’rompipalle’’?

3 commenti:

  1. Ai bambini bisogna dare risposte certe !

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  2. Bello, interessante, originale...fa al caso;)

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  3. Grazie sorellina. Come sai non sono un matematico ... a dir la verita' non so piu' cosa io sia, un giornalista, un pensionato, un nonno, un papa', un fratello, uno studente, uno studioso ...?
    Se non vi e' un significato per definirmi mi risparmio un sacco di guai, giacche' non devo cercarlo. Posso, pero', smpre fare la scelta giusta.
    Vale

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