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lunedì 4 febbraio 2013

"La congiura di Machiavelli": il Rinascimento sembra una puntata di "CSI"


"La congiura di Machiavelli": il Rinascimento sembra una puntata di "CSI"

di Andrea Curreli
Qualcuno sostiene che negli Stati Uniti si studi la storia italiana meglio che nel Belpaese. Probabilmente ciò corrisponde a verità, ma il problema è che il grande pubblico americano trova noiosa la ricostruzione storica degli eventi se non è raccontata come un thriller. Lo ha capito bene Dan Brown che si appresta a dare alle stampe un nuovo romanzo storico-fantapolitico ispirato all'inferno dantesco, dopo aver tirato in ballo Leonardo nel suo bestseller Il codice Da Vinci. Ma l'ha capito molto bene anche Michael Ennis, esimio professore di storia dell'arte dell'università del Texas, che ha chiamato in causa Niccolò Machiavelli, nuovamente Leonardo da Vinci e i Borgia papa Alessandro VI e Valentino duca di Romagna. Per accontentare il suo esigente pubblico, Ennis ha riempito la storia di omicidi e prostitute. Il frutto del suo lavoro, durato la bellezza di 12 anni, è il thriller storico The Malice of Fortune tradotto come La congiura di Machiavelli (Newton Compton editori, 2013).
Cesare Borgia come Hannibal Lecter - Il libro arriva in Italia dopo aver scalato le classifiche del New York Times ed essere stato paragonato maldestramente a Il nome della rosa di Umberto Eco e, più realisticamente, a Il silenzio degli innocenti (scritto da Thomas Harris e portato sul grande schermo da Jonathan Demme) e alle prime sceneggiature della serie tv CSI - Scena del crimine oltre a Il codice Da Vinci. La cosa più divertente è che il professore Ennis, dopo aver paragonato la gestazione del suo libro a un personalissimo Vietnam, ha fatto propri i paralleli con Eco, Harris e CSI. Dopo aver indicato con precisione le fonti storiche alle quali ha attinto, Ennis si domanda se il Duca di Valentino" (il modello de Il Principe di Machiavelli) non fosse un "Hannibal Lecter rinascimentale".
Madonna Damiata e un mistrioso serial killer - Per questo Machiavelli diviene per lo scrittore "il primo criminologo forense della storia per il singolare approccio nell'analizzare eventi e gli uomini che li provocavano". Al fianco di questo "criminologo" si trova il giovane ingegnere Leonardo Da Vinci. La coppia viene coinvolta nelle lotte di potere dell'epoca (il libro è ambientato alla fine del 1502) e nella misteriosa morte del figlio illegittimo di Papa Alessandro VI. Il personaggio chiave che introduce il thriller è Madonna Damiata, prostituta e amante di Juan Borgia, il duca di Gandia misteriosamente ucciso. La donna, un personaggio inventato, viene inviata a Imola e si trova davanti a un crescendo di omicidi e di macabri ritrovamenti. Un misterioso assassino dissemina parti dei corpi delle sue vittime in luoghi all'apparenza casuali.
Il thriller studiato per il grande schermo - Il libro è scorrevole e volutamente scritto pensando a un'ipotetica trasposizione cinematografica. Ennis strizza l'occhio ai lettori di Dan Brown, ma ha l'onestà di non nascondersi dietro a un dito. Certo lascia un po' perplessi vedere Leonardo, Machiavelli e Damiata dare la caccia a uno psicopatico ricco e potentissimo in un'ambientazione da "crime drama" televisivo. Superato questo approccio molto "americano" e lasciando ad altri la vera ricostruzione storica, il testo di Ennis si presta a una piacevole lettura con qualche brivido tipico del genere. Per il resto non rimane che attendere per vedere, se e quando, La congiura di Machiavelli diventerà un film.

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