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venerdì 31 gennaio 2014

“Graphic novel is dead”, in un libro le fragilità dell’allegro ragazzo morto Toffolo

 Il Fatto Quotidiano > Terza pagina > “Graphic ...

“Graphic novel is dead”, in un libro le fragilità dell’allegro ragazzo morto 

Toffolo

Il cantante-chitarrista della storica band rock 

più di vent'anni fa ha disegnato la 

maschera che identifica il gruppo. Nella sua autobiografia

 reindossa i panni di 

El Tofo, soprattutto per raccontare l'insofferenza verso la 

classe politica

“Graphic novel is dead”, in un libro le fragilità dell’allegro ragazzo morto Toffolo
“Da più di 20 anni ho un teschio sulla faccia o vado in giro vestito da scimmia perché sono affascinato dalle identità segrete, quelle dei supereroi. D’altronde vengo dal fumetto e sono innamorato di questa forma espressiva”. Da sempre Davide Toffolo è abituato a far dialogare le sue due anime artistiche: quella di cantante-chitarrista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, una delle band storiche del circuito musicale indipendente italiano, e quella di affermato fumettista che ha al suo attivo graphic novel come FregoliCarnera e Pasolini. Più di vent’anni fa ha disegnato la maschera che ancora oggi identifica la sua band: un teschio che nasconde i loro visi nelle esibizioni dal vivo e sulle copertine di dischi e giornali. “Il fumetto dei Tre Allegri Ragazzi Morti nacque prima del gruppo, nel 1990, mentre facevo il militare – racconta Toffolo – Partì tutto da quel disegno e dall’ossimoro che accostava l’allegria ai ragazzi morti. Era un momento della mia vita molto particolare, in cui alcune cose finivano e si presentava una nuova coscienza di ciò che facevo. Per quello immaginavo una morte e la possibilità di vivere il dopo senza aspettative, più libero. Partendo da questo disegno abbiamo costruito in questi anni un immaginario complesso, identificabile, stilizzato, che ci ha dato la possibilità di raccontare una parte d’Italia poco visibile e allo stesso tempo molto reattiva. Oggi il concetto di ‘allegro ragazzo morto’ è diventato una super identità che va oltre alle esperienze dei singoli”.
Con il libro Graphic novel is dead (Rizzoli Lizard, pp. 144, euro 16) Toffolo prova ad abbandonare questa “super identità”, raccontando come vive tra le mura di casa un rocker indipendente. Una commedia a fumetti, ironica e profonda, in cui getta la maschera, si spoglia dal vestito da yeti e svela il suo mondo più intimo, comprese le sue fragilità. La storia è introdotta dalle immagini di El Tofo, suo nome di battaglia sul palco con i Tre Allegri Ragazzi Morti, fotografato da Cecilia Ibanez durante il tour 2013 negli stadi con Jovanotti. L’autobiografia a fumetti, colorata e supervisionata da Alessandro Baronciani, inizia quando esce dalla ribalta e torna nella dimensione intima della sua abitazione. È lì che cerca di comprendere il mondo per poi disegnarlo o raccontarlo nelle canzoni. Nelle tavole Toffolo si confronta con le persone importanti per la sua formazione e la sua crescita: lo scrittore e regista Pierpaolo Pasolini, a cui chiede di continuare a parlare per sentire ancora la sua voce, oppure con il padre, che da sempre critica il suo vivere d’arte.
In questa narrazione viene affiancato dal pappagallo Pepito, che gli fa da spalla e lo segue in tutte le attività quotidiane. “Pepito mi riporta alla realtà tutte le volte che il mio personaggio ‘svalvola’ – racconta Toffolo – Questo pappagallino mi aiuta a capire chi sono e dove mi trovo veramente. Incarna anche la mia passione per la storia naturale. Il rapporto con l’altra dimensione dell’esistere, che non sia quella umana, è stato uno dei temi che ho raccontato anche in altre graphic novel”. Per Toffolo il fumetto è uno spazio di libertà che permette di esprimere senza vincoli il proprio punto di vista sul mondo: sulla tv e sull’informazione, sul web e sul potere.
Nella sua autobiografia in diversi momenti reindossa i panni di El Tofo, soprattutto per raccontare la sua insofferenza verso la classe politica. Quando smetterà con la musica, infatti, si dedicherà al wrestling per togliersi qualche sassolino dalle scarpe con gli odiati amministratori locali. “Con la graphic novel gli autori si sono riappropriati della possibilità di raccontare attraverso il fumetto, non più in una dimensione industriale ma autorale – continua Toffolo – In questa situazione il fumetto diventa un luogo di libertà e non di omologazione”. Graphic novel is dead è un titolo provocatorio che ai più distratti potrebbe far pensare a una mancanza di fiducia nel futuro del fumetto. Tutt’altro. “I rocker dicono ‘Rock is dead’ per ribadire che il rock è in salute e ha una sua forma. Io ho fatto lo stesso. Il futuro della graphic novel è luminoso. È diventata la forma globalizzata del fumetto. Gli ha dato la possibilità di essere più slegato dal genere rispetto al passato. In questo momento sto cercando di ribadire la libertà espressiva che c’è dietro questo ‘attrezzo’ che si chiama graphic novel”. Il 31 gennaio Toffolo comincerà un tour di presentazione del libro: uno spettacolo che lo vedrà nella duplice veste di intrattenitore comico e musicista. “Sarà quasi una stand-up comedy. Interverrà anche il comico americano Andy Kaufman. Ho chiesto all’ufficio stampa di comunicare che verrà anche lui. In realtà è morto un po’ di tempo fa. Ma ci sarà il suo oracolo, che è anche nel libro. Con lui proverò a far ridere della condizione della star indipendente. E userò le canzoni dei Tre Allegri Ragazzi Morti per rendere il mio percorso più facile da capire”.

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