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NON STO TANTO MALE

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romanzo di Gianni Zanata

sabato 12 luglio 2008

Mozart e il suo Don Giovanni





La’ ci darem la mano,
la’ mi dirai di si’,
vedi non e’ lontano,
partiam, ben mio, da qui.

La musica e le parole del famoso duettino tra Don Giovanni e Zerlina, del Don Giovanni di Mozart, salgono dal palco installato in piazza Umberto I di Chieti, dove e’ in svolgimento la settimana mozartiana, e arrivano sul divano nel quale Hannah ed io stiamo sorseggiando una grappa dopo la cena.
Ho conosciuto Hannah due sere prima nel parco della villa comunale dove era in programma un concerto opera di Salieri. A presentarci e’ stato Patrizio, docente universitario, un vecchio amico di quando stavo ad Ancona.
Abbiamo subito simpatizzato.
Il giorno dopo mi ha invitato ad accompagnarla a Rapino, un paesino di poco piu’ di mille abitanti, nel parco della Maiella, a una ventina di chilometri da Chieti. Ha li’ una casa in un borgo fuori paese: una decina di abitazioni di contadini e pastori.
Hannah, insegnante di religione, cinquantenne, divorziata, capelli biondi, lunghi, mossi. Un corpo che non si faceva fatica ad indovinare, anche se indossava un vestito largo e comodo. Un corpo attraente che appariva e scompariva dietro le aderenze del vestito di lino blu. Guardando i suoi occhi, celesti, di un intenso cielo, immagino quel corpo, piacente, con la pelle ambrata dall’ abbronzatura.
Ha accettato la mia corte, discreta, non invadente. Ho capito di non esserle indifferente dagli sguardi e dal suo cercare il contatto fisico e dal suo non reagire, quasi lusingata da tutte le mie attenzioni.
Poi questo invito a cena.
‘’Domani sera alle 20:30 a casa mia, in piazza Umberto I. Dopo cena seduti in salotto ascolteremo il Don Giovanni in una edizione opera-concerto. Nella mia posizione di insegnante di religione e’ bene essere discreti e non farci vedere insieme. Chieti e’ provinciale: ci si conosce tutti e si spettegola di tutti. Se mi vedessero con uno che non e’ del posto …’’.
‘’Quale e’ il problema? dico, temi che sia una cosa poco rispettabile? Solo i falsamente per bene, che mettono le corna alla moglie o al marito, sono convinti che un uomo e una donna non possono trascorrere una notte nella stessa stanza senza andare a letto insieme. Non temere saro’ discreto’’
‘’Lascero’ il portone aperto. Sto all’ ultimo piano’’.
Arrivo puntuale. Ho con me una pianta di orchidee. L’ orchidea e’ un fiore che mi piace: la sua forma carnosa, voluttuosa, mi ricorda il sesso femminile.
Prende il vaso in ceramica e lo dispone davanti alla porta finestra del soggiorno, sulla piazza dove c’ e’ anche il Palazzo del Governo, dove la mattina batte il sole, accanto a una fila di vasetti di coccio (quelli in plastica non le piacciono) con altrettante piantine di varie specie che acquistava di tanto in tanto nel non lontano mercatino di piazza Malta, nel centro storico della citta’.
E’ ancora luce, ma ci si avvia al crepuscolo.
‘’Il calare della luce, mi dice, e’ sempre un’ ora malinconica. Il giorno sta morendo, proprio come le speranze e la giovinezza. E’ il momento in cui sei certa che i tuoi sogni non si realizzeranno mai piu’’.
‘’I sogni si realizzano sempre: forse anche stasera’’, rispondo e le sfioro il viso e gli occhi con una leggera carezza.
Il soggiorno, dove mangiamo, e’ illuminato da sole candele posate su candelabri d’ argento sul tavolo.
Cena semplice: spaghettini al tartufo estivo di Norcia, un pecorino maturato e stagionato nella crusca, acquistato da un pastore di Rapino, e Montelpuciano d’ Abruzzo, un rosso prodotto da un viticoltore della valle del Sangro.






Vorrei, e non vorrei,
mi trema un poco il cor,
felice, e’ ver, sarei

Duetta Zerlina con Don Giovanni, la quale sembra parlare per Hannah.
La musica e le parole si fanno complici della nostra serata.

Vieni, mio bel diletto!
Io cangiero’ tuo sorte!

Presto non son piu’ forte!

Vieni! Vieni!

Mentre Zerlina e Don Giovanni chiudono il duettino cantando insieme

Andiam, andiam, mio bene,
a ristorare le pene
d’ un innocente amor!

All’ improvviso, senza nemmeno rendercene conto ci troviamo l’ una nella braccia dell’altro. Le nostre labbra si uniscono in un lungo bacio. Le lingue si attorcigliano.
Le dico quello che di solito si dice quando ci si sente in un certo modo.
‘’Mi piaci. Mi sei piaciuta subito, quando Patrizio ci ha fatto incontrare’’.
Prendo un po’ di tempo per respirare, stacco le mie labbra dalle sue e mi libero dal suo abbraccio.
‘’Mi dispiace, dico, forse sono stato troppo frettoloso. Non accadra’ mai piu’. Vado via…’’
Hannah dice solo quattro parole. Tutte quelle che servivano. Non ne occorrevano di piu’ per far capire cosa volesse.
‘’Non farlo.Ti prego’’

Finc’ han del vino calda la testa
Una gran festa fa preparar

La musica e le parole del Don Giovanni si perdono nella nostra tormenta di sensi

Senza alcun ordine la danza sia
Chi ‘l minuetto chi la follia,
Chi l’ alemanna farai ballare.
Ed io frattanto dall’ altro canto
……….. vo’ amoreggiar

Ci cerchiamo. Le nostre mani vagano sui nostri corpi.
Le fiamme delle candele, mosse da una leggera corrente che con la musica arriva dalle finestre sulla piazza, si alimentano, quasi cannibalescamente delle proprie sgocciolature.
Hannah e io seguiamo il movimento delle fiamme delle candele, che danno alla stanza un colore rossastro, e ci alimentiamo, quasi cannibalescamente , dei nostri corpi.

batti, batti, ......
la tua povera Zerlina;
starò qui come agnellina ........
ad aspettar.
lascierò straziarmi il crine,
lascierò cavarmi gli occhi,
e le care tue manine
lieta poi saprò baciar.
ah, lo vedo, non hai core!
pace, pace, o vita mia,
in contento ed allegria
notte e dì vogliam passar,

Facciamo l’ amore sul divano.
Il divano e’ la nostra alcova. Le allargo le gambe. Le bacio le cosce, il ventre rotondo, il suo petto, le sue tette. Sento vibrare tutto il suo corpo. Mi solleva e con la mano fa entrare il pene nella sua vagina.
Tanto passionale, quasi animalesco, era stato il nostro rapporto, quanto delicata e’ stata la penetrazione, l’ entrare nel suo ventre e continuare nel coito.
Mi guarda con i suoi occhi azzurri, metallici, innocenti. Le nostre bocche si cercano. Le lingue si attorcigliano.
Con dolcezza spingo il mio pene nel suo ventre.
Improvvisamente, senza interrompere la scopata, allungo la mano destra verso i miei pantaloni. Senza movimenti bruschi recupero la mia leppa, un coltello a serramanico, e lo infilo nel suo ventre, tirando su con la lama, come i pastori fanno quando sventrano la pecora.


Ah, l'assassino mel trucidò.
Quel sangue - quella piaga -
quel volto,tinto e coperto del color di morte
-ei non respira più -
fredde ha le membra
-padre mio!... caro padre!...
padre amato!...
io manco... io moro.
A casa andiamo!
A cenar in compagnia!

Mi libero del suo abbraccio mortale, mi alzo, mi rassetto e esco.
Il Don Giovanni e’ alle battute finali

Ed io vado all'osteria
A trovar padron miglior.

Resti dunque quel birbon
Con Proserpina e Pluton.
E noi tutti, o buona gente,
Ripetiam allegramente
L'antichissima canzon:
TUTTI:


Questo è il fin di chi fa mal;
E de' perfidi la morte
Alla vita è sempre ugual.


6 commenti:

  1. Racconti come se tutto fosse successo veramente...Perchè con la penna fai il serial killer?

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. La settimana mozartiana di Chieti si conclude stasera.
    Ieri sul ''Palco Centrale'' di piazza Umberto I, era in programma il ''Don Giovanni'', opera in forma di concerto.
    Patrizio e' reale, come pure reale e' l' insegnante di religione...
    Leggeremo domani sulla prima pagina del ''Centro'', il quotidiano locale: ''Delitto passionale a Chieti'', ''La doppia vita della professoressa Hannah'' ...?
    Vale.
    PL

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  4. Scrivi in maniera meravigliosa,sono sbalordita e compiaciuta!
    Felicissima di averti conosciuto.
    Alla prossima puntata.
    Buona serata.

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  5. ciao pierluigi..
    ho letto nel blog di stella che vuoi il codice di "Blog Amico"...
    Lo trovi al:

    www.dixdipcpervoi.blogspot.com

    nella colonna a destra ci sono i codici.scegli tutti o quello che vuoi..anche se non vorrei togliere il piacere a Stella di donarti 1...
    Mi fa tanto piacere che ti piacciono..
    ciao bestar

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