La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

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martedì 8 luglio 2014

NOBLESSE OBLIGE di plz

Domenica.
Luglio.
Esterno sera.
Scilla. Spiaggia di Marina Grande.
Chiosco dei fratelli Paladino.
Con amici di Reggio Calabria sono in attesa di gustare i famosi panini di Felice: pesce spada alla griglia, olive e pomodorini.
Sul tavolino alcuni boccali di Paulaner e un paio di calici di vino bianco freddo (forse troppo) della Cantina Griserà, di Catona, nella costa calabra.
La serata si presenta bene, stimolante, piacevole. Chiacchiere da bar: mondiali di calcio, eliminazione dell’ Italia, il passaggio al Galatasaray dell’ ex ct azzurro, Cesare Prandelli. Anche delle primarie del Pd, vinte da Giuseppe Falcomatà, per la carica di sindaco di Reggio.
Serata stimolante e piacevole se non fosse per un tizio di un tavolo vicino.
Il ‘’nostro’’ è un tipico esponente della fauna locale. E’ alto, pelato, grasso con pancia prominente. Dita con grossi anelli d’  oro. Al collo un catenazzo con grande croce. Tutto oro 24 carati, Naturalmente. Camicia sbottonata fin quasi all’ ombelico per far meglio  ammirare il catenazzo. Braccia tatuate.  Sembrano la pubblicità impazzita di un festival internazionale del tattoo.
E’ con amici del nord ai quali, mettendo in mostra un’ abissale ignoranza, illustra la storia di Scilla.
Alla prima occhiata si vede che ha soldi, alla seconda quanti. Tanti. Ostenta il denaro e la sua capacità di spenderlo. E’ un arricchito. Per antica tradizione, infatti, i ricchi da generazioni sono noti per non avere mai soldi in tasca. Il presupposto è che dietro di loro c’è sempre qualcuno che si occupa di queste piccole cose. Lui, invece, obbliga gli altri a soffermarsi su suoi soldi. I ricchi adorano dire quanto hanno speso poco. Da ex povero,  adora mostrare quanto può spendere
E’ dotato di due telefonini e di un iPhone. I cellulari suonano troppo. E’ sempre disponibile a quegli oggetti che trillano. Prevalentemente  comanda e dispone. E’ sempre reperibile .
Fa parte comunque della nuova giungla sociale degli  incontinenti tecnologici . Tra un trillo e l’ altro il suo viso e il suo naso si perdono tuffandosi nel suo iPhone. Il ‘’nostro’’ fa parte dell’avanguardia di una nuova era. Nel passato, le regole e l’etichetta servivano a far sì che gli altri non invadessero la tua privacy. Nella civiltà che si profila è maleducazione chiedere di salvaguardare la propria privacy in ogni luogo che è connesso, perché se lo chiedi stai interferendo con il diritto dell’altro ad esprimersi.
I suoi cellulari  suonano alternativamente e in coppia. Tra un trillo e l’ altro, smettendo di tuffarsi nell’ iPhone, cita a sproposito Omero. Racconta di Ulisse ferito da Polifemo in una delle grotte di Cariddi. Con enfasi  afferma che la ‘’ninfa’’ Scilla è figlia di Eurialo e Niso.
‘’Ciao’’, dice con deferenza in risposta a un ennesimo trillo.
Ascolta con attenzione l’ interlocutore…
‘’Hai ragione, e’ un bastardo’’
… 
‘’Ma glielo detto sai’’
‘’No, Sono stato calmo. Con lo stesso tono di voce con cui ti sto parlando gli ho detto sei un bastardo. Non ci si comporta così. Hai fatto un gran torto a me che sono il re delle due Sicilie’’
‘’Sì, ha tradito la nostra  amicizia, sei un fottuto farabutto gli ho detto’’
’’Come no. Non solo glielo fatto capire, ma ho detto chiaramente che con noi ha chiuso’’
‘’Eh già voglio proprio sapere che cazzo farà’’
’’Certamente, se chiude con noi è finito.  Gli infami hanno la porta chiusa con tutti’’
‘’Ti ripeto ero calmissimo. Pensa che mia moglie mi ha detto ma perdi ancora tempo con quel gran testa di ..., si è bloccata, ché è una persona veramente fine, donna di gran classe, abituata a stare in società, non come me, che invece… poi ha aggiunto stronzo, pezzo di merda, ma digli di andare a fare in culo …’’


Noblesse oblige.


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