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giovedì 11 dicembre 2014

Bob Dylan, il piacere di scoprirsi crooner

da il manifesto

Bob Dylan, il piacere di scoprirsi crooner

Musica. Mister Zimmerman annuncia un album di standard jazz, «Shadows in the night», in uscita il 3 febbraio. «Da tempo - spiega - volevo fare un disco come questo ma non ho mai avuto il coraggio di avvicinarmi ad arrangiamenti complessi per 30 elementi e adattarli per una band di cinque».
Bob Dylan in uno scatto giovanile, sotto la copertina del nuovo disco

Così il mer­cato cam­bia stra­te­gia in tempi di crisi. Non più noti­zie rilan­ciate con il lumi­cino, ma tam tam media­tici su scala mon­diale. Più se ne parla, più la noti­zia rim­balza sui social net­work e in rete, meglio è. Nem­meno il ritorno di Bob Dylan può quindi sot­trarsi ai nuovi dik­tat del mar­ke­ting glo­bale. E così Sha­dows In The Night, il suo nuovo album viene annun­ciato con tanto di trac­klist com­pleta. Uscirà il 3 feb­braio per Colum­bia Records/Sony Music e con­terrà dieci brani pro­dotti da Jack Frost, due anni dopo Tempest.
Ma, reg­ge­tevi forte, per que­sto disco il mene­strello del rock si affida a un reper­to­rio com­po­sto da stan­dard senza tempo sele­zio­nati dalla cor­nu­co­pia ine­sau­ri­bile che è il song­book americano.Canzoni per inten­derci pas­sate dalle voci di Frank Sina­tra, Ella Fitz­ge­rald, Bil­lie Holi­day e che mister Zim­mer­man ha voluto fare sue. Ci sono pezzi di sto­ria della musica da far tre­mare i polsi come I’m A Fool To Want You , Autumn Lea­ves, Full Moon And Empty Arms.
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Corag­gioso non c’è che dire e le ragioni della scelta le spiega lo stesso Dylan: «Rea­liz­zare quest’album è stato un auten­tico pri­vi­le­gio. Da tempo volevo fare un disco come que­sto ma non ho mai avuto il corag­gio di avvi­ci­narmi ad arran­gia­menti com­plessi per 30 ele­menti e adat­tarli per una band di cin­que. Il segreto di que­ste inter­pre­ta­zioni? Cono­scere benis­simo i brani. È stato fatto tutto dal vivo, in una sola take, due al mas­simo. Niente sovrain­ci­sioni, niente cabina voce, niente cuf­fie, niente tracce sepa­rate: è stato mixato più o meno come è stato inciso. Non mi sem­bra asso­lu­ta­mente di aver rea­liz­zato delle cover di que­ste can­zoni, ne sono state fatte tal­mente tante che alcuni brani sono stati sepolti dalle loro stesse cover. Con que­sto album io e la mia band stiamo fon­da­men­tal­mente facendo risco­prire que­ste canzoni».
Né archi, né fiati, né orche­stra. Ne è entu­sia­sta — ma forse è un po’ di parte — Rob Strin­ger, pre­si­dente di Colum­bia Records, che sot­to­li­nea: « Bob ha tro­vato un modo di dare nuova vita a que­ste can­zoni e ren­derle con­tem­po­ra­nee. È un disco di altis­simo livello e non vediamo l’ora di pre­sen­tarlo al mondo intero». Ascolteremo.


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