La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

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Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

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NON STO TANTO MALE

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romanzo di Gianni Zanata

sabato 27 dicembre 2014

Libri per un anno

da il manifesto
ALIAS

Libri per un anno

Ventiquattro libri per il 2015, due al mese, una media per il buon lettore

Ven­ti­quat­tro libri per comin­ciare il 2015 leg­gendo bene, e leg­gendo bene pro­se­guirlo. Ven­ti­quat­tro libri, due al mese. Una media che iden­ti­fica il buon let­tore. Una media che potrà alzarsi esau­rendo, ma sem­pre con le dovute rifles­sioni finali, le pagine non esu­be­ranti de La cucina del Risorto, Ski­doo, I diari segreti di Costan­ti­no­poli, Il pigiama del gatto, Kiku — San la moglie giap­po­nese. Una media che scen­derà accet­tando la pon­de­rosa sfida di La vita plu­rale di Fer­nando Pes­soa e quella archeo­lo­gica di La Roma di Augu­sto. O che, a dispetto dei numeri, si man­terrà tale per­ché titoli come La pie­tra per gli occhi o La strage dei con­giun­tivi inchio­dano alla pol­trona. Tro­ve­rete anche quat­tro libri illu­strati assai diversi tra loro, uniti dalla bontà dell’idea e dalla bel­lezza della gra­fica. Durante l’ultima edi­zione di Por­de­no­ne­legge, a dispo­si­zione dei clienti nelle stanze degli alber­ghi, c’era il clas­sico car­tel­lino ‘Non distur­bare’, da appen­dere alla mani­glia esterna della porta. Su di esso una frase di Vla­di­mir Nabo­kov ‘Sapere che si ha qual­cosa di bello da leg­gere prima di cori­carsi è una delle sen­sa­zioni più pia­ce­voli della vita’. Chi mai si sen­ti­rebbe di affer­mare il contrario?

Pierre Loti
Kiku — San, La moglie giapponese
pp. 180, € 14, O barra O edizioni
Per averne letto diversi lavori, la nostra opi­nione su Louis Marie Julien Viaud, vero nome di Pierre Loti, è che fosse amma­lato di suf­fi­cienza e pre­sun­zione. Ci ricon­ci­lia par­zial­mente con lui que­sto romanzo/diario di viag­gio in chiave auto­bio­gra­fica, capace di aprire le porte del Giap­pone di fine ’800. Qui Loti arriva nel 1885, a Naga­saki, per rimet­tere in sesto la nave da guerra Trion­fante. E qui, come vuole l’usanza, può deci­dere per un prov­vi­so­rio matri­mo­nio. La sposa si chiama Kiku — san, la signo­rina Cri­san­temo. Il libro sarà ispi­ra­tore per il primo atto della puc­ci­niana Madama Butterfly.
Ray Brad­bury
Il pigiama del gatto
pp. 238, € 12, Oscar Mondadori
Il rac­conto che dà titolo al libro risale al 2003 e appar­tiene all’ultima rac­colta curata dallo stesso Ray Brad­bury. Venti sto­rie in gran parte scritte tra la seconda metà degli anni ’40 e i primi ’60, dove Ray intinge la sua penna in trame sur­reali, dise­gnando l’America per­be­ni­sta e con­ven­zio­nale, raz­zi­sta e di fac­ciata, povera e sper­duta. La meta­fora di Cri­sa­lide (1946) è un mani­fe­sto per la parità dei diritti tra bian­chi e neri, Ses­san­te­sei spolpa il mito della leg­gen­da­ria Route, Viva il capo descrive una per­dita colos­sale e para­dos­sale a blac­k­jack. Dol­cea­maro il gusto nella bocca del lettore.
Goli Tara­ghi
La signora melograno
pp. 270, €14, Calabuig
Goli Tara­ghi e Azar Nafisi si somi­gliano. Entrambe di fami­glia ira­niana agiata, entrambe colte, si ritro­vano di fronte al vento nuovo dell’Ayatollah Kho­meini, che in loro smette di sof­fiare rapi­da­mente. Nafisi sce­glie l’esilio negli Stati Uniti, Tara­ghi a Parigi. Da lì diven­gono nar­ra­trici della cul­tura della loro patria, dei tempi dello Scià Reza Pahlavi, dell’integralismo kho­mei­ni­sta, dei viaggi di ritorno. E lo fanno dando voce a uomini e donne, vec­chi e gio­vani, stu­denti e lavo­ra­tori. Bel­lis­simo è l’aggettivo giu­sto per La signora melo­grano di Tara­ghi e Leg­gere Lolita a Tehe­ran di Nafisi.
Roberto Tira­bo­schi
La pie­tra per gli occhi, Vene­tia 1106 d.C.
pp. 288, € 18, EDIZIONI E/O
Vene­zia non ancora Sere­nis­sima, pala­fitte sulle terre dell’arcipelago. Il chie­rico Edgardo d’Arduino, gio­vane e stor­pio ama­nuense, vi approda per gua­rire da una immi­nente cecità. Dicono che a Vene­zia esi­sta il rime­dio, una pie­tra. La ricerca lo porta nel micro­co­smo dei fio­lari, i vetrai, dove da poco è stato assas­si­nato un gar­zone di bot­tega, cui sono stati cavati gli occhi. Al loro posto due bulbi di vetro con pupille rosse. È il primo di tanti avve­ni­menti nefa­sti sul cam­mino di Edgardo. Il nome della rosa 35 anni dopo? No, tutto è Made Tira­bo­schi, per una let­tura che si fatica a lasciare.
Alex Capus
Ski­doo. Viag­gio nelle città fan­ta­sma del sel­vag­gio West
pp. 86, € 9,90, EDT
Cit­ta­dino sviz­zero, ma nato in Nor­man­dia, Capus è andato alla ricerca delle memo­rie più evo­ca­tive del Far West. Le città fan­ta­sma. Assi di legno tar­late, muri sbri­cio­lati, miniere svuo­tate, pozzi d’acqua pro­sciu­gati. Intorno il nulla. Ed è pro­prio da quel nulla che l’autore fa risor­gere figure auten­ti­che di ban­diti di mezza tacca, bir­rai ambu­lanti, sol­dati in sella a cam­melli, nativi ammu­to­liti dall’idiozia dei loro con­qui­sta­tori, spe­di­zioni verso El Dorado ine­si­stenti. Le foto che accom­pa­gnano il testo riba­di­scono che il leg­gen­da­rio West, nella sua quo­ti­dia­nità, di leg­gen­da­rio aveva ben poco.
Mas­simo Roscia
La strage dei congiuntivi
pp. 322, € 15,50, Èxòrma
La sic­cità nell’uso del con­giun­tivo è una delle pia­ghe che afflig­gono il nostro idioma. Chiun­que abbia un minimo di riguardo nei con­fronti di que­sto nobile modo, sus­sulta ogni giorno (guar­dando la tv, ascol­tando discorsi dotti o con­vi­viali, spesso leg­gendo i gior­nali) al cospetto di atten­tati dal rumore caco­fo­nico tipo ‘Spe­riamo che arri­vano pun­tuali’. Pala­dino eroico del con­giun­tivo è Mas­simo Roscia, che ne attacca i nemici nelle pagine di un romanzo diver­tente, scritto con iro­nia for­bita, appas­sio­nante e al mede­simo tempo por­ta­tore di scon­forto in chi, ancora, ama espri­mersi in italiano.
Wil­liam Hazlitt
L’ignoranza delle per­sone colte
pp. 180, € 14,50, Fazi Editore
Di lui scrisse Vir­gi­nia Woolf «In virtù del suo prin­ci­pio ‘è dif­fi­cile odiare chi si cono­sce bene’, se aves­simo cono­sciuto Haz­litt lo avremmo di sicuro tro­vato sim­pa­tico». Sim­pa­tico, e insieme capace di pro­vo­ca­zioni e para­dossi nella rubrica Table Talk, che dal giu­gno 1820 a metà del 1821 tenne sul Lon­don Maga­zine. Sette saggi in cui spicca un raro senso dello humor, tal­volta amman­tato di fero­cia. All’ignoranza delle per­sone colte si uni­scono lo scrit­tore ele­gante, i potenti delle uni­ver­sità e delle pub­bli­che cari­che, il genio incom­preso, l’uomo intel­let­tual­mente supe­riore… Più attuale che mai.
Meh­met Gün­düz Coral
I diari segreti di Costantinopoli
pp. 128, € 13, Besa Editore
I lavori let­te­rari di Coral (Izmir, 1947) sono in pre­va­lenza di ambien­ta­zione sto­rica e legati al suo Paese. Tale è anche il titolo pro­po­sto da Besa. Prima Bisan­zio, poi Costan­ti­no­poli, la città oggi più popo­losa d’Europa divenne Istan­bul nel 1930, per deci­sione di Ata­türk, primo pre­si­dente della Tur­chia. All’epoca di Roma impe­riale era il solo luogo ad essere defi­nito ‘La Città’. I diari di Coral richia­mano la sto­ria, il mito, i per­so­naggi, la gente di que­sto con­te­ni­tore di civiltà e cul­tura, can­cel­lando con giu­sta penna gli ste­reo­tipi eso­tici. Nobile guida ‘paral­lela’, da con­sul­tare in viaggio.
Bruno Berni (a cura di)
Fiabe lap­poni
pp. 178, € 15, Iperborea
Quat­tro let­tere com­pon­gono il nome Sami, che iden­ti­fica il popolo da noi chia­mato Lap­poni. Neve, ghiacci, soli­tu­dini, fore­ste fitte, notti soli­ta­rie sono state fucine per la nascita di leg­gende e soprat­tutto di fiabe. In esse, i Sami sovrap­pon­gono alla fan­ta­sia il retag­gio di abi­tu­dini anti­che, riti quo­ti­diani quali la cac­cia, le invo­ca­zioni e le pre­ghiere agli spi­riti. Primo titolo di una serie che Iper­bo­rea dedi­cherà alla fiabe scan­di­nave, il libro è diviso in 28 sto­rie brevi, magi­che già nel titoli. Esem­pio: ‘Ruobba fa la guar­dia all’albero del re e ruba l’occhio del gigante e del Maligno’.
Adele Marini
Io non ci sto
pp. 288, € 18, Fra­telli Frilli Editori/Feltrinelli
I geno­vesi Fra­telli Frilli, sono tenaci edi­tori del giallo e del noir decli­nati all’italiana. I loro segugi si muo­vono soprat­tutto nel Nord Ita­lia, unendo alle capa­cità inve­sti­ga­tive debo­lezze e doti umane non banali. Il com­mis­sa­rio Vin­cenzo Marino è uno di que­sti. Adele Marini, la sua crea­trice, lo invi­schia in una con­vin­cente trama, i cui fili li tirano da vent’anni i ser­vizi segreti. La scia di san­gue delle loro vit­time puzza di ricatto, su di essa sono in tanti ad aver lasciato l’impronta del silen­zio com­plice e dei misteri taciuti. A Marino il com­pito di can­cel­larla tra Milano e Roma.
Osvaldo Bayer
Pata­go­nia rebelde
pp. 160, € 14, Elèu­thera Editrice
Prima ci pensò la dit­ta­tura a cen­su­rare e distrug­gere le copie del libro, poi fu il turno della moda chat­wi­niana a rele­garlo nell’ombra. Né fu suf­fi­ciente a resti­tuir­gli giu­sta luce il film di Héc­tor Oli­veira pre­miato alla Ber­li­nale ’74 con l’Orso d’oro. Il testo di Bayer rac­conta i per­so­naggi pro­ta­go­ni­sti nel 1921 di un scio­pero che tenne in scacco per mesi le armate dell’esercito e della poli­zia. Erano gau­chos, anar­chici, ban­do­le­ros (tra di loro un ita­liano sopran­no­mi­nato El Toscano) schie­rati con­tro l’arroganza di mili­tari e lati­fon­di­sti. Cro­na­che di ideali poli­tici dal Mondo alla fine del mondo.
Ste­fa­nia Nardini
Jean-Claude Izzo, Sto­ria di un marsigliese
pp. 144, € 12,50, Edi­zioni E/O
Que­sta bio­gra­fia roman­zata di Izzo ha due buoni motivi per essere meri­to­ria di atten­zione. Il primo è che di Jean Claude Izzo l’Italia non cono­sce ancora abba­stanza. Il secondo è che la romana Ste­fa­nia Nar­dini ha fatto di Mar­si­glia la sua seconda patria d’adozione dopo l’Umbria. Aprono i gio­chi due pagine in cui lo scrit­tore immor­tala la città, e sono parole ine­gua­glia­bili per poe­sia e bel­lezza. Poi Nar­dini ini­zia a cam­mi­nare accanto a Jean Claude, fino al ter­mine di una vita durata solo 55 anni. Il libro è com­mosso intrec­cio di sto­rie, cita­zioni, versi, pas­sioni, odori, luci, eterno amore.
Angel Cre­spo
La vita plu­rale di Fer­nando Pessoa
pp. 596, € 26, Bietti
Non è mai esi­stito un solo Fer­nando Pes­soa. Segno evi­dente di plu­ra­lità sono i nume­rosi ete­ro­nimi con cui firmò la quasi tota­lità delle sue opere. Ma Pes­soa fu anche astro­logo e cul­tore dell’esoterismo, gior­na­li­sta, impie­gato in ditte di tra­sporti. Poli­ti­ca­mente si schierò con­tro la demo­cra­zia e ogni forma di tota­li­ta­ri­smo, con avver­sione par­ti­co­lare per comu­ni­smo e socia­li­smo. Amò, insieme all’alcol che gli fu fatale, una sola donna, Ophe­lia. Que­ste poche note ren­dono l’idea della sua com­ples­sità umana e intel­let­tuale, per la prima volta ana­liz­zata a fondo nell’importante opera di Crespo.
Giu­seppe Acconcia
Egitto. Demo­cra­zia militare
pp. 240, € 14, Èxòrma
Del libro di Accon­cia ha già scritto con ampiezza di ana­lisi, qual­che tempo fa, Il mani­fe­sto. A noi il com­pito di ricor­darvi un lavoro che va oltre il repor­tage e la cro­naca per aiu­tare a com­pren­dere i colpi di mano di un governo che con il pre­te­sto di piazza Tha­rir ha ‘giu­sti­fi­cato’ un golpe. Non sazio, il pre­si­dente egi­ziano Abd al Fat­tah al Sisi ha arre­stato decine di gior­na­li­sti tra novem­bre e dicem­bre del 2014, assolto nei pro­cessi molti Fra­telli Musul­mani, com­piuto retate anti­gay tra­smesse dalle tv del Paese, pro­mul­gato una legge che proi­bi­sce i cor­tei. E minac­cia i diritti delle donne.
Manning/Granström
The Bea­tles (illustrato)
pp. 50, € 16,50, Gallucci
Padri e madri di incol­pe­voli bam­bini e col­pe­voli ado­le­scenti che non sanno o mal sanno chi erano The Bea­tles, rega­le­rete loro que­sto fumetto gigante con la scusa delle feste di fine anno. Vi sie­de­rete accanto alla prole per sfo­gliarlo, aggiun­gervi aned­doti e ricordi per­so­nali, ver­sare qual­che fur­tiva lacri­muc­cia. Apprez­ze­rete, ed è que­sto ciò che conta, il lavoro della cop­pia Brita Gran­ström e Mick Man­ning, che con mano leg­gera e però mai super­fi­ciale, hanno saputo rac­con­tare a gio­vani e gio­va­nis­simi i Fab Four prima, durante e dopo la leg­genda; prima, durante e dopo la cele­brità e la ricchezza.
Wil­liam Grill
L’incredibile viag­gio di Shac­kle­ton (illustrato)
pp. 72, € 19, ISBN Edizioni
Una pic­cola mera­vi­glia edi­to­riale che miscela la raf­fi­na­tezza illu­stra­tiva con il rac­conto della spe­di­zione dell’esploratore Ernest Henry Shac­kle­ton al Polo Sud, 1914. Con ven­ti­sette uomini, Ernest partì da Lon­dra a bordo della Endu­rance il primo ago­sto. Nono­stante le ter­ri­bili avver­sità, il clima, la distru­zione della nave, tornò a casa con tutti i suoi. Grill ci pro­ietta nell’impresa nar­ran­done per parole e dise­gni il finan­zia­mento, l’equipaggio, l’imbarcazione, le prov­vi­ste, la par­tenza, il deserto dei ghiacci, le sfide da vin­cere, il Patience Camp… Rotta imme­diata verso una libreria.
Oren Lavie/ Wolf Erl­bruch
L’orso che non c’era (illustrato)
pp. 48, € 9,50, Edi­zioni E/O
Musi­ci­sta e dram­ma­turgo israe­liano, il qua­ran­tenne Lavie si cimenta con una favola dise­gnata da uno dei mag­giori illu­stra­tori mon­diali per ragazzi, il tede­sco Wolf Erl­bruch. L’orso cerca nei boschi e negli incon­tri con altri ani­mali la rispo­sta a que­siti impe­gna­tivi: chi sono, sono felice, sono di bell’aspetto? E nella Favo­losa Fore­sta discute nella Favo­losa Fore­sta con la Mucca comoda, il Penul­timo pin­guino, la Lucer­tola pigra, la Tar­ta­ruga taxi, il signi­fi­cato dei silenzi. Al pari degli altri libri illu­strati pro­po­sti in que­ste pagine, il bino­mio scrittura/illustrazione è molto, molto felice.
Ila­ria Bernardini
La fine dell’amore, Gra­phic Short Stories
pp. 240, € 20, Hop/ISBN Edizioni
Con ISBN, Chiara Ber­nar­dini pub­blicò nel 2006 tre­dici rac­conti sotto il titolo La fine dell’amore. La stessa ISBN, con Hop, li ha con­se­gnati ad altret­tanti illu­stra­tori, che ne hanno fatto una gra­phic novel corale, appena uscita in libre­ria. Volti, per­sone, interni, esterni, imma­gini ieri affi­dati al nero su bianco delle parole, pren­dono oggi fat­tezza nelle tavole di Akab, Mabel Morri, Marco Galli, Jacopo Vec­chio… Segni e tec­ni­che agli anti­podi, durezza del tratto che nelle pagine suc­ces­sive si fa mor­bida, sce­no­gra­fie di oscu­rità e di sole urbani. L’amore, si sa, non è mai uguale per tutti.
AAVV
La memo­ria dell’acqua (Illustrato)
pp. 320, € 20, Iaco­belli Editore
Il Tevere non più biondo, le fon­tane, gli acque­dotti (uno di que­sti è sfondo a una scena de La grande bel­lezza), i ponti, le terme, l’isola Tibe­rina. Roma e il Lazio sono terre di acqua su cui l’uomo, attra­verso i secoli, ha costruito. Archi­tet­ture magni­fi­che, scul­ture che zam­pil­lano, opere di inge­gne­ria idrau­lica, tombe, ville. I tre autori tra­sfor­mano i tesori di que­sto patri­mo­nio liquido in una serie di appro­fon­diti iti­ne­rari urbani e regio­nali. Iti­ne­rari in cui la sto­ria, la leg­genda, la natura, la fede diven­gono ele­menti impor­tanti per com­pren­dere tutto il senso e il fascino del viaggio.
Andrea Caran­dini
La Roma di Augu­sto in 100 monu­menti (con e book)
pp. 416, € 30, Utet
Il nome dell’archeologo Caran­dini è legato soprat­tutto alla sco­perta, durante gli scavi del Pala­tino, a Roma, dei resti di una for­ti­fi­ca­zione appar­te­nente alla cinta mura­ria che cir­con­dava il colle nell’VIII secolo a.C. Il volume che segna­liamo rac­conta la Città Eterna durante il prin­ci­pato di Otta­viano Augu­sto, dal 27 a.C. al 14 d.C. Cento monu­menti desti­nati agli usi più diversi, di cui è cen­tro non solo sim­bo­lico la Domus Augu­sti del Pala­tino, primo palazzo da dove Augu­sto governò. Divisa in capi­toli, lin­guag­gio chiaro e den­sità di rife­ri­menti, l’opera merita evi­denza sugli scaf­fali di casa.
Roberto Bosio
Muo­iono solo gli stronzi. La straor­di­na­ria vita
di Mario Monicelli
pp. 144, € 15, Bra­dipo Libri
Novan­ta­cin­que anni, di cui set­tanta pas­sati con l’occhio, la mente e il cuore die­tro la mac­china da presa. Novan­ta­cin­que anni tra­scorsi in gran parte a inven­tare non solo per il cinema ma anche nella vita. L’uomo Moni­celli era dif­fi­cile, volu­bile, mai com­ple­ta­mente sve­lato agli altri, capace di cam­biare data e luogo di nascita quando gli pareva. Un gran bugiardo, lo definì la moglie Chiara Rapac­cini. Il ritratto che Roberto Bosio ci con­se­gna è un omag­gio mai sdol­ci­nato al padre della com­me­dia all’italiana. E al Moni­celli pas­sato, per quasi un secolo, attra­verso la sto­ria della nostra penisola.
Cavallito/Lamacchia/Iaccarino
I 100 di Milano e Torino
pp. 226, € 12,90, EDT
Nuova edi­zione per la guida fir­mata dai trio di gastro­nomi sabaudi e dai loro col­la­bo­ra­tori. In con­tem­po­ra­nea anche Roma, Genova e Ligu­ria, Firenze, Bari e Puglia. Torino e Milano sono state accor­pate in un unico volume ‘al rove­scio’. I cento locali si divi­dono fra 50 top e 50 pop. Nel primo caso, i prezzi sono da por­ta­fo­glio capiente. Nel secondo (trat­to­rie e din­torni) l’esborso cala di molto. Accanto a nomi noti nelle rispet­tive cate­go­rie, va dato atto agli autori di grande cura nella sco­perta di valide novità. Se Iac­ca­rino evi­tasse troppi com­pia­ci­menti nello scri­vere, ciò non guasterebbe.
Gio­vanni Cesare Pagazzi,
La cucina del Risorto
pp. 64, € 5, Edi­trice Mis­sio­na­ria Italiana
Gesù, si sa, era capace di mira­coli. Ma che li facesse anche in cucina è dif­fi­cile da imma­gi­nare. Non par­liamo della mol­ti­pli­ca­zione dei pani e dei pesci, o dell’acqua tra­sfor­mata in vino. Par­liamo di un Gesù chef, con com­pe­tenze in tema di farina, ortaggi, pesce cuci­nato alla brace, uso del sale… Così sostiene il pia­ce­vole e accu­rato sag­gio del teo­logo lodi­giano Pagazzi. Ricorda Pagazzi che Buon Pastore indica colui che serve in tavola il pasto buono, e Gesù amava riu­nire la sua gente intorno al desco. Il cibo dive­niva, così, tra­mite per pren­dersi cura dell’anima e delle neces­sità altrui.
Marco Lom­bardi
Gustose visioni
pp. 160, € 15, Iaco­belli Editore
Gior­na­li­sta e con­dut­tore radio­fo­nico nell’ambito dei pia­ceri della tavola, Lom­bardi ha appena sfor­nato (il verbo è quanto mai per­ti­nente) un dizio­na­rio dedi­cato al rap­porto tra cinema ed eno­ga­stro­no­mia. Dicia­molo subito: non è la solita sfilza di titoli che vanno da Il pranzo di Babette a Qual­cuno sta ucci­dendo i più grandi cuo­chi d’Europa. O meglio: la lista c’è, ma divisa in tre sezioni che annun­ciano ana­lisi impe­gnate. Ad esem­pio ‘L’enogastronomia come discorso etico poli­tico’. Nutrita (l’aggettivo è quanto mai per­ti­nente) la parte intro­dut­tiva. Nel com­plesso, un lavoro assai ben… cucinato.

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