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sabato 14 dicembre 2013

Il Museo Nazionale del cinema rende omaggio al grande mimo Jacques Tati, con una retrospettiva dal titolo L’EQUILIBRISTA. Omaggio a Jacques Tati

Il Museo Nazionale del cinema rende omaggio al grande mimo Jacques Tati, con una retrospettiva dal titolo L’EQUILIBRISTA. Omaggio a Jacques Tati
Cinema Massimo – dal 15 al 18 dicembre 2013 – Sala Tre

A ideale completamento dell’omaggio a Sylvain Chomet organizzato da Sottodiciotto Filmfestival, il Museo Nazionale del Cinema rende omaggio al grande mimo Jacques Tati, con una retrospettiva dal titolo L’EQUILIBRISTA. Omaggio a Jacques Tati, in programmazione da domenica 15 a mercoledì 18 dicembre 2013.

La rassegna sarà inaugurata domenica 15 dicembre alle ore 16.30 nella Sala Tre del Cinema Massimo con la proiezione del film Giorno di festa. Ingresso 6.00/4.00/3.00 euro.

Il grande mimo Tati, osservatore attento e instancabile che tanto influenzò il regista diAppuntamento a Belleville nel suo modo di trasfigurare la realtà e reinventare i personaggi, disse di sé: “Prima di girare film ero un mimo: dovevo riprodurre per la gioia degli spettatori quello che osservavo nella vita. Nel cinema ho portato la stessa tecnica di osservazione del prossimo, copiando la vita, mostrando le piccole assurdità e i tratti tipici dei singoli individui”.

Jacques Tati (Le Pecq, 1907 – Parigi, 1982) si è affermato in vita come attore, sceneggiatore e regista per il cinema, in particolare grazie ai suoi primi tre lungometraggi: Giorno di festa(1949), Le vacanze di Monsieur Hulot (1953) e Mon oncle (1958). Creatore e interprete del lunare personaggio di Monsieur Hulot, Tati realizza nel 1967 il suo progetto più ambizioso,Playtime. Ma, invece del successo, con questo film arriva un clamoroso fallimento commerciale, destinato ad influenzare negativamente il resto della sua carriera. Gli ultimi due tasselli di una breve filmografia sono sbrigativamente liquidati da pubblico e critica come "minori": Monsieur Hulot nel caos del traffico (1971) e Il circo di Tati (1973). Tati paga infine il declino di popolarità trascorrendo gli ultimi anni della sua vita lontano dai set cinematografici. Solo a distanza di alcuni anni dalla sua scomparsa, l'eredità artistica di Tati, grazie all'impegno della figlia Sophie e di alcuni cineasti e studiosi francesi, è stata difesa avviando un percorso di valorizzazione che restituisce al cineasta la sua meritata statura di grande comico moderno. [Da Jacques Tati. Il suono delle immagini di Marco Muscolino]

Giorno di festa (Jour de fête)
(Francia 1949, 75’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Il tranquillo villaggio di Saint Sévère è travolto dall’organizzazione della giornata di festa. Vengono montate giostre e tiro a segno e un tendone per proiettare un film. Tutti gli abitanti preparano gli abiti "buoni" e il postino François si lancia con la sua bicicletta in inseguimenti spericolati. Il film fu girato con due macchine da presa, una per il bianco e nero e una per il colore. Fu diffusa solo la prima versione ma, nel ‘94, grazie al restauro, il pubblico ebbe la possibilità di vedere il film nell’edizione a colori tanto desiderata da Tati.

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