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domenica 15 dicembre 2013

Quando il giornalismo diventa narrazione

Giornalisti&/Giornalismi

Quando il giornalismo diventa narrazione

'Operazione massacro' di Rodolfo Walsh è il racconto di uno dei più atroci crimini della dittatura militare argentina. Un prezioso esempio di giornalismo narrativo.


di Marta Scandorza 

Ci sono alcune letture che hanno la capacità immediata di riconciliarti col mondo. Ce ne sono altre che ti lasciano un senso di vuoto profondo, un'inquietudine radicale e definitiva. Operazione massacrodi Rodolfo Walsh appartiene senza dubbio a questo secondo tipo. L'ho chiuso da due giorni e non riesco a separarmene. Ogni tanto lo riprendo, e ne rileggo dei brani. Oppure lo guardo soltanto. Lo tengo in borsa, lo tiro fuori, me lo metto accanto e lo guardo. 

Forse perché questo libro non è solo una storia, forse perché questo libro è il racconto di una vita. 

Mi sono imbattuta in Rodolfo Walsh, giornalista argentino di origini irlandesi, quasi per caso. In un articolo sulla letteratura sudamericana, lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez definiva Walsh «l'uomo arrivato prima della Cia», elogiandolo come grande esempio di giornalismo militante.

Ho letto Operazione massacro - edito nel 2012 da La nuova frontiera- tutto d'un fiato. È la storia, narrata attraverso quel genere che solo un paio di decenni più tardi verrà coniato come new giornalism o romanzo-reportage, di uno dei più atroci crimini commessi durante la dittatura militare nell'Argentina post-Peron.

Durante le sommosse del giugno 1956 un gruppo di 12 uomini, estranei alla rivoluzione, vengono brutalmente sequestrati da un appartamento, portati in questura, e da lì caricati su un camioncino, condotti fuori città e fucilati. Quegli uomini non c'entrano nulla con la sommossa, si erano riuniti per seguire alla radio un incontro di pugilato. Ma l'omicidio e la tortura ingiustificati sono all'ordine del giorno in un paese in mano a forze dell'ordine brutali e senza scrupoli. In quell'occasione, però, qualcosa va storto e il crimine non si può insabbiare: sette vittime riescono a trarsi miracolosamente in salvo. 

Rodolfo Walsh viene a conoscenza dell'accaduto per puro caso. È seduto in un caffè a La Plata, quando qualcuno gli dice: "Ci sono state delle ennesime fucilazioni illegali. Ma uno di loro si è salvato." Chiede immediatamente dove poterlo trovare, poi guarda l'informatore e comprende di averlo davanti. Quell'uomo è Juan Carlos Livraga. 

Juan Carlos gli fa incontrare altri due sopravvissuti. Dalle dichiarazioni di questi si scopre che ve ne sono altri, ma si sono rifugiati in altre nazioni o sono nascosti, e nessuno sa dove si trovano. Il materiale a disposizione è già abbastanza, dopo alcune nottate in bianco Rodolfo si rende conto, anche se lo ha sempre saputo, di non poter rimanere inerme. È questo il punto di partenza della lunga e appassionata indagine durata due anni che lo porterà a porsi in definitivo contrasto al regime. 

Rodolfo raccoglie testimonianze, ricostruisce i fatti, e denuncia i militari assassini sulle pagine di una rivista clandestina. Sostiene Livraga nel suo processo contro la giunta e tenta di sensibilizzare la stampa estera. Poi raccoglie il tutto in un testo uniforme, che subirà più rifacimenti e che vedrà la pubblicazione ultima solo dopo anni e a processo concluso. 

La meravigliosa edizione de La nuova frontiera dalla fattura elegante e riservata, e dall'odore di cenere autunnale, riporta in appendice la lettera che il giornalista, il 24 marzo 1977 indirizzò ai giornali argentini e ai corrispondenti stranieri. 

Con dignità e audacia torna di nuovo a denunciare i crimini umani e politici di una classe governativa cieca e assassina, fedele alla missione che aveva animato il suo lavoro per tutta la vita, quella di testimoniare a qualsiasi costo la verità, consapevole del pericolo, senza aspettarsi "di essere ascoltato e con la certezza di essere perseguitato". Il giorno dopo viene sequestrato e il suo corpo non fu mai trovato. 

Ora posso chiudere il libro e tenerlo tra quelli a cui sono più legata. Nel raccontarlo, e se anche solo una persona avrà voglia di leggerlo, anche io avrò dato il mio piccolo contribuito alla causa della giustizia e della verità accanto a Rodolfo.
da voltapagina

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