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sabato 4 ottobre 2014

SA CRABONERA di plz

SA CRABONERA

Sa crabonera, nella sua forma classica, mano sinistra all’ altezza della nuca e mano destra a prendere con forza il fondo schiena (esiste anche quella dei mancini con inversione delle mani), affonda nella notte dei tempi. Sembrerebbe, ma non esistono documenti e scritti certi, che per  la cacciata di Adamo e Eva dall’ Eden sia stata utilizzata da parte degli Angeli la crabonera classica, anche se la versione piu’ accreditata, anche dalla Bibbia, e’ quella di essere stati allontanati a sonu ‘e corru. Questa comunque e’ un’ altra storia, di cui si potrebbe parlare in un altro racconto o breve saggio.
Piu’ certi invece siamo dell’ utilizzo della crabonera fin dai tempi dei protonuragici e dei nuragici, anche se non esistono scritti.
Anche una delle leggende nuragiche, quella della uccisione dei vecchi padri da parte dei figli, sembra venisse fatta con sa crabonera. L’ uccisione dei vecchi nell’ era nuragica pare fosse una pratica comune. I vecchi erano un peso per la famiglia in quanto non potevano lavorare, produrre beni, ma invece mangiavano e quindi costavano ai figli. La leggenda vuole che i vecchi padri venissero accompagnati dal figlio maschio maggiore in una localita’ lontana dal villaggio nuragico, in una zona con un profondo dirupo. I due stavano a parlare per tutta la notte. All’ alba, alle prime luci del sole il giovane metteva il vecchio in posizione a circa quattro-cinque metri dal baratro, poi spingeva l’ anziano genitore verso il dirupo impiegando la classica crabonera, cioe’ mano sinistra all’ altezza della nuca e quella destra a prendere con forza il fondo schiena e quasi sollevandolo da terra faceva compiere al vecchio i pochi metri che lo separavano dal burrone. Indi lo lasciava cadere.
Di crabonera parla anche Aristotele il quale afferma che la crabonera era uno dei problemi piu’ importanti del mondo antico. Gia’ la scuola di Mileto cerca di risolverlo a modo suo, magari aggiungendo nella fase finale il classico calcio in culo per aumentare la gittata del lancio. 
Il problema era molto complesso perche’ non si vedeva una via d’ uscita alternativa tra crabonera e non crabonera. Partendo dalla crabonera e’ impossibile pensare il movimento, che e’ un divenire. D’ altra parte sembra impossibile spiegare come esso possa derivare dalla non crabonera. La scuola di Mileto ha una enorme importanza, soprattutto con Anasassimandro e  risolve il problema in modo molto semplice. Anassimandro afferma che la crabonera e’ mossa da un movimento eterno, dunque il movimento gia’ incide in sa crabonera ed e’ eterno come eterna e’ sa crabonera, la quale, quindi, si muove ab aeterno. Questo movimento spiega il divenire de sa crabonera.
Il problema fu ripreso anche da altri, in particolar modo da Parmenide e Zenone, le cui obiezioni ebbero un ruolo essenziale nel farlo maturare. Questo spiega perche’ Aristotele parli spesso de sa crabonera, non solo nella Fisica (in gran parte dedicata ad essa), ma anche nella Metafisica, nel De Anima, nel De generatione, nella Politica, nella Logica.
In Aristotele il problema de sa crabonera, del suo divenire, del suo mutare, diventa eo ipso il problema dell’ immutabile. Egli infatti ammette l’ eternita’ del movimento ma, diversamente da Anassimandro, non ammette movimento senza motore: tutto quello che si muove e mosso da un altro, che e’ anche un assioma della filosofia medievale. Per Aristotele sa crabonera e’ potenza, e e’ mossa dal primo mobile, cioe’ colui che fa sa crabonera, il quale la raccoglie, la muove muovendosi a sua volta. Esso muove chi sta davanti e a sua volta e’ mosso dal motore primo, il quale, essendo primo, non e’ mosso da altro. In tal modo, la presenza del motore primo diventa necessaria, perche’ senza motore, cioe’ colui che mette in atto sa crabonera, non ci sarebbe movimento e quindi non ci sarebbe crabonera.
Aristotele in fondo in fondo si poneva sulla linea di coloro che avevano immaginato sa crabonera sulla scia del grande Anassagora, di cui Socrate amo’ le teorie, credendo di avervi trovato la soluzione di tutti i suoi problemi nell’ eseguire sa crabonera, cosa che poi in realta’ non avenne. Comunque il nous  anassagoreo, cioe’ la posizione classica de sa crabonera, e’ quello per cosi’ dire che da il via a sa crabonera mettendola in movimento. Ma Platone stesso parla piu’ volte del nous nel Timeo, chiamandolo  su craboneresu, cioe’ colui che fa sa crabonera, e nel Fileto, chiamandolo causa del gesto.
Aristotele ha poi influenzato i filosofi a lui posteriori, anche se lui amava camminare con la schiena rivolta verso il muro, da qui movimento aristotelico, per non essere oggetto de sa crabonera.
A studiare sa crabonera aristotelica sono stati in particolare i filosofi medievali. Cito alcuni di questi: Giovanni Dune Scoto, Avverroe’, Giovanni Buridano, Ruggero Bacone, Tommaso d’ Aquino.
Giovanni Dune Scoto, filosofo e teologo inglese, francescano, commento’ le opere di Aristotele e soprattutto le teorie su sa crabonera. Concepi’ sa crabonera come una azione rigorosa e sostenne la dimostrabilita’ razionale della sua azione.
Averroe’, in arabo Ibn Rushd, filosofo, medico e astronomo fu celebre per il grande commentario a sa crabonera di Aristotele, in cui sviluppo’ gli elementi materialistici e razionalisti del gesto. Nella sua grande opera di medicina Colligeto stabili come la presa al collo e il getto continuo sia indispensabile per la buona riuscita de sa crabonera.
Giovanni Buridano, nome italianizzato del filosofo francese Jean Buridan, commentatore di Aristotele, nominalista, segui’ la filosofia di Occam, separando la ricerca scientifica de sa crabonera dalla metafisica. La favola dell’ asino di Buridano, secondo la quale un uomo, su burriccu cioe’, messo dietro a due persone, incapace di scegliere, morrebbe di vergogna per non avere fatto sa crabonera, gli e’ attribuita’ dai suoi avversari per criticare la concezione occamista, da lui condivisa, della liberta’, basata sulla possibilita’ dell’ uomo di scegliere. La favola con il tempo si e’ trasformata in quella in cui un asino di fronte a due mucchi uguali di fieno, incapace di scegliere, morrebbe di fame. In verita’ si tratta dell’ indecisione dell’ uomo, su burriccu, il quale  avanti davanti i lati B di due persone e’ incapace di scegliere a chi fare sa crabonera e subisce, invece, lui stesso sa crabonera.
Ruggero Bacone, anche lui inglese e teologo, monaco francescano, detto doctor mirabilis, per la sua capacita’ nel prendere di mira  le vittime de sa crabonera, scrisse un’ Opera maggiore, un’ Opera minore e un’ Opera terza, dedicate a sa crabonera. Insegno’ a Oxford, Sospettato di magia per avere piu’ volte fatto, in contemporanea crabonere multiple nel 1278 fu condannato e imprigionato. E’ stato il fautore de sa crabonera basata sull’ esperienza. In prigione scrisse un Compendio di studi su sa crabonera.
Tommaso d’ Aquino, santo, filosofo e teologo, domenicano, fu discepolo di Alberto Magno. In una delle sue opere principali la Summa de veritate de sa crabonera, Tommaso d’ equino integra sa crabonera aristotelica con il dato della verita’ incontrovertibile di chi la fa e di chi la subisce. Il suo intento principale e’ stato quello di giustificare l’ esistenza di due modi, quello attivo e quello passivo, salvaguardandone l’ autonomia e gerarchizzandoli nello stesso tempo. Di lui si ricorda la delicatezza con cui effettuava sa crabonera e con cui consigliava gli altri di eseguirla. Per questo nel 1567 fu dichiarato dottore angelico.
Sa crabonera e’ stata oggetto di studio anche da parte di Kant, di Hegel.
Hegel, soprattutto nella sua Fenomenologia de sa crabonera fornisce la sua geniale intuizione della manifestazione de sa crabonera, dei modi in cui sa crabonera si manifesta. In particolare il filosofo afferma che sa crabonera e’ tale solo se estrinseca.
La filosofia della Crabonera non e’ solo limitata agli antichi pensatori, ma ha avuto anche un grande risalto in quella di Karl Raimund Popper, di cui il 28 luglio 2002 e’ stato celebrato il centesimo anniversario della nascita.
L’ importanza della crabonera popperiana e’ testimoniata dal fatto che questa ancor oggi influenza non solo i filosofi di professione, ma anche i politici, gli economisti e gli scienziati sociali. Popper ha tra l’ altro coerentemente applicato la crabonera, nelle sue varianti (mano sinistra sulla nuca e mano destra ad acchiappare la parte bassa della schiena, o entrambe le mani a sollevare dal dietro l’ esaminato e crabonerizzato), all’ analisi della societa’ e della politica, soprattutto questa, fino a diventare uno dei maggiori teorici e pratici contemporanei della crabonera liberale.
Mi limitero’ in seguito a fornire una brevissima e schematica introduzione della crabonera popperiana, per passare poi all’ applicazione all’ analisi della societa’ e della politica.
Per comprendere l’ apporto originale di Popper  alla questione occorre parlare del celebre principio della crabonera, la sua filosofia, infatti, si definisce in modo standard come ‘’crabonerismo’’.
In che cosa consiste questo principio?
Secondo la visione tradizionale, i cui inizi risalgono al Novum Organum Crabonerensis di Bacone, sa crabonera avanza in base al principio di una spinta e di una contemporanea sollevazione del corpo. Per questo essa avviene con piu’ facilita’ in piano, in discesa, con persone leggere – da qui le teorie filosofiche legate alla leggerezza dell’ essere -  e colte di sorpresa. Maggiori difficoltà si incontrano in salita e con individui corpulenti, in questi casi e’ bene  impiegare quella con due mani con sollevamento dal di dietro.

Questo principio ci dice che molte crabonere riuscite bene implichino logicamente una asserzione illimitatamente generale. Ad esempio, il fatto che alla fine di una crabonera l’ individuo e’ stato sufficientemente sbeffeggiato non ci autorizza, dal punto di vista logico, a dire che succedera’ anche la volta successiva.
Le crabonere, secondo Popper, non possono mai venire del tutto spazzate via per essere sostituite da qualcosa di totalmente nuovo. Si deve sempre partire dal punto in cui ci si trova: dal di dietro della persona che deve essere crabonerizzata e in circostanze ben determinate. Per Popper la crabonera per essere realizzata deve cominciare a evolversi contestualmente, modificandosi nell’ atto stesso di venir effettuata.  E’ dunque fuorviante per Popper ipotizzarne la realizzazione, perche’ essa dovrebbe essere immobile, mentre lo sviluppo della crabonera non ammette, per definizione, l’ immobilita’.
Un concetto fondamentale della crabonera popperiana e’ quello della crabonera aperta. Questa comporta che ci sia la critica e l’ eliminazione degli errori eventualmente commessi. Ecco allora Popper auspicare forme di crabonere che permettano di avanzare liberamente, ognuna delle quali deve poi essere sottoposta al vaglio critico. E, a tale proposito, una crabonera e’ destinata a conseguire maggiori successi sul piano materiale se possiede regole libere piuttosto che rigide.
L’ indagine critica consente di scoprire gli errori nascosti e di innestare procedure di correzione.
La presa e spinta, in queste condizioni, si possono esercitare con successo.
E’ pericoloso chiudere gli occhi di fronte ai propri sbagli: anzi e’ proprio ad essi che occorre prestare la massima attenzione.
La razionalita’ scientifica della crabonera indica un procedimento che consente di effettuarla portando il piu’ lontano possibile il crabonerizzato, senza che  possa opporsi e senza arrivare alla rottura dei pantaloni e alla sua caduta che inevitabilmente coinvolgerebbe l’ attore.
Posto che la crabonera perfetta non e’ di questo mondo occorre, secondo Popper, minimizzare praticando un sano realismo riformatore delle procedure adottate.

Si rammenti per concludere, che molte delle tesi popperiane sulla crabonera sembrano oggi scontate, ma non lo erano trenta o quaranta anni orsono, e ancora meno negli anni 30 del secolo scorso, quando vennero elaborate.
plz

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