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lunedì 21 gennaio 2013

"Betibù": quanto è politico il noir latino di Claudia Piñeiro

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"Betibù": quanto è politico il noir latino di Claudia Piñeiro

di Andrea Curreli
In mezzo alla dilagante invasione del noir che viene dall'Europa settentrionale, nel 2012 è saltato fuori il giallo argentino di Claudia Piñeiro. Un'anomalia tutta "latina" anche per il "género negro" sudamericano che ha lasciato però un po' di amaro in bocca a quanti avevano scoperto la scrittrice argentina in Le vedove del giovedì e nel bestseller Tua. In Betibù (traduzione di Pino Cacucci, Feltrinelli editore, 2012),questo il titolo del romanzo, Piñeiro parla del mondo dell'informazione e più in generale di un Argentina sospesa tra la ricerca di un benessere stabile e il ritorno ai duri giorni del default. Poco importa che il racconto del suo mondo sia fatto attraverso gole tagliate e morti apparentemente slegate tra loro.
Betibù deve fare luce su una serie di morti misteriose - Apparentemente la trama non esce dai binari del genere. Al centro della storia c'è Nurit Iscar, detta Betibù per una vaga somiglianza con la celebre eroina dell'animazione degli anni Trenta, Betty Boop. La "dama nera della letteratura argentina", come è stata battezzata dai media, è caduta in disgrazia dopo aver tentato di percorrere la strada del romanzo d'amore dopo una love story clandestina che aveva mandato in frantumi il suo matrimonio. Il riscatto professionale arriva con la misteriosa morte di un ricco vedovo, trovato con la gola tagliata nella sua villa del Country Club La Maravillosa, uno dei tanti residence di lusso blindati all'interno dei quali ama vivere gran parte della "aristocrazia" sudamericana. Suicidio oppure omicidio? Nutrit Iscar sarà affiancata nelle sue indagini da un cronista alle prime armi e dal più esperto giornalista, anch'egli caduto in disgrazia, Jaime Brena. Lo strano trio finirà per immergersi in un mare di morti, e in mezzo a tanto sangue Betibù riscoprirà l'importanza politica e sociale dell'informazione. La chiave di lettura del libro è tutta in una domanda che si pone il giovane cronista alla fine del libro: "che succede quando assassino e vittime sono gente di merda?".  
Il giallo come mezzo per descrivere la società argentina - Ciò che traspare gradualmente ma con chiarezza dalle pagine di Betibù è che Piñeiro utilizza l'intricata trama tinta di giallo per descrivere la società argentina. E' la stessa autrice a confermare il taglio politico che il romanzo assume. "Devo mettere i miei personaggi in situazioni estreme in modo tale da sviluppare la loro coscienza e vedere come decidono davanti a certe situazioni", ha dichiarato Claudia Piñeiro. "Il noir è il genere più semplice per raccontare la società - ha spiegato più volte durante le presentazioni del libro in tutto il mondo -. I mutamenti e le rivoluzioni appaiono più chiaramente se vengono descritti attraverso crimini violenti".

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