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mercoledì 23 gennaio 2013

Il ritorno al passato è "Il Dono" per esorcizzare l'orrore della guerra

H.D. e la copertina de "Il Dono" H.D. e la copertina de "Il Dono" 

Il ritorno al passato è "Il Dono" per esorcizzare l'orrore della guerra

di Andrea Curreli
La storia de Il Dono (Iacobelli editore, 2012) appare come la cronaca di una sfida al tempo. Questo romanzo fortemente autobiografico è stato scritto da Hilda Doolittle, meglio nota come H.D.,  tra il 1941 e il 1945 in una Londra devastata dalla Seconda guerra mondiale e sfregiata dalle bombe naziste. E' stato pubblicato postumo nel mondo anglosassone nel 1982, mentre è arrivato oggi in Italia con trent'anni di ritardo. Il libro contiene gran parte degli elementi che compongono una figura complessa come quella di Doolittle. Questa poetessa, americana d'origine ed europea d'adozione, è stata una delle grandi protagoniste della scena culturale dei primi anni del Novecento. Fervente sostenitrice della corrente imagista-modernista, che sosteneva la necessità di utilizzare un linguaggio chiaro. "In un istante si presenta un complesso intellettuale ed emotivo" sosteneva Pound. Libera e bisessuale, Doolittle fu amata e ammirata sia dall'autore de I Cantos  che dalla  poetessa Annie Winifred Ellerman.
Ritorno alle origini per esorcizzare il "terrore mortale" - Arriviamo al romanzo scritto da Doolittle in un momento di massima tensione emotiva provocata dalle bombe che piovono su Londra ("una bomba pronta a esplodere si era fatta strada come una talpa sotto il bordo del marciapiede, a pochi metri dalla mia porta di casa... Gli aerei si susseguono uno alla volta, cosicché la mente rimane ancora nella morsa del terrore mortale"). La poetessa cerca di esorcizzare la paura con un ritorno alle origini e alla rigida società che la comunità dei moravi aveva creato in Pennsylvania fondando la piccola città di Bethlehem. La figura del padre, il professore di astronomia Charles Doolittle, viene ricordata con gli occhi di una bambina: "Papà usciva la notte per andare a guardare le stelle. Le misurava; o misurava qualche cosa: non sapevamo bene che cosa". E lo stesso accade per la madre, un'ex insegnante di musica. "Mamma mi raccontò che aveva sentito una voce dietro la porta di una delle classi vuote... Mamma non cantò mai più, anche se quando parlava la sua voce aveva una qualità rara, così profonda e ricca e vibrante", scrive H.D..
America ed Europa oltre le divisioni dei confini nazionali - Sullo sfondo di questi ricordi ci sono gli echi ormai lontanissimi della Guerra di secessione americana, dei soldati grigi e blu, degli schiavi neri costretti alla frusta e ai cani rabbiosi. Ma ci sono anche le trasformazioni sociali ed economiche che stanno stravolgendo l'antica impostazione religiosa della cittadina. "Una nuova Betlemme, attiva, aggressiva, si stava sviluppando accanto alle acciaierie. Il fuoco di quelle fornaci lampeggiava, cremisi, di notte tra il fiume e le montagne...La fila delle fonderie si allungava ogni giorno di più, e c’era un’intera colonia di polacchi, o forse ungheresi, o svedesi. Erano venuti per lavorare nelle fabbriche". Il rivolgersi al passato (l'infanzia in Pennsylvania) non impedisce ad H.D. di manifestare le sue idee sul presente. Un'idea sicuramente "controcorrente" in un 'Europa che i nazionalismi hanno trascinato per due volte in pochi anni negli orrori della guerra. "I confini nazionali non esistono... Piuttosto, quello che sta succedendo sembra uscito dalla Bibbia di Doré - afferma in un passaggio de Il Dono -. Non credo alle banalità giornalistiche sullo scontro tra le nazioni".
Il misterioso Dono dai molteplici significati - Il filo conduttore che lega questi salti temporali è un misterioso "dono", utilizzato come sinonimo di principio ma non solo. "Il Dono c’era, ma l’espressione del Dono era altrove. Giaceva sepolto sotto terra. In paesi più antichi del nostro", scrive agli inizi del romanzo. "Deve esserci un principio, c’è un Dono in attesa, qualcuno deve ereditare il Dono che ci ha solo sfiorato. Qualcuno deve rivelare segreti di pensiero che introducono un nuovo elemento nella combinazione", aggiunge più avanti. Ma il termine racchiude più livelli, come spiega Marina Vitale nella prefazione del testo. "Il titolo del romanzo è uno di quei vocaboli che, come spesso accade alle parole usate da H.D., contengono una stratificazione di significati che si offrono alla decifrazione come dei rebus, o dei criptogrammi. Questa parola compare nel romanzo in molte accezioni", scrive Vitale.

 

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