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martedì 27 ottobre 2015

Ernesto Nathan e l’attualità di un ideale, tra cultura, politica e (libero) pensiero


Questo il titolo della conferenza di presentazione organizzata dall’Istituto Ernesto Nathan (IEN), con sede a Roma e Cassino, che avrà luogo venerdì 30 ottobre p.v. alle ore 18 nella Città Martire, presso la Sala Restagno, nel Municipio di Piazza De Gasperi. Dopo i saluti del Presidente dello IEN, Prof. Alessandro Minci, sarà il Direttore Scientifico dell’Istituto, Prof. Giovanni Curtis a introdurre e a fungere da moderatore. Si accennerà alla figura storica di Nathan e del perché si sia scelto d’intitolare ad egli l’Associazione. Lo IEN ha come scopo quello di farsi promotore d’attività culturali volte a rileggere i fatti economici, sociali e culturali del presente da una prospettiva peculiare, quella di una via “terza” rispetto alle culture dominanti il presente e il recente passato italiano. Dunque l’idea non è quella di fare di Nathan un “monumento”, una figura statica da rievocare guardando unicamente al passato, ma di servirsi del suo insegnamento per interpretare il presente.
Ai relatori l’Avv. Riccardo Scarpa, Vice Presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo e al Dott. Massimo Scioscioli, già Tesoriere della Camera dei Deputati e ora saggista e Presidente della sezione romana dell’Associazione Mazziniana Italiana, il compito di rievocare la figura di Ernesto Nathan e l’ambito storico da cui nasce il suo impegno socio-politico, di sindaco di Roma e di Gran Maestro del GOI. I suoi ideali di modernità laica derivano dall’insegnamento del repubblicanesimo che affonda le sue radici nel Risorgimento italiano, ideali che, come si vedrà nel corso dell’incontro, hanno una forte valenza anche nella contemporaneità.
Porteranno inoltre i propri saluti e quelli dell’istituzione che rappresentano, il giornalista Dott. Erasmo Di Vito, Vice Presidente del Circolo della Stampa di Frosinone e il Prof. Franco Tamassia, Direttore Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi, già docente dell’ateneo Cassinate.
Ernesto Nathan, di famiglia ebrea, politico, massone, rappresenta nel panorama culturale italiano del ‘900 una figura di notevole pregio intellettuale, dirittura morale e coerenza ideologica. L’adesione a idee di stampo repubblicano e socialista e la profonda amicizia con Giuseppe Mazzini, che muore tra l’altro in casa Nathan, lo portano a farsi promotore di una politica civile, fatta di iniziative a sostegno della classe operaia, di cui difende il diritto allo sciopero, contro l’analfabetismo e per la tutela del lavoro minorile e femminile. La sua voce si alza ogniqualvolta si prefigurino posizioni o scelte oscurantiste.
La militanza politica a fianco del blocco formato da radicali, socialisti e repubblicani lo porta  all’elezione a sindaco di Roma dal 1907 al 1913. Il suo mandato è all’insegna della lotta contro la speculazione edilizia, già in atto all’indomani del trasferimento della capitale a Roma, anche attraverso l’emanazione del piano regolatore cittadino. La sua attenzione è decisamente rivolta al sociale, per cui propone progetti indirizzati all’istruzione dell’infanzia, in un momento in cui il sistema scolastico e l’educazione erano appannaggio di strutture private. Apre circa 150 asili comunali per l'infanzia e fonda la scuola elementare Mazzini, oltre che altri istituti scolastici. Tra le molte altre cose da lui realizzate, ricordiamo inoltre l’istituzione delle municipalizzate Atac e Acea.
Da molti considerato il miglior sindaco mai avuto da Roma, una nota di colore rammenta, al contempo, come la sua attenzione al bilancio comunale e al contenimento della spesa pubblica lo porti a esser ricordato anche per il motto ora d’uso comune “non c’è trippa per gatti”, alludendo alla necessità di tagliare sulle spese pubbliche, anche su quelle destinate all’alimentazione dei felini.
Nel 1914 è tra gli interventisti, convinto della necessità di completare il processo di unificazione dell’Italia e, per questo motivo e in ragione della sua coerenza, si arruola, pur in tarda età, per la Prima guerra mondiale.

Dopo una prima fase di gran maestranza a partire dal 1895, tornerà a ricoprire il massimo scranno  del GOI tra il 1917 e il ’19. Dopo quella data si dedicherà alla cura dell'Edizione nazionale delle opere di Giuseppe Mazzini, fino alla morte, avvenuta nel 1921. Sulla sua tomba, al Verano, si legge: «muoio come ho vissuto, nella fede di Giuseppe Mazzini, serenamente soddisfatto se, attraverso la vita, fino agli ultimi giorni, ho potuto darne testimonianza».

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