La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Informazione Contro!

Informazione Contro!
Blog di controinformazione di Pier Luigi Zanata

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

sabato 31 ottobre 2015

Le traiettorie della paura

da il manifesto
CULTURA

Le traiettorie della paura

Saggi. «Les jeunes de banlieue mangent-ils les enfants?» di Thomas Guénolé: un autentico «livre de combat», un vero manuale di controinformazione


ragazzi-morti-francia-ad
Zyed Benna e Bouna Traoré
Imper­ti­nente caso edi­to­riale fin dal titolo,Les jeu­nes de ban­lieue mangent-ils les enfants?, Edi­tions Le Bord de l’Eau (pp. 213, euro 17), il sag­gio del gio­vane poli­to­logo Tho­mas Gué­nolé, che si avvale della pre­fa­zione di un nome illu­stre della ricerca sociale euro­pea quale è quello di Emma­nuel Todd, pub­bli­cato alla vigi­lia dell’anniversario della grande rivolta delle peri­fe­rie fran­cesi scop­piata nel 2005, passa in ras­se­gna pre­giu­dizi e ste­reo­tipi che carat­te­riz­zano lo sguardo di buona parte della società tran­sal­pina sui gio­vani delle peri­fe­rie metropolitane.
Se a dieci anni dalla loro morte, men­tre gli agenti coin­volti sono stati tutti pro­sciolti, una strada di Clichy-sous-Bois è stata inti­to­lata a Zyed Benna e Bouna Traoré, i due ado­le­scenti che rima­sero uccisi per sfug­gire a un inse­gui­mento della poli­zia, pro­vo­cando le vio­lente pro­te­ste che dalla cin­tura urbana di Parigi si sareb­bero rapi­da­mente estese all’intero paese, il libro segnala come molto poco sia cam­biato rispetto alle tra­gi­che dichia­ra­zioni rila­sciate dal mini­stro degli Interni dell’epoca, e futuro pre­si­dente, Nico­las Sar­kozy che definì «racaille», fec­cia, i gio­vani ban­lieu­sard e pro­mise che uno di que­sti quar­tieri, La Cour­neuve, sarebbe stato «ripu­lito con il kar­cher», gli idranti con cui i net­tur­bini spaz­zano i bagni pub­blici e i bou­le­vard, dopo la morte vio­lenta di un altro ragazzo.
Pen­sato, secondo Todd, come un auten­tico «livre de com­bat», una sorta di «manuale di contro-informazione» si potrebbe dire ricor­rendo ad un voca­bo­la­rio d’altri tempi, Les jeu­nes de ban­lieue mangent-ils les enfants? indi­vi­dua e si ripro­mette di con­fu­tare le cri­ti­cità che emer­gono nella nar­ra­zione col­let­tiva e domi­nante sulle ban­lieue, e in par­ti­co­lare sui loro gio­vani abi­tanti, spe­cie se di ori­gine magh­re­bina o afri­cana, oggetto di una discri­mi­na­zione pre­ven­tiva, che tende a deter­mi­narne la pos­si­bile tra­iet­to­ria, che si pre­sume non possa che con­durre a «un’esistenza paras­si­ta­ria», quando non ad espli­cite atti­vità cri­mi­nali o addi­rit­tura al ter­ro­ri­smo di matrice isla­mi­sta, e que­sto per il solo fatto di pro­ve­nire da deter­mi­nati quar­tieri e zone delle metro­poli. Svi­lup­pato attra­verso voci che fanno rife­ri­mento ai punti mag­gior­mente toc­cati dal dibat­tito pub­blico fran­cese, da Islam e velo, a gio­vani e mala­vita, alla cre­scita di un nuovo anti­se­mi­ti­smo, fino alla situa­zione sociale di que­sti quar­tieri, con par­ti­co­lare atten­zione all’istruzione e al lavoro, e al modo in cui i media e l’industria cul­tu­rale con­tri­bui­scono al pren­dere piede di cli­ché e pre­giu­dizi, la ricerca di Gué­nolé ana­lizza anche il rap­porto della poli­tica con «la gente di ban­lieue» e il ruolo che intel­let­tuali e com­men­ta­tori, soprat­tutto ma non esclu­si­va­mente di destra, gio­cano nel dif­fon­dersi di un’immagine atta a susci­tare paura e inquie­tu­dine nell’opinione pub­blica — quella per cui l’autore ha coniato il neo­lo­gi­smo di «ban­lia­no­pho­bie media­tica» -, attra­verso la tra­sfor­ma­zione dei gio­vani delle peri­fe­rie in una spe­cie di «mostri della porta accanto» per molti francesi.
Que­sto, come sot­to­li­nea Gué­nolé, mal­grado «per la stra­grande mag­gio­ranza dei ragazzi delle ban­lieue — con l’eccezione di un’esigua mino­ranza com­po­sta da chi rie­sce nella sua ascesa sociale o, al con­tra­rio, vive di traf­fici diversi o, in misura ancora minore, pre­ci­pita nell’adesione al tota­li­ta­ri­smo waha­bita o sala­fita -, la realtà quo­ti­diana equi­vale alla rou­tine di un gio­vane povero che tira a cam­pare e non riu­scirà mai ad uscire in alcun modo dal ghetto in cui vive: tra costoro, 6 su 10 hanno un lavoro sot­to­pa­gato o pre­ca­rio, 4 su 10 sono disoccupati».
In sin­tesi, come spiega Emma­nuel Todd, si tratta di un volume che è frutto di un attento lavoro di docu­men­ta­zione, ma anche della sin­cera volontà di deco­struire quei luo­ghi comuni che sono alla base di scelte poli­ti­che dalle con­se­guenze nefa­ste. Que­sto per­ché, a detta del cele­bre intel­let­tuale, l’autore è riu­scito a sot­trarsi «alla grande sepa­ra­zione, alla dop­pia irre­spon­sa­bi­lità: è, come i gior­na­li­sti, anco­rato al pre­sente e alle sue crisi, ma allo stesso tempo si muove in una per­ce­zione socio­lo­gica e sta­ti­stica dei feno­meni e dei loro meccanismi».

Nessun commento:

Posta un commento