La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

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venerdì 23 ottobre 2015

''La quercia e la rosa'' di Ludovica de Nava, presentazione alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

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Una storia vera, di un amore giovanile fra il premio Nobel per la letteratura  Grazia Deledda Giovanni de Nava (poeta e giornalista calabrese), raccontata nel romanzo di Ludovica de Nava, “La quercia e la rosa”, ediz. “Il Maestrale, Nuoro 2015, con la partecipazione dell' autrice, sarà presentato a Roma, il  prossimo 28 ottobre  , alle 17:00, nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105.
Intervengono Rossana Dedola, scrittrice, già  ricercatrice alla Scuola Normale Superiore di Pisa e docente all' International School of Analytical Psycology di Zurigo e Francesca Bernardini, docente di Letteratura italiana per l' infanzia e Letteratura italiana moderna e contemporanea dell' Università La Sapienza di Roma. Le letture sono dell' attore e drammaturgo Giovanni de Nava, nipote di Giovanni e fratello dell' autrice. 
Si può dire che in questo romanzo “ ogni riferimento a persone realmente esistite NON è meramente casuale”. Si tratta di una storia vera, di un amore giovanile fra Grazia Deledda e Giovanni de Nava ( poeta e giornalista calabrese, nonno dell’autrice) sul finire dell’Ottocento ( 1894-1898), in una cornice storica ( un terremoto devastante in Calabria,  i Fasci Siciliani e la repressione del governo Crispi, la nascita del Partito Socialista in Italia). I due giovani si amano da lontano, ma infine si incontreranno….


Il romanzo nasce dalle lettere autografe della scrittrice sarda ventiduenne, rimaste chiuse nell’Archivio della Famiglia De Nava per più di cento anni, e si snoda fra le lettere che i giovani si scambiano  e il racconto del vissuto, ricostruito, dei protagonisti, e dei personaggi ( per lo più esistiti, con eccezione di alcune invenzioni narrative, condotte con rispetto della verisimiglianza) che ruotano intorno a loro. Per fare questo,  l’autrice ha operato un vero e proprio lavoro di ricostruzione delle lettere -perdute- di Giovanni, riscrivendole nello stile di allora, e, partendo dalle poche notizie fornite da lui nei suoi appunti e dalle domande e risposte contenute nelle lettere – autentiche- di Grazia Deledda, ha compiuto il “restauro” ( o doppiaggio?), offrendo al lettore, così, una storia a due voci, e scovando sulle riviste del tempo le poesie che Grazia dedicò a Giovanni . Finora non si sapeva a chi erano dedicate. Così come l’autobiografia deleddiana ( Cosima, quasi Grazia, unica biografia esistente), per la volontà di nascondere questa storia, presenta un vuoto  di  una decina di anni, proponendosi come se Grazia fosse più giovane. E’ anche chiarito, così, il mistero della mancata menzione, in Cosima, dell’amico più fidato di Grazia: Angelo De Gubernatis,che ebbe un ruolo nella vicenda raccontata in questo romanzo corredato da note in appendice, che volendo, può anche essere letto come un saggio, utile a chi vorrà riscrivere la biografia deleddiana.
Ludovica de Nava davanti a un murale di Nuoro raffigurante Grazia Deledda
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