La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

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domenica 27 settembre 2015

“La quercia e la rosa”, di Ludovica de Nava, presentato a Reggio Calabria

“La quercia e la rosa”, ediz. “Il Maestrale, Nuoro 2015, di Ludovica de Nava, una storia vera, di un amore giovanile fra Giovanni de Nava (poeta e giornalista calabrese, nonno dell' autrice) e il premio Nobel per la letteratura  Grazia Deledda, è stato presentato a Reggio Calabria, nella Biblioteca comunale, villetta P. De Nava.
Relatore è stato il prof. Pasquale Amato, docente nell’ Università  perstranieri ‘’Dante Alighieri’’  di Reggio Calabria. Le letture sono state di Eleonora Uccellini e Andrea Foti. L' esposizione dei testi di Giovanni de Nava e dei documenti della famiglia De Nava sono state a cura di Maria Pia Mazzitelli e Francesca Laganà.







Si può dire che in questo romanzo “ ogni riferimento a persone realmente esistite NON è meramente casuale”. Si tratta di una storia vera, di un amore giovanile fra Grazia Deledda e Giovanni de Nava ( poeta e giornalista calabrese, nonno dell’autrice) sul finire dell’Ottocento ( 1894-1898), in una cornice storica ( un terremoto devastante in Calabria,  i Fasci Siciliani e la repressione del governo Crispi, la nascita del Partito Socialista in Italia). I due giovani si amano da lontano, ma infine si incontreranno….



Il romanzo nasce dalle lettere autografe della scrittrice sarda ventiduenne, rimaste chiuse nell’Archivio della Famiglia De Nava per più di cento anni, e si snoda fra le lettere che i giovani si scambiano  e il racconto del vissuto, ricostruito, dei protagonisti, e dei personaggi ( per lo più esistiti, con eccezione di alcune invenzioni narrative, condotte con rispetto della verisimiglianza) che ruotano intorno a loro. Per fare questo,  l’autrice ha operato un vero e proprio lavoro di ricostruzione delle lettere ( perdute) di Giovanni, riscrivendole nello stile di allora, e, partendo dalle poche notizie fornite da lui nei suoi appunti e dalle domande e risposte contenute nelle lettere – autentiche- di Grazia Deledda, ha compiuto il “restauro” ( o doppiaggio?), offrendo al lettore, così, una storia a due voci, e scovando sulle riviste del tempo le poesie che Grazia dedicò a Giovanni . Finora non si sapeva a chi erano dedicate. Così come l’autobiografia deleddiana ( Cosima, quasi Grazia, unica biografia esistente), per la volontà di nascondere questa storia, presenta un vuoto  di  una decina di anni, proponendosi come se Grazia fosse più giovane. E’ anche chiarito, così, il mistero della mancata menzione, inCosima, dell’amico più fidato di Grazia: Angelo De Gubernatis,che ebbe un ruolo nella vicenda raccontata in questo romanzo corredato da note in appendice, che volendo, può anche essere letto come un saggio, utile a chi vorrà riscrivere la biografia deleddiana.

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