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domenica 9 giugno 2013

Clara Sanchez: "La mia investigazione sui diritti violati delle donne"

La scrittrice Clara Sanchez e la copertina del suo libro La scrittrice Clara Sanchez e la copertina del suo libro 

Clara Sanchez: "La mia investigazione sui diritti violati delle donne"

di Cristiano Sanna
E' uno dei casi letterari dell'anno. Un grande successo che bissa quello di Il profumo delle foglie di limone, il precedente libro della scrittrice iberica Chiara Sanchez, capace di superare le cinquecento mila copie vendute e di restare per due anni in testa alle classifiche di vendita. Parliamo di Entra nella mia vita, suo nuovo romanzo pubblicato in Italia da Garzanti. Una storia dolorosa, piena di mistero, che è allo stesso tempo una sorta di noir dell'anima e una investigazione sulle molteplici sfaccettature della identità femminile. Ne abbiamo parlato con l'autrice.
Clara, Entra nella mia vita è un viaggio nella memoria e nel segreto, tra le cose non dette che portano la protagonista del libro a cercare una possibile sorella mai conosciuta. Una storia sul mutare dei rapporti tra madre e figlia. Quali aspetti ama sottolinearne?
"Credo che tutti siamo rimasti segnati dalla presenza delle nostre madri e zie. Sappiamo che veniamo da loro ma non conosciamo come hanno vissuto le loro responsabilità e i loro sentimenti verso di noi nel corso degli anni. Diamo per scontato l'amore in tutte loro ma non immaginiamo cosa significhi davvero la cura, il sacrificio, la difficoltà di fare scelte una volta diventati padri e madri. In Entra nella mia vita passiamo dalla generosità all'egoismo. Se siamo capaci di qualunque cose per tenere legato a noi un essere che amiamo, possiamo chiamare ancora amore questo sentimento? Ecco un tema fondamentale del mio libro".
Un storia dura, di tradimenti, menzogne, realtà manipolata e nascosta. Il libro ha grande successo. Come si spiega un'accoglienza tanto esplosiva?
"Amo sviluppare storie dure con il ritmo del thriller. Chiamo i miei romanzi thriller emozionali, psicologici. Mi piace che sprigionino un aroma poliziesco e le carico come bombe ad orologeria che il lettore deve saper disinnescare da solo. Forse è la ragione dell'ottima accoglienza ricevuta anche questa volta".
Il viaggio di Veronica, la protagonista, verso la verità, è un viaggio dentro se stessa. Anche nel rapporto con la madre. Trovare la verità vuol dire dunque rompere con tutto, anche con il totem dei genitori?
"Poche persone possono appoggiarsi su verità assolute nella loro vita. In generale, le cose che scopriamo sono parziali e durano poco. La mia Veronica ha visto come l'inganno e la manipolazione hanno distrutto la sua famiglia. Per questo si trasforma in detective, così scopre fatti che riguardano il suo passato e le sue radici, ma che si estendono a tutta la società in modo sconvolgente".
Quali sono i personaggi femminili della letteratura recente che l'hanno colpita maggiormente? Gli autori che specialmente ammira e che l'hanno ispirata?
"Mi delizia la naturalezza di Natalia Ginzburg, amo molto i personggi di Alice Munro e Mercè Rodoreda. Mi piace come Henry James nel Giro di vite svela in che modo una mente può plasmare il mondo. E mi conforta sapere che Kafka, attraverso il suo Gregor Samsa, si sentiva una bestia rara in mezzo ai 'sani', come molti di noi".
A proposito di diritti violati. In Italia è molto acceso il dibattito della violenza maschile contro le donne. Le statistiche dicono che ne viene uccisa, quasi sempre da compagni e conviventi, una ogni due giorni. Come è la situazione al riguardo in Spagna? Da dove cominciare ad abbattere questo flagello?
"Non è un problema soltanto italiano. Da noi in Spagna non si sa come fare per fermare gli omicidi di donne. I giovani non sfuggono a questa strana sindrome. Le misure di legge non bastano a combattere questo tragico fenomeno, anche perché le donne che denunciano le violenze subite si ritrovano al centro della morbosità mediatica che le trasforma in mostri. Ma i casi che diventano pubblici e vanno sulla stampa e in tv contribuiscono a tenere viva l'attenzione sul fenomeno. E a dare alle donne la certezza che non devono più, per paura o ricatto, lasciarsi apostrofare o toccare nel modo che pare e piace a certi maschi. Le donne sopportano da millenni l'arroganza maschile, ma ora stiamo raggiungendo la giusta indipendenza economica e almeno sognamo come combattere per la nostra indipendenza sentimentale. Si tratta di continuare a farlo".

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