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domenica 9 giugno 2013

"C.U.B.A.M.S.C.": esplode l'universo di infelicità e paradossi di Marco Cubeddu

Marco Cubeddu (foto © Giulia Ferrando) Marco Cubeddu (foto © Giulia Ferrando) 

"C.U.B.A.M.S.C.": esplode l'universo di infelicità e paradossi di Marco Cubeddu

di Andrea Curreli
Alessandro Spera è un famoso scrittore. Alessandro Spera è un assassino che ha trucidato per amore diciassette persone. Alessandro Spera è scomparso per dieci anni tra i ghiacci. Alessandro Spera sta morendo di cancro. Alessandro Spera ha perso la verginità in una spiaggia della Sardegna. Alessandro Spera è narcisista ed egomaniaco. Alessandro Spera è anche comunista. Potrei andare avanti per minuti e poi ore a cercare di riassumere le caratteristiche del personaggio costruito da Marco Cubeddu per il suo romanzo d’esordio C.U.B.A.M.S.C. (acronimo di Con Una Bomba A Mano Sul Cuore). Un testo disturbante, scorretto e apparentemente fuori da qualsiasi regola. Edito da Mondadori, il libro sembra trovare ordine solo nella testa dell’autore che, a sua volta, ritiene di dover mettere le mani addosso al lettore, tirarlo su per il bavero e scaraventarlo da una parte all’altra. Mai pago, sempre pronto a ricominciare. Cubeddu però, a modo suo, gioca a carte scoperte disseminando le pagine di disegni di tatuaggi e considerazioni moleste, ma sempre ben scritte. Compreso il gioco, è tutto più facile, e si può cominciare l’intervista. “Ho trovato il suo romanzo bello e, mi passi il termine, delirante”, attacco io. “Mi fa molto piacere che il libro le sia piaciuto e non mi trovo nella posizione di poter respingere le accuse di deliranza”, risponde lui citando il Cappellaio Matto di Alice in Wonderland. Avanti con le danze.
Cubeddu, cosa ho fatto di male per meritarmi la lettura "formato giostra" del suo C.U.B.A.M.S.C.?
"Un antico proverbio cinese recita più o meno così: quando torni a casa bastona tua moglie. Tu non saprai perché, ma lei sì. Tradotto: lei ha sicuramente qualcosa da espiare sulla coscienza. Però poteva andarle peggio. Poteva leggere un libro di BIP o di BIP. O perfino di BIP".
La cosa più fastidiosa e al tempo stesso più saporita di Alessandro Spera, ma più in generale di tutti i suoi personaggi, è quella di non riuscire a catalogarli.
"Dipende con quale lente li si osserva. Ogni tentativo di localizzazione si scontra con il principio di indeterminazione. I'm not there, gran bel film biografico su Bob Dylan, coglie bene questo aspetto del cantautore. Come cerchi di afferralo, di capirlo, di raggiungerlo, ti accorgi che lui non è lì. Nemmeno io sono lì, in qualunque lì. E nemmeno Alessandro Spera, il cui corpo non potrei esser certo si trovi davvero sepolto fra i ghiacci dell'Alaska e non in un bordello a Tijuana, circondato da minorenni messicane".
Dopo 400 pagine di sballottamento costante, può dirmi che cosa passava per la testa di Spera?
"Non so, ne ho lette solo 354. In quelle che mancano ad arrivare a 400 può aver pensato di tutto, lontano dal mio scudiscio. So che nelle prime 354 ha pensato più volte che avrebbe voluto essere al mio posto e torturare Marco Cubeddu portandolo a spasso in un universo fatto di infelicità e paradossi. Non poteva sapere che anche senza le sue abilità di romanziere la realtà supera la fantasia e che perfino io, ai suoi occhi così crudele, sono più infelice di lui".
Ha ragione le pagine sono 354, risultato finale di un suo personalissimo frullatore letterario nel quale ha infilato: Tarantino, Hitler, Riccardo Schicchi e Topolino giusto per citarne alcuni. Sembra che per lei diavolo e acqua santa siano più o meno la stessa cosa.
"Dipende che cosa intende per diavolo e che cosa intende per acqua santa. Ho il sospetto che lei segua dei precetti ben strani, se lo lasci dire. Se davvero non vede un filo conduttore tra Tarantino, Hitler, Riccardo Schicci e Topolino, non posso che offrirle tutta la mia compassione. Nella mia visione dell'arte e della vita (che nel migliore dei casi dovrebbe essere specchio dell'arte) non esistono posizioni etiche, ma solo estetiche. Solo che in italia, che è un paese letterariamente e cinematograficamente castrato e castrante, si tende a sovrapporre le cose. Ed eccole serviti i bei polpettoni e le belle ricostruzioni storiche fatte di buoni e cattivi, di bene e di male, di noia e irrilevanza formale".
Sono troppo critico? Va bene, un complimento lo merita. Mi è piaciuta la sua descrizione “pop” del G8 di Genova con la scrematura dell’aspetto più politico e degli "odiosissimi scout perbenisti".
"Ah, era critico? E io che pensavo di essere il suo scrittore preferito. Beh, grazie del complimento anche se non riesco a capire in cosa consista. Non credo di aver capito neanche la domanda. Comunque non esistevano davvero posizioni politiche tra i manifestanti. Erano tutti scout perbenisti. Tutti quelli scesi in strada per andare a dire qualcosa di cui non sapevano nulla manovrati da farabutti disorganizzati che hanno fatto trovare ragazzi esagitati e hippy davanti alla polizia senza uno straccio di servizio d'ordine. Morti e feriti ce li hanno sulla coscienza tanto la forze armate quanto gli organizzatori dei cortei con le loro balzane idee di rivolta pacifica e altre assurdità preconfezionate".
Questo è un giudizio fortemente politico e per nulla "pop".
"Crede? Per me essere no global è come essere contro la forza di gravità. Quella gente dovrebbe anche essere contro il fatto che l'acqua è bagnata, che il cielo è blu e che le donne hanno i segreti. La citazione è tratta da L'ultimo dei boyscout, se non l'ha visto, si vergogni. Nel 2001, a Genova, i sani di mente, in quei giorni erano al mare. O saccheggiavano i negozi in periferia".
Ho visto L'ultimo boy scout con uno straordinario Bruce Willis, forse si riferiva a quello. Torniamo al libro: in questi mesi si è parlato tanto di femminicidio ma doveva proprio scegliere come protagonista un uomo che ammazza la sua amata Mel nel giorno delle nozze con un surfista?
"In questi mesi, come nei precedenti, si è parlato tanto a sproposito. Il femminicidio è tale solo per i maschilisti. E le femministe sono maschiliste e non sanno di esserlo. Esiste un solo crimine da perseguire ed è l'omicidio, che riguarda gli uomini e le donne. Quando, finalmente, si smetterà di pretendere una distinzione tra uomo e donna che consideri le donne svantaggiate, finalmente smetteremo di avere le discriminazioni. Inoltre le aggiungo che mediamente, questi femminicidi, riguardano donne prive di strumenti esistenziali adeguati legate a uomini senza un barlume di consapevolezza etica ed estetica. Una faccenda tra zotici e non una faccenda di genere. Detto questo, mi permetta di essere franco: chiunque decida di sposarsi con un surfista australiano hippy merita una punizione".
Ultima domanda e poi deponiamo le armi. Dove si nasconde il latitante Attilio Cubeddu?
"Non saprei, bisognerebbe domandarlo ad Alessandro Spera. Lui ha sicuramente la risposta, ma dubito voglia rivelarla".

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