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martedì 30 settembre 2014

Narici by GIANNI ZANATA



Narici.
Narici è la storia di uno schiavo che si ribella, gli dico.
No, quella è Radici.
No, è un’altra cosa.
Sì, però ci somiglia. Narici, Radici, siamo lì.
Ti sbagli, ti dico che è un’altra cosa. Narici è la storia di uno schiavo che si ribella e come atto estremo di ribellione si tappa il naso fino a morire soffocato.
Può sempre respirare con la bocca.
Sì, ma metti che si tappi anche la bocca, gli dico.
Allora muore.
Esatto. Lo schiavo muore e diventa il simbolo della schiavitù. E grazie al suo gesto estremo di ribellione tutte le popolazioni schiave si ribellano e diventano finalmente libere.
Sì, però.
Però cosa, gli dico.
Però non ho mai sentito di qualcuno che si sia tolto la vita in un gesto estremo di ribellione tappandosi il naso e la bocca.
Perché non hai ancora sentito parlare di Narici, gli dico. Questa è una storia che farà scalpore.
E il protagonista? Come si chiama?
Non ha alcuna importanza. Parlano le narici, gli dico.
Parlano le narici in prima persona?
In prima persona.
Allora è un’altra cosa.
Te l’ho detto che è un’altra cosa. Narici è un’altra cosa.


foto molletta





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