La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

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Dettagli di un sorriso

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Il calcio dell' Asino

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Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (Giva)

NON STO TANTO MALE

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romanzo di Gianni Zanata

lunedì 10 dicembre 2012

L'antieroe da maltrattare e di cui innamorarsi: torna "Lo Sconosciuto"

Roberto Magnus Raviola e Lo Sconosciuto Roberto Magnus Raviola e Lo Sconosciuto 

L'antieroe da maltrattare e di cui innamorarsi: torna "Lo Sconosciuto"

di Cristiano Sanna
Se ami il tuo eroe trattalo male. Molto male. E' la sintesi della prefazione scritta da Graziano Frediani che apre la lussuosa riedizione delle storie de Lo Sconosciuto di Magnus pubblicate da Rizzoli Lizard. Amore sadomaso, dunque. Il genio bolognese del fumetto (al secolo, il compianto Roberto Raviola) lo aveva capito dagli anni Sessanta (chi gestisce James Bond al cinema si è deciso solo negli ultimi film). Mentre le avventure di Kriminal e Satanik punteggiavano quelle del più "potabile" Alan Ford, al culmine del successo commerciale del Gruppo Tnt il disegnatore e sceneggiatore decise di affrancarsi da Max Bunker-Luciano Secchi e di proporre un personaggio nuovo di zecca: Unknow. Guai a mettere la "n" finale. Lo Sconosciuto protagonista si scrive così e inaugura una stagione di fumetto "adulto" italiano poi definitivamente deflagrata con la geniale avventura della banda di Cannibale-Frigidaire.
Avventuriero per forza - Pubblicato in strisce inizialmente per le Edizioni Il Vascello tra il 1975 e l'anno successivo, ripreso per la defunta rivista di fumetto d'autore Orient Express, Lo Sconosciuto vede Magnus (defunto nel 1996 ad un passo dall'uscita del suo monumentale Texone per Bonelli) deciso a concedersele tutte. Come e di più che ai tempi di Satanik e Kriminal. Qui l'ambientazione è contemporanea, il rovinatissimo e duro antieroe Unknow viene precipitato in una serie di intrighi fatti di mercanti d'arte trafugata, tesori di principi decaduti, trasporti di merci ad alto rischio in zone in cui la guerriglia e la dittatura si scontrano ferocemente, lavoretti come autista o addetto alla sicurezza che precipitano in incubi armati. Che si sommano ai suoi incubi di un passato mai precisato, ma di sicuro violento e traumatico. Era un sicario? Un mercenario? Un soldato di qualche corpo scelto? Unknow entra in azione dopo un'esplosione ed esce di scena quasi ridotto in poltiglia, per poi risorgere con un'ultima, brevissima storia soprendentemente ottimistica, dedicata da Magnus a Bonvi.
La perfezione, scatenata - Cambiano i teatri dell'azione: siano Roma, i Caraibi, il Medio Oriente o la memoria frammentata di un medico-soldato messo a dare i colpo di grazia all'eroe della revolucion cubana, il Che ormai stremato e prigioniero. Non cambia la perfezione grafica ed espressiva di Magnus, la sua cura del dettaglio (anche nella costruzione di tutti i personaggi), il ritmo incalzante e amaro delle storie. E' un mondo che si divora, dicono le storie dello Sconosciuto. Un mondo più cattivo e veloce di uno un tempo cattivo e veloce come Unknow che ora può solo trascinare il passo e tentare di difendersi. La violenza esplode improvvisa e devastante, disegnata come in certe sequenze dei film di John Woo o di Tarantino, ma decenni prima, e ha rimandi precisi alle cronache (dei tanti attentati nel Vicino Oriente ma anche nell'Italia degli anni di piombo in cui uscivano queste storie, vedi l'agguato armato ad un mercante egiziano che ripropone lo schema di quello delle Br a Moro). Il sesso è veloce e passionale, con dettagli espliciti. Ma al fondo di tanto sfascio disegnato in maniera mozzafiato, resta un romanticismo indomabile. Vedi la storia capolavoro L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara, dove figurine di omuncoli prigionieri di violenza e droga sembrano schiacciate dal rispetto che Magnus nutre per l'eroe argentino, anche in mezzo ai suoi errori e nel momento dell'agonia finale. Gran bella riedizione.

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