La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

IN TERRITORIO NEMICO
Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Informazione Contro!

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Blog di controinformazione di Pier Luigi Zanata

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

mercoledì 31 agosto 2011

VOI CHE SAPETE - PROCESSO E CONDANNA DI SOCRATE - PLATONE

VOI CHE SAPETE - PROCESSO E CONDANNA DI SOCRATE - PLATONE


Ora
venerdì 9 settembre · 20.30 - 23.00

Luogo
SPAZIO ARKA - ASSEMINI
via Tevere, 47
ASSEMINI

Creato da

Maggiori informazioni
Spazio ARKA Centro Culturale Polivalente
&
Università degli Studi di Cagliari
Dipartimento di Filologia Classica, Glottologia, Scienze Storiche dell'Antichità e del Medioevo
presentano

VOI CHE SAPETE
Platone – Apologia di Socrate
da Platone
con Gaetano Marino
traduzione di Patrizia Mureddu

Presentazione
La storia ricorda molti tribunali messi in piedi per impedire ad un cervello di pensare, o di insegnare a pensare. Nell’Atene del quattrocento avanti Cristo, quel tribunale decretò la condanna a morte di Socrate – garantendogli di fatto una fama immortale, e la capacità di trasmettere il suo insegnamento di generazione in generazione, fino ai nostri giorni.

ingresso libero con tessera ARKA 2011

In edicola il nuovo Almanacco del cinemadi MicroMega

     

In edicola il nuovo Almanacco del cinemadi MicroMega
Camilleri, Sorrentino, Coppola, Loach, Servillo, Verdone, Landis: sono solo alcuni dei grandi nomi del cinema italiano e internazionale protagonisti del nuovo Almanacco del cinema di MicroMega, che verrà presentato l’8 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia, ma già in edicola e libreria dal 30 agosto.

Paolo Sorrentino – in un’esclusiva intervista a tutto tondo – svela che prima o poi farà un film su Berlusconi, mentre Andrea Camilleri ricorda i suoi albori cinematografici prima di diventare scrittore e racconta i suoi rapporti col cinema.

Toni Servillo e Carlo Verdone si prestano in un inedito dialogo dimostrando l’assoluta compatibilità tra la commedia “leggera” e il cinema “impegnato”. Cristina Comencini racconta il suo impegno al cinema e in piazza, mentre in una tavola rotonda Fabrizio Gifuni, Isabella Ferrari e Isabella Ragonese ragionano sul cinema e l’impegno.

Nella sezione internazionale spiccano le interviste a tre illustri personaggi di Hollywood: Francis Ford Coppola, Michael Cimino e John Landis. A Ken Loach, invece, il compito di spiegare il suo cinema con la “bandiera rossa”.

Una sezione è dedicata al fenomeno delle fiction e dei serial. Mario Sesti illustra la top list di quelli americani. Il giornalista Federico Pontiggia intervista Olivier Assayas, il regista di Carlos (forse il miglior ibrido tv-cinema degli ultimi anni); una tavola rotonda con Corrado Guzzanti, Francesco Pannofino e i due autori Luca Vendruscolo e Mattia Torre ci introduce in Boris, fiction satirica che ha spopolato sul web e rivoluzionato le serie televisive italiane.

Come nell’almanacco dello scorso anno, si ripete l’esperimento del gioco cinefilo: quest’anno undici critici cinematografici spiegano quali sono i tre registi emergenti del cinema italiano. Tra le più citate, Alice Rohrwacher che, fresca del successo di Cannes, si interroga in un faccia a faccia con il matematico ateo Piergiorgio Odifreddi sul significato della parola “fede” e più in generale sulla religione in Italia.

Infine, alcuni saggi: quello di Gianni Canova sottolinea il risveglio del cinema italiano, nonostante il tentativo della tv di stroncarlo; Pierfranco Pellizzetti spiega come il cinema si sia “televisionizzato” e come forse la speranza di un nuovo linguaggio stia nelle nuove tecnologie; Giona A. Nazzaro descrive la ricca produzione italiana di cinema documentario, conosciuta all’estero ma ignorata nel Belpaese; Silvano Agosti, infine, racconta la concreta utopia del cinema indipendente e d’autore.

IL SOMMARIO
IL SASSO NELLO STAGNOGianni Canova - Il risveglio del cinema italianoLa televisione è colpevole di un tentato ‘genocidio visuale’ nei confronti del nostro cinema: ‘Con l’alibi dell’audience e dello share hanno fatto credere che il cinema italiano fosse solo il cinepanettone, e che intorno ad esso ci fossero o il deserto o i comunisti’. Fortunatamente, però, i killer televisivi non hanno potuto celebrare la ‘missione compiuta’. E infatti il cinema italiano dà segnali di un piacevole risveglio.

MAESTRI 1
Andrea Camilleri (a cura di Tommaso De Lorenzis) - Il mio amico cinema
È conosciuto dal grande pubblico come il padre del commissario Montalbano. Ma prima del suo straordinario successo come scrittore, Andrea Camilleri è stato produttore televisivo, regista teatrale, sceneggiatore, insegnante al Centro sperimentale di cinematografia di Roma e all’Accademia nazionale d’arte drammatica. Il grande cinema italiano ha accompagnato la sua lunga vita fin da quando il proprietario del cineteatro di Porto Empedocle domandava agli spettatori che rumoreggiavano: ‘Che vulite?’…

Paolo Sorrentino in conversazione con Malcom Pagani - Alla ricerca del sogno
Con Il Divo si è decisamente imposto come uno dei registi più interessanti del cinema italiano. Dopo la delusione di Cannes, che per cervellotiche manovre cinecratiche ha ignorato il suo This must be the place, Paolo Sorrentino racconta del suo lavoro, della sua Napoli, del cinema italiano. E svela che prima o poi farà un film su Berlusconi: ‘Bisogna storicizzare, però sarà inevitabile’.

DIALOGO 1
Toni Servillo / Carlo Verdone in conversazione con Mario Sesti - Il Divo e il Gallo cedrone
Due grandissimi attori italiani – che un approccio manicheo vorrebbe riduttivamente porre su due sponde opposte del cinema – si confrontano su alcuni aspetti fondamentali del loro lavoro, sul grande schermo e a teatro. Ne nasce un’inaspettata complicità, a testimonianza di come comicità e tragicità siano due facce della stessa medaglia.

MAESTRI 2
Michael Cimino in conversazione con Fabrizio Tassi - ‘Il cinema è una verità che mente di continuo’
‘Cominciare a fare film è stato solo un errore, uno dei più grandi della mia vita’. Michael Cimino, autore dell’indimenticabile Il cacciatore, 72 anni, non riesce più a fare film dal 1996. E non perché non li scriva, ma perché non trova nessuno che glieli produca. In questa intervista che ha il sapore delle confessioni, racconta della sua vita, delle sue amicizie, delle sue passioni letterarie. E della sua speranza di un nuovo Rinascimento.

Ken Loach in conversazione con Federico Pontiggia - La cinepresa e la bandiera rossa
Ha attraversato il ‘deserto’ degli anni Ottanta, quelli del thatcherismo e della controrivoluzione conservatrice, uscendone più radicale e arrabbiato che mai. Nei suoi film ci sono le storie della working class inglese, delle sue lotte, delle sue sconfitte e della sua indomita voglia di riscatto. A dispetto di un cinema sempre più egemonizzato dai blockbuster di Hollywood e di una sinistra europea ancora subalterna al pensiero unico neoliberista.

ICEBERG 1 - piccolo grande schermo
Mattia Torre / Luca Vendruscolo / Francesco Pannofino / Corrado Guzzanti (a cura di Federico Pontiggia) - La fiction delle libertà
In tv l’hanno vista in pochi, perché va sul satellite. Al cinema anche, perché la distribuzione non ci ha creduto. Ma in rete ha sbancato: è Boris, la serie tv italiana più scaricata sul web. La fiction che ha scardinato i luoghi comuni e le modalità trite e ritrite delle serie televisive nostrane. Mostrando una comicità intelligente e spiazzante. Speriamo non sia una meteora.

Olivier Assayas in conversazione con Federico Pontiggia - Vi presento Carlos
‘Un film che riflette sul terrorismo senza occultare come le logiche di ieri – gli anni Settanta di Carlos – e quelle di oggi siano analoghe’. Il regista presenta così quello che forse è il miglior ibrido cinetelevisivo dell’alba del terzo millennio: la storia del terrorista filopalestinese Ilich Ramírez Sánchez, lo ‘sciacallo’.

Mario Sesti - Fenomeno serial
Negli anni Novanta esplode una nuova ‘golden age’ della televisione, segnata dall’affermazione dei serial: fiction a puntate con una durata anche di anni. La rete ha fatto la sua parte, moltiplicando esponenzialmente la loro diffusione. Ecco la top list dei serial americani che stanno rivoluzionando la televisione (e il cinema).

SAGGIO
Pierfranco Pellizzetti - L’impero del falso
Il grande cinema del Novecento si sviluppa in connessione con la grande letteratura. Oggi invece anche il cinema più ‘critico’ nei confronti della realtà ha introiettato quell’‘estetica dello spot come frenesia dell’immagine’ che è nata ed è dilagata nella tv commerciale. Forse la sola speranza per una ‘riappropriazione collettiva della realtà’ viene dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, prime fra tutte internet e i social network.

MAESTRI 3
John Landis in conversazione con Giulia D’Agnolo Vallan - ‘Ogni film è politico’
Alcuni dei suoi titoli più famosi – pensiamo solo a The Blues Brothers – sono ormai entrati nell’immaginario collettivo. Altri sono gioielli della commedia che combinano la grazia e la coerenza formale del miglior cinema classico hollywoodiano alla comicità più eversiva e moderna. Dall’horror, alla farsa al western, l’autore di Animal House ha toccato tutti i generi, provando anche la via della televisione e quella del documentario. Un autentico surfista dell’immaginario.

Francis Ford Coppola (a cura di Mario Sesti) - La lezione di un maestro
Da Il Padrino ad Apocalypse Now, da La conversazione a Tucker, dalla carenza di varietà di film alla nuova generazione di talenti, dal suo rapporto con la famiglia alla sua idea di cinema. L’incontro a Roma con il grande produttore, sceneggiatore e regista italo-americano è un susseguirsi di emozioni, in cui vicende personali si intrecciano alla sua incredibile storia artistica.

ICEBERG 2 - il cinema in piazza
Isabella Ferrari / Fabrizio Gifuni / Isabella Ragonese (a cura di Fabrizio Tassi) - L’impegno ai tempi del disimpegno
Tre attori fra i più di talento delle rispettive generazioni; ma anche tre artisti ‘impegnati’, decisi a mettersi in gioco per un’altra idea di cinema che evoca un’altra idea di società: un confronto a tutto campo sul cinema italiano e sul delicato passaggio d’epoca che sta attraversando. Siamo davvero di fronte a una nuova stagione di riscatto civile e di risveglio artistico? Come saranno il cinema, il teatro, la televisione del ‘dopo-Berlusconi’?

Cristina Comencini in conversazione con Malcom Pagani - Una borghese sulle barricate
Figlia d’arte, madre, sorella, scrittrice, regista. E oggi anche animatrice del movimento ‘Se non ora quando?’, che ha risvegliato dal torpore le donne (e non solo) italiane. ‘Mi interessa raccontare il dubbio, la commistione tra bene e male, l’ambiguità. È il mio modo di fare politica. Descrivere sentimenti e contrasti. Non giudicare in partenza. Se proprio devo condannare, ho almeno bisogno di capire’.

A PIÙ VOCI
Federico Pontiggia / Paolo D’Agostini / Paolo Mereghetti / Valerio Caprara / Roberto Silvestri / Alberto Crespi / Steve Della Casa / Flavio De Bernardinis / Bruno Fornara / Giona A. Nazzaro / Gianni Canova - Tre registi per il cinema di domani Abbiamo chiesto ad alcuni fra i più autorevoli critici cinematografici di indicare tre giovani registi italiani sui quali scommettere e di spiegarci in poche righe cos’è che li rende delle vere e proprie promesse del nostro cinema. Il risultato è una squadra tutt’altro che sguarnita, pronta a farsi largo dietro la macchina da presa.

ICEBERG 3 - altrocinema
Giona A. Nazzaro - Corpi celesti: l’altro reale del cinema italiano
Il cinema documentario nel nostro paese esiste. È vivace, interessante, curioso, capace di sperimentare formule narrative e linguaggi del tutto innovativi. Viene visto e premiato all’estero. Se ne scrive sui Cahiers du cinéma. Ma in Italia è quasi del tutto sconosciuto. Ecco una rassegna di tutto ciò che ci stiamo perdendo sotto la coltre conformista della produzione dominante.

Silvano Agosti - Cinema bricolage
Se l’idea dominante è che un film debba costare milioni di euro, un lavoratore che ne prende 1.200 di stipendio non si permetterà neanche di sognare di poter fare un film. E invece il cinema può essere un’arte povera, in cui tutto quello che serve è la creatività dell’autore.

DIALOGO 2
Piergiorgio Odifreddi / Alice Rohrwacher - La fede di celluloide
Ha conquistato Cannes con il suo Corpo celeste, un film sulla mancanza di ‘fede’, in tutti i sensi che questa parola può assumere. Una delle più promettenti registe italiane in un originale confronto con il ‘matematico impertinente’: da un lato l’occhio di chi, da laica, apprezza i movimenti che animano i cattolici di base, dall’altro un convinto ateo che smaschera ogni ‘copertura a sinistra’ della Chiesa.
www.micromega.net

Anghiari, la città della memoria dove l'autobiografia è un festival

Anghiari, la città della memoria
dove l'autobiografia è un festival

Anghiari, la città della memoria dove l'autobiografia è un festival
Dal primo al 4 settembre nel comune in provincia di Arezzo, sede dell'unica università d'Italia dedicata al racconto delle esperienze di vita, la manifestazione con laboratori, seminari e incontri con autori  
di FLAVIO BINI

Case degli spiriti - Italia dei fantasmi, ultima tappa il viaggio ora diventerà un film

Italia dei fantasmi, ultima tappa
il viaggio ora diventerà un film

Italia dei fantasmi, ultima tappa il viaggio ora diventerà un film Si chiude un percorso di scorribande a caccia delle dimore del vento, l'inventario di un Paese dove i morti fanno meno paura dei vivi. Un'avventura che prenderà la forma di un dvd in uscita il 14 settembre
di PAOLO RUMIZ. Regia di ALESSANDRO SCILLITANI

Libri, ultime ore di sconti. Poi saranno bloccati per legge

il Fatto Quotidiano
Economia & Lobby
Dal primo settembre le riduzioni sul prezzo di copertina non potranno superare il 15 per cento. Il provvedimento, targato Partito democratico, è stato approvato questa estate pochi mesi dopo lo sbarco in Italia di Amazon che dice: "Questa norma non fa nulla a beneficio dei lettori reali e potenziali"
di Francesca De Benedetti

martedì 30 agosto 2011

Walter Benjamin e l’Angelo della storia

Walter Benjamin e l’Angelo della storia

Nel 1921 Walter Benjamin (1892-1940) acquistò un acquerello di Paul Klee che lo seguirà fino al giorno della sua morte, Angelus Novus. A lui guarderà spesso come un’entità che dovrà accompagnarlo nel cammino della vita, nel viaggio nella storia. E l’angelo diventerà proprio L’angelo della storia, a quella storia cui ci si dovrà rivolgere per predisporre il futuro. Ci si dovrà impossessare del passato, volgerci indietro per preparare un domani migliore, riscoprendo quella dimensione mnemonica dimenticata, nascosta, assopita, quella dimensione che sfugge.
E proprio negli appunti per preparare la Tesi di filosofia della storia, 1940, affermava che “Non è che il passato getti la sua luce sul presente o che il presente getti la sua luce sul passato; l’immagine è piuttosto ciò in cui il passato viene a convergere con il presente in una costellazione.”
Scriveva Benjamin:
“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è cosi forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta”. (1)
In poche parole, si guardi al passato per evitare un suo ripetersi, e capire che tutto è collegato, facente parte di un grande insieme.
—————————-
1. W. Benjamin, Angelus novus, Tesi di filosofia della storia, Einaudi, 1962, pp. 76-77
****
Piccola bibliografia:
- Hannah Arendt, Walter Benjamin 1892-1940 (Testi e documenti), SE, 2009.
- Walter Benjamin, Opere complete: 1, Einaudi, 2008.
- Walter Benjamin, Opere complete: 2, Einaudi, 2001.
- Walter Benjamin, Sul concetto di storia, Einaudi, 1997.
- Walter Benjamin, Infanzia berlinese intorno al millenovecento, Einaudi, 2007.

Fantasmi nella vigna, presentazione a Castel del Piano


LE CASE DEGLI SPIRITIVENTISEIESIMA TAPPA 1 La stazione della grandeur fascista nella valle dei paesi verticali

da Repubblica

La stazione della grandeur fascista
in quel lembo d'Italia passato alla Francia

La stazione della grandeur fascista in quel lembo d'Italia passato alla Francia Nuova tappa del viaggio tra le case degli spiriti. A Saint Delmas, sul lato francese del Col di Tenda, c'è uno scalo ferroviario immenso, sproporzionato. Voluto da Mussolini per mostrari i muscoli a Parigi
di PAOLO RUMIZ. Regia di ALESSANDRO SCILLITANI

 

LE CASE DEGLI SPIRITI

Città morte, fabbriche dismesse, ferrovie e miniere abbandonate, relitti di terra o di mare. È la mappa dei luoghi perduti costruita da Paolo Rumiz nel corso del suo viaggio 2011. Dal 31 luglio (sulle pagine della Domenica di Repubblica) e per tutto agosto (su R2) Rumiz racconterà questo mondo parallelo popolato di fantasmi. E sul sito RE LE INCHIESTE via via troverete, insieme con la puntata del giorno, corredata da video, fotogalleria e mappa, l'archivio di tutte le puntate precedenti
Repubblica IL VIAGGIO DI PAOLO RUMIZ
SOLO IL VENTO BUSSA ALLA SUA PORTA
regia di ALESSANDRO SCILLITANI
QUESTO REPORTAGE

VENTISEIESIMA TAPPA 1

La stazione della grandeur fascista
nella valle dei paesi verticali

Saint Dalmas, sul lato francese del Col di Tenda, ospita un'enorme scalo ferroviario dismesso, voluto da Mussolini nel 1928 per mostrare i muscoli al governo di Parigi. Un ottimo pretesto per visitare la valle Roia e le sue meraviglie: un lembo d'Italia passato alla Francia, che è rimasto un perfetto "come eravamo"
VENTICINQUESIMA TAPPA 2

La pattumiera nucleare
assediata dai grandi fiumi

La pattumiera nucleare assediata dai grandi fiumi Visita guidata a Saluggia in un giugno di temporali. Saluggia non è un luogo di fantasmi, è un fantasma in sé: qui sono custodite gran parte delle nostre scorie nucleari. E qui vuol dire proprio in mezzo alla Mesopotamia d'Italia, alla confluenza tra il Po e la Dora col rischio sempre vivo di un'esondazione capace di uccidere la Padania e l'Adriatico
LA MAPPA DEL VIAGGIO 3

Da Nord a Sud, l'itinerario di Paolo Rumiz

Da Nord a Sud, l'itinerario di Paolo Rumiz Fino alla fine di agosto, per 26 puntate, Rumiz racconterà il suo viaggio. Sul Domenicale di Repubblica, su R2 e sul sito RE LE INCHIESTE sarà pubblicata, giorno dopo giorno, la puntata del giorno. Nella cartina geografica i "luoghi perduti" popolati da fantasmi

LE IMMAGINI DELLA TAPPA 4

Il bugnato rustico
di "Saint Dalmas gare"

Il bugnato rustico  di "Saint Dalmas gare" "Negli anni della sua costruzione il fascismo non era ancora entrato nella fase cubista totalitaria, costruita per far da cornice a granitiche mascelle volitive. Era persino bella nel crepuscolo fra i tigli. Occupava mezza valle, ma la sua enormità faceva tenerezza"
IL VIDEO 5

I "luoghi perduti"

I "luoghi perduti" Paolo Rumiz racconterà l'Italia abbandonata e degli spiriti. Nelle sue parole, le anticipazioni sul suo viaggio
I DOCUMENTI 6

La carta 'dell'abbandono' 

La carta 'dell'abbandono'  Un arcipelago vasto, fatto di castelli, ville, carceri, sedi di partito. Una serie di punti che insieme formano una mappa di un'Italia alternativa unita da luoghi dimenticati, ancora pieni di vita

NurArcheoFestival 2011

NurArcheoFestival 2011


Ora
giovedì alle 18.30 - 18 settembre alle ore 23.00

Luogo
Teatro e musica nei siti archeologici d'Ogliastra dal 1 al 18 settembre 2011

Creato da
Stazione dell' Arte di Ulassai

Maggiori informazioni
Undici compagnie ospiti, due spettacoli in prima assoluta regionale, due nuove produzioni, 8 comuni coinvolti per un totale di quindici spettacoli: questi i numeri della terza edizione del NurArcheoFestival in programma dal 1 al 18 settembre 2011 in Ogliastra.
Nato con l'obiettivo di far vivere di nuove suggestioni il patrimonio archeologico, artistico e storico della Sardegna, il Festival è organizzato da Il crogiuolo (www.ilcrogiuolo.eu | 334.8821892), con il contributo dell'Assessorato alla Cultura della Provincia dell'Ogliastra, dell'Assessorato al Turismo della Regione Sardegna, della Fondazione Banco di Sardegna. Il Festival è sostenuto inoltre dai Comuni di Tortolì, Ulassai e Tertenia ed è realizzato con la collaborazione delle società di gestione IREI (Villagrande Strisaili, Tortolì, Ilbono), ArcheoTaccu (Osini) e Nuova Luna (Lanusei), dell'associazione Estate Navarrese e della compagnia Anfiteatro Sud.
Dal 6 al 10 settembre, negli spazi dell'Ex – Blocchiera Falchi di Tortolì, si svolge una sorta di piccola rassegna tematica, interna al Festival, gli spettacoli di questa sezione, tutti previsti alle ore 21, hanno il tratto distintivo di rappresentare tutte scritture originali degli stessi attori e registi, con l'unica eccezione dello scrittore Nino Nonnis.
Gli appuntamenti dell'Ex – Blocchiera prevedono un biglietto d'ingresso del costo di €. 5,00, tutti gli altri spettacoli del festival sono ad ingresso libero.

Presso i siti archeologici di S'Arcu 'es Forros, Sa Carcaredda - Villagrande Strisaili, S'Ortali 'e su Monte - Tortolì e Scerì - Ilbono la società IREI propone la visita guidata a partire da un ora e mezza prima dell'inizio dello spettacolo. Per informazioni: 393.9020917

Nelle date dell'1 e del 3 settembre, il raggiungimento dei siti è inoltre facilitato dal servizio ArcheoBus, realizzato dalla Provincia Ogliastra, che favorisce lo spostamento del pubblico da Santa Maria Navarrese-Tortolì a Villagrande Strisaili. Per informazioni e prenotazioni: 0782 624348 | 393 9303736

Programma:

1 settembre 2011, ore 20.00
Complesso archeologico S'Arcu 'es Forros-Villagrande Strisaili
LA NAVE DEI FOLLI
Produzione S'Arza Teatro.
Ingresso libero.
Alle ore 18.30 la società IREI propone la visita guidata al sito (393.9020917 | www.irei.it).
Possibilità di raggiungere l’area con l’Archeobus in Partenza da Santa Maria Navarrese e Tortolì (0782 624348 | 393 9303736)

2 settembre 2011, ore 18.15
Grotta del Nuraghe Serbissi-Osini
CANZONIERE ORIENTALE
Compagnia Rossolevante.
Ingresso libero
Per informazioni sul sito e visite guidate Archeotaccu 329.7643343 | www.archeotaccu.it

3 settembre 2011, ore 19.00
Complesso archeologico di Sa Carcaredda-Villagrande Strisaili
S'URTIMU CANTU
Compagnia La Maschera
Ingresso libero.
Alle ore 17.30 la società IREI propone la visita guidata al sito (393.9020917 | www.irei.it).
Possibilità di raggiungere l’area con l’Archeobus in Partenza da Santa Maria Navarrese e Tortolì (0782 624348 | 393 9303736)

4 settembre 2011, ore 19.00
Sito archeologico del Parco di Selene-Lanusei
FRAMMENTI ROSA
Produzione Bocheteatro
Ingresso libero
Per informazioni sul sito e visite guidate La Nuova Luna 0782 41051 | www.lanuovaluna.it

6 settembre 2011, ore 21.00
Ex – Blocchiera Falchi di Tortolì
I RACCONTI DI FERNANDO
Teatro Bertolt Brecht di Formia
Ingresso: 5 €

7 settembre 2011, ore 21.00
Ex – Blocchiera Falchi di Tortolì
RICREAZIONE! IN III B con la Prof. Di Lettere di Maria Stella Gelmini
Spettacolo vincitore del premio "Vittorio Mezzogiorno"
Ingresso: 5 €

8 settembre 2011, ore 21.00
Ex – Blocchiera Falchi di Tortolì
DA PIRANDELLO AL VARIETA'
di e con Pierluigi Tortora
Ingresso: 5 €

9 settembre 2011, ore 21.00
Ex – Blocchiera Falchi di Tortolì
DIVERSAMENTE, STRAORDINARIAMENTE ABILE FRIDA
L'Effimero meraviglioso.
Ingresso: 5 €

10 settembre 2011, ore 21.00
Stazione dell'Arte di Ulassai
DIVERSAMENTE, STRAORDINARIAMENTE ABILE FRIDA
L'Effimero meraviglioso.
Ingresso libero
Per informazioni sul sito e visite guidate Stazione dell'Arte 0782.787055
| www.stazionedellarte.it

10 settembre 2011, ore 21.00
Ex – Blocchiera Falchi di Tortolì
LINGUA DI VITELLO
Ingresso: 5 €

11 settembre 2011, ore 19.00
Area archeologica di Scerì-Ilbono
TZIA BIRORA
Teatro S'Arza
Ingresso libero
Alle ore 17.30 la società IREI propone la visita guidata al sito (393.9020917 | www.irei.it)

15 settembre 2011, ore 19.00
Complesso archeologico di S'Ortali e su Monte-Tortolì
RAYAS
Fueddu e Gestu
Ingresso libero
Alle ore 17.30 la società IREI propone la visita guidata al sito (393.9020917 | www.irei.it). .

16 settembre 2011, ore 19.00
Complesso archeologico di S'Ortali e su Monte-Tortolì
LA CANZONE INTELLIGENTE
Elena Pau
Ingresso libero
Alle ore 17.30 la società IREI propone la visita guidata al sito (393.9020917 | www.irei.it).

17 settembre 2011, ore 21.00
Cortile della scuola materna di Tertenia
FUOCHI. Le donne nel mito
Il crogiuolo
Ingresso libero

18 settembre 2011, ore 21.00
Torre Spagnola di Santa Maria Navarrese
VEDOVE ALLEGRE
Il crogiuolo
Ingresso libero

TISCALI: SPETTACOLI & CULTURA


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Difficile immaginare un pittore non impressionista nella Parigi di fine Ottocento. Anche l’aristocratico Henri de Toulouse Lautrec venne sedotto dal “japonisme”, ma fu tranchant nei riguardi del gruppo di Monet. ...continua

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Corto Maltese sospeso tra viaggi immaginari e luoghi dell'avventura

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Gipi e "Omnibus": dieci anni di fumetti in attesa degli alieni al cinema

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Antonio Mancinelli: "L'Italia? Non è un Paese per vecchie"

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Chiara Moscardelli: "Per sedurre un uomo dobbiamo tutte essere un po' gatte morte"

Nel suo libro, Volevo essere una gatta morta (Einaudi, euro 13.50), Chiara Moscardelli fa un ironico autoritratto concentrandosi sulle sue vicissitudini... continua

Scarabelli e le storie di creatività resistente in "Suonare il Paese prima che cada"

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Sloan: "Ecco come imparare l'inglese alla larga da metodi noiosi"

Anni trascorsi sui palchi, in mezzo agli amplificatori e di fronte al pubblico. Poi la decisione di lasciare la vita "nomade" e cominciare a insegnare la sua... continua

Toffolo e l'adolescenza tenera e rabbiosa dei "Cinque allegri ragazzi morti"

Una nuova collana editoriale: volumi corposi, formati comodi, prezzi contenuti per una serie di romanzi disegnati da alcuni dei più interessanti autori di... continua

"Arancia Meccanica", Mario Moscati rende omaggio a un "film senza tempo"

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Libero Grassi a fumetti: la storia dell'imprenditore che disse no al "pizzo"



Libero Grassi a fumetti: la storia dell'imprenditore che disse no al "pizzo"

di An. Loi
Sono passati 20 anni da quel 29 agosto del 1991 quando Libero Grassi venne freddato dalla mafia per essersi opposto al pagamento del “pizzo”. Una lotta solitaria quella dell’imprenditore catanese, che anche per questo pagò con la vita l’aver voluto sfidare le regole di Cosa Nostra. La casa editrice milanese Round Robin, in collaborazione con l’associazione antimafia "daSud", in occasione del ventennale di quel terribile omicidio, manda alle stampe una graphic novel dal titolo Libero Grassi (Cara mafia, io ti sfido), firmata da Laura Biffi, Raffaele Lupoli e Riccardo Innocenti.
Il fumetto, illustrato da Beatrice Gozzo e lo stesso Innocenti, ripercorre l’intera vicenda dell’industriale tessile proprietario della Sigma di Palermo dal primo no alle cosche alla decisione di uscire allo scoperto e denunciare pubblicamente i suoi estorsori. La condanna a morte arrivò infatti dopo una lettera pubblicata dal Giornale di Sicilia con la quale volle gridare a tutti il suo no ai ricatti di Cosa Nostra. Concetti poi ribaditi in un’intervista concessa a Michele Santoro per il programma televisivo Samarcanda (“Non sono pazzo, non mi piace pagare. Io non divido le mie scelte con i mafiosi”, rispondeva Grassi alle domande del giornalista) e quindi ripetuti ad una rivista tedesca, colpita dalla sua determinazione e dal suo coraggio. Mai gli mancò la consapevolezza dei rischi ma anche della posta in gioco in termini di civiltà. Ma nonostante le sue speranze, nessuno dei suoi colleghi imprenditori lo seguì lungo quella strada che, di lì a qualche giorno, lo portò tragicamente alla morte.
Il sacrificio di Libero Grassi, però non è stato vano. Dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, furono in tanti a ricordare con diverse iniziative il coraggio dell'imprenditore catanese, divenuto un esempio per tutti coloro che ancora oggi lottano contro la criminalità organizzata. E’ proprio in suo nome che molti imprenditori da allora hanno trovato il coraggio di ribellarsi a Cosa Nostra, per trovare in associazioni come “Addio Pizzo” e “Libero Futuro” la forza di andare avanti insieme. Perché se “un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” un popolo “che ritrova la sua dignità è più forte di qualsiasi mafia”, dicono gli autori.
Erano le 7,30 del mattino quando Libero Grassi, potenziale “cattivo esempio” per gli altri imprenditori, venne freddato da Salvo Madonia, figlio del boss di Brancaccio. Per quell’omicidio sono stati condannati nel 2004 vari esponenti di Cosa Nostra tra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pietro Aglieri. Alla realizzazione del fumetto, che si inserisce in una collana che ha già visto raccontate le storie di altri martiri antimafia - dal giornalista Pippo Fava a Lollò, il fotografo di Bovalino ucciso dall’ndrangheta - è stato scritto grazie alle testimonianze e al "prezioso aiuto della famiglia e degli amici" di Libero Grassi.
 
da Tiscali

Roberto Zanata interview - Tra Stockhausen, clavicembalo e computer music


Roberto Zanata interview

Tra Stockhausen, clavicembalo e computer music
Musica contemporanea
*Nato a Cagliari, Roberto Zanata, allievo dello stesso imemnso Kark Heinz Stockhausen, è compositore, musicista e studioso di musica elettroacustica e elettronica (computer music), Attivo dalla meta’ degli novanta ha realizzato in Italia e all’estero composizioni per musica da camera, allestimenti teatrali, computer music, arte elettronica, acusmatica e opere multimediali e vanta un meritatissimo background assai prestigioso a livello internazionale.
Ad esempio: Nel 1997 e’ stato compositore ospite alla Biennale di Musica Contemporanea di Zagabria; nel 1999 ha partecipato come compositore al Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Pola (Croazia). Nel 2005 ha composto le musiche per lo spettacolo teatrale “Requiem” su testi di A.Tabucchi, regia di A.Iovinelli, rappresentato presso l”Istituto Italiano di Cultura - Zagabria. Nel 2006 ha composto le musiche per lo spettacolo teatrale “Orazi e Curiazi” per la regia di A.Iovinelli realizzato in collaborazione con la filodrammatica dell’Universita’ di Zagabria e l’Istituto Italiano di Cultura rappresentato sia in Croazia che in Ungheria.
Nel 2007 ha partecipato come musicista e compositore al Festival Music in Touch organizzato da Spaziomusica Ricerca (Cripta di S.Domenico - Cagliari, Italia) con la performance audio-video “Jet Lag” realizzata con R.Musanti. Non ultimo, dal 2007 collabora attivamente con la clavicembalista S.Majurec e da qualche tempo, con il pittore e videomaker storico del genere Tonino Casula. Sue alcune delle microsoundtrack dei celebri cortronici (anche a 3D) del Video maestro.
Ecco l’intervista, mediata gentilmente dallo stesso Casula, dove forse traspare appunto, dalle risposte raffinate e non frequenti, ancora certo influsso quasi epistemico sonoro caro proprio al genio di Stockhausen…
D- Qual è il territorio musicale che intendi esplorare?
R- Ho deciso di cimentarmi con la composizione di forme musicali elettroacustiche utilizzando diverse tecniche di sintesi e risintesi digitale del suono (granular, streaming spectral, resonators, pitchshifter, phase vocoder etc). Il materiale sonoro di partenza ha quasi sempre un aspetto mimetico, ma nello svolgimento della forma si modifica verso un’emancipazione da qualsiasi referenzialità fino ad assumere un aspetto strettamente uditivo.
D-Quali sono i tuoi pretesti per fare musica?
La sintassi di partenza di elaborazione dei suoni è astratta, anche se nel corso della composizioni non mancano evoluzioni dinamiche e timbriche che richiedono interventi riconducibili a una sintassi astratta, pertinente allo stesso materiale sonoro originario. Questo perché sono convinto che nell’immaginario dell’artista, l’opera rimane sempre un punto di arrivo, non un punto di partenza.
D-I materiali preferiti?
Mi interessa indagare sonorità che richiamino l’idea della discronia temporale a cui la musica può indurre, sia dal punto di vista dell’interazione di spettri sonori differenti, che del loro modo di trasformarsi nel corso di un tempo brevissimo o lunghissimo, difficilmente prevedibile, come è quello offerto dalle tecniche di sintesi del suono. Le strutture, cui queste sintesi inducono sono, infatti, ancora prima che un componimento musicale, un gioco affine al flipper, in cui le biglie scorrono casualmente dentro buche o passaggi obbligati. In altre parole, un azzardo.
D- Le “incomprensioni” che incontri nel tuo lavoro?
R- I discorsi che più comunemente tendono a fuorviare il problema sono quelli che sostengono l’autonomia del cambiamento tecnologico, dalle interazioni umane con gli oggetti tecnologici. I fattori sociali e culturali non entrerebbero dunque a far parte del disegno tecnologico con la conseguenza che gli oggetti risultanti esistono come entità inerentemente neutre. Ma non mancano istanze critiche che, al contrario, riconoscono proprio nella media-art l’espressione più avanzata della critica ai media. Come se, insomma, gli effetti secondari negativi delle tecnologie e dei mezzi di riproduzione fossero un prezzo necessario da pagare, in vista anche di una loro possibile emancipazione. Molti artisti (tra cui metto anche me) hanno sottolineato in questo senso e a più riprese la necessità di una pratica artistica elettronica fondata su atti di razionalizzazione sovversiva, così che le tecnologie apparentemente non artistiche vengano considerate estremità creative. Si tratta di tecnologie trasformate e fatte funzionare attivamente, nonostante la loro origine di mezzi passivi di riproduzione (lettori cd), trasmissione (tv e radio), documentazione e intrattenimento (computer).

domenica 28 agosto 2011

''Osessione Dalì. La divina commedia'', mostra evento a Castell' Azzara


‘’Ho voluto che le mie illustrazioni per Dante fossero come delle lievi impronte d’ umidità su un formaggio divino. Di qui, il loro aspetto variopinto d’ ali di farfalla’’.  Così  Salvador Dalì presentava le 100 tavole a colori dedicate alla Commedia dantesca, considerate la sua più importante opera illustrativa e riconosciute come uno dei capolavori della pittura del novecento.
Le tavole, fino al prossimo 18 settembre, sono esposte alla Villa Sforzesca di Castell’ Azzara (GR) nella mostra ‘’Ossessione Dalì. La Divina Commedia. Passione, ribellione e lucida follia’’, a cura di Maurizio Vanni.
La mostra, evento di punta dell’ estate 2011 dei Musei di Maremma, si integra e si completa con l’ ampia proposta culturale della rete museale della provincia di Grossetto: mostre, concerti, incontri in tutto il territorio.
L’ esposizione ha una sua particolare suggestione perché all’ interno della magica atmosfera creata dalla Sforzesca, villa rinascimentale, recuperata alla Cultura con un restauro (nato negli anni settanta e concluso con l’ amministrazione guidata da Marzio Mambrini) che come sottolinea Emilia Guidotti, assessore della Comunità  Montana Amiata Grossetano, anima dell’ iniziativa ‘’è stato un sogno, una follia creativa in senso daliniano’’.
La serie delle 100 xilografie (il cimento di Dalì con le cantiche del Paradiso, Purgatorio e Inferno danteschi cominciato nei primi anni cinquanta e durato dieci anni) nate da questo mastodontico lavoro è un excursus in tutta la sua arte che contempla un viaggio memoriale attraverso una serie di noti linguaggi espressi del pittore spagnolo: dalle allucinazioni degli anni trenta al misticismo, dal metodo paranoico-critico alla poetica del molle, fino ad arrivare a riferimenti classici di alcuni dei suoi maestri ideali.
I versi del poeta fiorentino ispirano il maestro spagnolo che li interpreta risalendo all’ approccio dantesco al testo. La divina commedia suscita nell’ immaginario di Dalì forme e colori ora grotteschi, ora dissacranti, ironici, drammatici, sensuali estatici, allegorici e inaspettatamente leggiadri e sublimi.
‘’Ossessione Dalì’’ non è una semplice mostra. Il percorso espositivo diventa un affascinante viaggio in mondi paralleli, che vanno ben oltre a ciò che il nostro immaginario visualizza della Divina Commedia.
Ieri in una delle iniziative collaterali, come ‘’lievi impronte di umidità su un formaggio divino con un aspetto variopinto d’ ali di farfalla’’, è stata ‘’Da/Lì a Dante’’, passeggiata con gli ‘’amici della Villa’’ tra immagini, musica e parole, un interessante happening reso affascinante dalla recitazione di Luigi Petroselli (Dalì),  Stefano Lucarelli (Dante) e Luciana Marsili (Amanda Lear), accompagnata dalle musiche di Bach, Mozart,  Gounod, Danzi, Devienne e Satie, eseguite da Franz van de Wiel (flauto traverso), Sylvia Wurtz (violino), Martin Hesselbein (violoncello) e Tiziano Guerrini (violoncello).  Il  testo curato da Martin Hesselbein,  frutto di una selezione di brani tratti da libri su Dalì e Dante,  è stato inframmezzato dai brani musicali che hanno saputo magistralmente rendere le emozioni e le sensazioni  dell’ incontro tra il pittore e il divino poeta.
Gli spettatori, e le stelle spettatrici d’ eccezione, hanno ‘’passeggiato’’ tra immagini, musica e parole, con Dante, ma soprattutto con Dalì, con la sua mondanità, le sue provocazioni ironiche e cerebrali, il suo voyerismo, il suo piacere, intellettuale e fisico, e la voglia incondizionata di denaro (Breton dopo la rottura con i surrealisti aveva, infatti, anagrammato il nome Salvador Dalì in Avida Dollars, e mai anagramma fu così azzeccato).  L’ happening, unico e non ripetibile, è stato un contributo serio alla conoscenza del personaggio umano e artistico di Dalì, della sua genialità, delle sue ossessioni, delle sue passioni, dei suoi amori e anche del suo rapporto con l’ opera di Dante. Una Commedia illustrata, come dice Dalì, con un uso del colore del sole e del miele mediterraneo con contrasti cromatici puri in scene di dimensioni quasi metafisiche.
‘’L’ idea di regalare alla villa e ai suoi  visitatori uno spettacolo in occasione della mostra di Dalì – ha detto Emilia Guidotti – è nata spontaneamente. E’ stata pensata e realizzata da musicisti e attori, per la prima volta insieme. Interpreti che hanno messo tanto impegno personale, con poco tempo per le prove collettive e con pochi mezzi scenici. A tutti, con lo stesso slancio di generosità, passione competente, si è unito Mauro Mambrini, con il suo service’’.
In un momento in cui si parla di costi e tagli è da sottolineare che lo spettacolo ‘’Da/Lì a Dante’’ è stato a costo zero.  Gli attori sono castellazzaresi o quasi e i musicisti sono amici di Castell’ Azzara. Il ricco buffet che è seguito è stato preparato e offerto gratuitamente dalle signore di questo borgo.
Sabato prossimo,  3 settembre, alle 21, è in programma lo spettacolo ‘’Dalì incontra Dante’’, Commedie divine e umane, racconto scenico a cura di Maurizio Vanni, il curatore della mostra.
La villa Sforzesca, oltre a ‘’Ossessione Dalì’’, accoglie al piano terra una mostra di mini architetture, riproduzioni monumenti locali e nazionali, del castellazzarese Carlo Alberto Torlai, e una mostra di filatelia su Dante e la Commedia a cura di Lelio Fontani e Siria Lozzi. Al piano nobile sono esposte le tavole della tesi di laurea dell’ arch. Fabio Rossi, anche lui castellazzarese, che illustrano i vari stadi di costruzione della villa.
L’ orario delle visite va dalle 17.30 alle 20, chiuso il lunedì.