La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava
Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

IN TERRITORIO NEMICO

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Romanzo storico sulla Resistenza di Pier Luigi Zanata e altri 114 scrittori - metodo Scrittura Industriale Collettiva

Dettagli di un sorriso

Dettagli di un sorriso
romanzo di Gianni Zanata

Il calcio dell' Asino

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Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle (1892-1925) e del suo direttore Giovanni de Nava (Giva)

NON STO TANTO MALE

NON STO TANTO MALE
romanzo di Gianni Zanata

martedì 2 aprile 2013

"Dettagli di un sorriso" domenica 7 aprile a Collinas

Domenica 7 aprile 2013 - ore 18.30
COLLINAS - via San Sebastiano, 12
"Dettagli di un sorriso" (Quarup, 2012)
di Gianni Zanata
con Gaetano Marino e Mario Massa
 

Nell'ambito della residenza internazionale per artisti PROGETTO ERRANTI
B&BArt Museo di arte contemporaneo Italia - Colombia

con la presenza degli artisti

Patricia Arango G
Juan Manuel Baraya Gaviria
Ximena Castillo
Andrea Castro
Ximena Gonzalez Jaramillo
Maria Pedraza
Luz Beatriz Pedraza Bernal
Maria Clara Piedrahita
Julia Restrepo
Liliana Zuccardi Hernandez

Direttore Artistico: Bianca Laura Petretto
Direttore progetti internazionali: Sandra Miranda Pattin
Coordinatore Accademico: Jaime Arango Correa


 "C’è un tizio che incontro ogni mattina davanti alla chiesa.
Lui se ne sta seduto sugli scalini, le caviglie incrociate, i gomiti sulle ginocchia. Ha gli occhi celesti, l’aria trasandata, i capelli lunghi, bianchi, stopposi. Sembra senz’età. Non è un accattone.
Non chiede l’elemosina. Non parla. Ma sento la sua voce.
Io quest’uomo lo conosco, mi sono detto la prima volta che l’ho incrociato. Non ricordo quando, né come né dove, ma io quest’uomo l’ho già incontrato. Lo conosco, mi sono detto.
Mesi che lo guardo. Mesi che sto lì a domandarmi quando e dove l’ho già visto. Sensazione di enorme sconforto. Come se qualcuno mi bisbigliasse qualcosa all’orecchio e non riuscissi a capire, ad afferrare il suono delle parole.
Poi tac! Oggi, di colpo, un’immagine che si fa largo tra le altre. Lo guardo. E lo riconosco.
È Kurt Cobain. Ecco chi è. Ma certo.
Fa’ un po’ vedere. È lui. Nessun dubbio. Kurt Cobain. È lui.
Kurt Cobain.
Ma.
Kurt Cobain è morto".


  “Un bolide nero, cerchi cromati, fanali a scomparsa”, nell’afa di un pomeriggio estivo, si ferma davanti a una stazione di servizio in disuso, sulla SS 131. In sottofondo alcune note di un “blues al mercurio”, veloce e ritmato: a bordo, una vecchia conoscenza e due sorprese.Inizia così, nella raggelante atmosfera di una road novel estrema, Dettagli di un sorriso, ultima fatica del cagliaritano Gianni Zanata. Come uno di quei sogni cattivi, quelli che ritornano e ti svegliano nel cuore della notte, Valdo Norman è di nuovo tra noi: è tornato, trasformato ma solo in parte, riconoscibile ma solo in una certa misura, come tutti quelli che hanno qualcosa da nascondere. Un lungo flashback, che è la quasi totalità del libro e l’intero svolgimento della storia, ci illustra – in un percorso trapunto di località sarde, losche personalità, fabbriche dismesse e riferimenti rock
– in che modo Valdo sia arrivato in quella stazione di servizio, e insieme a chi.

Con lo sguardo indagatore del cronista, la giusta cattiveria e un solido tasso di ironia, Zanata ci regala un affresco spietato e nero, e insieme sorridente, di una tranquilla e sorniona città affacciata sul più bel mare che c’è. Là dove anche la morte è solo “musica e tamburi”, e uno sguardo di donna.
[... ]
"C’è un tizio che incontro ogni mattina davanti alla chiesa.
Lui se ne sta seduto sugli scalini, le caviglie incrociate, i gomiti sulle ginocchia. Ha gli occhi celesti, l’aria trasandata, i capelli lunghi, bianchi, stopposi. Sembra senz’età. Non è un accattone.
Non chiede l’elemosina. Non parla. Ma sento la sua voce.
Io quest’uomo lo conosco, mi sono detto la prima volta che l’ho incrociato. Non ricordo quando, né come né dove, ma io quest’uomo l’ho già incontrato. Lo conosco, mi sono detto.
Mesi che lo guardo. Mesi che sto lì a domandarmi quando e dove l’ho già visto. Sensazione di enorme sconforto. Come se qualcuno mi bisbigliasse qualcosa all’orecchio e non riuscissi a capire, ad afferrare il suono delle parole.
Poi tac! Oggi, di colpo, un’immagine che si fa largo tra le altre. Lo guardo. E lo riconosco.
È Kurt Cobain. Ecco chi è. Ma certo.
Fa’ un po’ vedere. È lui. Nessun dubbio. Kurt Cobain. È lui.
Kurt Cobain.
Ma.
Kurt Cobain è morto".

[... ]
 
 

Gianni Zanata
Gianni Zanata, cagliaritano, classe di ferro ’62, è un vecchio suiveur della cronaca, della vita sociale e letteraria della sua bella città (bianca). È uno che la sa lunga ma la dice breve: esplosivo sulle corte distanze (ricordiamo le sue short in Piciocus, Caracò 2011 e La cella di Gaudì, Arkadia 2012), si rivela adesso anche un formidabile mezzofondista.
Questo noir, ironico e spietato, lo spiega meglio di cento righe in aletta.

www.giannizanata.it

www.dettaglidiunsorriso.wordpress.com
www.quarup.it Immagine di copertina

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