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mercoledì 3 aprile 2013

La Sicilia? Non esiste... Parola di Giuseppe Rizzo

da l' Unità

La Sicilia? Non esiste...
Parola di Giuseppe Rizzo

Il nuovo romanzo dello scrittore siciliano racconta la storia di tre trentenni senza grazia di Dio, che non sopportano le minchiate e i pidocchi... Edito da Feltrinelli, dal 3 aprile in libreria. Anticipiamo un brano.

Quella che segue è un'anticipazione del romanzo. Andrea, Gaga e Pupetta, i tre protagonisti del romanzo, sono a Berlino, a casa di Pupetta. Con loro c’è John, l’uomo che Pupetta vuole sposare: «Mi ama, e poi ultimamente mi piacciono stupidi». Va tutto bene, finché John non ha la pretesa di spiegare la Sicilia a dei siciliani...

rizzo sicilia 
Piccola guerra lampo
per radere al suolo la Sicilia

pagine 288
euro 14
Feltrinelli
collana I narratori
(Clicca qui per scaricarlo
dal nostro ebook store
)



Bullshit, la Sicilia non esiste. Io lo so perché ci sono nato. Senza offesa, bro’, ma è tutta la sera che dici cazzate.

Gaga, l’alcol gli fa questo effetto: lo fa diventare una bella persona. O perlomeno, questa è la sua versione dei fatti. Per tutto il resto del mondo, ovvero per quella fetta che gli sta intorno quando ha bevuto un po’ troppo, le cose stanno diversamente. Di solito si finisce per ascoltarlo insultare gente che non conosce perché troppo stupida cretina banale imbecille vestita male, oppure per vedersi attaccare perché non lo si è difeso mentre lui progredisce nei suoi insulti contro quei mischini: in genere rovina le serate.

Ma però questa è una serata che non è bello, rovinarla. Pupetta da qualche tempo vive a Berlino, cura progetti per una ong che opera in Africa e uno suo personale, avere un moccioso da un americano ricchissimo e bellissimo, per questo ci ha invitato: Dovete conoscere assolutamente il padre di mio figlio.



(...) John Carver, dei Carver di Washington DC, lobbisti del petrolio e filantropi per passione (...) Ha buttato giù una tesi in Storia del Mediterraneo e in virtù di questo inizia a sparare cazzate sull’Italia e la Sicilia. Ci chiama Fredo e Sonny, come i figli stupidi di don Vito Corleone nel Padrino, e decide, per il nostro bene, di spiegarci la Sicilia, lui sì che la conosce e capisce. Ha studiato in Italia, ha letto Camilleri, Pirandello, Tomasi di Lampedusa, ha anche visto La piovra, non si può sbagliare.

A voi vi frega il clima, ci dice quando ci sediamo a tavola. Ve lo ricordate cosa diceva il principe di Salina nel Gattopardo?

Io, il Gattopardo , quando qualcuno tira fuori qualche metafora dal Gattopardo per spiegare la Sicilia di oggi, a me viene subito da sputare per terra. Non lo faccio, non sta bene sputare a casa degli altri, però cerco di cambiare discorso (...)

Ma John insiste, e recita a memoria: Questa violenza del paesaggio, questa crudeltà del clima, tutte queste cose hanno formato il carattere dei siciliani... Ah, che libro, il Gattopardo. E che popolo, i siciliani. Esistono solo due popoli, al mondo, lo sapete, no? I siciliani e gli ebrei. Certo, a voi vi è andata un po’ meglio, direi.
Dice Sicilia, e tz, fa tz con la bocca, l’amico americano, dice Gaga. E basta, cazzo. Ma non si possono più sentire queste storie sulla specialità di quest’isola di merda. Come se in Sardegna non ci fosse il mare, come se in Irlanda non avessero la campagna, come se in Australia non ci battesse il sole. Tesoro, sono cazzate.

Ha bevuto un po’ troppo, cerca di spiegare Pupetta al fidanzato. Ma è me che guarda, vuole che salvi il padre dei suoi figli dalle mani di Gaga.

No, no, lascialo continuare, dice però John, è interessante, quando i siciliani si arrabbiano è interessante, mi ricordano certi personaggi di Pirandello.
Pirandello fa cacare, dice Gaga. Tomasi di Lampedusa fa cacare.
E Camilleri, anche Camilleri fa cacare?, chiede l’americano.
Camilleri è il male assoluto. Dovrebbero imprigionarlo e rileggergli tutti i romanzi di Montalbano fino a che non implori pietà. Bisognerebbe mettere mano alla pistola ogni volta che qualcuno dice della splendida decadenza e dell’irredimibilità di questo posto, come fanno Camilleri Pirandello Tomasi. Bisognerebbe appiccare il fuoco, incendiare tutto, cambiare i connotati toponomastici e geografici di quest’isola, togliere ogni punto di riferimento agli isolani e al resto del mondo. Bisognerebbe, ecco, bisognerebbe che qualcuno si decidesse a scrivere un piccolo manuale per organizzare una guerra lampo, radere al suolo la Sicilia e resettare la mente di quelli un po’ cretini come te. Senza offesa, tesoro, era solo un esempio.

Ecco, John Carver di Washington dc, ultimo degli scopritori di Sicilia, è anche l’ultimo fidanzato che Pupetta ci abbia presentato.

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