La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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martedì 25 marzo 2014

Benedetta primavera

Benedetta primavera (Massimo Gramellini).

Klepetan e MalenaOgni anno, ai primi di marzo, Klepetan lascia il Sudafrica e intraprende un viaggio di tredicimila chilometri per incontrare Malena. La storia va avanti da dodici anni, da quando i due amanti vivevano insieme nel villaggio croato di Brodski Varos. Un cecchino sparò a Malena e la colpì in una zona vitale, costringendola per sempre su una poltrona. Klepetan avrebbe voluto restare con lei, ma la vita lo reclamava in Sudafrica e lui non aveva i mezzi per portarla con sé. Così la condusse dall’unica persona di cui si fidava, un bidello in pensione di nome Stiejepan Vokic, che da allora ospita Malena nella sua piccola mansarda. Klepetan però non è scappato dall’amore e tantomeno lo ha dimenticato. Ogni anno, da dodici anni, con il sopraggiungere della primavera si prende una vacanza. E pur non avendo altro sostegno materiale che il desiderio, attraversa l’Africa e l’Adriatico con le proprie forze, fino a raggiungere il villaggio croato e bussare alla porta della mansarda.
Malena è lì che lo aspetta sulla poltrona, impaziente. Ogni anno, da dodici anni. I due si sfiorano e, mentre il bidello si allontana con una scusa qualsiasi, con grande naturalezza fanno l’amore. Esauriti i giorni dell’estasi, Klepetan ritorna in Sudafrica, dando appuntamento a Malena per l’anno successivo. Non ha mai tradito la promessa, pur essendo un maschio. E lei non gli ha mai fatto scenate, pur essendo una femmina. Si amano, senza complessi né rimpianti. Hanno trovato un senso alla parola eternità. Può darsi che li favorisca il fatto di non essere umani, ma cicogne.


Da La Stampa del 25/03/2014.

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