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lunedì 25 marzo 2013

Quanto è buffo il mondo visto con gli occhi dell'uomo in pigiama


Quanto è buffo il mondo visto con gli occhi dell'uomo in pigiama

di Andrea Curreli
Qual è il sogno di ogni bambino? Restare a dormire sotto le coperte e poi oziare tutto il giorno in casa dopo aver dribblato l’obbligo di andare a scuola. Dopo "innumerevoli giorni di scuola, innumerevoli viaggi in autobus e in metro e dopo insopportabili giorni di ingorghi nel traffico con il caldo e il freddo", il desiderio del bambino (divenuto adulto) Paco Roca si è avverato. Un bel giorno questo artista spagnolo ha scoperto che, a causa della crisi e per una rapida ripresa dell’economia iberica, poteva svolgere il suo lavoro davanti al computer di casa indossando rigorosamente pigiama a strisce e ciabatte. Dopo aver perso i connotati del vignettista ha acquistato quelli dell’”uomo in pigiama” protagonista assoluto e caso editoriale del quotidiano valenciano Las Provincias. Una sorta di diario autobiografico a fumetti pubblicato nelle pagine del giornale spagnolo e raccolto poi nel libro Memorie di un uomo in pigiama (Tunuè editore, 2013).
La vena ironica dell'uomo in pigiama - Roca, che ha curato sia i testi che i disegni della graphic novel, si è posto una domanda molto semplice: com’è il mondo e il suo rapido scorrere visto in ciabatte e con indosso il classico abito a righe che accompagna la notte? Tante, spesso imprevedibili e sempre divertenti, le risposte. Il fumettista passa con disinvoltura dalle problematiche degli amici fidanzati, sposati e single, al terrore per la visita dall'urologo per l'ispezione rettale. Il tutto viene miscelato grazie a una evidente vena ironica.
Incomunicabilità tra i sessi e luoghi comuni sull'Italia - L'illustratore dà il meglio di sé quando descrive il suo rapporto di coppia attraverso improbabili dialoghi che avvengono sul divano di casa. Una incomunicabilità tra sessi che l'uomo in pigiama sintetizza con una considerazione sul dolce far niente casalingo: "Ciò che per noi sarebbe un trionfo per loro è tempo perso". Tra le tavole delle "Memorie" c'è spazio anche per un po' d'Italia con una esaltazione del luogo comune. Al ritorno dal viaggio a Roma, l'uomo in pigiama sintetizza così la situazione nel Belpaese: "Sapevi che in Italia tutti gli anni la mafia e la camorra si sfidano a coltellate nel Colosseo? Me lo ha raccontato un'italiana".
Un quarantenne che non vuole crescere -Con questo divertente lavoro, Paco Roca descrive perfettamente l'ansia di un quarantenne che non vuole crescere. Il pigiama è una sorta di placenta che permette al protagonista di estraniarsi dal mondo che lo circonda e impedire così ogni tentativo di cambiamento. Ma, lavorando tutta la giornata in abiti comodi, l'uomo in pigiama ha la possibilità di giudicare quella quotidianità che all'apparenza non sembra comprendere e che sicuramente non apprezza.  

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