La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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Storia di un amore importante di Grazia Deledda con lettere autografe. Romanzo di Ludovica De Nava

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lunedì 6 maggio 2013

L'ARMA HOW LONG IS NOW, al Teatro Vascello di Roma



L'ARMAdal 30 APRILE al 12 MAGGIO 2013
dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18

Motoproduzioni Srl - TSI La fabbrica dell'Attore – La Casa dei Racconti
L'ARMA
HOW LONG IS NOW

Finalista 50° Premio Riccione per il teatro
di Duccio Camerini
con Giorgio Colangeli, Andrea Bosca e Mariachiara Di Mitri
Regia di Aureliano Amadei
Scenografia Tommaso Garavini e Fabiana Di Marco
Costumi Daniela Ciancio
Aiuto regia Vanessa Bollar Maqueira
Casting Flaminia Lizzani
Disegno luci Vittorio Omodei Zorini

L'ARMA
Una favola cattiva sul mondo invisibile di oggi, che tratta di padri e figli, appartenenza ed esclusione, "sistema" ed individuo.
Libertà, diremmo, se non fosse una parola ambigua.
Centro dell'azione è un uomo che ha fallito i propri obbiettivi, ha tagliato i ponti col mondo.
Dopo aver rubato una neonata in modo incidentale, si ritira in cima ad una montagna.
Il suo vero figlio viene a cercarlo, ma sbaglierà tempo.
Sulla montagna è rimasta solo la figlia adottata/rapita e quasi prigioniera, che ormai è una ragazzina.
Lei non conosce niente delle leggi del vivere, conosce solo i precetti ossessivi che le ha lasciato il padre.
Precetti per difendersi dall'aggressività del mondo.
I tre personaggi si rincorrono nel testo attraverso i diversi tempi in cui cade il momento decisivo dell’esistenza di ciascuno.
Per ognuno di loro, in un verso o nell’altro, il confronto con le violente attese dell’esterno, è o sarà determinante.
Titolo originale del testo finalista al 50° Premio Riccione per il Teatro “How Long Is Now”.

L’ARMA è un montaggio di primi piani che si muovono nel tempo e nello spazio. Ognuno dei tre personaggi compie un viaggio di andata e ritorno nelle proprie illusioni, mostrandoci esclusivamente un punto di vista privato, un tassello, un sottoquadro, un fotogramma: un primo piano. L'esigenza di stabilire un piano, un'inquadratura, deriva, forse, dal duplice impegno teatrale/cinematografico che il progetto prevede nella sua dimensione più ampia. Infatti, immediatamente dopo la rappresentazione teatrale, lo stesso cast sarà impiegato nell'adattamento cinematografico del testo. In questo modo si intende inquinare i due media, cercando di sfruttare reciprocamente i vantaggi di uno, nell'altro. E' per questo che la messa in scena avrà dunque degli aspetti cinematografici. Lo spazio vitale dei personaggi, è sempre impenetrabile, limitato e claustrofobico. Anche quando, dalla cima di una montagna, a turno, i personaggi credono di dominare il mondo, non percepiscono la bolla di vetro che li rinchiude. Si illudono segretamente che la bolla di qualcun altro possa essere più ricca, ma hanno paura di riconoscere che l'unico modo di arricchire la propria bolla è di invitare qualcun altro a farne parte.





RASSEGNA STAMPA
"L'ARMA" Aureliano Amadei dirige una favola splendida e violenta che scuote l’anima
retrospettive.com 3/5/2013

"L'arma" di Camerini verità ad alta quota
La Repubblica 30/4/2013

HOW LONG IS NOW
Monteverde Aprile 2013

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