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lunedì 27 febbraio 2012

Forlì celebra Adolfo Wildt, lo scultore del mito e della maschera

Forlì celebra Adolfo Wildt, lo scultore del mito e della maschera

di Melisa Garzonio
L’originalità e l’anticonformismo non sempre aiutano a conquistare la benevolenza dei critici. Prendiamo Adolfo Wildt (Milano 1868-1931), per esempio, artista eclettico capace di scavare nel marmo forme purissime, che in vita raggiunse chiara fama e celebrità, tanto da meritarsi la cattedra di scultura nella assai quotata accademia di Brera, a Milano, e la prestigiosa nomina di Accademico d’Italia. Inspiegabilmente, dopo la morte, la sua stella stentò a crescere, e fu quasi sul punto di collassare.

Estraneo al mondo della avanguardie, classico e anticlassico, decadente e moderno insieme, impossibile da regimentare in un filone o corrente o scuola. Non simbolista e poco futurista, capace di dialogare con la musica (Wagner) e la letteratura (D’Annunzio che fu suo collezionista, Pirandello e Bontempelli) ma per certi tratti e preveggenze calato nel futuro: le sue sculture affilate dal nervosismo neogotico mostrano curiose analogie con i volti e i corpi presenti in certi nostri film di fantascienza. Insomma, i giudizi su Wildt rimasero controversi fino a un decennio fa quando, finalmente, si prese a considerarlo tra i massimi scultori del Novecento.

Una mostra, adesso, ci restituisce l’artista e la sua straordinaria malia. Avviene a Forlì, grazie al prestito di un eccezionale nucleo di opere della famiglia Paulucci di Calboli e alla disponibilità di una serie di capolavori concessa dall’Archivio Scheiwiller (il grande editore milanese, collezionista di numerose opere di Wildt). Un’occasione imperdibile per rivedere le meravigliose maschere in marmo dorato, le sagome leggere e levigate, le figure di nudità essenziale purificate d’ogni traccia di materia (Monumento funebre ad Aroldo Bonzagni, nella foto).

“Wildt. L’anima e le forme fra Michelangelo e Klimt”, Musei San Domenico, Forlì, dal 28 gennaio al 17 giugno. www.mostrawildt.it


C'è  anche questa…

9 Script from a Nation at War
Dieci video installazioni, recente acquisto del MoMa, a proposito della guerra, quella innescata dall’invasione delle forze militari U.S in Iraq nel marzo del 2003. Gli artisti sono Andrea Geyer, Sharon Hayes, Ashley Hunt, Katya Sander e David Thorne, tutti trentenni o poco più. I curatori: Sabine Breitwieser e Martin Hartung.
Dove: The Museum of Modern Art, The Yoshiko and Akio Morita Gallery, New York
Quando: dal 25 gennaio al 6 agosto
Info: www.moma.org
Opera cult: la ripresa dei diversi pareri sulla guerra di cittadini, blogger, corrispondenti, veterani, studenti, attori, intervistatori e uomini di legge

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