La quercia e la rosa, di Ludovica De Nava

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venerdì 17 febbraio 2012

Milano festeggia l'anno di Klimt con una delle opere più celebri del maestro austriaco

Milano festeggia l'anno di Klimt con una delle opere più celebri del maestro austriaco

di Melisa Garzonio
Trentaquattro metri di linee sinuose, gran profusione d’oro, disegni e trame che rivelano un eccletismo raffinato: sopra una fascia ispirata alla pittura egiziana e ai capolavori vascolari greci, la mano del maestro ha istoriato una sequenza di figure che richiama il segno forte delle stampe giapponesi di Hokusai e Utamaro. Il dipinto, appoggiato su tre pareti del palazzo della Secessione, fu inaugurato da Gustav Klimt (1862-1918) nel 1902, in occasione della XIV esposizione del movimento.

La mostra fu pensata dai viennesi come un corale omaggio a Ludwig van Beethoven, esemplare incarnazione, per Klimt e compagni, degli ideali secessionisti dell’amore e del sacrificio che conduce verso il sublime. Il fregio, ispirato alla Nona Sinfonia, capolavoro assoluto del compositore tedesco, faceva da preziosa cornice a una grande scultura in marmo di Ludwig realizzata da Max Klinger. Nell’ultimo pannello, Klimt riporta la citazione biblica: “Il mio regno non è di questo mondo”

Nell’anno in cui cade la ricorrenza dei 150 anni della nascita del pittore austriaco, giocando d’anticipo sui poderosi festeggiamenti che riempiranno di magie klimtiane i musei e le gallerie di tutta Europa, da Parigi a  Barcellona, da Berlino a Londra, Milano anticipa la concorrenza con una mostra che riproduce in dimensioni reali il grandioso fregio beethoveniano, facendolo precedere dai manifesti originali di quattro celebrità del secessionismo: Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba, e accompagnandolo con quindici disegni originali di Klimt ispirati al tema del gigantesco affresco custodito in una sala del Palazzo della Secessione a Vienna (vedi foto).

“Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven”, Spazio Oberdan, Milano, fino al 6 maggio. www.klimtmilano.com


Ci sono anche queste…

Cindy Sherman
E’ considerata una delle più importanti e influenti artiste del nostro tempo, i suoi scatti, centrati sulla costruzione-descostruzione del concetto di identità, hanno cambiato la storia della fotografia post-moderna. In mostra oltre 180 opere delle serie più celebri, dagli autoritratti alle maschere, ai clown. Dove: Museum of Modern Art, New York.
Quando: dal 26 febbraio all’11 giugno
Info: www.moma.org
Opera cult: la serie completa dei ritratti dove Cindy si propone sotto i più incredibili camouflage (1989-90)

“Sonia Delaunay. Atelier simultané 1923-1934”
Da vedere questa mostra dedicata a Sonia Terk Stern in Delaunay, l’artista russa che ha rivoluzionato la storia dell’arte, del costume e della moda del secolo di Picasso, condividendo col marito Robert Delaunay la passione totalizzante per il colore.
Dove: Fondazione Marconi, Milano
Quando: dal 23 febbraio al 31 marzo
Info: www.fondazionemarconi.org
Opera cult: delle cento gouaches in mostra non ce n’è una che non dia l’idea dell’armonia creativa dell’artista

“Ombrebianche/animerosse”
E’ la prima volta che Federica Brunini mette in mostra le sue fotografie di viaggio. Giornalista, scrittrice di costume (“Sarò Regina. La vita di Kate Middleton come me l’ha raccontata lei”, Sonzogno), scatenata globe – trotter le piace fotografare luoghi e persone sconosciuti e incorniciarli in una storia.
Dove: Castelli Gallery, Milano
Quando: dall’8 al 28 febbraio
Info: www.castelligallery.it
Opera cult: a scelta, la scarpetta d’oro o il foulard rosso?

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