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sabato 11 febbraio 2012

SPETTACOLI PUBBLICI E MONOPOLIO: CALDART SI RIVOLGE ALLA PROCURA E ACCUSA COMUNE E AUTORITA’ PORTUALE

SPETTACOLI PUBBLICI E MONOPOLIO: CALDART SI RIVOLGE ALLA PROCURA E ACCUSA COMUNE E AUTORITA’ PORTUALE
In due esposti il racconto delle presunte esclusioni immotivate
Di Mauro Lissia
 
Cagliari. Stanco di vedere esclusi i proprio progetti di spettacolo senza neppure una spiegazione, l’organizzatore Andrea Caldart si è rivolto alla Procura della Repubblica: due esposti, di cui uno insieme al collega Filippo Serra, perché venga stabilito se nel comportamento dell’amministrazione comunale e dell’Autorità portuale possano essere ravvisati estremi di reato.
Non è la prima volta che Caldart sceglie la via giudiziaria per sbloccare quello che lui considera un monopolio inespugnabile: “Lavorano sempre gli stessi – accusa l’imprenditore – poco importa se hanno condanne nel proprio passato e processi in corso”. Processi – il riferimento è per i rappresentanti legali e artistici di Sardegna Concerti – Sardinia Jazz – in qualche caso aperti proprio partendo dalle sue denunce. Negli esposti Caldart racconta le ultime vicende: il disinteresse incassato sul progetto del “teatro del mare”, una struttura amovibile nell’area di fronte all’Ottagono che avrebbe garantito uno spazio pubblico per musica e intrattenimento “senza alcun costo per il Comune”. Poi il “no” alla realizzazione dello stesso progetto all’interno dell’area portuale, al molo Ichnusa. Infine l’esclusione (“senza neppure una nota di spiegazione”) dal programma di spettacolo per il Capodanno, malgrado le società che fanno capo a Caldart e Serra si siano proposte formalmente seguendo a puntino le procedure: “Noi restiamo sempre fuori – avverte Caldart – mentre gli altri hanno rapporti privilegiati con il Comune e usano liberamente attrezzature tecniche di proprietà pubblica per spettacoli musicali privati. Credo che questa situazione debba essere sanata, perché è inaccettabile e potrebbe essere illegale. Un’amministrazione pubblica deve garantire opportunità paria tutti gli operatori e i progetti devono essere valutati in base a criteri oggettivi, che spesso non vengono neppure stabiliti”.
da La Nuova Sardegna 

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