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lunedì 23 aprile 2012

"Viva La Vida": raccontare la speranza a Juarez, città dell'eccidio di donne

Troubs e Baudoin con il loro libro Troubs e Baudoin con il loro libro 

"Viva La Vida": raccontare la speranza a Juarez, città dell'eccidio di donne

di Cristiano Sanna
Parlare di vita nella città simbolo per eccellenza di morte. E' possibile? Edmond Baudoin e Jean Marc Troub, in arte Troubs ci hanno provato con tutte le forze disponibili, prima fra tutte la forza del disegno. Carta e china per Viva La Vida (Coconino Press), un reportage disegnato che (chi scrive non ama molto il giornalismo e le rievocazioni di storia recente a fumetti) centra pienamente il bersaglio e realizza una riuscita fusione di cronaca, sogno, arte grafica. I due autori hanno viaggiato fino a El Paso, Usa, e da lì passato il fiume che divide la città americana da Ciudad Juarez. A spingerli, il libro 2666 del cileno Roberto Bolano, sul misterioso eccidio di donne nella città messicana, i cui resti vengono ritrovati sparsi nel deserto attorno. Uno dei crimini più efferati, e più misteriosi, della nostra epoca. Quel che segue è un racconto in presa diretta che non si limita soltanto a raccontare fatti ma mira alle aspirazioni, ai progetti, alla volontà di un domani migliore che non si arrende all'orrore.
Do ut des - Tutto il viaggio a Juarez di Baudoin e Troubs si basa su un semplice accordo: io ti ritraggo e tu in cambio mi racconti il tuo sogno. Parla la gente comune, le ragazze delle maquilladoras, le fabbrichette di manifattura messicane che confezionano a basso costo le merci destinate al mercato americano, parlano gli studenti, i giornalisti, gli attivisti politici e i perdigiorno, parlano i baristi, i venditori di dolci all'angolo della strada, parlano molte donne, di tutte le età, gli anziani che ricordano la storia antica di Juarez, avamposto della lotta contro lo strapotere imperialista di Massimiliano d'Austria fino ai tempi di Pancho Villa. I racconti sono scanditi dall'orrore: ritrovamento di resti umani, cadaveri abbandonati come carogne di cani per strada dopo i regolamenti di conti fra bande di narcos. Poi c'è il suono, il suono del caos.
Cosa viene dopo la notte - E' di notte che Juarez sembra animarsi alla sua vera vita. Una vita scandita dai colpi di mitragliette, dalle sgommate di auto lanciate a tavoletta, dalle sirene di ambulanze e forze speciali di polizia mandate dal presidente Felipe Calderon a presidiare con metodi militari un territorio martoriato. E' la faccia velenosa del capitalismo, quella della colonizzazione multinazionale, degli affari deviati, dello sfruttamento dei lavoratori e del finto riscatto sociale che devia nel traffico di droga ed esseri umani. Ma c'è chi si batte per aprire spazi culturali, aver cura di bambini e ragazzi disadattati, tenere vivo il dibattito che è il primo presupposto della civile convivenza. Creatività e sogno contro l'orrore della violenza, violenza soprattutto contro le donne. E' abbastanza per non cedere al caos di una città incomprensibile, un avamposto del male con il deserto attorno.

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